Giovane e donna: sono il nuovo Parlamento

Ancora frustrato dalle elezioni? Stai gia’ espatriando?

Sappi che avremo il Parlamento più giovane e donna della storia repubblicana.

I nuovi deputati eletti saranno rispettivamente in media 10 anni piu’ giovani di quelli del precedente governo, cosi’ come  i senatori eletti (5 anni piu’ giovani). E non solo!!! Uno su tre sara’  donna.

Fini non sara’ in Parlamento, come del resto Rocco Buttiglione, Francesco Storace, Antonio Di Pietro ed Ingroia, Raffaele Lombardo, Gianfranco Micciche’, Lorenzo Cesa, Franco Marini ed Italo Bocchino, ma anche Marco Pannella ed Emma Bonino. La Lega si ferma sotto il 4%.

Marta Grande, 25 anni, grillina, potrebbe essere la tua sorellina minore, ma e’ l’immagine di questo nuovo Parlamento: giovane, bello, piu’ femminile ed ingovernabile (speriamo ancora per poco).

Berlusconi non ha vinto le elezioni (anche se per pochissimo) e nel frattempo Bersani offre la camera al Movimento 5 Stelle e chiarisce che rimarra’ al timone del PD fino al prossimo congresso del 2013, quando probabilmente sara’ tempo di Renzi.

Non volevamo un rinnovamento? Ringiovanire il parlamento e avere piu’ donne? E’ iniziata una nuova era? Ci voleva?

Non siamo ancora un paese per giovani, l’età media dei deputati e’ di 45 anni e dei senatori di 53 anni, ma forse e’ il primo passo del cammino.

Cordiali Saluti agli onorevoli uscenti,

In bocca al lupo a Marta Grande, al nostro nuovo, giovane ed irrequieto Parlamento ed a tutti gli Italiani.

Fonti:

– Camera e Senato: E’ una donna su tre

http://www.corriere.it/politica/speciali/2013/elezioni/notizie/26-febbraio-parlamento-giovane-eta-media-48-anni_cac989ae-8024-11e2-b0f8-b0cda815bb62.shtml

– E’ il parlamento piu’ giovane – boom di donne:

http://www.ilmessaggero.it/speciale_elezioni/parlamento_pi_giovane_della_storia_boom_eletti_donne/notizie/254587.shtml

– Bersani:

http://www.corriere.it/politica/speciali/2013/elezioni/notizie/26-febbraio-bersani_8dc898c2-802b-11e2-b0f8-b0cda815bb62.shtml

– I grandi esclusi:

http://www.globalist.it/Detail_News_Display?ID=40525&typeb=0&Da-Fini-a-Di-Pietro-i-grandi-esclusi-dal-Parlamento

– Non e’ un paese per giovani

http://www.fanpage.it/in-italia-la-classe-dirigente-piu-vecchia-d-europa/

Comunque vada sarà un successo – Bravi tutti …

tsunami

Stremato dalle tante, troppe tribune politiche, sondaggi, dichiarazioni, appelli, interviste, tavole di confronto, numero di seggi, camera, senato, regioni, cado in un sonno profondo ed antico.

Apro gli occhi lentamente, con difficoltà. La mia testa pesante su una fredda superficie di marmo, sembra il tavolo di un obitorio. Cosa ci faccio in questo posto? Davanti ai miei occhi un volantino ingiallito recita “La Daccò Travel & Restaurant offre una settimana All Inclusive in resort caraibico per politici italioti (tutti), stremati dalle fatiche della campagna elettorale”. Non capisco, non ho le forze per capire. Ripiombo in un nuovo sonno, ancora più profondo e remoto nella coscienza.

Riapro gli occhi. Questa volta sono riverso, per metà all’ombra di un platano, su una spiaggia calda e bianca. Mi alzo e vedo sagome danzanti, sento musica in lontananza e profumo di cucina italiota. Sembra una festa.

Mi avvicino, ma nessuno mi scorge. Faccio segni, ma nessuno mi nota. Urlo, ma dalle mie corde non esce alcun suono. Resto attonito, immobile, muto. Comincio a distinguere le figure danzanti e mi pare di riconoscerle. Bersani? Impossibile. Monti? Oh mio Dio! Alfano? Casini? Rutelli? Di Pietro? Ci sono tutti.

