Una nuova destra

salvini

La nuova destra italiana non e’ una destra berlusconiana: ruffiana e figlia dell’immobilismo della prima Repubblica.

La destra di Berlusconi si e’ dissolta a cause delle sue 1.000 promesse non mantenute: dalla riforma giustizia, all’articolo 18.

Tutte queste riforme le sta provando a fare Renzi, con un sostegno popolare ben largo, similare a quello del primo Berlusconi, a riprova che ormai le persone non votano piu’ un partito ma un’idea chiara di paese (si vedano le ultime Europee).

La nuova destra e’ molto piu’ simile a una Lega nord allargata, senza piu’ il feticcio della difesa della padania, ma con il nuovo mito della difesa del sacro suolo nazionale italiota.

Difendiamoci contro:

  • l’immigrazione in generale che ruba lavoro
  • le politiche europeiste atlantiste e diventiamo i nuovi amici di Putin
  • qualsiasi cosa che il governo promuove, anche se era nel programma della mia coalizione fino a qualche anno fa
  • l’euro
  • etc etc

A destra si parla ben poco di lavoro, quello lo si demanda al governo. A destra non si espongono sulla correttezza o no del job act, probabilmente perche’ sono d’accordo anche loro. Nella nuova destra parlano di valori che colpiscono alla pancia le persone.

Chi e’ l’artefice di tutto questo? Fitto? Qualche resuscitato del PDL? No, Matteo Salvini.

La pancia che si vuole colpire per prendere voti e’ quella delle persone che hanno paura, delle persone poco informate e delle persone che non votano PD perche’ pensano che sia di sinistra e che mai voterebbero M5S perche’ sono un ammasso di comunisti (anche se, ho sempre avuto personalmente l’impressione che un bel manipolo di camerati si nasconda tra di loro).

Forse a destra e’ proprio Salvini ad aver imparato la lezione del M5S: il populismo a prescindere ti fa prendere un bel po’ di voti.

Stimolare la paura del diverso per aver voti e’ una tecnica antica, ma prolifica. Se a questo aggiungiamo l’idea anticasta che la Lega si porta dietro, anche se e’ stata lei al governo con Silvio per tanti anni, Il bacino elettorale e’ piu’ o meno lo stesso di Grillo: persone scontente con poca capacita’ di analisi, che non si rivolgono a sinistra per la protezione dei propri interessi (perche’ non c’e’ nessuno), ma ritornano ad un vecchio fascismo sociale per la protezione del proprio orticello.

Salvini cerca i voti spaventati dei pochi operai rimasti, dei tanti Grillini delusi e dagli irriducibili che PD non lo voterebbero mai.

In tutto questo, l’assenza di una sinistra vera da votare si fa sentire: chi la voterebbe per la difesa dei propri interessi non trova nessuno e allora l’elettore passa sopra a qualche sparata razzista per vedere protetto il suo piccolo mondo.

Anche fratelli d’italia fara’ naturalmente parte del nuovo MSI, che andra’ nascendo sulle ceneri della Lega e di una destra che e’ stata in gran parte assorbita da Renzi.

Aspettiamo tutti che la sinistra, quella vera, ritrovi il modo di organizzarsi e di fare politica in modo sensato, per tornare finalmente a come eravamo abituati: MSI, DC, PC con il M5S che forse avra’ esaurito il suo lascito, perso di qua e di la tra estrema DX ed estrema SX, con un PD destinato a governare per I prossimi lustri: sempre che Renzi non affondi come Berlusconi travolto da troiette di alto bordo e dal non aver mai fatto nulla di concreto.

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L’albore della Terza Repubblica: cosa dovrebbe fare il PD, lo stallo del PDL e il M5S

rock in the parlamentoLe forze politiche ora in parlamento, espressione del paese, non sono riuscite a trovarsi d’accordo se non sul passato, non per preservare poteri e poltrone grazie a strani complotti architettati chissà dove, ma perché le urne hanno consegnato all’Italia una situazione non chiara, torbida e salmastra.

In una situazione dove vi sono 3 forze politiche principali, 2 solide che non si sognerebbero mai di comunicare l’una con l’altra come PDL e M5S ed una fortemente divisa al suo interno sul cosa fare e con chi, il risultato non poteva essere altro che un ritorno a Napolitano per non aggravare una situazione già drammatica.

In molti parlano di una vergogna per la mancata convergenza tra PD e 5 stelle, quando all’interno dello stesso PD le anime sono le più disparate e inoltre non si sa come mai se prima Grillo aveva detto di no ad un governo col PD, dopo l’elezione di Rodotà avrebbe dovuto convergere per la guida del paese!

Non si è avuto un governo Grillo e PD per diverse ragioni: in primo luogo perché anche il movimento 5 stelle deve rendere conto ai suoi elettori e un posizionamento politico non di protesta sarebbe stato forse troppo per un movimento che ancora deve diventare partito e poi perchè l’accozzaglia del PD è sempre stata troppo varia: ex PCI, ex DC, ex PSI. Il Partito Democratico ha inglobato per anni i partiti e i mali della prima repubblica, che sono stati tenuti assieme solo da due persone, Silvio Berlusconi e Romano Prodi che riusciva appunto a fare governi con Mastella e con Bertinotti assieme.

Oggi sembra che la base chiassosa del PD avrebbe voluto a tutti i costi un patto con i grillini grazie ad un Rodotà presidente, ma anche queste sono solo supposizioni. Rodotà non è stato votato dal PD per le forti opposizioni “Cattoliche” interne al partito che, ragionando appunto come la vecchia politica, voleva qualcuno dei “suoi” in una carica importante, avendo perso sia camera che senato.

Da questo quadro confuso salta fuori un altro elemento che di sicuro non armonizza: l’amato o odiato Matteo Renzi che non riesce a creare opinioni ibride sulla sua figura. Amato da chi vede in lui l’unica via d’uscita per il Partito Democratico e odiato da chi non riesce a dire altro che dovrebbe andare nel PDL. Inoltre dai cattolici del PD Renzi è visto come un pericoloso riformista, che vuole separare in toto la fede dalla cosa pubblica, come ha detto chiaramente nell’intervista dalla Bignardi mentre si faceva il nome di Prodi per il Quirinale. Il suo ruolo di “Cattolico Moderno” non è da sottolvalutare per chi fa politica con il modello di Paolo VI piuttosto che col modello più comunicativo e vicino alle persone di Papa Francesco. Proprio per questo suo ruolo divisorio delle diverse anime di partito ex PC ed ex DC, il PD dovrebbe rifondarsi su Renzi, le anime di sinistra confluirebbero in SEL, quelle cattoliche nell’UDC e forse riusciremmo ad avere una sinsitra europea riformista unita senza veti incrociati. Non ho la più pallida idea di quanti voti potrebbe prendere questo PD 2.0, ma probabilmente attingerebbe un po’ dai 5 stelle delusi da un Grillo sempre in barricata, da una base solida riformista del PD odierno e da chi ha votato PDL ma non ne può più di Berlusconi.

Prima non era il tempo di Renzi, forse ora che i nodi sono venuti al pettine in modo così doloroso si può veramente rifondare, senza le ombre pesanti della prima repubblica sul groppone.

In tutto questo Berlusconi sembra essere quello che nel breve periodo ha vinto su tutti i fronti: quello politico, quello personale, quello interno al partito! Il PDL e il M5S escono da tutto questo caos più solidi che mai! Ora devono cominciare a temere il governo che verrà perché, se portasse avanti le riforme promosse dal consiglio dei saggi di Napolitano: riforme istituzionali volte ad un presidenzialismo, un taglio delle tasse ed il taglio dei costi della politica si ritroverebbero senza più carte da giocare.

Il movimento di Grillo si salverà vista la necessità che ha il paese di volti nuovi, ma non vedo come il PDL possa soddisfare questa necessità essendo sempre più un partito persona, dove una volta venuto a mancare Berlusconi probabilmente si sgretolerà su se stesso. Non c’è un Renzi nel PDL. I maligni potrebbero dire che Renzi sarebbe la perfetta nuova guida per il PDL, ma non ci credo e invece vedo Renzi un uomo di sinistra, riformista e moderno; che poi una certa sinistra nostalgica questo lo assimili all’essere di destra è sintomatico del perché il PD si sia spaccato e del perché un partito di centro sinistra in questo paese non è mai risucito ad essere al potere in modo incisivo.

Il bene che viene della situazione ingarbugliata in cui ci troviamo è che forse è la volta buona che la vecchia politica ci può regalare una via per la terza repubblica, facendo il suo canto del cigno, votando e promuovendo quelle riforme che da troppo tempo sono necessarie, per poi andare a votare con un vero sguardo nuovo verso il futuro, diverso per composizione partitica dei partecipanti all’agone politico e per prospettive del paese: una sinistra forte, un centro sinistra riformista, un Movimento 5 Stelle diverso da tutto il resto e un centrodestra a cui non saprei che ruolo affidare.

Il male lo vedo solo nell’ennesima perdita di tempo possibile, nel riuscire anche questa volta a non fare nulla, nell’essere fermi come una statua di sale. Allora si che la condanna sarebbe definitiva e non vorrei vedere fra un anno un vero “Mini Golpe” necessario perché finalmente l’Italia si risvegli, nel modo peggiore possibile, dal torpore in cui è caduta, con una soluzione che in passato ci ha fatto tanto male.

Grazie Movimento 5 Stelle

GRAZIE-1 (1)Quasi tutti non lo sopportano, quasi tutti lo considerano un male per il paese, ma secondo me un grazie al movimento 5 stelle lo dobbiamo dare tutti quanti noi che chiediamo rinnovamento!

Un grazie perché senza di loro, senza il loro essere: chiusi, integralisti, fascisti, comunisti, ignoranti ecc ecc, come si è sentito da tutte le parti nel post elezioni, i nostri cari politici non sarebbero mai entrati in crisi e tutto sarebbe sempre stato come prima, con le varie promesse di cambiamento mai mantenute.

Bene ora è diverso e per questo devo dire grazie a Grillo e ai suoi seguaci: che non stimo, che non apprezzo, ma che ringrazio, per aver messo un po’ di fiato sul collo a quelle persone che ci stanno governando male da troppo tempo.

Questo è forse l’unico merito che vedo nel Movimento 5 stelle, che poi a 5 stelle ha poco altro secondo me. La responsabilità che ricoprono è enorme e se fosse usata bene sarebbe prorompente. Cambiare le istituzioni per cambiare il paese: questo sarebbe meraviglioso e il PD credo che sta volta sarebbe anche disposto a farlo, perchè ha bisogno come il pane di rinnovamento, ma purtroppo il caro DUX stellato non riesce a vedere al di là del suo naso. Il comico genovese continua a dire che sono tutti uguali, francamente non so come faccia e, a meno di cambiamenti repentini dell’ultimo momento, butterà all’aria una possibilità enorme di cambiamento, che se cogliesse, tutto il paese gli sarebbe riconoscente: dalla sinistra che, come detto prima, o rinnova o muore, a chi ha votato PDL ma non ne può più di Berlusconi. Forse Grillo potrebbe essere veramente il grande traghettatore verso la terza repubblica, ma haimè, pur avendo passato lo stretto di Messina a nuoto, sembra non aver mai saputo guidare nemmeno un pedalò!

N.B L’articolo è un’opinione dell’autore. Non si vuole con esso esprimere l’opinione di tutti i partecipanti all’avventura di Italioti.it

Eppolitica: Tv e media nelle elezioni politiche italiane

elezioni-2013-social-networkQueste ultime elezioni italiane, ci hanno dato parecchi spunti di riflessione.

Oltre ai classici: la legge elettorale è una immondezza e bisogna cambiarla, in parlamento sono finiti degli idioti e cosa farà ora Napolitano, abbiamo una new entry: I nuovi media versus I vecchi media!!

