Il paese della libertà

festa della libertàPersonalmente trovo che sia giusto che molta gente abbia festeggiato per la decadenza di Berlusconi.

Sono altrettanto convinto che sia sbagliato che molti lo rimpiangano.

Non è ancora abbastanza però. Di questi 20 anni solo la metà sono stati governati da Berlusconi e ancora tanti di coloro che hanno reso possibile lo sfacelo del nostro paese sono ancora li in bella mostra.

Berlusconi diciamo che ha incarnato quello che di peggio è stata l’Italia: qualunquista, populista, senza ideali, senza ragione e solo dedita al piacere. Il tanto vituperato bunga bunga è stato solo lo specchio del paese, una giostra su cui tutti avrebbero voluto salire; anche il più integralista di sinistra se fosse passato per caso davanti alla villa di Arcore e gli avessero assicurato che nessuno lo sarebbe venuto a sapere, ne avrebbe preso parte.

La sentenza, che sia politica o no, ha dato una mano a questo paese, fossilizzato sulla figura di una sola persona, sia a destra che a sinistra, che ha ucciso il libero pensiero politico ed economico. La libertà è stata uccisa da Berlusconi, inteso come idea, l’unica bandiera per tutti i partiti, che fosse da distruggere o incensare.

È paradossale il Giornale che parla di fine della libertà quando di libertà: in economia, nel diritto, nella concorrenza, nella selezione delle persone, nelle manovre finanziarie e chi più ne ha più ne metta, in Italia non se ne è mai vista, nemmeno quando promessa.

Forse dovrebbero intitolare tutti i giornali: libertà finalmente sei tornata fra noi. La libertà di pensiero che gli italiani hanno delegato per tutto questo tempo ai salotti della politica invece di pensare a quello che stava succedendo nel paese, facendosi annebbiare la vista da squallidi teatrini e promesse mai mantenute.

Forza ora, questo è solo l’inizio, può essere la svolta per cambiare qualcosa, per muoversi e dare una vera ripulita. Di questo cambiamento secondo me dobbiamo dare atto al Movimento 5 Stelle, senza il quale non so quanto la vecchia politica avrebbe spinto per il voto palese e la decandenza di Berlusconi.

Abbiamo finito il turno in prigione, è ora di ripassare dal via per cominciare a ricostruire un Italia che avrà sempre i suoi difetti, però almeno che sia nuova e proiettata al futuro, non al presente imperante e privo di vita che ha dominato fin ora.

Ritorna la parola Libertà che ironia della sorte era forse la preferita di Berlusconi. Dobbiamo essere in grado di onorarla questa parola e renderla davvero vita per intravedere un futuro diverso. 

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Il sole splende a Belgrado

Belgrado

Nella lunga attesa del verdetto della sentenza del processo Mediaset, il Cavaliere si affidava al “fattore C” come riportato dalle pagine del Corriere ieri. Quello stesso fattore che aveva fatto si che i sogni della Stella Rossa di Belgrado, in vantaggio di un gol e con un uomo in più, si infrangessero contro un fitto banco di nebbia e permettessero al Milan di tornare in campo da zero il giorno dopo.

Oggi il sole splende a Belgrado. Nessuno ridarà l’onore perduto di una probabile vittoria tanto alla Stella Rossa quanto all’Italia, ma la Cassazione non ha rinviato l’incontro ed ha confermato la condanna.

Un anno di domiciliari non sembra poi una fine tremenda se si prendono in considerazione Arcore, qualche bottiglia di prosecco, il cagnolino Dudù e qualche amico/a pronto a fare compagnia. Di questo poco ci importa. Non crediamo abbia nessun impatto sulle nostre vite personali.

Che cosa succederà adesso? Quali saranno le ripercussioni sulla stabilità del governo di larghe intese? Il Paese ha bisogno di riforme radicali per riprendere il cammino della crescita ed è ancora una volta troppo ripiegato sulle questioni interne per rispondere ad una perdita di competitività e credibilità internazionale.

All’uomo Silvio come al nostro Paese auguriamo la migliore sorte possibile.

Il cielo su Roma resta comunque abbastanza nuvoloso ed incerto e ci chiediamo quando finalmente possa risplendere il sole.

I pensieri monchi

silvioMi viene da ridere. Ridere come sempre per la superficialità dei commenti che si leggono su fb e twitter.

La foto qua a fianco vale più di mille parole.

Proprio per pudore uno prima di sparare sentenze varie dovrebbe far passare un po’ di tempo e riflettere.

Invece abbiamo:

chi stappa bottiglie di champagne e chi dice a chi stappa di godere solo delle disgrazie altrui

chi finalmente dice che il sistema ha funzionato e non si rende conto che il sistema, proprio perché ci ha messo tanto, forse non funziona

chi sostiene che la giustizia non va cambiata perché finalmente ha dimostrato che la legge è uguale per tutti, ma forse va proprio cambiata perché non è vero, soprattutto per chi giudica

chi parla di libertà infranta e rubata da una massoneria giudiziaria ma non si rende conto che se lui avesse fatto le stesse cose avrebbero buttato via la chiave da tempo

chi pensa che tutto cambi, ma non si rende conto che non cambierà nulla

chi pensa che la dignità di uno stato non sia definita dal proprio rappresentante e chi pensa che sia solo quello

chi pensava che essere derisi da due capi di stato a noi vicini fosse vergognoso e chi pensava che fosse una prova del ritrovato vigore dell’Italia

chi continua a sostenere che se uno è seguito da milioni di persone allora debba essere al di sopra della legge e chi sostiene che invece deve essere uguale a tutti gli altri: forse c’è qualcosa che non va in tutte e 2 le visioni

chi dice che bisogna cambiare le cose e che forse finalmente cambieranno, ma in 20 anni di cui la metà al governo, non ha fatto nulla

chi non capisce che questo può essere l’ennesimo tornare indietro e chi pensa sia la svolta vera per guardare avanti.

Di sicuro non ho citato tutte le categorie possibili.

In questo turbinio di pensieri che vengono buttati giù tanto per scrivere qualcosa, continuo a pensare che troppe persone debbano esprimersi per difendere una loro identità, delle loro idee, senza mai però approfondire abbastanza, senza mai andare oltre il tifo per la propria squadra. Questo atteggiamento adolescenziale non lo sopporto più.

Non sopporto più i pensieri monchi di cui ci ricopriamo. Sono fuorvianti, buoni allo stadio e non oltre.

Ora sembra che tutto debba cambiare e prendere un’accelerata improvvisa. Invece ho un oscuro presagio, proprio perché noi Italioti non siamo capaci di pensiero, ma solo di sensazioni su cui basiamo tutto il resto.

Siamo stati fermi per 20 anni sia a destra che a sinistra per la stessa persona e ora cosa dovrebbe cambiare?

Stiamo andando avanti, stiamo procedendo a lunghi passi…a me sembra di tornare un pochino indietro: Forza Italia, ce la puoi fare.

 

Il sole Italiano e le ali di cera di Nino

Keep calm and stay choosy

Nino ha 8 anni. La sua testa e’ piena di sogni. Immagino. Li realizzera’? Continuera’ a sognare dopo la dura presa di coscienza della realta’ italiana e al suo primo ingresso nel mondo del lavoro? Ce la faranno i suoi sogni a sopravvivere tra il dont’ be choosy, il precariato, il boom dei NEET (not in education, employment or training), i cervelli in fuga, la bulimia politica e la quasi totale assenza di misure per i giovani nei programmi dei candidate premier? Stiamo creando le prossime generazioni di Italiani d’eccellenza? O una generazione di italioti senza sogni e senza obiettivi?

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