Chiaro!!! Eccoli tutti insieme sulle dorate spiagge di di un isolotto tropicale, lontani dalle fatiche elettorali, lontani dal clamore, lontani dai giornalisti e dalle loro noiose domande, sempre le stesse, su cosa fare-non-fare-dire-fare-baciare-lettera-testamento.

Sdraiato su un lettino, sotto l’ombra di una palma, trovo Monti che a dispetto del cognome, non sembra disdegnare affatto il caldo clima tropicale e il soave e lento sciabordare delle ondine caraibiche. Abbandonata la divisa d’ordinanza, eccolo sereno in pantofole in seta Hermès, bermudino due dita sopra il ginocchio e camicia blu navy con riga bianca, rigorosamente a manica lunga, leggermente aperta sul torace (la classe non è acqua, nemmeno in vacanza).

Faccio qualche metro e mi ritrovo nel vortice dei danzatori che si dimenano al ritmo di tamburi caraibici. Tra giovani mulatti a torso nudo, mi si apre davanti agli occhi una visione di pace e amore cosmico (Love, love, love): Vendola, Giovanardi e la Binetti avvinghiati come serpenti, ballano sudati, saltano e sorridono di gusto.

Continuo frastornato e trovo Bersani in un angolino al riparo dai raggi solari a grigliare orate per tutti e Fini ad attizzargli la fiamma (il primo amore non si scorda mai).

E ancora nugoli di politici con fare rilassato. Diliberto che versa da bere a La Russa. Cicchitto che si allontana con D’Alema sotto braccio (gli inciuci non vanno mai in vacanza). Anche Fiorito, Zambetti, Cuffaro?!

Ecco che spunta anche Bruno Vespa, vestito da cameriere coloniale, con un vassoio di Mojito e Margarita. Dietro di lui, Floris con il vassoio delle pizzette e Lucia Annunziata con un cesto di frutta tropicale.

In mezzo al mare, vedo su una canoa Ingroia che cerca di pescare qualcosa di grosso, ma più si affanna e meno tira. Con lui, Giannino, che cerca di pescare il master-pesce, specie misteriosa avvistata al largo della costa di Chicago.

Mi allontano dalla folla e trovo una capanna dalla base circolare al cui interno scorgo un capo tribù sorridente, tanto sorridente, tutto vestito con doppiopetto in piume di pavone. Ai suoi lati vedo amazzoni adulanti, tutte in fila per il rito dell’accoppiamento. Si è Lui. Non poteva che essere Lui. Dall’espressione compiaciuta non sembrerebbe che le elezioni siano andate male per lui.

Continuo a non capire. Cosa ci faccio io su un’isola con tutti i politici italioti? E soprattutto cosa ci fanno loro tutti insieme a festeggiare? Non dovrebbero esserci state da poco le elezioni? Non si stavano azzannando come cani idrofobi fino a qualche minuto fa?

Ad un certo punto il vecchio shamano Giorgio, in lacrime, chiama tutti a radunarsi per il momento solenne. Tutti accorrono verso una pira gigante ed io sospinto dalla massa non posso che seguirli nell’incedere.

Riesco a leggere uno striscione in caratteri antichi, “Comunque vada sarà un successo – Bravi tutti”. Non capisco.

Tutti, ormai, sono in cerchio intorno al grande rogo, all’interno del quale stanno per dare fuoco ad una giovane vergine dai fianchi rotondi e dai lunghi capelli. Mi sembra di riconoscerla, ma non ne sono certo.

Mi avvicino e sento parlare sotto voce. Dicono sia una certa Italia. Dicono abbia cercato di resistere alle prepotenze dei signorotti che volevano violarla.

Sgrano gli occhi. Stanno per dare fuoco all’Italia, dopo averla saccheggiata, vilipesa, dilaniata, mentre l’Italia assiste inerme allo scempio. Grido, mi dimeno, ma nessuno se ne cura.

