Questo non è un paese per pecore …

Luppo de loopy

Questo non è un paese per pecore, questo è un paese di pecore. La pecora notoriamente è un animale mansueto, vive in gruppo, pascola serenamente, viene munta e una o più volte all’anno viene portata dal barbiere. Con un po’ di fantasia (nemmeno tanta a dirla tutta), non ravvisate qualche somiglianza con il profilo dell’Italiota animale? L’animale Italiota inizia la giornata con cappuccio & cornetto, giornale e/o gratta & perdi, arriva al lavoro e manda subito qualche mail sul fantacalcio, pausa caffè, pausa pranzo (pausa da che?), passeggiata a Villa Borghese, rientro in ufficio – e uff – organizza il weekend fuori porta, aperitivo, partitina a tennis, cena a casa con amici. Quando poi gioca l’Italia, silenzio, il deserto dei tartari. Alle 16.57, l’animale Italiota è pronto ai tornelli con il badge in mano. Tutto può attendere, ma l’inno nazionale no. Fine settimana dal barbiere per il necessario aggiornamento sul pettegolezzo di quartiere. Quanto alla mungitura, ci hanno pensato ultimamente la Fornero e il Gran Professore Mario Monti, Brancaleone da Norcia dei nostri giorni. Il tutto mentre gli altri paesi fanno le rivoluzioni, fanno il ’68, fanno le primavere, fanno ostaggio dirigenti di multinazionali alla sola minaccia di licenziamenti. Ma in fondo, forse è proprio quella capacità di divincolarci dai problemi (senza affrontarli, ovviamente) e di vivere bene che tutto il mondo ci invidia, la Grande Ignavia. Qualcuno prima o poi di occuperà di questi benedetti problemi, ma intanto domenica si va a sciare. Quel qualcuno lo cerchiamo nel sindaco, nell’amministratore, nel politico di turno. Cerchiamo il cane pastore che ci guidi nel pascolo, osservandoci dall’alto di un colle (sia esso il Quirinale o altro promontorio), controllando che non si vada a finire nei pericoli. Basta una ringhiata, un latrato e tutti a correre in riga verso la retta via, verso nuovi pascoli. Evidentemente le pecore non sono dotate di una vista acuta, o forse semplicemente non hanno una adeguata conoscenza del regno animale, se continuano a scambiare lupi (non Maurizio, ministro delle infrastrutture) per cani pastori. Solo per ricordarne alcuni, le nostre candide pecore italiote hanno seguito negli ultimi anni pastori maremmani, pastori filo-tedeschi, pastori a pelo raso-ma-rifatto, finanche mastini napolitani, ignare del fatto i lupi non le avrebbero condotte verso sicuri pascoli, ma a sicura morte. Ci mancava solo il lupo idrofobo che giorno e notte non trova pace e ulula ai quattro venti. Ed eccolo che il lupo maremmano cala la maschera ed attacca in diretta TV i tre porcellini, CGIL, CISL e UIL, rei di non aver fatto negli anni una proposta per il bene dei lavoratori che rappresentano. Proposte, effettivamente, non se ne sono viste, ma nel frattempo hanno riempito i banchi parlamentari (dall’ormai anche ex parlamentare Fausto Bertinotti al morbido Savino Pezzotta, dalla scoppiettante Renata Polverini al traghettatore di partiti Wilem Epifani): who’s next? Ed ancora lui, il lupo maremmano, visita tutte le scuole dei giovani cappuccetti rossi, da nord a sud, intonando canzoncine e raccontando favolette (e la nonna? È a protestare tra gli esodati). È vero, è solo un’operazione lungimirante! Se cominci a raccontare favole ai bambini fin da piccoli … questi, da grandi, non avranno alcun problema a credere: si vedano i casi di successo della chiesa con il catechismo e di Berlusconi con il Drive-in. Il tutto, nell’attesa di un giovane lupo di destra … quello vecchio ormai non ha nemmeno le zanne per la pastina da ospedale. Che i tempi siano maturi per una Lupa?

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Lettera mai Letta …

IL GOVERNISSIMO

Caro Enrico, nipote di Gianni,

gli Italioti tutti ti ringraziano per l’abnorme peso che ti sei caricato sulle spalle: quello di concludere nel peggiore dei modi possibili questa triste e desolante Seconda Repubblica con un Governissimo, che di issimo ha pochissimo. La storia prima o poi te ne darà atto, forse.