Dei primi punti non voglio parlarne perché sono o troppo noiosi e/o troppo semplici da risolvere. Mi vorrei invece dilungare qualche minuto in più su la vera partita che si è giocata in Italia nelle scorse elezioni. Con tutte le semplificazioni del caso direi che i contendenti erano fondamentalmente quattro:

Il PD – che ha usato i giornali (e qualche programma televisivo)

Il PDL – che ha basato tutta la campagna elettorale sull’uso spansmodico della TV

Il M5S – che ha basato tutto sul web e solo sul web

Monti – un mix fra TV, giornali e settimanali (penso che gli mancasse un’apparizione su donna moderna…)

Certo potrei anche citare i contenuti ma ritengo che siano una cosa minore rispetto  al mezzo usato per distribuirli. Ancora una volta vorrei precisare che stiamo riflettendo su una delle dimensioni del problema e che una moltitudine di chiavi di lettura possono essere aggiunte allo schema di ragionamento.

Inizierei con qualche statistica:

  • 58% delle famiglie italiane ha un pc
  • 54% delle famiglie italiane ha una connessione internet (32 milioni di utenti)
  • 90% degli italiani (da 11 a 74 anni) ha un telefono cellulare ed il 40% ha uno smartphone
  • Circa il 10-15% degli italiani legge il giornale (qui difficile trovare statistiche precise)
  • Direi che il numero di TV per famiglia è comunque molto vicino al 90-100% (anche qui difficile trovare statistiche adeguate)

Quindi se è vero che tutti hanno una TV e che pochi leggono il giornale, moltissimi hanno accesso ad internet (fisso o mobile) con il quale informarsi e a differenza degli altri due primi mezzi di interagire con altri. Un’altra dimensione che vorrei anche che si tenesse a mente è quanto tempo si passa su internet (notizie, ricerche, social media) rispetto a quanto si guarda la TV e si legge un giornale.

Ok, tante belle cose e quindi? Cosa c’entra tutto questo con le elezioni? Beh forse nulla niente, forse tantissimo. Vediamo se riesco a provare a capire un po il fenomeno.

Berlusconi per garantire ai suoi di prendere il 30% dei voti e’ bastato usare massivamente la TV. Super presenzialista con qualche slogan da uomo di marketing (vi restituisco l’IMU e piu pelu per tutti) e’ riuscito a mobilizzare tutti quelli che avrebbero votato Renzi se il PD gliene avesse dato la possibilità.

Grillo ha invece usato la rete. Non ha dovuto fare granché a pensarci bene. Ha creato una piattaforma sul quale diffondere informazioni avere dei dibattiti e presentare proposte (m  quanto e’ simile a facebook questa cosa….). Non solo ha parlato lui, ma hanno “bloggato” in migliaia e fra loro udite udite anche qualche esperto di fama internazionale (gli stessi che il PD ed il PDL non hanno nessuna credibilità per poterli attrarre).

Bersani e Monti hanno invece usato un po di TV e fondamentalmente mobilitato I giornali. Direi che mi sembra abbastanza accurato dire che i giornali (quelli non di Silvio) erano equamente ripartiti fra lui e Monti.

Ma allora cosa e’ successo? Direi che molto grossolanamente questo è il riassunto:

  • Gli italiani che guardano la TV voglio messaggi semplici (direi banali) facili da capire e che non hanno bisogno ne di approfondimento ne di contro verifiche (i.e. IMU)
  • Gli italiani che navigano su internet stavolta si sono mobilitati ed hanno in grossa parte (o tutti) votato il M5S.
  • Pochi italiani leggono i giornali ed ancora meno si fanno influenzare da loro.

Risultato: Bersani e Monti hanno sostanzialmente parlato sono ai loro elettori, Berlusconi e Grillo hanno parlato al Paese.

Spendiamo due parole aggiuntive su Grillo ed il M5S. Grillo (oramai sempre meno comico) ha pochissimo di politico ma dalla sua ha una enorme capacità di leadership. Vorrei ricordare che in più di una occasione ha portato in piazza più di un milione di persone, numeri che i sindacati si sognano. Ma la cosa che davvero lo distingue e’ che,  a differenza dell’altro “grande” leader in Italia, lui  non lo ha fatto (almeno non che io sia riuscito a percepirlo) per cercare di mantenere la sua posizione di privilegio ma lo ha fatto perchè (almeno credo) e’ un cittadino libero con delle opinioni, al quale piace informarsi e dibattere su qualsiasi tema. Ovviamente questo e’ il modello che rappresenta internet e chi lo usa per cui il suo 25% ci dovrebbe stupire molto poco.

Curioso di sentire le vostre opinioni a riguardo…

Sources: http://www.newmediatrendwatch.com/markets-by-country/10-europe/70-italy, Wikipedia, http://www.newspaperinnovation.com/index.php/2011/05/16/circulation-readership-in-italy/,

Postato per Stefano

Salviamo, il nostro paese da noi stessi! – I Marò e l’ennesima pessima figura dell’Italia

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A una settimana più o meno dall’annuncio che i Marò rimarranno in Italia, mi vengono in mente alcune considerazioni:

  • che abbiamo fatto l’ennesima figura di merda internazionale
  • che secondo alcuni abbiamo fatto bene a “tirare fuori le palle” e mi viene molta tristezza
  • che in India il diritto internazionale è molto aleatorio
  • che non ci si cura mai dei veri bisogni delle persone

Per analizzare la questione però, serve un sano distacco, senza essere tifosi dell’una o dell’altra parte come sempre accade in Italia, ma analizzando quello che è bene per l’Italia e per i suoi cittadini.

La domanda è una: il nostro caro ministro degli esteri, ancora per poco, che interessi ha fatto dicendo che i Marò rimarranno in Italia?

Si sono sentite 2 antifone fin ora: “cavolo è un nostro diritto, erano in acque internazionali, che si fottano gli inidiani.”

Oppure: “ha solo ragione l’India c’è un accordo firmato, non ci si può rimangiare la parola una volta data”.

Personalmente, vivendo in India, sono molto più vicino alla seconda affermazione e con calma nelle prossime righe cerco di sviscerare il mio punto di vista.

il pensiero dell’italiano che vive in India, vi giuro tutti quelli che conosco, è: ma come cazzo si fa a trattenere i Marò in Italia dopo aver “promesso” di rimandarli indietro?

