Renzi: uno stupido?

Renzi-LettaUna battuta che girava su FB in questi giorni, che recitava più o meno così, mi fa riflettere: “ ti svegli e sei perplesso quando ricordi che l’ultimo presidente del consiglio eletto democraticamente dai cittadini è stato Berlusconi.”

Renzi ha annullato la democrazia? Il PD non sa cosa sia la democrazia? È un suicidio? Che cosa diavolo sta accadendo? Non può essere la solita manovra di palazzo, per di più guidata da chi ha sempre condannato le “Manovre di Palazzo”!

Non sono mai stato “dietrologista”, Napolitano che fa il colpo di stato con Monti è uno scenario divertente da film, veritiero, ma sempre da film rimane.

Ieri sera ero disorientato: “Ma come, lui che si è sempre detto contrario a queste cose? Proprio lui che con la vecchia politica voleva chiudere? Perché non aspettare e vincere un domani una volta portata a casa la legge elettorale? Perché?”

Tuttavia una maggioranza schiacciante all’interno del partito, riguardo alle dimissioni di Letta e alla salita al governo di Renzi, non accade per caso.

Due indizi su tutti: le elezioni europee e la necessita’ di una fiducia per il Governo.

Le elezioni europee possono, se il PD vince, dare una legittimazione ex-post a Renzi, che inoltre andrebbe a presiedere il semestre europeo. Magari con questo riesce pure a riportare a casa i Marò e farebbe felici tutti.

Se incassa la fiducia con un programma aggressivo (abolizione senato, legge elettorale, riforma province, privatizzazioni…), avrà vinto lui. Se non lo attuerà per resistenze di chi gli ha votato la fiducia, sarà stata colpa degli altri.

Dopodiché, alle elezioni, sia che si vada subito per la non fiducia, sia che si vada quando lo faranno cadere, avrà ottime probabilità di vincere.

È l’unico che ci poteva mettere la faccia e scontentare un po’ di partiti e parlamentari vari, Alfano su tutti, perché è forse l’ultimo appiglio per provare in corsa a cambiare le cose.

L’unico sbaglio sarebbe quello di non essere “iperaggressivo” nel programma e nelle persone che presenterà come componenti del nuovo governo. È chiara l’intenzione del PD di superare le larghe intese che non hanno portato a nulla e di venire al momento delle azioni, come ha sempre sostenuto il suo nuovo segretario. Il rischio era di spegnersi e far rientrare Berlusconi in auge.

In poche parole Renzi si salva se fa il Renzi, cioè se porta una programma definito e deciso che scontenti tanti, come quello che avrebbero potuto mettere in piedi PD e Movimento 5 Stelle se Grillo non avesse posto un veto miope e radicale, non se fa il Letta accomodante e buono per tutte le stagioni.

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S come Sadico

berlusconi-sadicoEsco dall’ufficio al termine di una giornata di lavoro inconcludente, sono circa le 19.30 a Sydney, e non ho voglia di andare in palestra stasera. Mi fiondo in metro con l’unico pensiero di arrivare a casa il prima possibile, ma quando arrivo al binario il tabellone e’ spietato: prossimo treno tra 11 minuti. Con un gesto meccanico tiro fuori il mio nuovo fighissimo smartphone dalla tasca interna della giacca e meccanicamente vado sul sito de La Stampa. Dopo i 5 minuti di lobotomia che tipicamente seguono ogni uscita dall’ufficio dopo una giornata di merda che si rispetti finalmente realizzo che e’ arrivato il gran momento, la verifica di governo e’ ormai prossima. Passo il viaggio in treno a scorrere la telecronaca minuto per minuto degli ultimi avvenimenti. Si parte da ieri sera con Alfano che va a Palazzo Grazioli, Silvio rimane fermo sulle sue posizioni nonostante sia ormai chiara la spaccatura che ne sarebbe scaturita, Angelino ci riprova di prima mattina, nella sperannza che il sonno abbia portato consiglio al Cavaliere e che i falchi si siano allontanati con il diradarsi delle tenebre…sicuramente qualcosa e’ successo nella puntatina mattutina, visto che gia’ prima di entrare in aula si parlava di una possibile apertura di Silvio e che Angelino ha fatto pure tardi ed e’ arrivato in aula quando Letta aveva gia’ iniziato a parlare…

