Buonanotte Italia

Un vuoto: decisionale, di potere, di idee.
Un vuoto totale.

Un Presidente della Repubblica rieletto per cause di forza maggiore, un partito storico come il PD che si sgretola, un Movimento 5 Stelle che, seppur stella nascente dello scenario politico italiano, più che gridare allo scandalo non sa fare, un Berlusconi ventennale che continua il tira e molla di promesse e compromessi.
E’ l’Italia indebolita, indecisa, priva di comando.
E’ un’Italia che sembra assopita, che fortunatamente dorme come in preda ad una anestesia, per non sentire il dolore.
Si, fortunatamente: in questo vuoto totale che fa seguito a un governo tecnico imposto, a una sinistra che si sfalda e si rinnega, a una destra che non ha piu’ coerenza e a un centro che non esiste, solo un indolenzimento di idee può evitare lo sbaraglio di un Paese.
C’è chi grida al colpo di Stato come se stesse ancora parlando e recitando da un palco della RAI in prima serata, senza pensare al vero peso delle parole.

Se l’Italia non fosse indolenzita, sarebbe un rischio grosso, grave, pericoloso.
Le coscienze vanno stimolate e incanalate costruttivamente, non scosse solamente per creare confusione.

Ma l’Italia dorme, si lamenta, accenna a svegliarsi per poi ricadere in un sonno leggero e disturbato.
La speranza è quella che si svegli guarita, in salute e pronta a ripartire.
I nuovi partiti ed i vecchi, insieme ai loro innovatori, risveglino il nostro Paese con dei programmi, delle azioni, degli accordi, delle coalizioni.
L’Italia che non è al governo non dorme, forse è solo annoiata e stanca, perchè il vecchio è come il nuovo.
Chi lascia la strada vecchia per la nuova, in Italia, sa quello che lascia…ma non trova nulla.

Guerra di logoramento

guerra-logoramento

Un paio di settimane fa, a distanza di un mese circa dalle elezioni, avrei scritto un post su come il PD si trovasse di fatto sotto scacco matto, impossibilitato a formare un governo, assediato dall’inflessibilita’ di Grillo da una parte e dal suicidio politico che sarebbe stato l’inciucio con Berlusconi dall’altra. Un Grillo lucido, conscio del peso acquisito nello scacchiere della politica italiana sembrava avere le carte in regola per fare il bello ed il cattivo tempo nonostante le elezioni non le avesse vinte lui…

Adesso invece si prospetta uno scenario un po’ diverso, abbiamo parlato la settimana scorsa di stallo alla messicana, ma mi sorge il dubbio che non si tratti proprio di uno stallo, sembra un qualcosa di piu’ complesso di un semplice stallo, direi piu’ una guerra di logoramento. Vista come uno stallo non e’ chiaro come la situazione possa evolvere e la soluzione sembra imprevedibile, ma se la vediamo come una guerra di logormanto il discorso assume delle sfumature un po’ diverse…

La guerra di logoramento e’ una strategia che mira a consumare le risorse materiali nonche’ il morale del nemico per obbligarlo alla trattativa oppure per strappargli l’iniziativa. La guerra di logoramento viene combattuta fra eserciti che non sono in grado di prevalere l’uno sull’altro attraverso scontri decisivi, oppure da un esercito in forte minoranza, di numero o di risorse, contro un nemico piu’ potente (Wikipedia).

Vista sotto quest’ottica la situazione appare molto piu’ chiara, ed appare molto piu’ chiaramente chi saranno i vincitori e chi saranno i vinti, d’altronde non era molto difficile intuirlo miei cari italioti, i numeri parlano chiaro, come sempre.

I vincitori siete voi (noi) italioti in primis, 59% del popolo italiota che avete votato per lo status quo (PD + PDL), e lo status quo avrete. Loro (PD + PDL) ce l’avevano messa tutta per perdere: accantonamento delle nuove leve (Renzi, Alfano), riconferma dei dinosauri alla guida delle rispettive coalizioni, scandali finanziari in piena campagna elettorale (MPS), offese all’intelligenza dell’italiano medio o presa d’atto di quella dell’italiota (restituzione dell’IMU), tutto inutile, il popolo italiota li ha rivoluti a tutti i costi, e li riavra’.

Grillo e’ il grande sconfitto, nonostante tutto il vantaggio concesso dagli avversari non e’ riuscito a sfondare, quel 25% che inizialmente e’ sembrato un risultato al di la’ di ogni piu’ rosea aspettativa di tutto il suo movimento, si sta rivelando per quello che e’, una vittoria di Pirro. Finito l’entusiasmo iniziale comincia lo scontro con la dura realta’ della guerra di logoramento, i bizantinismi dei processi istituzionali, la stampa di regime, un paio di colpi bassi ben assestati, qualche franco tiratore e le forze vengono a mancare, la stanchezza inizia a farsi sentire, diventa piu’ facile fare degli errori, ed il nemico e’ li’, pronto ad approfittarne, come in ogni guerra di logoramento…se lo chiedete a me, e’ fin troppo chiaro chi ha vinto queste elezioni. Godetevi la vittoria miei cari italioti. Io, per il momento, me ne resto in Australia.

Da Severgnini a Cartesio: Fate presto! Come uscire dallo stallo alla messicana

StalloSono passati ormai 46 giorni dalle elezioni e la politica italiana si trova in uno stallo alla messicana. Beppe Severgnini rievoca Sergio Leone (1966) ne “Il Buono, il brutto ed il cattivo” ed il celebre triello (duello a tre) per descriverla efficacemente. Una sequenza infinita in cui i tre si guardano, si studiano e il primo che arriverá alla pistola, sparerá! Difficile discernere chi fra Berlusconi, Bersani e Grillo sia il buono, ma finché nessuno si muove non succede niente.

Guardate i tre minuti di Beppe Severgnini, cliccando il link qui sotto:

http://video.corriere.it/italia-stallo-torre-controllo-fate-presto-/24324b7c-a03a-11e2-b85a-0540f7c490c5

Per noi, miei cari Italioti, i nostri politici sono come viaggiatori smarriti in una foresta…Come uscirne?

La soluzione che deriverebbe dal Discorso sul Metodo di Cartesio sarebbe quella di formare un governo (una qualsiasi delle opzioni) e farlo durare perché l’Italia ha bisogno di scelte, di azioni, di una guida. Anche qualsiasi.

Ecco con le parole del filosofo e matematico francese:

“Imitare in questo i viaggiatori che, trovandosi smarriti in una foresta, non devono vagare, aggirandosi ora da una parte ora dall’altra, né tanto meno fermarsi in un posto, ma camminare sempre diritto, per quanto è possibile in una direzione, e non cambiarla senza un buon motivo, neanche se l’avessero scelta, all’inizio, solo per caso: in questo modo, infatti, se non vanno proprio dove desiderano, arriveranno alla fine almeno in qualche luogo dove è probabile che si trovino meglio che nel bel mezzo di una foresta. Così, dal momento che spesso le azioni, nella vita, non consentono nessun indugio, è una verità assai certa che, quando non è in nostro potere discernere le opinioni più vere, dobbiamo seguire le più probabili; e inoltre, che se le une non ci paiono più probabili delle altre, pure dobbiamo sceglierne una, e considerarla in seguito non più come dubbia, in riferimento alla pratica, ma come verissima e certissima, perché è tale la ragione della nostra scelta”.

Da Discorso sul metodo, parte terza: Qualche regola della morale tratta dal metodo

Sergio Leone, Il Buono, il brutto ed il cattivo – la scena del triello alla Messicana:

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