Intanto mi pare di sentire urla provenire da lontano, ma ancora una volta non se ne cura nessuno. Del resto, sono tutti intorno al fuoco, di chi sarebbero queste urla? Ingroia, in mezzo al mare!! Mi allontano di qualche passo e lo vedo sbracciarsi sulla canoa. Dietro di lui, dal profondo dell’oceano, si è alzata un’onda grande quanto una montagna. Si avvicina veloce con fragore assordante. Mi giro verso la pira, ma nessuno sembra accorgersene. Cade sulla mia fronte una goccia di fredda pioggia.

Mi giro ancora verso il mare, ormai Ingroia e Giannino sono stati travolti dall’onda. Bloccato nei movimenti non riesco a scappare, mentre alle spalle sento il vociare dei politici italioti che di nulla si preoccupano. Sulla cresta dell’onda scorgo la sagoma di un surfer: è tutto vestito di bianco, con un saio lungo come un profeta, porta la barba lunga ed i capelli incolti. Sento ancora la risata diabolica. È Grillo!!! Ecco che arriva l’onda che travolge tutti!!!

Apro gli occhi. Sono sul divano di casa.

Accendo la radio e scopro che hanno vinto in due: Grillo e Berlusconi; hanno perso sempre gli stessi (ma loro sono felici così). Dopo la pubblicità, un celebre pezzo di Lucio Battisti …

Ancora tu, non mi sorprendi lo sai,

Ancora tu, ma non dovevamo vederci più …

Ebbene si, ancora Lui! Con il suo carico di menzogne, sorrisi implasticati, proclami televisivi, barzellette ha fatto incetta di voti nei bassifondi della popolazione, andando a toccare le corde più viscerali del popolo Italiota (a questo punto, la maiuscola è d’obbligo: una fetta di popolazione così larga, così tenace, così attaccata ai propri interessi deve essere rispettata).

Per tutti quelli che ci hanno creduto, che hanno sperato fosse la volta buona per voltare pagina, sorry, tutto da rifare.

Resta l’amarezza: la stessa amarezza di una finale dei mondiali persa ai rigori.

Chi ha vinto le elezioni

Pagelle Italiote(Si consiglia lettura in modalità Ziliani di controcampo)

Bersani, voto: 6-meno-meno. Come ci dicevano a scuola: “Il ragazzo potrebbe fare di più, ma non si impegna”. Disciplinato, rispettoso, si limita al compitino. Vincere non gli interessa e si vede!!! Baden Powell!!!

Grillo, voto 9,5. Dagli Appennini alle Ande, dal Manzanarre al Reno, scheggia impazzita della campagna elettorale, riempie ed infiamma le piazze. Lascia agli altri i salotti televisivi, per parlare direttamente alle pance italiote affamate di cambiamento!!! Mattatore!!!

Ingroia, voto 5-meno. Entra in politica foriero di aspettative, ma si spegne strada facendo. Tanto rumore per nulla. Non fosse per Crozza, passerebbe inosservato!!! Apatico!!!

Giannino, voto 3. Riesce a rovinare una maratona nell’ultimo chilometro!!! Peggio del Trota (che almeno la laurea l’aveva pagata), peggio della SatanChé (che almeno un corso serale in Bocconi l’aveva fatto), peggio dei pessimi che voleva rottamare!!! Baro!!!

Monti, voto 4.5. Finito il balletto “mi candido, non mi candido, forse mi candido”, depone il loden in armadio (con naftalina), indossa una canotta unta da camionista (gli hanno detto si usa così) e comincia a parlare di vuoti cosmici e buchi neri supermassivi (sempre Merkel permettendo)!!! Chi sa sa, chi non sa insegna!!! Disadattato!!!

Berlusconi, voto 10 & Lode. Dato per morto, si alza dalla bara, indossa l’armatura da Super Silvio e sbaraglia tutti!!! Balotelli, vittoria sul Barcellona, rimborso IMU, condono oltre-tombale, pulizia della sedia di Travaglio … gli ingredienti di una campagna elettorale perfetta!!! Per la serie, punta tutto sul “purché se ne parli” (come sosteneva il vecchio amico finito in Piazzale Loreto a testa in giù) … e ancora una volta ha colpito il pubblico italiota, non quello italiano!! Re dello spettacolo

Italioti, voi che voto vi date?