In vista dell’improbo compito di riunire sotto lo stesso tetto il peggio del peggio dei mostri che la politica italiota ha allevato negli ultimi 30 anni, ci prendiamo la licenza di fornirti alcuni suggerimenti sulla lista di nomi da presentare al Parlamento per la fiducia.

Prima di entrare nel merito degli imperituri mostri, diffida da nobili tecnici dal doppio cognome, da professori, da membri illuminati della società civile: abbiamo già dato e ancora avremo da dare, ammesso che qualcosa da dare ci rimanga. Piuttosto ripiega sulla società incivile, quella rozza, ignorante, che parla solo all’indicativo (quando non si incarta anche su quello), quella che la domenica non va in chiesa, ma non rinuncia ad un salto al centro scommesse che non-si-sa-mai, quella che vive nelle brutture di periferia a 15 piani che i vostri amici palazzinari hanno tirato su. In questa troverai chi potrà parlarti delle difficoltà a ri-trovare lavoro a 60 anni, dei salti mortali che si fanno per fare la spesa, pagare le bollette, mandare i figli a scuola, estinguere la rata del mutuo, avere il mutuo.

Partiamo da quelli che ti saranno più vicini.

Come vice premier ti suggeriamo il Senatore a (lunga) vita Giulio Andreotti. Lui ne ha viste, sentite, toccate, baciate più di tutti. Chi meglio di lui potrà consigliarti le politiche cerchiobottiste di cui necessiterai per accontentare gli Uni e gli Altri? Valuta, inoltre, quel giovanotto di Massimo D’Alema, formidabile ideatore di inciuci, abilissimo traghettatore di governi deceduti.

Ai trasporti Scajola. Certamente avrà un progetto per l’aeroporto di Albenga, tanto vitale per gli spostamenti del popolo Italiota. Abbi solo l’accortezza di nominarlo a sua insaputa.

Agli Esteri Giulio Terzi di Sant’Agata. Siamo consci che questo nome va contro la nostra stessa precedente raccomandazione, ma dopo la brillante gestione del caso Marò-India, non potevamo che confermarlo nell’incarico.

Alla Giustizia Lui. Quello che non possiamo nominare (ma tu sei autorizzato a nominarlo), quello che paga all’ex moglie 3 milioni al mese. Così si sistema una volta per tutte. Non serve forse al paese una bella riforma della giustizia che preveda la prescrizione immediata per i reati di corruzione, di evasione fiscale, di sfruttamento delle nipoti di Capi di Stato internazionali (anche ex capi vanno bene)?

Alla Difesa Ignazio Larussa. Chi meglio di lui potrebbe imbastire velocemente una difesa del popolo Italiota da un imminente attacco dei barbari d’Abissinia?

Agli Interni Rosy Bindy, chi più di lei è attaccata alla gestione delle cose interne. Libera da impegni nel PD potrà certamente continuare a dedicarsi a questo paese.

Alle Telecomunicazioni Maurizio Gasparri. Nei momenti difficili, con la stampa alle calcagna, il grande censuratore potrebbe tornarti utilissimo.

Al Turismo Emilio Riva (ex presidente ILVA). Chi più di lui ha contribuito ad inquinare i suoli, le acque e l’aria del Bel Paese Italiota? Ne converrai che egli ha tutte le carte in regola per sviluppare il turismo. Il modello-Taranto per tutta l’Italia!

Ai Beni Culturali Mario Borghezio e non abbiamo bisogno di aggiungere altro. In alternativa anche Domenico Scilipoti non sarebbe male.

Al Lavoro Sergio Marchionne. Tra tutti, egli è l’unico che ti può supportare nel problema della disoccupazione. Egli non verserebbe certo lacrime nell’annunciare licenziamenti.

All’Istruzione Roberto Cota, dove lo trovi uno che propone agli studenti delle Università piemontesi provenienti da altre regioni di farsi pagare le tasse universitarie dalle proprie regioni? Illuminato. Come se gli Stati Uniti chiedessero all’India, alla Cina, all’Italia il rimborso dei costi sostenuti dal sistema per i ricercatori indiani, cinesi, italioti.