Arrivo a casa assetato di aggiornamenti, non faccio in tempo ad accendere la luce che gia’ sono in posizione sul divano e accendo il mio nuovo fighissimo laptop, ho voglia di corriere.it, sullo smartphone riesco a leggere solo  LaStampa perche’ il Corriere mi fa vedere solo i titoli dannazione, dalle ultime Ansa sembra che l’apertura del Cav sia gia’ naufragata cazzo, stavolta la cosa si fa seria, sta a vedere che stavolta succede qualcosa perfino in Italia…

Bando alle ciance, c’e’ la diretta video su sito del Corriere, altro che note Ansa, questa non me la perdo per niente al mondo…faccio partire la diretta video, che culo, proprio all’inizio delle dichiarazioni di voto!

Un paio di senatori irrilevanti mi danno il tempo di scaldarmi gli avanzi della cena di ieri e mettermi comodo per godermi lo spettacolo. Il  fervore degli interventi dei primi senatori irrilevanti e’ soffocato dal tono piatto della voce del presidente del Senato Grasso che annuncia l’intervento successivo finche’ si arriva finalmente agli interventi di rilievo. Prima Monti ci ricorda il buon lavoro fatto da questo governo che ha tagliato un miliardo e piu’ di spesa pubblica confrontandolo con il suo governo che di miliardi ne aveva tagliati dieci, dopo che Silvio e la sinistra non avevano fatto altro che spendere e spandere come se non ci fosse un domani nei due decenni precedenti, e non mancando di ricordare che qualsiasi alternativa a questo governo ci portera’ automaticamente al commissariamento europeo nonche’ a versare altre lacrime e sangue di piu di piu’ anche di quelle che ci ha fatto versare lui che ha aumentato le tasse solo per creare le condizioni per poi abbassarle povero cristo. Conclude Monti confermando la fiducia al governo e ricordando un simpatico aneddoto di quando Silvio gli chiese di guidare un governo di moderati e lui rispose, ironia della sorte, che forse non era la cosa migliore in quel momento (non ricordo esattamente quale fosse il momento in questione) e che avrebbe visto bene un governo di larghe intese guidato da Letta e Alfano. Gli ci scappa pure un risolino dei suoi nel raccontare l’aneddoto devo dire abbastanza imbarazzante.

Non importa, dopo l’intervento di Monti e’ ormai chiaro che qui si sta facendo la storia. Nonostante la supermega connessione internet iperveloce con la fibra ottica la rava e la fava nonche’ il mio laptop nuovo superfigo, l’immagine video non e’ nitida, sembra di guardare un filmato d’archivio, uno di quelli dei primi anni ’90  per intenderci, e la senzazione che si stia facendo la storia e’ sempre piu’ palpabile, stavolta qualcosa succede, me lo sento, questa e’ la volta buona.

Tocca alla senatrice Paola Taverna del Movimento 5 Stelle sostituire l’assente Vito Crimi. Finalmente ho modo di vederli all’opera questi pivelli della politica. Tanto fervore, poca oratoria, si puo’ migliorare Paola, ma l’impegno comunque c’e’ ed e’ apprezzabile, quanto basta per tenere alte le aspettative su cio’ che sta per seguire, quando cioe’ prende la parola…

…Silvio Berlusconi?? Cazzomerda, non mi aspettavo che spuntasse cosi’ all’improvviso, senza preavviso, dopo una Paola Taverna  qualsiasi…e ora checcazzo dice? Breve, conciso, non fa una piega, bello come il sole anche se evidentemente provato da una notte insonne, tutti pendono dalle sue labbra, nessuno escluso, e lui lo sa, come un sadico si gode ogni secondo del breve intervento in cui conferma a sorpresa la Sua fiducia al governo Letta, solo un mezzo sorriso in chiusura tradisce il compiacimento per l’orgasmo appena provato nell’avere ancora una volta, forse l’ultima, violentato l’Italia.

I tempi sono maturi – Favola dark contemporanea

I tempi sono maturi

Un leader di partito si sveglia una mattina e impone le dimissioni ai Ministri del Governo eletti sotto il proprio vessillo.

Un Ministro del Governo si sveglia una mattina, riceve una telefonata, e rassegna le dimissioni.

Più Ministri del Governo si svegliano una mattina, la stessa mattina, e rassegnati rassegnano le dimissioni.

Passa qualche giorno, un ministro dimissionario si sveglia una mattina e pensa che forse di dimettersi non avrebbe tanta voglia.

La stessa mattina, altri  ministri dimissionari, al risveglio, si rendono conto che non hanno proprio voglia di dimettersi.

Qualche mattina dopo, un leader di partito si sveglia e vota la fiducia al Governo.

Non è più tempo per fare analisi politiche. Ci è rimasto solo il tempo per fare un corso di lingua, preparare la valigia di cartone e scappare da questo paese criminale, fatto di gente disposta a tutto e a tutto assuefatta. Via da questo paese marcio fin dalle sue fondamenta. Via da questa ipocrisia, via da questa mafia, via da questo letargo.

Se non ora quando?

I Tonti Contano

img1024-700_dettaglio2_Camera-governo-LettaUna colomba, due colombe, tre colombe…”Oh, ragazzi sto giro basta. Non facciamo cazzate, ok? Tutti d’accordo? Dai conta, quanti siamo? 20? 30? 40? Continua, continua a contare”.

Un…due…tre…5 Stelle! Grillo si attacca come una Cozza allo scoglio contro “o Purpo” (il polipo) Napoletano che non vuole s-Collarsi…

“Solo un pazzo puo’ avviare un’attivita’ in Italia” scrive Grillo. Occhio alle parole perche’ se dice pazzo richiama inevitabilmente qualcuno alla memoria, se mai ci fosse bisogno di qualche altro trigger oltre a quelli quotidiani. Lui di attivita’ ne ha avviate ben piu’ di una in Italia. E forse a scapito di tanti altri.

Letta intanto non ha letto il post di Grillo perche’ circondato da mattei che gli Renzano intorno senza pace. “Questo matrimonio non s’ha da fare, ne’ domani, ne’ mai”.  Ma in questo frangente cosi delicato e ad alta tensione da quella parte sembrano compatti.

Vorrei scrivere di piu’, vorrei fare un po’ di valutazione critica, un’analisi di quello che sta succedendo…ma un’analisi, per essere tale, presuppone la scomposizione dell’oggetto in questione nelle sue parti costituenti, per poi identificarle e descriverle prima singolarmente e poi in relazione con l’esterno, e tra di loro.

Ma se provo a scomporre il garbuglio politico italiano di questa mattina mi trovo in mano un gomitolo marrone che puzza anche un po’ di merda….e allora l’analisi non mi riesce. Ci vorrebbe piu’ tempo, piu’ calma, piu’ distacco… ma certe volte, come si fa? Sara’ che sono un po’ sfiduciata

Stiamo a vedere che succede oggi.

1943-2013: Ritorno al futuro?

governo-donneAll’indomani dell’8 Settembre 1943 veniva creato a Roma il Comitato di Liberazione Nazionale (CLN) con lo scopo di guidare l’Italia attraverso i momenti più duri della lotta per la Liberazione. Il 24 Aprile 2013, 70 anni dopo, il Presidente della Repubblica affida ad Enrico Letta l’incarico di riunire in un governo di servizio le forze politiche tradizionali per traghettare il pease fuori dall’attuale stallo.

E’ stata una recente dichiarazione di Vendola a darmi uno spunto per scrivere queste righe. Siamo tutti costantemente alle prese con un senso di frustrazione e immobilità di fronte all’incompetenza dei nostri politici e alla pesantezza della crisi che l’Italia sta vivendo in questi anni. Per cambiare, però, c’è bisogno che qualcuno metta sul tavolo qualcosa di diverso, anche se forse non proprio nuovo.

Vendola si è premurato di sottolineare, la settimana scorsa, come non si possano veramente fare parallelismi tra il nascente governo Letta ed il CLN degli anni ’40: i fascisti non c’erano nel CLN, ci ha ricordato il governatore. Ebbene, a guardare da vicino il nuovo esecutivo, non sembra ci siano fascisti neanche qui.

Per quanto mi riguarda però, trovo più interessante sapere chi invece nel CLN c’era. C’erano il Partito Comunista (Amendola e Scoccimarro) ed il Partito Socialista (Nenni e Romita), ma anche il Partito d’Azione (La Malfa e Fenoaltea) e la Democrazia Cristiana (De Gasperi), Democrazia del Lavoro (Ruini) e perfino il conte Alessandro Casati in rappresentanza del Partito Liberale di Benedetto Croce. E la riunione fondativa si tenne sotto la presidenza di Ivanoe Bonomi, il socialista riformista che era stato già Primo Ministro nel 1921 (subito dopo Giolitti, per intenderci).

Insomma, si trattava di un misto tra il vecchio e il nuovo, di personalità politiche di lunghissimo corso e di più giovani leader. Quello di cui l’Italia aveva bisogno era di unità, di lavorare tutti assieme (anche, se vogliamo, per evitare di pugnalarsi alle spalle) e di una collettiva assunzione di responsabilità nella lotta alla dittatura. Nessuno poteva tirarsi fuori.

Più fonti hanno sottolineato negli ultimi giorni come questo sia il primo esecutivo dal 1947 che vede destra e sinistra assieme sui banchi del governo. E’ difficile, soprattutto per una generazione come la nostra, fare paragoni con una guerra, ed una lotta, che ormai pochi hanno vissuto di persona. Allo stesso tempo, è anche difficile negare come questi ultimi anni di crisi emergano tra i periodi più drammatici vissuti dal nostro paese dai tempi del dopoguerra.

Quello che si ritrova nel nuovo governo è lo spirito del CLN, l’idea dell’organo di governo di emergenza che si incaricò di guidare il paese attraverso la Liberazione dall’occupazione.

Quale momento, se non questo, per mettere da parte la lotta senza quartiere degli ultimi 20 anni? L’opportunità per il centro, la destra e la sinistra di fermarsi un attimo, lavorando insieme, e cercare di capirsi anziché odiarsi per forza? Sembra una sciocchezza, ma in fondo stiamo tutti remando sulla stessa barca italiota.

Il CLN non divenne il nuovo sistema di governo della nascente democrazia italiana, ma rappresentò un momento cruciale nel passaggio per la creazione della Repubblica. Allo stesso modo, non credo che questo governo sia nato per durare 5 anni e poi presentarsi come coalizione unita per vincere le future elezioni. Questa dovrebbe essere più una pausa di riflessione, un’amministrazione in cui i partiti del vecchio sistema (con protagonisti vecchi e nuovi) si assumano la responsabilità di risollevare il paese e gettare le basi per un percorso nuovo.

Con una nota di incoraggiamento c’è anche da dire che, rispetto al CLN, in questo governo un terzo dei ministri sono donne, due di queste portano un valore aggiunto internazionale al governo, il Premier ed il suo vice hanno meno di cinquant’anni, qualche ministro è anche più giovane.

Insomma, miracoli non se ne possono fare, ma un po’ di speranza credo ce la dobbiamo come favore. In tanti, durante la campagna elettorale, hanno inneggiato al cambiamento: certo, c’è sempre l’opzione della rivoluzione, ma questo tentativo sembra (almeno a me) un modo serio di provarci. Non sarà facile, ma l’abbiamo già fatto in tempi andati e possiamo provarci ancora.

