La primavera tarda ad arrivare

proteste-in-siriaCome mi spiace che in Siria non ci sia il petrolio.

Come sono schifato dal vedere speculare sulla vita di tante persone; gli speculatori di tutti i tipi, quelli che per ragioni politico ideologiche sostengono una o l’altra parte, l’imperialismo USA o la “saggia” Russia.

Tutto questo mi fa schifo.

Fatico a capire perché alla comunità internazionale, tutti i paesi nessuno escluso, non gliene freghi mai un cazzo della vita della gente, e sono li proprio per questo. I giochi di forza stile guerra fredda dovrebbero essere finiti, terminati da più di 20 anni e invece no, ancora non si capisce.

Un mondo con Assad faceva molto più comodo all’occidente e a Israele di una Siria destabilizzata e in mano a gruppi islamici di varia provenienza, per questo il tutto ha ancora meno senso, non ha un senso politico, logico e strategico. Lo stesso per la Russia e l’Iran.

La situazione ora è profondamente diversa da quelle passate: diversa dall’Iraq, dall’Afganistan e dall’ex Jugoslavia.

Iraq e Afghanistan sono state guerre insensate, americane: una per pura speculazione economica, l’altra per vendetta.

In Siria c’è già una guerra civile in atto che andava fermata molto prima, come sarebbe dovuto essere in Bosnia.

Non ha senso parlare di chi ha armato chi, se i ribelli sono al soldo dell’occidente e dell’Arabia e la Siria protetta da Russia, Cina e Iran. Il punto vero su cui riflettere dovrebbe essere solo la sofferenza delle persone.

Una comunità internazionale che si rispetti e un occidente che porta la bandiera della giustizia in giro per il mondo, non so con quale coraggio, avrebbe dovuto intervenire subito, dopo la prima settimana di sparatorie, senza attendere anni e intervenire quando tutto è già crollato. E per cosa ora? Per aggiungere dolore ad altro dolore. In questo si mi ricorda la Bosnia: non intervenire nel ‘92 ha portato a genocidi indicibili e alla distruzione; non parlo solo di una città, “Sarajevo”, e di interi villaggi, ma dell’identità stessa per cui l’Europa Unita era nata. Ora con la Siria sta succedendo la stessa cosa, però in scala mondiale. Tutto questo dovrebbe sancire definitivmente l’inutilità e l’insensatezza della Nazioni Unite. Non che ci servissero altre prove!

…e tutto questo per sete di potere e il piacere di giocare a risiko, come al solito!

“La primavera intanto, tarda ad arrivare”

Chavez. Hasta Siempre?

Chavez-300x187In questi giorni, dopo la morte di Chavez, mi è capitato di imbattermi nei soliti giudizi sommari, di condanna e di innalzamento a ruolo di santo, che mi fanno sempre più accapponare la pelle.

Dopo aver scorso parecchi post su facebook, ha cominciato a farmi male la coscienza, quella di chi può pensare, scrivere e dire quello che vuole.

Mi ha fatto male vedere chi inneggia a regimi dittatoriali e vive in una democrazia dove si può scrivere e dire quello che si vuole, come mi ha fatto male vedere chi condannava Chavez solo perché antiamericano e di sinistra.

Mi ha fatto  male leggere chi dice che in Venezuela non c’era una dittatura perché vi erano state regolari elezioni, tralasciando il significato di regolari. Cosa significa regolari?

Mi ha fatto  male vedere demonizzare Chavez solo perché dichiaratamente comunista, contro il libero mercato e contro le politiche che hanno affamato la gente del suo paese.

Ciò che mi ha fatto male è la mancanza di silenzio; la foga di dover dare subito un giudizio, senza mai razionalizzare, discernere.

Voglio però spingermi oltre dichiarando il mio sdegno, perché chiunque in Italia può scrivere e dire quello che pensa.

Il mio andare oltre sta nel provare rabbia verso chi, con la propria libertà, inneggia a chi governa il proprio paese togliendo la libertà di dire e pensare quello che si vuole.

La libertà! Questa parola magica, usata in malo modo dalla nostra politica, non è che una possibilità che abbiamo avuto come diritto di nascita e che molti ancora sognano, sia sotto regimi di destra che di sinistra che vietano il pensiero libero e l’autodeterminazione.

Siccome storicamente è sempre stato così, sia per i regimi fascisti che comunisti, diffido sempre di chi dice che il male è tutto da una parte e il bene tutto dall’altra,  perché il pensiero non può essere incasellato, non lo deve essere, non lo si può accettare. Non si può accettare la crescita drogata dai sussidi in cambio della libertà, come non si può accettare l’ordine sociale in cambio della libertà.

Chi inneggia a Chavez oggi lo fa perché vede in lui chi ha avuto il coraggio di andare contro la politica internazionale dell’occidente che: invade l’Iraq per il petrolio, l’Afganistan per vendetta e la Libia sempre per l’oro nero. Credo però che fare retorica su questi fatti sia abbastanza semplice!

Mi fa tristezza e anche paura, chi dice che in quei paesi come il Venezuela di oggi vi è la possibilità di essere uomini e donne fino in fondo, che possono ricercare come meglio credono la loro felicità. È una bestemmia sociale, oltre che una menzogna, che mi fa venire i brividi; come mi facevano tristezza le politiche di Bush, i colpi di stato guidati in sudamerica e tante altre cose vergognose portate avanti dai nostri paesi, in cui però, se voglio mandare a fanculo il capo del governo non mi vengono a prendere a casa e mi portano in prigione.

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