All’Economia hai veramente l’imbarazzo della scelta, da Amato a Tre(Monti) hanno tutti dimostrato il loro valore. Ti lasciamo libero da qualunque condizionamento, consci del fatto che peggio di così è veramente difficile fare.

Caro Enrico, in conclusione, ti confermiamo la nostra immutata sfiducia per i giorni a seguire. Riponiamo le nostre speranze nelle tue abilità da tessitore, che certamente ti consentiranno confezionare un vestito di finissima fattura per coprire la vergogna a cui stiamo assistendo.

Non farti vincere dalle paure per le fatiche future: non avranno un lungo decorso.

Alle prossime elezioni nessuno di voi andrà in Parlamento ed avrete tutto il tempo per riposare e riflettere sui tanti, grandi errori commessi nella mala-gestione di questo paese.

Con poca stima ed ancor meno affetto

Zurzolov

Eppolitica: Tv e media nelle elezioni politiche italiane

elezioni-2013-social-networkQueste ultime elezioni italiane, ci hanno dato parecchi spunti di riflessione.

Oltre ai classici: la legge elettorale è una immondezza e bisogna cambiarla, in parlamento sono finiti degli idioti e cosa farà ora Napolitano, abbiamo una new entry: I nuovi media versus I vecchi media!!

Dei primi punti non voglio parlarne perché sono o troppo noiosi e/o troppo semplici da risolvere. Mi vorrei invece dilungare qualche minuto in più su la vera partita che si è giocata in Italia nelle scorse elezioni. Con tutte le semplificazioni del caso direi che i contendenti erano fondamentalmente quattro:

Il PD – che ha usato i giornali (e qualche programma televisivo)

Il PDL – che ha basato tutta la campagna elettorale sull’uso spansmodico della TV

Il M5S – che ha basato tutto sul web e solo sul web

Monti – un mix fra TV, giornali e settimanali (penso che gli mancasse un’apparizione su donna moderna…)

Certo potrei anche citare i contenuti ma ritengo che siano una cosa minore rispetto  al mezzo usato per distribuirli. Ancora una volta vorrei precisare che stiamo riflettendo su una delle dimensioni del problema e che una moltitudine di chiavi di lettura possono essere aggiunte allo schema di ragionamento.

Inizierei con qualche statistica:

  • 58% delle famiglie italiane ha un pc
  • 54% delle famiglie italiane ha una connessione internet (32 milioni di utenti)
  • 90% degli italiani (da 11 a 74 anni) ha un telefono cellulare ed il 40% ha uno smartphone
  • Circa il 10-15% degli italiani legge il giornale (qui difficile trovare statistiche precise)
  • Direi che il numero di TV per famiglia è comunque molto vicino al 90-100% (anche qui difficile trovare statistiche adeguate)

Quindi se è vero che tutti hanno una TV e che pochi leggono il giornale, moltissimi hanno accesso ad internet (fisso o mobile) con il quale informarsi e a differenza degli altri due primi mezzi di interagire con altri. Un’altra dimensione che vorrei anche che si tenesse a mente è quanto tempo si passa su internet (notizie, ricerche, social media) rispetto a quanto si guarda la TV e si legge un giornale.

Ok, tante belle cose e quindi? Cosa c’entra tutto questo con le elezioni? Beh forse nulla niente, forse tantissimo. Vediamo se riesco a provare a capire un po il fenomeno.

Berlusconi per garantire ai suoi di prendere il 30% dei voti e’ bastato usare massivamente la TV. Super presenzialista con qualche slogan da uomo di marketing (vi restituisco l’IMU e piu pelu per tutti) e’ riuscito a mobilizzare tutti quelli che avrebbero votato Renzi se il PD gliene avesse dato la possibilità.

Grillo ha invece usato la rete. Non ha dovuto fare granché a pensarci bene. Ha creato una piattaforma sul quale diffondere informazioni avere dei dibattiti e presentare proposte (m  quanto e’ simile a facebook questa cosa….). Non solo ha parlato lui, ma hanno “bloggato” in migliaia e fra loro udite udite anche qualche esperto di fama internazionale (gli stessi che il PD ed il PDL non hanno nessuna credibilità per poterli attrarre).