Io voto Ingroia

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La campagna elettorale e’ finita, adesso e’ tempo delle dichiarazioni di voto. Se ti rivedi in questo articolo, condividilo per convincere i tuoi amici ancora indecisi o per farne nascere un dibattito.

Se sei o non sei d’accordo commentalo.

Stimoliamo il confronto.

Guarda anche le fonti.

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Odi et IMU

no spamA pochi giorni dal voto, Silvio invia una dichiarazione firmata a milioni di famiglie in cui conferma che rimborsera’ quanto pagato l’anno scorso sul conto corrente oppure in contanti agli sportelli della posta. Scatta la polemica violenta.

Leggi la lettera su italioti.it se non l’hai ancora ricevuta.

Questo e’ cosa dice la legge in materia. Noi non siamo degli esperti in materia.

Tu che ne pensi?

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Riflessioni sul voto (f)utile: Giannino-Grillo-Monti-Ingroia e il resto e’ noia

il-pirla-e-il-voto-utileQuesto post e’ rivolto a tutti gli “indecisi” e a tutti quelli che ancora una volta, nonostante tutto, stanno seriamente pensando di ridare il loro voto alle coalizioni del PD o del PDL.

Abbiamo gia’ parlato in questo blog di astensionismo (Autodafe’ e le 5 C) e dell’assoluta necessita’ di andare a votare. Ora, data la comprensibile disaffezione degli italiani/italioti verso la (classe) politica, si capisce come questo rappresenti gia’ di per se’ uno sforzo non indifferente. Purtroppo pero’ per l’italiano/italiota che scelga di adempiere al suo dovere civico e fare quindi il grande passo di presentarsi alle urne, si pone subito un altro dilemma, se possibile anche piu’ complesso del precedente e sintetizzabile nei termini che seguono:

e ora dove la metto questa c***o di crocetta??

A parte le facili ironie, non si puo’ negare che, specie in queste elezioni, le idee siano confuse come non mai e che una parte dell’elettorato molto ampia (gli ultimi sondaggi parlano del 30% circa ma secondo me sono molti di piu’) sia composta ancora da “indecisi”.

Ecco alcuni esempi di indecisi:

“Uff…certo se le primarie le avesse vinte Renzi adesso la scelta sarebbe molto piu’ facile, io vorrei votare a sinistra ma Bersani si porta dietro tutti i dinosauri, e poi c’e’ anche quello li’ con l’orecchino…a questo punto meglio Monti, almeno e’ una persona seria”

“A me questo Monti non mi convince, da quando e’ arrivato lui al governo ha soltanto aumentato le tasse…allora era meglio Berlusconi, almeno lui togliera’ l’IMU e non ci mettera’ la patrimoniale”

“Bersani fara’ l’inciucio con Monti, io non lo voto per principio, tanto vale votare direttamente per Monti…anche Monti pero’ fara’ l’inciucio con Bersani, non voto nemmeno lui, quasi quasi voto per Grillo”

“Io Monti non lo voto, figurati se do il mio voto a Fini e Casini, Montezemolo tra l’altro mi sta anche sulle palle, ma allora chi voto??”

“Certo la Lega ormai e’ andata e Berlusconi pure, sta a vedere che mi tocca votare quel voltagabbana di Fini…no Fini mai, piuttosto non voto”

“Per me sono tutti dei ladri, io non voto”

“…”

Insomma, gli indecisi esprimono per lo piu’ la dissaffezione della gente verso la classe politica che ha governato per 20 anni questo paese e se molti di loro opteranno per l’astensione, resta comunque una fetta significativa dell’elettorato decisiva per l’esito finale delle elezioni (ed in particolare per il premio di maggioranza al senato).

E’ logico che tutti gli schieramenti in gioco concentreranno gli sforzi dell’ultima fase della campagna elettorale proprio per accaparrarsi i voti degli indecisi (gli altri per definizione hanno gia’ deciso, quindi non ci sara’ bisogno di ulteriori sforzi).