Volevo anche cogliere l’occasione della larga fiducia delle Camere al nuovo governo per stuzzicare un po’ Grillo, che si lamenta dei suoi otto milioni di elettori disprezzati. Gli elettori sono tutti uguali, online e offline, anche quelli che hanno votato per il PD, persino quelli che hanno votato per Berlusconi. Il parlamento sarà ora il luogo del confronto dove le voci di tutti, maggioranza e opposizione, vecchi e nuovi partiti, dovranno contribuire a salvare l’Italia.

Io stavolta cerco di essere ottimista, e quindi, mi fermo qui.

Caro Enrico, Auguri! Ci vediamo al traguardo.

Giovani Talenti

lettaFinalmente abbiamo un governo, finalmente abbiamo un governo di giovani, finalmente abbiamo la diversità del nostro bellissimo popolo rappresentata dai nostri governanti, finalmente un governo eletto dal pop…ehm no , finalmente un governo che non e’ stato impos…no, nemmeno cosi’, finalmente niente inciuci di palaz…niente, non c’e’ verso, quel Letta li’ non mi convice per niente, fosse solo per il fatto che il Sole 24 ore si e’ premurato di sottolineare che Letta e’ andato alla messa prima di fare questo e dopo che ha fatto quello (il Sole 24 ore, non l‘Avvenire… http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-04-27/nuovo-governo-oggi-giornata-094439.shtml?uuid=AbAeKyqH) no comment.

Oggi non ho voglia di parlare di questo, per qualche motivo questo governo Letta non mi smuove nemmeno un po’, potrei lanciarmi in qualche dietrologia solo per il gusto di far arricciare il naso a qualche amico della redazione (come se ne avessimo una) ma mi sembrerebbe fatica sprecata e di energie da sprecare oggi proprio non ne ho.

Sara’ il fatto che Letta e’ andato alla messa, ma quello che mi smuove oggi non e’ la politica dei presunti giovani, quello che mi smuove oggi sono le parole di papa Francesco, proprio a me che sono in crisi mistica ormai da un po’ di anni, quelle parole che ha rivolto ai giovani durante l’udienza generale del 24 aprile partendo dalla parabola dei talenti:

«Ho visto che ci sono molti giovani: è vero? Ci sono molti giovani? Dove sono? […]A voi, che siete all’inizio del cammino della vita, chiedo: Avete pensato ai talenti che Dio vi ha dato? Avete pensato a come potete metterli a servizio degli altri? Non sotterrate i talenti! Scommettete su ideali grandi, quegli ideali che allargano il cuore, quegli ideali di servizio che renderanno fecondi i vostri talenti […] La vita non ci è data perché la conserviamo gelosamente per noi stessi, ma ci è data perché la doniamo. Cari giovani, abbiate un animo grande! Non abbiate paura di sognare cose grandi!»

Nella testa di molti miei coetanei queste parole hanno immediatamente richiamato il famoso discorso di Steve Jobs agli studenti di Stanford nel 2005 (“Stay hungry, stay foolish…”), sono parole che non ti aspetti dal Papa, parole che sono rivolte a tutti i giovani, ma che a ognuno sembra che siano dirette solo a lui, che ti fanno sentire speciale solo per il fatto di averle sentite, ti ispirano, ti motivano, ti spingono in quella che in un attimo ti sembra diventare l’unica direzione giusta possibile, forse l’unica direzione possibile e basta, e ti chiedi come hai fatto a non capirlo prima, e una volta che l’hai capito poi…come fai ad andare in un’altra direzione??? Non puoi, mentiresti a te stesso, nasconderesti i tuoi talenti…

A tutti i giovani talenti italioti consiglio la visione del video di seguito dal minuto 5:30 al minuto 9.30

Lettera mai Letta …

IL GOVERNISSIMO

Caro Enrico, nipote di Gianni,

gli Italioti tutti ti ringraziano per l’abnorme peso che ti sei caricato sulle spalle: quello di concludere nel peggiore dei modi possibili questa triste e desolante Seconda Repubblica con un Governissimo, che di issimo ha pochissimo. La storia prima o poi te ne darà atto, forse.