La nostra credibilità internazionale già era uno schifo, ora è anche peggio!

Cerco di fare un discorso senza tirare in mezzo destra, sinistra, centro, hanno ucciso o non hanno ucciso, l’India è nel giusto o nello sbagliato, se erano acque internazionali o di pertinenza indiana ecc ecc..

Assumiamo che i 2 militari italiani abbiano agito nel giusto e che tutto è, legislativamente parlando, dalla loro parte.

Assumiamo anche che i 2 marò siano stati fatti attraccare in India con l’inganno per essere arrestati.

A questo punto e non dopo, un governo responsabile forte delle sue ragioni di giustizia, avrebbe dovuto fare un atto di forza diplomatico: richiamare l’ambasciatore, sospendere i visti ecc ecc. per far valere le sue ragioni.

Invece lo stato italiano lascia che sia, in favore dei buoni rapporti bilaterali Italo indiani.

Dopo qualche mese in cui tutti eravamo preoccupatissimi della situazione dei 2 nostri militari trattati malissimo nelle più profonde celle dello stato del Kerala, lo stato indiano ci rimanda indietro i 2 fucilieri per be 2 volte: una a Natale e l’ultima per votare, con un’apertura niente male per 2 persone accusate del’omicidio di 2 pescatori. La prima volta l’Italia si comporta come da accordi presi, rimanda indietro i Marò; la seconda volta dopo aver ottenuto la fiducia, visti i fatti precedenti, decide che è meglio tenersi i 2 militari a casa.

La domanda mi sorge spontanea? Ma perché? Perché lo stato Italiano deve far valere le sue ragioni? Perché non esiste che 2 militari italiani debbano essere processati in un paese come l’India? Noi, dico noi italiani, che ne facciamo una questione di prinicipio o di diritto?

La situazione era ormai definita, una volta scelta la linea morbida all’inizio perché decidere di non mantenerla? qual è il senso di trattenerli in Italia ora? Una manovra politica? Nemmeno perché le elezioni sono già state fatte. Allora quale può essere la ragione se non la stupidità?

Stupidità, perché se partiamo dalla domanda iniziale del post:  che interessi ha fatto il governo quando ha deciso di non rimandare indietro i marò, la risposta non è sicuramente, l’interesse degli italiani.

Il bene per gli italiani non è sicuramente quello di avere i marò a casa. Chi fa affari nel subcontinente, chi aspetta un bambino in adozione, chi è carcerato in attesa di giudizio e chi semplicemente ci vive in India avrà un sacco di noie e problemi. Hanno addirittura intimato all’ambasciatore di non muoversi dal paese; rischia il carcere perché ha firmato una dichiarazione giurata in nome nostro, del popolo italiano, che i 2 militari sarebbero tornati indietro!

Il rischio di un uso politico, contro il governo di Delhi da parte di forze nazionalistiche e di opposizione, contro gli italiani è un rischio sensibile.

Dal punto di vista economico il consumatore indiano, che solitamente è abbastanza nazionalista, se dovrà comprare un prodotto lo comprerà sicuramente non italiano: le nostre fabbriche venderanno meno, ci sarà meno produzione, meno bisogno di lavoratori ecc ecc ecc.

Ringrazio il governo, che di qualunque colore sia non si smentisce mai,  per le sue qualità nel ricercare sempre il bene dei suoi cittadini, almeno di quelli che dell’orgoglio di una prova di “forza” internazionale in questo momento non ne capiscono proprio la necessità, ma gli sembra di tornare a discorsi infantili su chi ha ragione, invece di fare il paese adulto e guardare a qual è la necessità vera delle persone.

Da italiano che vive e lavora in India per cercare di esportare il bello del nostro paese mi viene solo da dire: che tristezza.

 

Elezioni 2013: Alea iacta est

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La lettera di un nostro lettore sulle Elezioni politiche 2013

Sono uno di quei trentenni generalmente poco interessati alla vita politica. Nel corso degli anni ho sempre pensato che se mandi a Roma delle persone a rappresentarti pagandoli profumatamente e dando loro privilegi para-feudali poi questi signori devono lavorare senza chiederti ulteriore attenzione. Se paghi l’idraulico per aggiustarti il lavandino non esiste che poi devi metterti tu a cambiarti i tubi perché lui non lo fa.

In aggiunta, visti gli ultimi (almeno) dieci anni della vita politica dell’italica nazione, ho perso pure il gusto per il momento della delega, non esercitando il famigerato diritto-dovere con le scuse più fantasiose (devo lavorare/mal di gola/weekend al mare/c’è la motogp/etc.).

Questa volta però è stato diverso. Ho sentito qualcosa che mi ha spinto a prendere un treno e tornare sotto la Lanterna (Genova, ndr) esclusivamente per contribuire a definire il futuro del nostro Paese.

Ho votato Fermare il Declino, in maniera convinta e non turandomi il naso. Mi è piaciuto il programma, bella la campagna elettorale, bello il modo di reagire al mini-casino di Giannino (sta cosa del master oggettivamente è una cavolata rispetto a quello a cui siamo abituati). Questa è la mia idea, ma ci sono buone ragioni che possono portare a votare (quasi) tutti i partiti in lizza. Tanto probabilmente il quadro politico che uscirà da queste elezioni sará così instabile che dovranno fare qualche Grosse Koalition oppure si dovrà tornare alle urne tra sei mesi.

Il punto però non è questo. Sinceramente che vinca uno della triade Berlusconi-Monti-Bersani piuttosto che si attui la rivolta della società civile con Grillo, Ingroia o Fare a me, personalmente, non importa.

Nessuno di questi ha la bacchetta magica per risolvere il grande casino in cui ci troviamo. Se parti da Milano e vai a Venezia in autostrada vedi che un capannone ogni tre o quattro è in vendita o cerca affittuari. A Genova chiudono i battenti qualcosa come 30 imprese al GIORNO. Ho amici che fanno tre lavori per portare a casa uno stipendio cumulato che non si avvicina by far a quello che i loro studi lasciavano ragionevolmente presupporre. Conosco gente che deve rimandare il matrimonio perchè non riesce ad ottenere un mutuo per la casa o a pagare un affitto per un focolare di dimensiono “familiari”.