Bersani e Monti hanno invece usato un po di TV e fondamentalmente mobilitato I giornali. Direi che mi sembra abbastanza accurato dire che i giornali (quelli non di Silvio) erano equamente ripartiti fra lui e Monti.

Ma allora cosa e’ successo? Direi che molto grossolanamente questo è il riassunto:

  • Gli italiani che guardano la TV voglio messaggi semplici (direi banali) facili da capire e che non hanno bisogno ne di approfondimento ne di contro verifiche (i.e. IMU)
  • Gli italiani che navigano su internet stavolta si sono mobilitati ed hanno in grossa parte (o tutti) votato il M5S.
  • Pochi italiani leggono i giornali ed ancora meno si fanno influenzare da loro.

Risultato: Bersani e Monti hanno sostanzialmente parlato sono ai loro elettori, Berlusconi e Grillo hanno parlato al Paese.

Spendiamo due parole aggiuntive su Grillo ed il M5S. Grillo (oramai sempre meno comico) ha pochissimo di politico ma dalla sua ha una enorme capacità di leadership. Vorrei ricordare che in più di una occasione ha portato in piazza più di un milione di persone, numeri che i sindacati si sognano. Ma la cosa che davvero lo distingue e’ che,  a differenza dell’altro “grande” leader in Italia, lui  non lo ha fatto (almeno non che io sia riuscito a percepirlo) per cercare di mantenere la sua posizione di privilegio ma lo ha fatto perchè (almeno credo) e’ un cittadino libero con delle opinioni, al quale piace informarsi e dibattere su qualsiasi tema. Ovviamente questo e’ il modello che rappresenta internet e chi lo usa per cui il suo 25% ci dovrebbe stupire molto poco.

Curioso di sentire le vostre opinioni a riguardo…

Sources: http://www.newmediatrendwatch.com/markets-by-country/10-europe/70-italy, Wikipedia, http://www.newspaperinnovation.com/index.php/2011/05/16/circulation-readership-in-italy/,

Postato per Stefano

Salviamo, il nostro paese da noi stessi! – I Marò e l’ennesima pessima figura dell’Italia

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A una settimana più o meno dall’annuncio che i Marò rimarranno in Italia, mi vengono in mente alcune considerazioni:

  • che abbiamo fatto l’ennesima figura di merda internazionale
  • che secondo alcuni abbiamo fatto bene a “tirare fuori le palle” e mi viene molta tristezza
  • che in India il diritto internazionale è molto aleatorio
  • che non ci si cura mai dei veri bisogni delle persone

Per analizzare la questione però, serve un sano distacco, senza essere tifosi dell’una o dell’altra parte come sempre accade in Italia, ma analizzando quello che è bene per l’Italia e per i suoi cittadini.

La domanda è una: il nostro caro ministro degli esteri, ancora per poco, che interessi ha fatto dicendo che i Marò rimarranno in Italia?

Si sono sentite 2 antifone fin ora: “cavolo è un nostro diritto, erano in acque internazionali, che si fottano gli inidiani.”

Oppure: “ha solo ragione l’India c’è un accordo firmato, non ci si può rimangiare la parola una volta data”.

Personalmente, vivendo in India, sono molto più vicino alla seconda affermazione e con calma nelle prossime righe cerco di sviscerare il mio punto di vista.

il pensiero dell’italiano che vive in India, vi giuro tutti quelli che conosco, è: ma come cazzo si fa a trattenere i Marò in Italia dopo aver “promesso” di rimandarli indietro?

La nostra credibilità internazionale già era uno schifo, ora è anche peggio!

Cerco di fare un discorso senza tirare in mezzo destra, sinistra, centro, hanno ucciso o non hanno ucciso, l’India è nel giusto o nello sbagliato, se erano acque internazionali o di pertinenza indiana ecc ecc..

Assumiamo che i 2 militari italiani abbiano agito nel giusto e che tutto è, legislativamente parlando, dalla loro parte.

Assumiamo anche che i 2 marò siano stati fatti attraccare in India con l’inganno per essere arrestati.

A questo punto e non dopo, un governo responsabile forte delle sue ragioni di giustizia, avrebbe dovuto fare un atto di forza diplomatico: richiamare l’ambasciatore, sospendere i visti ecc ecc. per far valere le sue ragioni.

Invece lo stato italiano lascia che sia, in favore dei buoni rapporti bilaterali Italo indiani.

