Il paradigma renziano

RenziSono anni che non si fa nulla. Né a destra né a sinistra in Italia.

Berlusconi non era un uomo di destra, era Berlusconi. L’altra parte non ha capito il cambiamento in atto e la condanna è stata l’onda lunga del vecchio PC che diceva cose sensate negli anni 60 e 70. I socialisti si sono fatti fuori da soli e la DC…inutile parlarne.

La verità è che siamo un paese profondamente inefficiente. Questa inefficienza poteva andare bene fino agli inizi degli anni 90. Veniva coperta dalla proverbiale fantasia italiana, dal debito pubblico e dallo stampaggio della moneta. Peccato che mentre siamo rimasti con la mente a tangentopoli e al PC, nel mondo siano esplose un po’ di cose: il Sud del mondo, il debito pubblico per tappare i buchi e la non crescita, e inoltre, la bomba Euro che ci ha obbligati ad essere competitivi senza poter contare sulla nostra cara svalutazione.

Mentre cambiava il mondo, l’uomo che si era ripromesso di ammodernare l’Italia ci prendeva in giro proteggendo solo gli interessi propri. Dall’altra parte, la vecchia nomenclatura di sinistra a cui vertice mettiamo il caro D’Alema, era troppo legata a modelli antichi per capire che il mondo stava voltando pagina. Se aggiungiamo all’inefficienza tipica italiana, l’inefficienza di un sistema bicamerale perfetto, una giustizia elefantiaca e un apparato statale marcio, la frittata è fatta. Figuriamoci dopo vent’anni di immobilismo.

La verità è che non ci sono più ricette di destra o di sinistra, ma ricette di buon senso.

Il buon senso non è al di qua o al di là dal muro, tanto più che il muro è caduto grazie a Dio, ma deve essere una cosa comune a tutti.

La democrazia è inefficiente e la Cina ce lo dimostra tutti i giorni. Noi amanti del poter scegliere, per mantenere il passo e non morire di disoccupazione, dovremmo pensare di modificare il sistema degli apparati parlamentari per renderli più diretti, più decisionali, più veloci. Il proporzionale? Sì, è corretto e fa esprimere tutti, ma uccide la tempestività delle decisioni e la stabilità. Inoltre, Ci dobbiamo mettere in testa che non siamo tedeschi. Noi ci prendiamo a pugni in parlamento, non ci confrontiamo con chi la pensa diversamente da noi per arrivare ad un compromesso, ci scanniamo e tutto rimane come è.

Ed ecco il fiorire di Grillo!

Renzi si inserisce in questo contesto. Non può essere legato a vetusti paradigmi di destra o sinistra, non ci è nato dentro. Non è berlusconiano se no sarebbe già stato eletto con la maggioranza dei voti alle scorse elezioni.

È uno che dice quello che la maggior parte delle persone pensa e non è ne di destra ne di sinistra è una persona di buon senso.

Le libertà e i diritti civili arriveranno anche loro, ma non si può chiedere ad un futuro candidato a primo ministro di giocarsi l’elettorato cattolico. Dopo 20 anni di egemonia culturale che ci ha portato dove siamo verrà il cambiamento anche in Italia, perché se no si muore. L’ha capito anche la Chiesa che per non morire ha eletto Papa Francesco! Speriamo lo capisca anche l’Italia, che non si guardi sempre indietro cercando qualcosa che non c’è più, invocando politiche di destra o sinistra. Le cose da fare per crescere, per tornare a dare lavoro ai giovani ed investire in scuola e ricerca, sono chiare. Stavolta non c’è partito o ideologia che tenga.

Ecco la rivoluzione renziana: il fare cose normali, ma farle, cercando di aggirare i blocchi intrinsechi alla nostra marcia struttura statale e i feudi che proteggono le rendite di posizione che affamano, nel vero senso della parola, tante persone.

Se poi non è simpatico, è un paraculo, si veste col chiodo e per vincere va su Chi e alla presentazione del libro di Vespa, ben venga; per chi crede di appartenere a un popolo di intellettuali, ricordiamoci che il 50% degli italiani non legge più di un libro all’anno, che la classifica dei programmi visti in TV premia le ricette della Parodi e che l’elettorato è fatto anche dalla signora Maria che si aggrappa a Sentieri, Vivere e la nota maratona del pomeriggio di rete 4.