A me sembrano cose inaudite, non me ne frega un cazzo se Giannino è un “dadaista” e si inventa le lauree (sempre che poi non ci faccia i concorsi con sta balla), se MPS è del PD o se quella la è la nipote di Mubarack o no. Qui siamo nella merda fino alle narici, quella vera che puzza. Per mettere la situazione in sicurezza ci vogliono 15 anni di LAVORO, perchè bisogna cambiare pezzi dello Stato che sono incrostati da decenni. Chiunque vada su deve L-A-V-O-R-A-R-E davvero stavolta.

Detto questo, il cambiamento deve iniziare da noi, che dobbiamo imparare a stare addosso ai “cari” rappresentanti. Chiunque di noi, se potesse guadagnare un sacco, essere trattato come un maraja e non lavorare un solo giorno all’anno farebbe qualsiasi cosa per mantenere il proprio status. Non diciamo cazzate, anche io andrei subito a Roma ad attaccarmi alla greppia come fanno gli altri da cinquant’anni e chi dice “io no!” proprio intellettualmente onesto non lo è. Quindi un po’ di interesse per la Res Publica se lo deve far venire anche chi come me si preoccupa solo del suo particulare, stando in campana per vedere se chi ci amministra fa effettivamente quello per cui è stato chiamato e pagato. Non si può più fare come chi non segue il calcio ma nel mese dei mondiali sputa sentenze sul modulo della nazionale, altrimenti finisce che usciamo al girone eliminatorio. Ho iniziato oggi, sparandomi 4 ore di treno solo per votare. Credo lo stiano facendo molti altri visto che per la prima volta ho fatto coda al seggio.

Già siamo la prima generazione ad essere meno ricca delle precedenti, cerchiamo di non essere anche la più tonta..

Per ora non ci resta che aspettare, staremo a vedere.

Cordialitá.

Giovane e donna: sono il nuovo Parlamento

Ancora frustrato dalle elezioni? Stai gia’ espatriando?

Sappi che avremo il Parlamento più giovane e donna della storia repubblicana.

I nuovi deputati eletti saranno rispettivamente in media 10 anni piu’ giovani di quelli del precedente governo, cosi’ come  i senatori eletti (5 anni piu’ giovani). E non solo!!! Uno su tre sara’  donna.

Fini non sara’ in Parlamento, come del resto Rocco Buttiglione, Francesco Storace, Antonio Di Pietro ed Ingroia, Raffaele Lombardo, Gianfranco Micciche’, Lorenzo Cesa, Franco Marini ed Italo Bocchino, ma anche Marco Pannella ed Emma Bonino. La Lega si ferma sotto il 4%.

Marta Grande, 25 anni, grillina, potrebbe essere la tua sorellina minore, ma e’ l’immagine di questo nuovo Parlamento: giovane, bello, piu’ femminile ed ingovernabile (speriamo ancora per poco).

Berlusconi non ha vinto le elezioni (anche se per pochissimo) e nel frattempo Bersani offre la camera al Movimento 5 Stelle e chiarisce che rimarra’ al timone del PD fino al prossimo congresso del 2013, quando probabilmente sara’ tempo di Renzi.

Non volevamo un rinnovamento? Ringiovanire il parlamento e avere piu’ donne? E’ iniziata una nuova era? Ci voleva?

Non siamo ancora un paese per giovani, l’età media dei deputati e’ di 45 anni e dei senatori di 53 anni, ma forse e’ il primo passo del cammino.

Cordiali Saluti agli onorevoli uscenti,

In bocca al lupo a Marta Grande, al nostro nuovo, giovane ed irrequieto Parlamento ed a tutti gli Italiani.

Fonti:

– Camera e Senato: E’ una donna su tre

http://www.corriere.it/politica/speciali/2013/elezioni/notizie/26-febbraio-parlamento-giovane-eta-media-48-anni_cac989ae-8024-11e2-b0f8-b0cda815bb62.shtml

– E’ il parlamento piu’ giovane – boom di donne:

http://www.ilmessaggero.it/speciale_elezioni/parlamento_pi_giovane_della_storia_boom_eletti_donne/notizie/254587.shtml

– Bersani:

http://www.corriere.it/politica/speciali/2013/elezioni/notizie/26-febbraio-bersani_8dc898c2-802b-11e2-b0f8-b0cda815bb62.shtml

– I grandi esclusi:

http://www.globalist.it/Detail_News_Display?ID=40525&typeb=0&Da-Fini-a-Di-Pietro-i-grandi-esclusi-dal-Parlamento

– Non e’ un paese per giovani

http://www.fanpage.it/in-italia-la-classe-dirigente-piu-vecchia-d-europa/

Mi sento orfano

L'Indio

A ormai 2 giorni dalle elezioni mi sento Orfano.

Orfano di un sogno che avevo accarezzato, quello di riuscire ad entrare finalmente nella terza repubblica.

Terza repubblica per modo di pensare, bipolarismo europeo/americano con due ali destra e sinistra che potessero essere destra e sinistra davvero.

Mi sento orfano di un’idea moderna di Italia, di una socialdemocrazia capace forse di portarci fuori da questa empasse che da troppi anni ci divora.

Orfano di un leader credibile, giovane e che potesse radunare sotto di lui tante persone con uno sguardo nuovo.

Quale sguardo nuovo: uno sguardo riformatore, senza legami col passato, senza essere legati a doppio filo coi sindacati, vecchi anche loro, con un’apertura al mercato “liberale” ed un’attenzione al lavoro “socialista”. Giovane quanto basta per poter pensare a politiche di lungo periodo, senza doversi rifugiare nella ricerca del consenso a tutti i costi. Un leader laico e cattolico, che sappia guardare a temi economici e sociali allo stesso tempo, parlare di chiesa ed omosessualità, di scuola e asili, prospettive, inserendo il tutto in un contesto competitivo mondiale dal quale non ci possiamo sottrarre.