Dopo qualche mese in cui tutti eravamo preoccupatissimi della situazione dei 2 nostri militari trattati malissimo nelle più profonde celle dello stato del Kerala, lo stato indiano ci rimanda indietro i 2 fucilieri per be 2 volte: una a Natale e l’ultima per votare, con un’apertura niente male per 2 persone accusate del’omicidio di 2 pescatori. La prima volta l’Italia si comporta come da accordi presi, rimanda indietro i Marò; la seconda volta dopo aver ottenuto la fiducia, visti i fatti precedenti, decide che è meglio tenersi i 2 militari a casa.

La domanda mi sorge spontanea? Ma perché? Perché lo stato Italiano deve far valere le sue ragioni? Perché non esiste che 2 militari italiani debbano essere processati in un paese come l’India? Noi, dico noi italiani, che ne facciamo una questione di prinicipio o di diritto?

La situazione era ormai definita, una volta scelta la linea morbida all’inizio perché decidere di non mantenerla? qual è il senso di trattenerli in Italia ora? Una manovra politica? Nemmeno perché le elezioni sono già state fatte. Allora quale può essere la ragione se non la stupidità?

Stupidità, perché se partiamo dalla domanda iniziale del post:  che interessi ha fatto il governo quando ha deciso di non rimandare indietro i marò, la risposta non è sicuramente, l’interesse degli italiani.

Il bene per gli italiani non è sicuramente quello di avere i marò a casa. Chi fa affari nel subcontinente, chi aspetta un bambino in adozione, chi è carcerato in attesa di giudizio e chi semplicemente ci vive in India avrà un sacco di noie e problemi. Hanno addirittura intimato all’ambasciatore di non muoversi dal paese; rischia il carcere perché ha firmato una dichiarazione giurata in nome nostro, del popolo italiano, che i 2 militari sarebbero tornati indietro!

Il rischio di un uso politico, contro il governo di Delhi da parte di forze nazionalistiche e di opposizione, contro gli italiani è un rischio sensibile.

Dal punto di vista economico il consumatore indiano, che solitamente è abbastanza nazionalista, se dovrà comprare un prodotto lo comprerà sicuramente non italiano: le nostre fabbriche venderanno meno, ci sarà meno produzione, meno bisogno di lavoratori ecc ecc ecc.

Ringrazio il governo, che di qualunque colore sia non si smentisce mai,  per le sue qualità nel ricercare sempre il bene dei suoi cittadini, almeno di quelli che dell’orgoglio di una prova di “forza” internazionale in questo momento non ne capiscono proprio la necessità, ma gli sembra di tornare a discorsi infantili su chi ha ragione, invece di fare il paese adulto e guardare a qual è la necessità vera delle persone.

Da italiano che vive e lavora in India per cercare di esportare il bello del nostro paese mi viene solo da dire: che tristezza.

 

L’Italia non ce la farà! E gli Italiani?

montanelli

Montanelli diceva che l’Italia non ha memoria, che vive nella contemporaneità, senza passato…

Un grandissimo pezzo, una riflessione importante post elettorale.

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Giovane e donna: sono il nuovo Parlamento

Ancora frustrato dalle elezioni? Stai gia’ espatriando?

Sappi che avremo il Parlamento più giovane e donna della storia repubblicana.

I nuovi deputati eletti saranno rispettivamente in media 10 anni piu’ giovani di quelli del precedente governo, cosi’ come  i senatori eletti (5 anni piu’ giovani). E non solo!!! Uno su tre sara’  donna.

Fini non sara’ in Parlamento, come del resto Rocco Buttiglione, Francesco Storace, Antonio Di Pietro ed Ingroia, Raffaele Lombardo, Gianfranco Micciche’, Lorenzo Cesa, Franco Marini ed Italo Bocchino, ma anche Marco Pannella ed Emma Bonino. La Lega si ferma sotto il 4%.

Marta Grande, 25 anni, grillina, potrebbe essere la tua sorellina minore, ma e’ l’immagine di questo nuovo Parlamento: giovane, bello, piu’ femminile ed ingovernabile (speriamo ancora per poco).