 

Un anno fa iniziava l’avventura di Italioti.

Grazie a tutti i lettori innanzitutto e ai collaboratori di questo Blog.

Si è cercato di lanciare un blog politico e sociale aperto alle idee di tutti gli schieramenti, nel quale chi avesse voglia di mettersi in gioco e di mettere le proprie idee in discussione potesse farlo. L’impostazione è piaciuta, e le oltre 22.000 visualizzazioni nonché le svariate collaborazioni da quando siamo nati sono un bel segnale e il più bel regalo per noi.

Dobbiamo e possiamo ancora crescere tanto. Il cammino è lungo e faticoso ma per questo forse è la strada buona.

Siamo qua per tutti i nostri lettori e per chiunque cerchi uno spazio per condividere le proprie idee e dare spunti, per far rinascere ogni giorno un po’ di più quell’italiano sopito sotto la coltre Italiota che sembra essere calata inesorabilmente sulla nostra amata Italia.

 

Grazie a tutti

Il Team di Italioti

 

Il paese della libertà

festa della libertàPersonalmente trovo che sia giusto che molta gente abbia festeggiato per la decadenza di Berlusconi.

Sono altrettanto convinto che sia sbagliato che molti lo rimpiangano.

Non è ancora abbastanza però. Di questi 20 anni solo la metà sono stati governati da Berlusconi e ancora tanti di coloro che hanno reso possibile lo sfacelo del nostro paese sono ancora li in bella mostra.

Berlusconi diciamo che ha incarnato quello che di peggio è stata l’Italia: qualunquista, populista, senza ideali, senza ragione e solo dedita al piacere. Il tanto vituperato bunga bunga è stato solo lo specchio del paese, una giostra su cui tutti avrebbero voluto salire; anche il più integralista di sinistra se fosse passato per caso davanti alla villa di Arcore e gli avessero assicurato che nessuno lo sarebbe venuto a sapere, ne avrebbe preso parte.

La sentenza, che sia politica o no, ha dato una mano a questo paese, fossilizzato sulla figura di una sola persona, sia a destra che a sinistra, che ha ucciso il libero pensiero politico ed economico. La libertà è stata uccisa da Berlusconi, inteso come idea, l’unica bandiera per tutti i partiti, che fosse da distruggere o incensare.

È paradossale il Giornale che parla di fine della libertà quando di libertà: in economia, nel diritto, nella concorrenza, nella selezione delle persone, nelle manovre finanziarie e chi più ne ha più ne metta, in Italia non se ne è mai vista, nemmeno quando promessa.

Forse dovrebbero intitolare tutti i giornali: libertà finalmente sei tornata fra noi. La libertà di pensiero che gli italiani hanno delegato per tutto questo tempo ai salotti della politica invece di pensare a quello che stava succedendo nel paese, facendosi annebbiare la vista da squallidi teatrini e promesse mai mantenute.

Forza ora, questo è solo l’inizio, può essere la svolta per cambiare qualcosa, per muoversi e dare una vera ripulita. Di questo cambiamento secondo me dobbiamo dare atto al Movimento 5 Stelle, senza il quale non so quanto la vecchia politica avrebbe spinto per il voto palese e la decandenza di Berlusconi.

Abbiamo finito il turno in prigione, è ora di ripassare dal via per cominciare a ricostruire un Italia che avrà sempre i suoi difetti, però almeno che sia nuova e proiettata al futuro, non al presente imperante e privo di vita che ha dominato fin ora.

Ritorna la parola Libertà che ironia della sorte era forse la preferita di Berlusconi. Dobbiamo essere in grado di onorarla questa parola e renderla davvero vita per intravedere un futuro diverso. 

Il Popolo dei Fessi …

I-3-fessi

L’Italia è il Paese – unico al mondo – dove tutti hanno ragione.

Hanno ragione gli Auto-Ferro-Tramvieri che scioperano per la tutela dei propri diritti sindacali, soprattutto se lo fanno di venerdì pomeriggio e se qualcuno si incazza … pazienza!

Hanno ragione i Pendolari che si incazzano quando di venerdì trovano lo sciopero dei mezzi e non riescono a tornare a casa.

Hanno ragione i turisti che, oltre a trovare lo sciopero, si trovano a pagare un ticket di XX Euro al giorno per muoversi a Venezia.

Hanno ragione i veneziani ad imprecare contro le orde di turisti che affollano, sporcano e disturbano.

Hanno ragione gli albergatori, i ristoratori, i venditori di orribili maschere e ninnoli, che senza i turisti non avrebbero da mangiare.

Hanno ragione i pensionati che non ce la fanno ad arrivare a fine mese.

Hanno ragione gli esodati che in pensione ci vorrebbero anche andare ma non possono.

Ha ragione la Fornero, tra una lacrima e l’altra, che era necessario portare a termine quello che intere classi di politici non hanno avuto il coraggio di iniziare.

Hanno ragione i ferrovieri che un tempo andavano in pensione a 45 anni, tanto le regole lo permettevano.

Hanno ragione i giovani, che ormai il loro futuro se lo sono mangiato i genitori ed i nonni e riprendono la valigia di cartone dei nonni per andare via.

Hanno ragione gli imprenditori, che in Italia non si può più investire.

Hanno ragione i giornalisti che per 50 anni hanno assecondato e glorificato classi dirigenziali di inetti e raccomandati, che alla fine anche loro tengono famiglia.

Hanno ragione i forestali del meridione, tanti, troppi, inutili, che al sud il lavoro non si trova. Come non si trova mai chi appicca i fuochi che devastano intere aree boschive.

Hanno ragione i tifosi, che se la domenica si va allo stadio, tutto è lecito: spaccare, sporcare, insultare, ammazzare. L’importante è essere in Gruppo.

Hanno ragione i mafiosi, che senza di loro il sud sarebbe stato senza uno Stato.

Ha ragione Luca Zaia, che queste previsioni del meteo stanno rovinando il turismo del nord ed i prossimi saranno quelli dell’oroscopo.

Hanno ragione i tassisti, che basta che non si tocchino le licenze, va tutto bene.

Ha ragione Berlusconi, che alla fine i ristoranti e gli aerei sono sempre pieni

Hanno ragione i politici italioti “che in due giorni questo paese non lo si può cambiare”.

Hanno ragione gli Italioti tutti che di due giorni in questo paese ne sono passati fin troppi senza che nulla cambiasse (se non in peggio) e tanti ancora ne passeranno.

Hanno ragione anche quelli che alla manifestazione non ci vanno, che se c’è il bel tempo si va al mare.

Aveva ragione Mike Bongiorno, che “Allegriaaaaaa”.

Cari Italioti, giacché avete tutti ragione e – si sa – la ragione è dei fessi, siete tutti dei fessi!!!

Di cosa abbiamo bisogno?

Chaplin-Il-grande-dittatoredi sognare

di libertà

di amore

di sentirci amati

di un futuro

di leader

E’ tremenda l’attualità di questo pezzo. In assenza di sogni viene fuori la bruttezza dell’uomo, il suo essere animale, ecco che allora i grandi uomini si fanno avanti, per dare sogni di grandezza.

Buon inizio settimana a tutti

A tutti, Buona Liberazione

54401
Cari Italioti,
Volevo fare gli auguri a tutti quelli che hanno il dito medio stanco per averlo alzato troppe volte davanti a cio’ che ci toglie la liberta’, esternamente ed intimamente.
A tutti quelli che non si sentono liberi nella loro dimensione di cittadini, di individui, di persone e nella propria dimensione intima.
Agli Italiani che hanno perso la loro sicurezza economica a causa della crisi, ma non hanno mai perso la dignita’ e la loro capacita’ di resistenza.
A chi resiste ogni giorno nelle difficolta’ piccole e grandi della vita quotidiana. A chi e’ partigiano di se’ stesso. A chi ogni giorno si alza e affronta con coraggio i suoi personali, intimi “demoni fascisti” e resiste contro di essi.
Agli Italiani che resistono in Italia, che resistono alla tentazione di partire, che continuano a portare avanti il nostro Paese ogni giorno. Nonostante tutto. Indomiti. A loro va il nostro onore dell’armi.
A chi si alza ogni giorno il dito medio davanti ai ladri di sogni, a chi coscientemente o incoscientemente ci priva dei nostri sogni, ci butta giu’ e ci tiene bassi vicini al terreno.

A chi alza il dito medio armonicamente con tutte le altre dita al mattino per salutare un bambino, per stringere la mano dell’amico piu’ caro, per dare una pacca sulla spalla a chi ci aiuta a credere, vivere e raggiungere o per lo meno avvicinarsi ai nostri sogni e alla idea piu’ bella che abbiamo di noi stessi.

E questa canzone, miei cari Italioti e’ per voi, per augurarvi anche un buon weekend ed in maniera un po’ insolita spingervi a continuare a lottare!
Buona liberazione, giorno per giorno non solo il 25 Aprile.
Saluti da Londra,
Italo degli Enotri

Generazione Smart – Si sente puzza di merda …

Google nose

Questa mattina sono andato cucina per fare colazione, ho preso il mio Smartphone, ho messo le cuffie e ho cominciato a guardare gli ultimi video postati su Youtube.

Come truccarsi ad una serata di gala (non interessante), Crozza che imita Bastianich (già visto) … fino a quando un video non cattura la mia attenzione: “Introducing Google Nose”, con oltre 5 milioni di visualizzazioni.

Lancio il video e quello che lentamente scopro nei 2 minuti e 3 secondi di durata è sconcertante.

Sulle prime rimango impressionato: “Figo – Geniali questi di Google”.

“Quale altra diavoleria si sono inventati?”, vi starete domandando, cari Italioti che-senza-la-tecnologia-non-riuscite-a-vivere.

Ebbene, dopo averci dato la possibilità di: a) fare ricerche su tutto lo scibile (Google Search), b) consultare mappe precisissime (Google Maps) e sbirciare ogni singolo angolo delle nostre città (Google Street View), c) registrare video, fare foto, chattare, avere indicazioni stradali attraverso un prodigioso paio di occhiali (Google Glass), ecc. ecc., quell’incubatore di Nerd foruncolosi & milionari ha inventato e lanciato (ancora in versione Beta) – udite udite – un naso artificiale.

Un naso artificiale?! Si, avete inteso bene, un naso artificiale che vi permette di sentire direttamente e comodamente dal vostro PC / Smartphone / Tablet odori, aromi, profumi.

Il marchingegno attraverso il quale funziona ve lo lascio scoprire direttamente nel video.

Ok, ok … ce l’hanno fatta!!! Grande pesce d’aprile!!! Bravi, bravi!!!

A questo punto però concentratevi sul messaggio che vi stanno mandando.

Sarebbe naturale vi pervadesse un briciolo di perplessità (per quelli più acuti anche un minimo di consapevole, amara tristezza).

Quello che ci stanno dicendo (nemmeno troppo fra le righe) è di stare tranquilli: se non avremo più il tempo e la possibilità di andare in un campo e sentire l’odore delle rose, dell’erba appena tagliata, oppure l’irresistibile odore della benzina o ancora l’odore di calamari fritti all’ora di pranzo non dovremo preoccuparci, ci penseranno loro.

Ci faranno sentire tutti gli odori direttamente dalla nostra scrivania, all’interno del nostro grigio ed anonimo ufficio, comodamente seduti sulle nostre comode sedie, ingessati nel nostro abito gessato e senza nemmeno doverci sporcare le nostre lucide scarpe.

L’unica cosa che ci sarà richiesta sarà sapere cosa esiste al mondo, quello vero, quello di una volta, quello in cui ci si sporcava le scarpe.

Ecco qui casca l’asino. Come faremo a sapere cosa cercare se non sapremo cosa cercare?

Noi oggi associamo odori ad oggetti – ad animali, persone, luoghi – grazie all’esperienza diretta che abbiamo fatto nel mondo. È lo stesso processo esperienziale che ci ha portato a conoscere oggetti, animali, persone e luoghi, nella loro dimensione tattile, visiva, olfattiva ecc.