Ora, come si fa ad accaparrarsi il voto di un indeciso? Quello che succede nelle presidenziali USA ad esempio e’ che l’ultima fase di campagna elettorale vede i due candidati impegnati in una corsa verso il centro proprio per prendersi gli indecisi dopo una prima fase in cui hanno consolidato l’elettorato “di parte”. Il concetto del cosidetto voto utile negli USA non esiste, due partiti punto e basta, o di qua o di la’. Purtroppo per il PD ed il PDL pero’, le cose in italia non funzionano esattamente cosi’, dopo un po’ di bipolarismo infatti sono finalmente tornati in auge i democristiani, poi ci sono i comunisti che ci riprovano, senza contare quelle spine nei fianchi della societa’ civile che rischiano addirittura di entrare in parlamento. Fu cosi che PD e PDL si ritrovarono a combattere la battaglia degli indecisi su piu’ fronti, al centro, di lato, di sopra e anche di sotto, tutti a cercare di sottrarre voti preziosi per ottenere l’ambito premio di maggioranza.

Sembra una lotta disperata, senza via d’uscita, una battaglia che vede tuttavia PD e PDL uniti nell’obiettivo comune di resistere, resistere resistere manco fossero sul Piave. E’ questa comunione di intenti la vera chiave di lettura di queste elezioni, ovvero la seconda repubblica che combatte per la propria autoprocrastinazione, PD e PDL contro tutti.

La posta in gioco e’ troppo alta per lasciare spazio al fair play, cosa c’e’ di piu’ facile per intercettare i voti degli indecisi che un bell’invito al “voto utile”? Vuoi garantire finalmente la governabilita’ di questo paese per fare finalmente le riforme ed uscire dalla crisi? Vota PD e PDL! Vorrai mica disperdere il tuo voto nei partitini/movimenti che poi faranno ostruzionismo su ogni provvedimento impedendo le riforme che noi ci impegniamo a fare da subito (ma che per cause di forza maggiore non siamo riusciti a fare in 20 anni di governo)?

Bersani ci ha gia’ provato (vedi video), Silvio ancora no perche’ era impegnato a risollevarsi dalle ceneri, ma adesso che grazie all’aiuto del PD c’e’ finalmente riuscito (o pensate veramente che la puntata di Santoro non sia stata programmata a tavolino per farlo risalire nei sondaggi?) vedrete che anche lui non resistera’ alla tentazione.

Ora questo appello vale non solo per gli indecisi, ma anche tutti quelli che invece sono gia’ decisi a votare PD o PDL. Ma io dico, ma veramente? Ma stiamo scherzando? Ma allora siamo un popolo di cornuti e contenti, e’ questo quello che mi state dicendo?

Ma se scoprite che il/la vostro/a fidanzato/a moglie/marito vi ha tradito per 20 anni e ve lo ha fatto proprio sotto i vostri occhi, voi continuate a dargli fiducia? Stavolta sara’ diverso? No, ma adesso ha capito dove ha sbagliato e sono sicuro/a che cambiera’? Qualcuno mi puo’ spiegare come votare PD o PDL si discosti da questo paragone?

Cari italioti, stavolta non avete scuse per farvi prendere per i fondelli di nuovo, o almeno, non avete scuse per farvi prendere per i fondelli dai soliti noti, almeno provate a cambiare visto che stavolta la scelta ce l’avete!

La seconda repubblica e’ finita, diteglielo a quei signori che vogliono farvi credere che PD e PDL siano ancora le uniche alternative possibili, non e’ piu’ cosi. Le alternative ci sono, non saranno perfette, potranno non piacere,  avranno anche loro qualche dinosauro al loro interno (Fini, Casini su tutti), ma almeno e’ legittimo riconoscergli il beneficio del dubbio! Iniziamo a dare un segnale a chi ormai il beneficio del dubbio non ce l’ha piu’, ovvero chi ha governato per 20 anni, e  mostriamo ai dinosauri l’unica via che devono percorrere, quella di casa. Avete paura che se non date il vostro voto alla vostra coalizione “di fiducia” aiuterete la parte avversaria? Non temete, non c’e’ nessuna parte avversaria…PD e PDL sono due facce della stessa porcaglia.

La mia personale visione del voto utile e’ molto semplice: tutti i voti sono utili per mandare a casa i dinosauri, basta ultime chances, il tempo a disposizione e’ finito, e’ ora di  andare a casa a godersi (purtroppo) il vitalizio.

Le alternative come dicevo ci sono e ci sono sia di qua che di la’:

Sei di destra? Sei un democristiano nostalgico? Vota Monti

Sei solo parecchio incazzato e non te ne frega niente dei contenuti basta non vedere piu’ le solite facce?  Vota Grillo

Sei un comunista? Vota Ingroia

Sei un intellettualoide? Vota Giannino

Ce n’e’ per tutti i gusti, stavolta non avete scuse miei cari italioti!

Qualunque voto non dato a PD e PDL e’ un voto utile, e’ un segnale  ai dinosauri che inevitabilmente torneranno comunque in parlamento, vuol dire: “con voi facciamo i conti al prossimo giro”

Giannino, Grillo, Monti e Ingroia, potranno non piacere, avranno anche questi i loro lati negativi e qualche dinosauro al loro interno, ma almeno sono delle facce nuove (chi piu’ chi meno), almeno hanno ripulito le liste (chi piu’ chi meno), almeno hanno fatto qualcosa per meritarsi il beneficio del dubbio insomma, tutto il resto e’ noia…

Autodafé e le 5 C

basta_non_voto_NUna preghiera che nasce dall’analisi del 2012 della politica Italiana e l’astensionismo Siciliano

Eccomi. Sono Alessandro. Sono il terzo. Sono un 29enne che vive a Londra da più 2 anni, e che fra studio e lavoro ha vissuto a Milano, Barcellona, Istanbul, Roma, Parma, Melbourne e Parigi. Sono Siciliano, un Siciliano inquieto e vi scrivo da Palermo, dove ritorno a ricaricare le batterie, quando il fish and chips mi sfianca e ho bisogno di sole, vitamina C e iodio.

Scrivo per fare un autodafé del 2012, dando una personale lettura dell’astensionismo in Sicilia nel 2012.  Come tutti gli autodafé anche questo è composto da:

(i)           Una messa (in metafora un breve excursus dei fatti del 2012 e dell’astensionismo in Sicilia)

(ii)          Una processione pubblica dei colpevoli e la lettura della loro sentenza (in metafora l’identificazione delle cause)

(iii)         Ed infine una preghiera per il 2013.

A differenza degli autodafé dell’Inquisizione Spagnola, lo scopo non è né la tortura né l’esecuzione al rogo di nessun partito o esponente politico. L’obiettivo unico è piuttosto in una prospettiva apolitica e in chiave ironica e provocatoria di proporre il rogo e la tortura degli Italioti e della parte di noi stessi che rende opaca e asfittica la bellezza del nostro essere Italiani.

La Messa

All’alba del 2013 molteplici fonti d’informazione compilano bilanci dei fatti del 2012, con Google Zeitgeist in testa. Si torna indietro per un attimo sul 2012 prima di archiviarlo nella cantina delle nostre memorie storiche sempre più povere nonostante i miliardi di terabytes fra clouds e servers installati in giro per il mondo.

Fermatevi. Fermatevi per un attimo a pensare agli eventi del 2012. Pensate a cosa vi direbbe il vostro pc torturato ogni mattina dalla lettura del Corriere.it, della Repubblica, Il Giornale, Financial times, The Guardian, The Telegraph, Sole24ore e altri.

Il 2012 è stato l’anno del governo Monti e di suo nipote chiamato Spread all’asilo. E’ stato l’anno della riforma pensionistica, del decreto liberalizzazioni Monti, dell’IMU, della spending review, dell’accorpamento delle province, della riforma del lavoro e dell’articolo 18 e degli esodati. E’ stato l’anno in cui il posto fisso per tutta la vita è stato definito monotono, delle lacrime della Fornero e dell’invito a non essere “choosy” proprio a pochi mesi della morte di chi ci invitava a “Stay Hungry and Stay Foolish”. E’ stato l’anno degli scandali. Dalla Lega Nord a Fiorito, Lusi e Belsito, dalla Sanità nella Regione Lombardia alla Polverini per la Regione Lazio: tutto in un anno.

E’ stato l’anno delle dimissioni di Monti non più supportato dal Pdl, la proposta di Berlusconi a Monti di guidare il centro-destra alle elezioni ed il successivo ping-pong di battute fra il Professore e l’Imprenditore. Mentre il primo si propone a guida di un’alleanza di centro con l’Agenda Monti, il secondo ribatte secco punto su punto fra D’Urso e Giletti (che si riscoprono giornalisti) ed annuncia la sua nuova fiamma, mentre si accinge a pagare 100.000 euro al giorno alla sua ex-moglie. E infine i magistrati anti-mafia Ingroia e Grasso ingrossano le file di chi scende o sale in politica. Con zampone e lenticchie, tutto sembra essere culminato nella formazione almeno embrionale degli schieramenti politici per l’elezioni politiche del 2013 e dei piani di back-up con acquisti di case e resorts bipartisan tutti rigorosamente a Malindi in Kenya, la nuova Costa Smeralda lontana dai lidi italiani.

Insomma si apre davanti a noi un panorama fra caos, assurdità ed il tipico colore velatamente folkloristico della politica italiana.

E’ stato un anno in cui il girone infernale degli italioti si è affollato sempre di più. E’ stato il trionfo dell’inequivocabile disaffezione degli italiani alla politica e della quasi totale perdita di tolleranza per l’attuale classe politica.

E’ stato l’anno del boom del Movimento Cinque Stelle, dell’impeto rottamatore di Matteo Renzi e del trionfo dell’astensionismo nelle elezioni amministrative in Sicilia.

E’ proprio su quest’ultimo fenomeno che voglio concludere “la messa” prima di proseguire con “la processione pubblica dei colpevoli e della loro sentenza”.

Negli ultimi 11 anni in Sicilia si è votato quattro volte per eleggere il Presidente e l’assemblea regionale. In tre occasioni si è votato nella sola giornata di domenica: (i) maggio 2001; (ii) maggio 2006 e (iii) ottobre 2012. Si votò anche nell’aprile 2008, ma in due giornate e in concomitanza con le elezioni politiche. Per evitare distorsioni, non considereremmo quest’ultima elezione nella nostra analisi dell’astensionismo in Sicilia.

Considerando le tre occasioni di cui sopra si assiste ad un crollo dei votanti in percentuale sugli aventi diritto: da 63,47% del maggio 2001, a 59,16% nel maggio 2006 fino al 47,42% dell’ottobre 2012. A prescindere dell’esito politico delle consultazioni, solo circa 2 milioni di elettori sono andati alle urne sui 4,3 milioni di aventi diritto.

Ci sono quindi 2,3 milioni di Italioti in Sicilia? Quali sono le cause dell’astensionismo?

La processione pubblica dei colpevoli e della loro sentenza

 

L’astensionismo siciliano e quel -16% di elettori alle urne (Vs. 2001) è stato da molti definito un giallo, quindi al di là della provocazione è lungi da me processare dei colpevoli e trarre delle sentenze. Quel che farò è analizzare possibili cause in forma di ipotesi tutte fra loro connesse e a volte parzialmente sovrapposte e chiedervi di testare, criticare, dibattere ed arricchire queste parole.

(i)           L’ipotesi del “Non voto, non sento e non parlo”. Mafia è la prima parola associata alla Sicilia per molti in Italia ed all’estero, quindi è un’ipotesi che va smarcata subito. Questa ipotesi legherebbe il fenomeno dell’astensionismo all’affiliazione mafiosa. Se ne fa portavoce Antonio Ingroia che sostiene la plausibilità dell’astensionismo del voto di mafia, e che questo possa essere un avvertimento ‘politico’ ai possibili interlocutori. Senza fare riferimenti a partiti, Ingroia sostiene che questo possa creare premesse per nuovi discorsi ed eventualmente nuovi patti a Mafiopolis. Avvalla quest’ipotesi anche l’Espresso che pubblica un interessante dato. Su 7.050 detenuti nell’Isola avrebbero votato solo in 46 e si tratta di carcerati comuni e non di mafia. Cosa strana è. Visto che in carcere si è sempre votato. In ogni caso questo spiegherebbe solo circa lo 0,2% degli astenuti, ma potrebbe essere la punta di un iceberg.

