COME STELLE NELLA NOTTE

stelle-nella-notteVi siete mai fermati a pensare quale possa essere il punto di vista di un 17enne sulla crisi e tutto il resto? Il pezzo di seguito, secondo classificato al Secondo Concorso Giornalistco Roberto Romualdo, e’ stato scritto proprio da un 17enne, e lo riproponiamo qui con il permesso speciale dell’autore, per ricordarci che i giovani, quelli giovani davvero, sono ancora capaci di sognare…

COME STELLE NELLA NOTTE

Nati abbastanza presto per ricordarci l’Italia nel boom del benessere. Attualmente abbastanza coscienti per comprendere ciò che ci accade intorno. In grado di fare un paragone oggettivo tra la situazione in cui viviamo oggi e quella in cui abbiamo vissuto la nostra infanzia. Queste sono le caratteristiche che ci distinguono dalle generazioni precedenti. Nati a cavallo tra il secondo e il terzo millennio, ci ritroviamo a dover fronteggiare una situazione di cui non abbiamo colpe e, malgrado questo, ci sforziamo di non abbatterci. Tutti sono a conoscenza degli effetti della crisi economica e molti, nonostante le difficoltà, cercano di fare qualcosa per tutelare il nostro futuro. Ciò deve stimolarci affinché sfruttiamo al meglio le possibilità che ci vengono offerte. Piangersi addosso e incolpare le generazioni precedenti non serve a niente. Dobbiamo sfruttare al meglio i mezzi che abbiamo a disposizione, in modo da essere i primi a pensare al nostro futuro. Nel proprio piccolo ognuno di noi, contribuirà necessariamente al miglioramento della situazione attuale, avendo infatti toccato il fondo, o essendo vicini a farlo, non potremo che risalire. Noi saremo i protagonisti di questa risalita. Tutto ciò che di positivo riusciremo a fare ci porterà una notevole gratificazione date le condizioni in cui ci troviamo e la scarsa fiducia che molti adulti hanno in noi. Ci troviamo così a dover scegliere tra farsi trascinare nella crisi (economica e morale), dando ragione a chi si mostra scettico nei nostri confronti, oppure darsi da fare per riuscire a smentire questi ultimi approfittando delle possibilità che ci sono concesse da chi invece crede in noi. Senza rendercene conto subiamo l’azione di circostanze che con il tempo e la maturità accresceranno in noi una serie di forti motivazioni e stimoli che ci spingeranno a reagire per cambiare le cose. Immersi nel buio della notte in cui viviamo, noi giovani rappresentiamo le uniche stelle ancora visibili.

Annunci

Salviamo, il nostro paese da noi stessi! – I Marò e l’ennesima pessima figura dell’Italia

marò1 (1)

A una settimana più o meno dall’annuncio che i Marò rimarranno in Italia, mi vengono in mente alcune considerazioni:

  • che abbiamo fatto l’ennesima figura di merda internazionale
  • che secondo alcuni abbiamo fatto bene a “tirare fuori le palle” e mi viene molta tristezza
  • che in India il diritto internazionale è molto aleatorio
  • che non ci si cura mai dei veri bisogni delle persone

Per analizzare la questione però, serve un sano distacco, senza essere tifosi dell’una o dell’altra parte come sempre accade in Italia, ma analizzando quello che è bene per l’Italia e per i suoi cittadini.

La domanda è una: il nostro caro ministro degli esteri, ancora per poco, che interessi ha fatto dicendo che i Marò rimarranno in Italia?

Si sono sentite 2 antifone fin ora: “cavolo è un nostro diritto, erano in acque internazionali, che si fottano gli inidiani.”

Oppure: “ha solo ragione l’India c’è un accordo firmato, non ci si può rimangiare la parola una volta data”.

Personalmente, vivendo in India, sono molto più vicino alla seconda affermazione e con calma nelle prossime righe cerco di sviscerare il mio punto di vista.

il pensiero dell’italiano che vive in India, vi giuro tutti quelli che conosco, è: ma come cazzo si fa a trattenere i Marò in Italia dopo aver “promesso” di rimandarli indietro?

La nostra credibilità internazionale già era uno schifo, ora è anche peggio!