Come faremo a conoscere il mondo se non avremo il tempo per andare in giro per il mondo?

Ma per i nostri genietti questo non è un problema. Loro hanno già la soluzione.

Ci hanno, sottratto la fantasia. Quant’era bello, in piena adolescenza, fantasticare chiusi in bagno sulla biancheria stesa della vicina … ma tanto oggi abbiamo Youporn.

Ci hanno limitato nelle capacità mnemoniche. Quanto sono lontani i tempi dei numeri di telefono o delle date dei compleanni imparati a memoria … ma tanto oggi abbiamo rubriche e calendar.

Ci hanno limitato nelle capacità commerciali. Quanti secoli sono passati da quando le nostre mamme ci portavano al mercato e contrattavano su tutto e se non ottenevano non compravano … ma tanto oggi abbiamo E-bay, Privalia, Zalando.

In Cina hanno anche inventato un sito di e-commerce in cui, oltre a scegliere il capo d’abbigliamento, si può selezionare una persona vera (in carne ed ossa) che fisicamente ci somiglia e farle provare il capo. La comodità bellezza!!!

E poi ancora siti per fare incontri, siti per prenotare viaggi, camere, macchine, siti per leggere il giornale, per ascoltare concerti, guardare partite: l’importante che sia comodo e facile.

Ma chi ci darà le emozioni della conoscenza? Della scoperta? Chi ci darà i dubbi? Le angosce? Chi comporrà tutte le caselline storte e mancanti di quel fantastico, maledetto puzzle che è la nostra vita?

Non abbiate paura, ci penserà Google. Volete forse che quei Nerd occhialuti non abbiano pensato ad un’applicazione per sopperire al nostro continuo e progressivo inebetimento?

Lo chiameranno Google Brain. Sarà come in Blade Runner: avremo ricordi installati alla nascita, ma non saranno i nostri, saranno i ricordi degli ultimi abitanti del mondo in cui esistevano le galline.

Andate oltre cari i-Talioti. Voi che non andate più al bagno senza il vostro i-Rotolo di carta i-Gienica. Ascoltate con le vostre orecchie prima che lancino la versione beta anche per quelle.

Vi scrivo da questo PC, a breve posterò sul nostro Blog e attenderò per i vostri commenti sul mio Smartphone, ma ho una grande voglia di correre scalzo nell’erba bagnata dalla rugiada. Spero che anche voi sia rimasta questa voglia.

Grazie Google per questo bellissimo pesce d’aprile sul “naso artificiale”, ma qui si sente puzza di merda.

Se la politica è di moda

“Non sono giovane a tempo indeterminato”, “Di sano e robusto abbiamo solo la costituzione”, “Solo il debito è rimasto pubblico”, “Il mio cervello vorrebbe restare”.
Sono alcuni degli slogan di un marchio italiano del fashion, Piazza Italia, retailer che al passo coi tempi attira l’attenzione sulle tematiche del quotidiano con le sue campagne pubblicitarie.
Ricorda vagamente le provocazioni di Oliviero Toscani di qualche anno fa, quando con Benetton ha fatto scalpore.
Ma il segnale è forte: la consapevolezza del bisogno di smuovere le coscienze è diffusa, va oltre i TG, i blog e il parlamento, fino ad insidiarsi nel quotidiano, nella moda che è simbolo del bello e del superfluo, ma anche del nostro Paese.
Siamo pizza, mandolino…e moda. Siamo anche coscienti sempre più del bisogno di cambiamento.
Che sia l’inizio di una nuova epoca di consapevolezza diffusa?

…E sempre allegri bisogna stare – Arrivederci Enzo

jannaccie noiiii vilaaaaaaan…chi saranno mai i contadini di oggi?

Arrivederci Enzo, grazie della tua genialità!

Niente di piu’ feroce della banalissima televisione (Pier Paolo Pasolini)

L’Italia non ce la farà! E gli Italiani?

montanelli

Montanelli diceva che l’Italia non ha memoria, che vive nella contemporaneità, senza passato…

Un grandissimo pezzo, una riflessione importante post elettorale.

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