In vista dell’improbo compito di riunire sotto lo stesso tetto il peggio del peggio dei mostri che la politica italiota ha allevato negli ultimi 30 anni, ci prendiamo la licenza di fornirti alcuni suggerimenti sulla lista di nomi da presentare al Parlamento per la fiducia.

Prima di entrare nel merito degli imperituri mostri, diffida da nobili tecnici dal doppio cognome, da professori, da membri illuminati della società civile: abbiamo già dato e ancora avremo da dare, ammesso che qualcosa da dare ci rimanga. Piuttosto ripiega sulla società incivile, quella rozza, ignorante, che parla solo all’indicativo (quando non si incarta anche su quello), quella che la domenica non va in chiesa, ma non rinuncia ad un salto al centro scommesse che non-si-sa-mai, quella che vive nelle brutture di periferia a 15 piani che i vostri amici palazzinari hanno tirato su. In questa troverai chi potrà parlarti delle difficoltà a ri-trovare lavoro a 60 anni, dei salti mortali che si fanno per fare la spesa, pagare le bollette, mandare i figli a scuola, estinguere la rata del mutuo, avere il mutuo.

Partiamo da quelli che ti saranno più vicini.

Come vice premier ti suggeriamo il Senatore a (lunga) vita Giulio Andreotti. Lui ne ha viste, sentite, toccate, baciate più di tutti. Chi meglio di lui potrà consigliarti le politiche cerchiobottiste di cui necessiterai per accontentare gli Uni e gli Altri? Valuta, inoltre, quel giovanotto di Massimo D’Alema, formidabile ideatore di inciuci, abilissimo traghettatore di governi deceduti.

Ai trasporti Scajola. Certamente avrà un progetto per l’aeroporto di Albenga, tanto vitale per gli spostamenti del popolo Italiota. Abbi solo l’accortezza di nominarlo a sua insaputa.

Agli Esteri Giulio Terzi di Sant’Agata. Siamo consci che questo nome va contro la nostra stessa precedente raccomandazione, ma dopo la brillante gestione del caso Marò-India, non potevamo che confermarlo nell’incarico.

Alla Giustizia Lui. Quello che non possiamo nominare (ma tu sei autorizzato a nominarlo), quello che paga all’ex moglie 3 milioni al mese. Così si sistema una volta per tutte. Non serve forse al paese una bella riforma della giustizia che preveda la prescrizione immediata per i reati di corruzione, di evasione fiscale, di sfruttamento delle nipoti di Capi di Stato internazionali (anche ex capi vanno bene)?

Alla Difesa Ignazio Larussa. Chi meglio di lui potrebbe imbastire velocemente una difesa del popolo Italiota da un imminente attacco dei barbari d’Abissinia?

Agli Interni Rosy Bindy, chi più di lei è attaccata alla gestione delle cose interne. Libera da impegni nel PD potrà certamente continuare a dedicarsi a questo paese.

Alle Telecomunicazioni Maurizio Gasparri. Nei momenti difficili, con la stampa alle calcagna, il grande censuratore potrebbe tornarti utilissimo.

Al Turismo Emilio Riva (ex presidente ILVA). Chi più di lui ha contribuito ad inquinare i suoli, le acque e l’aria del Bel Paese Italiota? Ne converrai che egli ha tutte le carte in regola per sviluppare il turismo. Il modello-Taranto per tutta l’Italia!

Ai Beni Culturali Mario Borghezio e non abbiamo bisogno di aggiungere altro. In alternativa anche Domenico Scilipoti non sarebbe male.

Al Lavoro Sergio Marchionne. Tra tutti, egli è l’unico che ti può supportare nel problema della disoccupazione. Egli non verserebbe certo lacrime nell’annunciare licenziamenti.