Berlusconi non ha vinto le elezioni (anche se per pochissimo) e nel frattempo Bersani offre la camera al Movimento 5 Stelle e chiarisce che rimarra’ al timone del PD fino al prossimo congresso del 2013, quando probabilmente sara’ tempo di Renzi.

Non volevamo un rinnovamento? Ringiovanire il parlamento e avere piu’ donne? E’ iniziata una nuova era? Ci voleva?

Non siamo ancora un paese per giovani, l’età media dei deputati e’ di 45 anni e dei senatori di 53 anni, ma forse e’ il primo passo del cammino.

Cordiali Saluti agli onorevoli uscenti,

In bocca al lupo a Marta Grande, al nostro nuovo, giovane ed irrequieto Parlamento ed a tutti gli Italiani.

Fonti:

– Camera e Senato: E’ una donna su tre

http://www.corriere.it/politica/speciali/2013/elezioni/notizie/26-febbraio-parlamento-giovane-eta-media-48-anni_cac989ae-8024-11e2-b0f8-b0cda815bb62.shtml

– E’ il parlamento piu’ giovane – boom di donne:

http://www.ilmessaggero.it/speciale_elezioni/parlamento_pi_giovane_della_storia_boom_eletti_donne/notizie/254587.shtml

– Bersani:

http://www.corriere.it/politica/speciali/2013/elezioni/notizie/26-febbraio-bersani_8dc898c2-802b-11e2-b0f8-b0cda815bb62.shtml

– I grandi esclusi:

http://www.globalist.it/Detail_News_Display?ID=40525&typeb=0&Da-Fini-a-Di-Pietro-i-grandi-esclusi-dal-Parlamento

– Non e’ un paese per giovani

http://www.fanpage.it/in-italia-la-classe-dirigente-piu-vecchia-d-europa/

Chi ha vinto le elezioni

Pagelle Italiote(Si consiglia lettura in modalità Ziliani di controcampo)

Bersani, voto: 6-meno-meno. Come ci dicevano a scuola: “Il ragazzo potrebbe fare di più, ma non si impegna”. Disciplinato, rispettoso, si limita al compitino. Vincere non gli interessa e si vede!!! Baden Powell!!!

Grillo, voto 9,5. Dagli Appennini alle Ande, dal Manzanarre al Reno, scheggia impazzita della campagna elettorale, riempie ed infiamma le piazze. Lascia agli altri i salotti televisivi, per parlare direttamente alle pance italiote affamate di cambiamento!!! Mattatore!!!

Ingroia, voto 5-meno. Entra in politica foriero di aspettative, ma si spegne strada facendo. Tanto rumore per nulla. Non fosse per Crozza, passerebbe inosservato!!! Apatico!!!

Giannino, voto 3. Riesce a rovinare una maratona nell’ultimo chilometro!!! Peggio del Trota (che almeno la laurea l’aveva pagata), peggio della SatanChé (che almeno un corso serale in Bocconi l’aveva fatto), peggio dei pessimi che voleva rottamare!!! Baro!!!

Monti, voto 4.5. Finito il balletto “mi candido, non mi candido, forse mi candido”, depone il loden in armadio (con naftalina), indossa una canotta unta da camionista (gli hanno detto si usa così) e comincia a parlare di vuoti cosmici e buchi neri supermassivi (sempre Merkel permettendo)!!! Chi sa sa, chi non sa insegna!!! Disadattato!!!

Berlusconi, voto 10 & Lode. Dato per morto, si alza dalla bara, indossa l’armatura da Super Silvio e sbaraglia tutti!!! Balotelli, vittoria sul Barcellona, rimborso IMU, condono oltre-tombale, pulizia della sedia di Travaglio … gli ingredienti di una campagna elettorale perfetta!!! Per la serie, punta tutto sul “purché se ne parli” (come sosteneva il vecchio amico finito in Piazzale Loreto a testa in giù) … e ancora una volta ha colpito il pubblico italiota, non quello italiano!! Re dello spettacolo

Italioti, voi che voto vi date?

Le Elezioni – Grazie Giorgio Gaber. Dedicato a tutti…sta volta ci vuole davvero coraggio!

democrazia

…perfino nei carabinieri, c’è un’aria più rassicurante…ed è più bella anche la scuola; quando ci sono le elezioni!

Anche se piove e non c’è un’aria primaverile, ne vale la pena.