Un sano realista senza legami scomodi col passato, sia di destra che di sinistra, che ha provato ad arginare la deriva antipolitica, invece di alimentarla come abbiamo visto durante questa campagna elettorale.

Un leader che promuoveva le unioni civili per gli omosessuali, che sposava la causa dell’impatto zero e che voleva rottamare la vecchia politica, rinnovare il mercato del lavoro e il lavoro nella pubblica amministrazione…tutte cose che non gli hanno lasciato fare. Una modernità che si spingeva fino al parlare anche con la parte avversa demonizzata, ma con posizioni che parte del paese ritiene sensate e che certi politici, solo perché vengono dall’altra parte del fiume, non ritengono nemmeno degne di essere ascoltate.

La modernità in questo paese è una cosa che si rifugge. Si preferisce sempre il soldo di cacio puzzolente ma che non porta cambiamento che ricercare il nuovo, il diverso per crescere assieme.

Ci sarebbero stati meno grillini persi nel voto. La rottamazione, il dimezzamento dei parlamentari e l’addio alla vecchia politica erano il suo cavallo di battaglia; Monti non si sarebbe candidato aspettando con calma di diventare presidente della repubblica e forse Berlusconi non si sarebbe mai rialzato dallo stato comatoso in cui era caduto, perché non ce l’avrebbe fatta a confrontarsi con uno che funziona come lui sul piccolo schermo, che ha l’età di suo figlio Piersilvio e che non può chiamare comunista.

Avremmo avuto anche una sinistra vera con Vendola più Ingroia: nessun magna magna tipico italiano, ma una vera formazione di vecchio stampo comunista con le lotte giuste del proprio schieramento; e l’italia ne avrebbe solo giovato invece di avere solo urla e schiamazzi.

I mercati sarebbero stati più tranquilli senza ombra di dubbio: le alternative sono Bersani ma con Vendola e Berlusconi col rimborso dell’IMU; Monti non lo considero papabile al governo.

E invece ora ci ritroviamo nello stesso schifo di sempre, a navigare a vista, a non sapere chi vincerà:  abbiamo le proposte di un pazzo a destra, e di un partito di sinistra che di moderno non ha niente ma che ha come al solito il tentacolo estremo che crea instablità e non permetterà un rinnovamento nel lavoro e nelle relazioni sindacali, abbiamo un comico urlatore che raccoglie consensi ogni giorno che passa (e ci mancherebbe altro che non li raccogliesse vista la situazione) e abbiamo i soliti mille partitini che con l’attuale legge elettorale hanno il senso di una foglia di basilico in un sugo all’arrabbiata.

Per tutto questo grazie agli elettori delle Primarie PD tifosi di Bersani.

Bastona il Ricco per affamare il Povero – Strategia del consenso della sinistra 2.0

PAPERONE

Cari Italioti,

la campagna elettorale è ormai giunta al chilometro finale (o alla canna del gas, se preferite).

In quanto Italioti, assistiamo rapiti ed inermi allo spettacolo teatrale del “chi-la-spara-più-grossa” (e se non è grossa deve almeno essere diversa): spettatori solo all’apparenza non paganti – e qui il riferimento non è ancora al Canone RAI – di una farsa sapientemente messa in scena, con centinaia di figuranti, e dal finale per nulla scontato.

Tra le tante battute ad effetto (tutte accolte dal sonoro plauso del pubblico italiota), ricette miracolose (qui il plauso diventa giubilo) e cospirazioni giudiziarie (qui partono anche i lanci di monetine), ciò che qui vogliamo approfondire con voi, cari italioti, è il tanto discusso tema elettorale “Patrimoniale si, patrimoniale forse, patrimoniale assolutamente no”.

Ma cos’è la Patrimoniale? Chi ne sostiene l’applicazione? E, soprattutto, quali gli effetti?

In soldoni (l’espressione scelta non è casuale), la Patrimoniale è un’imposta che colpisce, o dovrebbe colpire, il patrimonio, mobiliare-immobiliare-finanziario, delle persone fisiche. Ovviamente, nel paese in cui l’evasione è un mestiere (ca. 18% del PIL – 120 miliardi di euro l’anno) il condizionale è d’obbligo.

Giusto per darvi qualche esempio, l’IMU è un’imposta patrimoniale che colpisce i gli immobili; il prelievo forzoso sui conti correnti (tanto caro al Governo Amato … così poco amato) è un’imposta patrimoniale sulle disponibilità finanziarie in forma di depositi su C/C; infine, il bollo auto è un’imposta patrimoniale sugli autoveicoli (patrimonio mobiliare, a meno che non abbiate una Fiat Regata, nel qual caso sarebbe più corretto parlare di patrimonio storico, certamente non artistico), al pari dell’imposta sulle imbarcazioni e al Canone RAI.

Come potete notare, cari italioti, la vostra esposizione alle imposte patrimoniali è praticamente universale.

Quanto al secondo quesito, “Chi ne sostiene l’applicazione”, il ricorso alle imposte patrimoniali è stato storicamente uno dei pilastri (non sempre sbandierato) delle politiche economiche di sinistra. Giusto per non allontanarci troppo nella dimensione spazio-temporale, si tengano a mente (a) il 75% di aliquota fiscale per le persone fisiche con reddito superiore ad 1 mln di Euro introdotto dal governo socialista francese Hollande (ancorché non qualificabile strettamente come imposta patrimoniale) e (b) l’uscita sinistra (o se vi pare, mal-destra) del più sinistrorso uomo politico della sinistra italiota, che pure è uomo colto, “I ricchi vadano al diavolo”.

Per certo, ai fornelli della destra italiota non si sente odore di ricetta Patrimoniale (figurarsi se Master-Porc è così scemo da darsi una mazzata sui maroni!! A lui i maroni non servono certo in cucina … eventualmente, solo in Lombardia). Sempre per rimanere sul recente-vicino, basti pensare alla vigorosa, stoica opposizione dei PDLecchini all’introduzione della Patrimoniale nella manovra “Salva Italia, salva freschezza, salve Regina” del governo degli eletti (non che lo siano stati tecnicamente, ma tant’è …).

Infine, andiamo ad analizzare quali sono gli effetti di una Patrimoniale.

Ma prima di addentrarci negli effetti, ci preme ricordarvi, smemorati italioti, la ratio ultima e nobile di questa imposta, ovvero il prelievo di ricchezza dai ceti abbienti (maledetti) per favorire la redistribuzione verso i ceti meno agiati.

Bene, ora siamo pronti per esaminare le conseguenze derivanti dall’applicazione di una patrimoniale, pari all’1% del patrimonio mobiliare e finanziario, ipotizzando due scenari: il primo è lo SceMario (non è un refuso) che possiamo definire “Scolastico”; il secondo è lo Scenario Italiota. In entrambi i casi, faremo uso di un cittadino italiano abbastanza ricco & famoso, come ad esempio il CONTRIBUENTE MISTERIOSO (non è mai carino parlare dei soldi degli altri), con un patrimonio di 100 mln di Euro (ne converrete sia abbastanza ricco e maledetto).

Nello SceMario Scolastico, a fronte della notizia dell’introduzione da parte del Governo Italiota dell’imposta patrimoniale, il CONTRIBUENTE MISTERIOSO non batte ciglio e, fedele alla gesucristiana visione del porgi-l’altra-guancia, versa all’erario 1 mln di Euro (100 mln x 1%). Col milione di Euro riscosso, il Governo Italiota comprerà tantissimi rotoli di carta igienica per i bambini delle elementari (anche di quelli colorati che tanto piacciono ai bambini), pagherà sussidi di disoccupazione agli operai vittime di licenziamenti, investirà in ricerca, permettendo a tanti giovani ricercatori emigrati di rientrare in patria, e tutti vissero felici & contenti.

Ma vi pare credibile come scenario? No. Evidentemente, no. Proprio per questo l’abbiamo chiamato SceMario Scolastico. Siamo in Italia, cari Italioti, non sui libri universitari.

Andiamo dunque allo Scenario Italiota. Avuto il lontano e vago sentore di una possibile vittoria elettorale della sinistra bolscevica (e quindi di una probabile applicazione della Patrimoniale), il CONTRIBUENTE MISTERIOSO ha sicuramente messo in atto una delle seguenti strategie difensive: (a) intestare tutte le proprietà al cugino cieco-sordo-muto nullatenente bielorusso (chi non ha un cugino in Bielorussia?); (b) prelevare dai conti bancari italioti e portare tutto in Svizzera; (c) trovare un cardinale amico degli amici (di quelli che non si possono nominare) e portare tutto nella Città del Vaticano; (d) trasferire la propria residenza in Russia, dall’amico Putin.

Di tutte queste ipotesi, prediamo come esempio l’ultima, come nel caso di Gérard Xavier Marcel Depardieu.

Il nostro povero CONTRIBUENTE MISTERIOSO, con le lacrime (di coccodrillo) agli occhi, fatte le valigie (anch’esse di coccodrillo) e caricate nella modesta Range Rover, si appresta dunque ad abbandonare mestamente il suolo italiota, vittima di un fisco vessatorio ed opprimente. Egli non cenerà più nel ristorante toscano prediletto (il cui titolare per far fronte alla perdita del migliore cliente licenzierà uno dei lavapiatti). Egli non ballerà più nel locale tanto amato della movida milanese (il cui gestore non avrà più bisogno dell’addetto alla sicurezza). Egli non attraccherà più nei porticcioli della Sardegna (che non avranno quindi bisogno di addetti alla manutenzione). Egli non percorrerà più le vie dello shopping in cerca della borsa Prada da 2 mila Euro per la propria amata (… e ci sarà bisogno di sempre meno commesse, operai, artigiani, addetti al trasporto, contabili, ecc. ecc). Alla fine non ci sarà bisogno nemmeno di voi, stupidi italioti sinistrorsi.

Siamo in Italia, signori. Se tutti pagassero onestamente le tasse, ci sarebbe forse bisogno di una Patrimoniale? E quand’anche si decidesse di introdurla, i destinatari non troverebbero forse un modo per aggirarne l’applicazione?

Fatti due conti, quella Patrimoniale che sui libri viene definita come una forma di redistribuzione della ricchezza, finirebbe per essere un ulteriore strumento per affamare quelli che la sinistra sostiene di difendere, i poveri. Ed è qui che casca l’asino. Forse è una strategia? Finché ci saranno poveri, servirà sempre qualcuno che ne prenda in cura gli interessi (lo si facesse veramente …). Eccola la strategia della nostra sinistra 2.0 (o meglio, 0.2): bastona zero ricchi e affama due poveri.

RADIO ITALIOTA – i pensieri degli elettori ad una settimana dal voto

radio -on-air

Come un bambino speciale, uno di quei” bambini della mezzanotte”, qualche giorno fa ho cominciato a sentire delle strane voci.

Angeli? Fantasmi? Dio? No, niente di tutto questo! Già mi ero immedesimato nel nuovo Messia, quando ad un certo punto ho capito che il dono era molto più potente. L’ apparato uditivo poteva sintonizzarsi con chiunque avessi voluto. Meno male. Non voglio nemmeno immaginare il guaio se fosse stata veramente la chiamata del Signore!

Dopo i primi sbigottimenti, grazie a questa radio incorporata, sono riuscito in questi giorni a viaggiare in lungo e in largo: nei pensieri di un contadino del Maharastra, negli occhi di un pastore dell’uttarkhand e di un pescatore del Kerala, fino ad arrivare a banchieri, avvocati e imprenditori di Mumbai.

Avendo però questo dono magico, ho deciso di sintonizzarmi con casa mia, la nostra Italia. Certo era più complicato perché la distanza diciamo che fa la sua parte, ma una volta riuscito eccomi: nei pensieri reconditi di una casalinga alcolizzata di Milano, nelle perversioni di una vecchia segretaria di uno studio notarile,nel cuore colmo di amarezza dell’ennesimo ricercatore escluso dalla borsa di studio perché il raccomandato era arrivato prima di lui, nelle sinapsi di un operaio in cassa integrazione deluso dalla vita e degli occhi di suo figlio che chiuso nel silenzio remuginava una piccola vendetta sociale, già alla tenera età che si ha in terza elementare, quando si dovrebbe pensare solo a far volare il proprio aquilone  nel freddo cielo invernale di Udine.