(ii)          L’ipotesi del “un minni futti chiù nenti” (I don’t care anymore). Questa ipotesi proviene dal New York Times dall’articolo di Elisabetta Povoledo che attribuisce l’astensionismo nelle elezioni regionali in Sicilia come un segnale inequivocabile della disaffezione degli italiani per la classe politica. Prosegue inoltre commentando che la bassa affluenza alle urne e il successo del movimento di protesta suggerisce che la tolleranza degli italiani verso la classe politica è crollata.

(iii)        L’ipotesi del “no, io non posso scendere”. Strettamente collegata con l’ipotesi di cui sopra, l’ipotesi del “no, io non posso scendere” si riferisce all’impossibilità per ragioni economiche dei siciliani lavoratori fuori sede a rientrare in Sicilia per le elezioni. Il fenomeno dell’emigrazione informale dalla Sicilia coinvolge tutti quelli che lavorano in altre città d’Italia o estere e che formalmente sono ancora residenti in Sicilia. La magnitudo di questo fenomeno è difficile da quantificare, ma facilissima da percepire se vi trovaste per le vie del centro storico a Palermo in un qualunque sabato dell’anno e in un weekend durante le feste natalizie. In quest’ultimo caso vi trovereste travolti da un fiume di ragazzi 20-35enni che vivono altrove e che guadagnano fuori dalla Sicilia. 200€ di biglietto aereo per votare? “No, io non posso scendere”. E non mi riferisco allo scendere in politica, ma allo “scendere in Sicilia” – Sicilianismo, inteso come andare a Sud.

(iv)        Fattore Gattopardo. Chi crede che i Siciliani siano in maggioranza degli Italioti crede nel cosiddetto fattore Gattopardo, ovvero che il popolo Siciliano è un popolo abituato ad essere colonia che non avendo riconosciuto un potenziale leader esterno sulla propria scheda elettorale si è astenuto dalla scelta. Un vero e proprio popolo di Italioti come definito dalle parole di Tomasi di Lampedusa: ”In Sicilia non importa far male o far bene: il peccato che noi siciliani non perdoniamo mai è semplicemente quello di “fare”. Siamo vecchi, Chevalley, vecchissimi. Sono venticinque secoli almeno che portiamo sulle spalle il peso di magnifiche civiltà eterogenee, tutte venute da fuori già complete e perfezionate, nessuna germogliata da noi stessi, nessuna a cui abbiamo dato il “la”; noi siamo dei bianchi quanto lo è lei, Chevalley, e quanto la regina d’Inghilterra; eppure da duemilacinquecento anni siamo colonia. Non lo dico per lagnarmi: è in gran parte colpa nostra; ma siamo stanchi e svuotati lo stesso”.

 

Che una, questa o un’altra ipotesi qui non elencata prevalga, il dato dell’astensionismo rimane allarmante. I colpevoli non sono solo gli astenuti, ma anche tutti coloro che hanno smesso di credere che si può cambiare, che si può risalire la china della crisi, che il nostro voto è importante e che è un dovere e non solo un diritto.

Il vero colpevole è in ognuno di noi e nel nostro essere Italioti. Per chiudere il processo quindi, mi sento in dovere di proporre la tortura e di porre al rogo della parte di noi stessi che rende opaca e asfittica la bellezza del nostro essere Siciliani ed Italiani.

 

La preghiera

L’ultimo passo del nostro cerimoniale è arrivato. Mentre le fiamme avvolgono “l’Italiota che c’è in noi”, è tempo di rivolgere una preghiera per il 2013 non ad un’entità terza e aliena dalle cose del mondo fisico, ma ad ognuno di noi.

5 C per il 2013:

La mia è una preghiera a Credere. A credere nel cambiamento, nel miglioramento, nella possibilità di migliorare l’Italia al di là della vostra collocazione politica.

Siate Coscienti ovunque vi troviate della realtà delle cose in Italia, ad essere aggiornati e a leggere le notizie in maniera critica e costruttiva al di là dei punti di vista politici.

E’ un invito al Commitment. Al fare. Ad impegnarsi e ad andare a votare. Votare come espressione di un diritto e di un dovere.

Siate Coerenti con voi stessi e trasformate il vostro disappunto per la situazione attuale in una forza per il cambiamento e miglioramento futuro.

Infine, miei cari, siate Contenti di essere Siciliani, siate contenti di essere Italiani.

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