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Io voto Super Mario Monti

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La campagna elettorale e’ finita, adesso e’ tempo delle dichiarazioni di voto. Se ti rivedi in questo articolo, condividilo per convincere i tuoi amici ancora indecisi o per farne nascere un dibattito.

Se sei o non sei d’accordo commentalo. Stimoliamo il confronto.

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Mi sento orfano

L'Indio

A ormai 2 giorni dalle elezioni mi sento Orfano.

Orfano di un sogno che avevo accarezzato, quello di riuscire ad entrare finalmente nella terza repubblica.

Terza repubblica per modo di pensare, bipolarismo europeo/americano con due ali destra e sinistra che potessero essere destra e sinistra davvero.

Mi sento orfano di un’idea moderna di Italia, di una socialdemocrazia capace forse di portarci fuori da questa empasse che da troppi anni ci divora.

Orfano di un leader credibile, giovane e che potesse radunare sotto di lui tante persone con uno sguardo nuovo.

Quale sguardo nuovo: uno sguardo riformatore, senza legami col passato, senza essere legati a doppio filo coi sindacati, vecchi anche loro, con un’apertura al mercato “liberale” ed un’attenzione al lavoro “socialista”. Giovane quanto basta per poter pensare a politiche di lungo periodo, senza doversi rifugiare nella ricerca del consenso a tutti i costi. Un leader laico e cattolico, che sappia guardare a temi economici e sociali allo stesso tempo, parlare di chiesa ed omosessualità, di scuola e asili, prospettive, inserendo il tutto in un contesto competitivo mondiale dal quale non ci possiamo sottrarre.

Un sano realista senza legami scomodi col passato, sia di destra che di sinistra, che ha provato ad arginare la deriva antipolitica, invece di alimentarla come abbiamo visto durante questa campagna elettorale.

Un leader che promuoveva le unioni civili per gli omosessuali, che sposava la causa dell’impatto zero e che voleva rottamare la vecchia politica, rinnovare il mercato del lavoro e il lavoro nella pubblica amministrazione…tutte cose che non gli hanno lasciato fare. Una modernità che si spingeva fino al parlare anche con la parte avversa demonizzata, ma con posizioni che parte del paese ritiene sensate e che certi politici, solo perché vengono dall’altra parte del fiume, non ritengono nemmeno degne di essere ascoltate.

La modernità in questo paese è una cosa che si rifugge. Si preferisce sempre il soldo di cacio puzzolente ma che non porta cambiamento che ricercare il nuovo, il diverso per crescere assieme.

Ci sarebbero stati meno grillini persi nel voto. La rottamazione, il dimezzamento dei parlamentari e l’addio alla vecchia politica erano il suo cavallo di battaglia; Monti non si sarebbe candidato aspettando con calma di diventare presidente della repubblica e forse Berlusconi non si sarebbe mai rialzato dallo stato comatoso in cui era caduto, perché non ce l’avrebbe fatta a confrontarsi con uno che funziona come lui sul piccolo schermo, che ha l’età di suo figlio Piersilvio e che non può chiamare comunista.

Avremmo avuto anche una sinistra vera con Vendola più Ingroia: nessun magna magna tipico italiano, ma una vera formazione di vecchio stampo comunista con le lotte giuste del proprio schieramento; e l’italia ne avrebbe solo giovato invece di avere solo urla e schiamazzi.

I mercati sarebbero stati più tranquilli senza ombra di dubbio: le alternative sono Bersani ma con Vendola e Berlusconi col rimborso dell’IMU; Monti non lo considero papabile al governo.

E invece ora ci ritroviamo nello stesso schifo di sempre, a navigare a vista, a non sapere chi vincerà:  abbiamo le proposte di un pazzo a destra, e di un partito di sinistra che di moderno non ha niente ma che ha come al solito il tentacolo estremo che crea instablità e non permetterà un rinnovamento nel lavoro e nelle relazioni sindacali, abbiamo un comico urlatore che raccoglie consensi ogni giorno che passa (e ci mancherebbe altro che non li raccogliesse vista la situazione) e abbiamo i soliti mille partitini che con l’attuale legge elettorale hanno il senso di una foglia di basilico in un sugo all’arrabbiata.

Per tutto questo grazie agli elettori delle Primarie PD tifosi di Bersani.

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