È a quel punto, che tornandomi in mente che le elezioni sono fra meno di una settimana,  ho deciso di connettermi con i desideri elettorali dei miei concittadini; volevo capire come pensavano gli elettori di tutti gli schieramenti e mi sono messo a girare all’impazata la manovella delle frequenze per trovare”ragionamenti“ chiari,  che mi facessero capire quale può essere il pensiero che spinge a votare per quello o quell’altro schieramento.

Qua di seguito vi riporto solo alcuni di questi flussi di pensiero, i più categorici, netti, senza sfumature: gli elettori convinti!

Partiamo:

Mario 50 anni impiegato, vota Berlusconi: “cazzo Monti mi ha ucciso di tasse e non mi frega ninte che se non lo avesse fatto saremmo finiti come la Grecia, tanto io ce la facevo lo stesso a stare in piedi. Hanno messo le mani nelle mie tasche e sperano che li rivoti? A sinistra mai e poi mai! Silvio, lui si che ha capito come far girare l’economia davvero. Mi ridà i 1.000 euro di IMU, certo vuole il condono con cui sono d’accordo, ma non si può aver tutto!

Marialuisa 40 anni donna delle pulizie, vota Bersani: “ alla fine per chi voto domenica? Ho sempre votato a sinistra e monti proprio non mi va giù. Lui è liberista, è colpa sua se mio marito è un esodato, se lo hanno messo alla porta. Il PD con Vendola sicuramente farà qualcosa per noi povera classe media che non riesce nemmeno a comprare i libri per mandare i fligli a scuola.

Luigi 25 anni Studente, vota Grillo: “ Monti? Fanculo! PDL e Pdmenoele? Fanculo! Giannino? Fanculo pure lui, poi come cazzo si veste! Ingroia? Magistrato simbolo del potere! Cambiare, bisgona cambiare tutto dal basso, dalla base. Non si può più fare la rivoluzione come una volta quindi bisogna femrare tutto: No Tav, No Euro, No Parlamento, No Politica!

Marco 35 anni impiegato, vota Monti: “ Super Mario è l’uinica scelta. Non ci sono più alternative. Ci si poteva aspettare di più da un governo tecnico, ma c’era un’emergenza vera, seria, da affrontare subito, se no altro che esodati e disoccupazione giovanile alle stelle, sarebbe stato tutto il paese ad essere in panne col 30% fisso di disoccupazione, altro che il 12% di ora, grazie a Dio c’è stato monti. E poi è l’unico credibile in Europa. Il PD ha in seno Vendola…se solo avesse messo Renzi…ma lasciamo stare.

Laura 28 anni lavoratrice a progetto, vota Ingroia: “cavolo perché il PD si inciucia con Monti? Io quello non lo posso vedere; fa il saccente, ci ha ridotto in brandelli a furia di tasse e a noi lavoratori lo ha solo messo in quel posto. No, meglio puntare a sinistra con decisione, Rivoluzione Civile sembra darmi giuste garanzie:difende il lavoro, i deboli come me, vuole tassare i grandi patrimoni per abbassare le tasse a noi precari. Si è la scelta giusta.

Giuseppe 70 anni pensionato, vota Lega: “…” omissis per pudore!

Elisa 30 anni impiegata, vota Giannino: “ a me piace da morire Giannino, è diverso, è brillante, è un vero liberista. Spazio al merito, spazio alle donne. Finalmente un candidato moderno, nuovo e che non urla come Grillo. Finalmente qualcuno da votare. Certo il voto non so se è proprio utile, al senato poi…sta cazzo di legge elettorale! Quasi quasi voto Giannino alla camera e Monti al senato, anche se Casini e Fini…ma perché non si sono messi insieme con Giannino?! Cazzo di dementi.

 

La lista era infinita, ho ascoltato di tutto: ragazzi di 18 anni eccitatii per il primo voto, ex militanti del PC che ora si trovano senza più un riferimento, il contadino delle valli trentine, il pescatore siciliano, l’operaio dell’Ilva, il cassiere del Monte dei Paschi, l’imprenditore lombardo, la massaia delle Marche… Un arlecchino improbabile è il nostro paese. L’insoddisfazione regna ovunque e per tutti sembrano esserci diverse soluzioni.

Io credo che se fossi vissuto qualche decennio fa avrei trovato persone più risolute, coscienti della situazione reale di uno Stato che sembra essere ormai l’ombra di se stesso e i partiti lo stanno dimostrando. Ci vorrebbe un’iniezione da cavallo e tutti propinano l’aspirina! Oddio c’è anche chi promette a tutti cocaina per vedere le cose rosee, positive e con energia, ma poi si finisce che tutto un’illusione e bisognerebbe anche disintossicarsi dopo un po’…ma vedendo i sondaggi nel nostro paese sembra esservi una strana malattia.

Sembra che in Italia, dopo anni di droghe, non si voglia vedere la realtà, perché fa troppo male. Si ricerca sempre e comunque lo stupefacente che faccia star bene adesso. Proprio come per quel bambino, i cui pensieri che ascoltavo ieri andavano alla scatola di colla da annusare, per annebbiare la sua mente, non sentire la fame e scacciare una realtà di fango,spazzatura e topi che ti camminano sui piedi.

Mi corico, vado a sognare. Stasera mi sintonizzo sui pensieri di uno scalatore che sta arrivando alla sua prima cima. Sento il cuore, batte a mille per la mancanza d’ossigeno  e l’emozione. Gli mancheranno 10 passi per vedere coi suoi occhi un sogno realizzato, l’alba su quello che per lui è il tetto del mondo. Il tetto del mondo che per noi italiani è il nostro paese. E noi sembriamo non aver più le energie, la costanza e la forza per  vedere nuovamente il sole sorgere.

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