All’Istruzione Roberto Cota, dove lo trovi uno che propone agli studenti delle Università piemontesi provenienti da altre regioni di farsi pagare le tasse universitarie dalle proprie regioni? Illuminato. Come se gli Stati Uniti chiedessero all’India, alla Cina, all’Italia il rimborso dei costi sostenuti dal sistema per i ricercatori indiani, cinesi, italioti.

All’Economia hai veramente l’imbarazzo della scelta, da Amato a Tre(Monti) hanno tutti dimostrato il loro valore. Ti lasciamo libero da qualunque condizionamento, consci del fatto che peggio di così è veramente difficile fare.

Caro Enrico, in conclusione, ti confermiamo la nostra immutata sfiducia per i giorni a seguire. Riponiamo le nostre speranze nelle tue abilità da tessitore, che certamente ti consentiranno confezionare un vestito di finissima fattura per coprire la vergogna a cui stiamo assistendo.

Non farti vincere dalle paure per le fatiche future: non avranno un lungo decorso.

Alle prossime elezioni nessuno di voi andrà in Parlamento ed avrete tutto il tempo per riposare e riflettere sui tanti, grandi errori commessi nella mala-gestione di questo paese.

Con poca stima ed ancor meno affetto

Zurzolov

Quirinale: il PD ago della bilancia e il disfacimento della nazione

foto-quirinaleValgono di più i voti di Berlusconi o quelli di Grillo?

Mi porrei questa domanda fossi Pierluigi Bersani, dopo l’apertura evidente dei  5 stelle ad una convergenza sul capo dello stato.

È chiaro che l’accordo col PDL salvaguardi buona parte del paese, deludendo però un’altra parte consistente: chi ha votato grillo e chi non lo ha votato perché pensava che il PD fosse più affidabile, quindi a tutti gli effetti tuoi elettori.

Un dato di fatto è che la sinistra ha passato anni a dire qualsiasi cosa contro Berlusconi e proprio ora fa l’accordo con il Diavolo in persona che secondo il PD ci ha portato a questa catastrofe? Quale è il senso?

Potevo capire una strategia di questo tipo una volta ricevuto il rifiuto del  5 stelle per un governo, ma ora che senso ha? Si mette Grillo dalla parte della ragione e Berlusconi non fa altro che aumentare il suo elettorato ogni giorno che passa.

Il PD sta sbagliando qualsiasi cosa è sbagliabile: i tempi, i nomi (Amato, D’Alema, Marini), gli alleati, le strategie, ecc ecc.

Vi è la sensazione di uno sfaldamento interno al partito che non è arrestabile. Il suicidio sarebbe anche in vista delle prossime elezioni: un accordo con il PDL, non perché sia sbagliato in sé ma sono sbagliati i tempi ripeto, porterebbe voti su voti nelle prossime elezioni dal Partito Democratico proprio a Grillo, che come un abile stratega ha ribaltato la posizione di responsabilità, mettendo il PD davanti ad una scelta che se non accetterà sarà il solo a rimetterci.

Parliamoci chiaro: la convergenza su Rodotà non mi sembra sia fantapolitica. Non vedo grandi difficoltà nel Partito Democratico a votare Rodotà! Sarebbe una figura seria, istituzionale e che è anche lontana da quel concetto di casta di cui la gente ne ha piene le scatole.Giustamente il PD, quale raffinato intenditore dei subbugli del paese, propone il vecchio apparato: il tesoriere di Craxi e il Baffetto ex PCI, PDS, PD che ormai va anche bene a Berlusconi! Ma ci rendiamo conto?!

Sono amareggiato da Bersani e da come il PD si stia accartocciando su se stesso, rifiutando idee, nomi e facce nuove, rifiutando il paese che pensano di governare e che pian piano gli sta voltando le spalle.

Manca poco alle votazioni e vedo ancora un barlume di speranza, ma una volta che si sarà spento anche quello, non vedo proprio che cosa potrà essere della nostra povera Italia.

Brecht diceva: “Beato il paese che non ha bisogno di eroi”. Noi purtroppo ne abbiamo bisogno, e anche tanti.

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