Cerco di fare un discorso senza tirare in mezzo destra, sinistra, centro, hanno ucciso o non hanno ucciso, l’India è nel giusto o nello sbagliato, se erano acque internazionali o di pertinenza indiana ecc ecc..

Assumiamo che i 2 militari italiani abbiano agito nel giusto e che tutto è, legislativamente parlando, dalla loro parte.

Assumiamo anche che i 2 marò siano stati fatti attraccare in India con l’inganno per essere arrestati.

A questo punto e non dopo, un governo responsabile forte delle sue ragioni di giustizia, avrebbe dovuto fare un atto di forza diplomatico: richiamare l’ambasciatore, sospendere i visti ecc ecc. per far valere le sue ragioni.

Invece lo stato italiano lascia che sia, in favore dei buoni rapporti bilaterali Italo indiani.

Dopo qualche mese in cui tutti eravamo preoccupatissimi della situazione dei 2 nostri militari trattati malissimo nelle più profonde celle dello stato del Kerala, lo stato indiano ci rimanda indietro i 2 fucilieri per be 2 volte: una a Natale e l’ultima per votare, con un’apertura niente male per 2 persone accusate del’omicidio di 2 pescatori. La prima volta l’Italia si comporta come da accordi presi, rimanda indietro i Marò; la seconda volta dopo aver ottenuto la fiducia, visti i fatti precedenti, decide che è meglio tenersi i 2 militari a casa.

La domanda mi sorge spontanea? Ma perché? Perché lo stato Italiano deve far valere le sue ragioni? Perché non esiste che 2 militari italiani debbano essere processati in un paese come l’India? Noi, dico noi italiani, che ne facciamo una questione di prinicipio o di diritto?

La situazione era ormai definita, una volta scelta la linea morbida all’inizio perché decidere di non mantenerla? qual è il senso di trattenerli in Italia ora? Una manovra politica? Nemmeno perché le elezioni sono già state fatte. Allora quale può essere la ragione se non la stupidità?

Stupidità, perché se partiamo dalla domanda iniziale del post:  che interessi ha fatto il governo quando ha deciso di non rimandare indietro i marò, la risposta non è sicuramente, l’interesse degli italiani.

Il bene per gli italiani non è sicuramente quello di avere i marò a casa. Chi fa affari nel subcontinente, chi aspetta un bambino in adozione, chi è carcerato in attesa di giudizio e chi semplicemente ci vive in India avrà un sacco di noie e problemi. Hanno addirittura intimato all’ambasciatore di non muoversi dal paese; rischia il carcere perché ha firmato una dichiarazione giurata in nome nostro, del popolo italiano, che i 2 militari sarebbero tornati indietro!

Il rischio di un uso politico, contro il governo di Delhi da parte di forze nazionalistiche e di opposizione, contro gli italiani è un rischio sensibile.

Dal punto di vista economico il consumatore indiano, che solitamente è abbastanza nazionalista, se dovrà comprare un prodotto lo comprerà sicuramente non italiano: le nostre fabbriche venderanno meno, ci sarà meno produzione, meno bisogno di lavoratori ecc ecc ecc.

Ringrazio il governo, che di qualunque colore sia non si smentisce mai,  per le sue qualità nel ricercare sempre il bene dei suoi cittadini, almeno di quelli che dell’orgoglio di una prova di “forza” internazionale in questo momento non ne capiscono proprio la necessità, ma gli sembra di tornare a discorsi infantili su chi ha ragione, invece di fare il paese adulto e guardare a qual è la necessità vera delle persone.

Da italiano che vive e lavora in India per cercare di esportare il bello del nostro paese mi viene solo da dire: che tristezza.

 

L’Italia non ce la farà! E gli Italiani?

montanelli

Montanelli diceva che l’Italia non ha memoria, che vive nella contemporaneità, senza passato…

Un grandissimo pezzo, una riflessione importante post elettorale.

[Read more…]

Italiani … tutti a casa!!!

… e se il problema non fossero gli eletti, ma gli elettori?

Abbiamo veramente bisogno di essere tutti rimpiazzati da elettori danesi per migliorare le sorti di questo paese?

Italiani tutti a casa.

(dal min. 6.00)

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: