Dove c’è Barilla … c’è Cosa?

Barilla

Dove c’è Barilla c’è casa … ma non è una casa qualunque. È La Casa. È l’esempio della felicità raggiungibile attraverso la rettitudine. È lo specchio della società familiare cattolica ed italica, forgiata dai patti lateranensi. Un padre italico, che la mattina si sveglia per andare ad espletare le funzioni lavorative, pretende che la prole sia al suo fianco, ordinata, sorridente, ben vestita e se mangia le fette biscottate è meglio. Una moglie che rimane a casa a curare il focolare, trova la sua ultima soddisfazione nell’accompagnare i figlioletti allo scuolabus, riempiendo i loro zainetti con le merendine che li faranno crescere forti, robusti e soprattutto eterosessuali, e nel preparare una sana cena a base di pasta al sugo (si raccomanda la cottura al dente, che nessuno abbia a dire che all’uomo italico piacciano le cose molli).

La famiglia, baluardo della società italica, contro la quale si scagliano orde di pervertiti, esterofili ed illuministi atei.

Ma in un’epoca in cui la maggior parte dei paesi, un tempo alleati, voltano le spalle al trono di Pietro e proclamano legali le unioni tra sodomiti, l’imprenditore Italiota scende in campo per rivendicare la superiorità, anche culinaria, della famiglia tradizionale: padre, madre e figlioli (almeno 2). Nessuna variante al tema è ammessa. Unica deviazione ammessa quadrato italico è quella del rettangolo, che pur sempre forma 4 angoli retti: rettitudine, dunque. Nessun triangolo pitagorico (sono note le perversioni degli antichi matematici greci), nessun pentagono orgiastico.

Viva, dunque, la sacra famiglia. Quella che compera i grandi formati da 5 kg, mica monoporzione per single o pederasti. Viva la famiglia che la domenica mattina, ben vestita, va a messa ed il sabato sera a trans.

A morte quindi il deviato omosessuale che è noto a tutti essere anche celiaco.

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