A tutti, Buona Liberazione

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Cari Italioti,
Volevo fare gli auguri a tutti quelli che hanno il dito medio stanco per averlo alzato troppe volte davanti a cio’ che ci toglie la liberta’, esternamente ed intimamente.
A tutti quelli che non si sentono liberi nella loro dimensione di cittadini, di individui, di persone e nella propria dimensione intima.
Agli Italiani che hanno perso la loro sicurezza economica a causa della crisi, ma non hanno mai perso la dignita’ e la loro capacita’ di resistenza.
A chi resiste ogni giorno nelle difficolta’ piccole e grandi della vita quotidiana. A chi e’ partigiano di se’ stesso. A chi ogni giorno si alza e affronta con coraggio i suoi personali, intimi “demoni fascisti” e resiste contro di essi.
Agli Italiani che resistono in Italia, che resistono alla tentazione di partire, che continuano a portare avanti il nostro Paese ogni giorno. Nonostante tutto. Indomiti. A loro va il nostro onore dell’armi.
A chi si alza ogni giorno il dito medio davanti ai ladri di sogni, a chi coscientemente o incoscientemente ci priva dei nostri sogni, ci butta giu’ e ci tiene bassi vicini al terreno.

A chi alza il dito medio armonicamente con tutte le altre dita al mattino per salutare un bambino, per stringere la mano dell’amico piu’ caro, per dare una pacca sulla spalla a chi ci aiuta a credere, vivere e raggiungere o per lo meno avvicinarsi ai nostri sogni e alla idea piu’ bella che abbiamo di noi stessi.

E questa canzone, miei cari Italioti e’ per voi, per augurarvi anche un buon weekend ed in maniera un po’ insolita spingervi a continuare a lottare!
Buona liberazione, giorno per giorno non solo il 25 Aprile.
Saluti da Londra,
Italo degli Enotri

Chavez. Hasta Siempre?

Chavez-300x187In questi giorni, dopo la morte di Chavez, mi è capitato di imbattermi nei soliti giudizi sommari, di condanna e di innalzamento a ruolo di santo, che mi fanno sempre più accapponare la pelle.

Dopo aver scorso parecchi post su facebook, ha cominciato a farmi male la coscienza, quella di chi può pensare, scrivere e dire quello che vuole.

Mi ha fatto male vedere chi inneggia a regimi dittatoriali e vive in una democrazia dove si può scrivere e dire quello che si vuole, come mi ha fatto male vedere chi condannava Chavez solo perché antiamericano e di sinistra.

Mi ha fatto  male leggere chi dice che in Venezuela non c’era una dittatura perché vi erano state regolari elezioni, tralasciando il significato di regolari. Cosa significa regolari?

Mi ha fatto  male vedere demonizzare Chavez solo perché dichiaratamente comunista, contro il libero mercato e contro le politiche che hanno affamato la gente del suo paese.

Ciò che mi ha fatto male è la mancanza di silenzio; la foga di dover dare subito un giudizio, senza mai razionalizzare, discernere.

Voglio però spingermi oltre dichiarando il mio sdegno, perché chiunque in Italia può scrivere e dire quello che pensa.

Il mio andare oltre sta nel provare rabbia verso chi, con la propria libertà, inneggia a chi governa il proprio paese togliendo la libertà di dire e pensare quello che si vuole.

La libertà! Questa parola magica, usata in malo modo dalla nostra politica, non è che una possibilità che abbiamo avuto come diritto di nascita e che molti ancora sognano, sia sotto regimi di destra che di sinistra che vietano il pensiero libero e l’autodeterminazione.

Siccome storicamente è sempre stato così, sia per i regimi fascisti che comunisti, diffido sempre di chi dice che il male è tutto da una parte e il bene tutto dall’altra,  perché il pensiero non può essere incasellato, non lo deve essere, non lo si può accettare. Non si può accettare la crescita drogata dai sussidi in cambio della libertà, come non si può accettare l’ordine sociale in cambio della libertà.

Chi inneggia a Chavez oggi lo fa perché vede in lui chi ha avuto il coraggio di andare contro la politica internazionale dell’occidente che: invade l’Iraq per il petrolio, l’Afganistan per vendetta e la Libia sempre per l’oro nero. Credo però che fare retorica su questi fatti sia abbastanza semplice!

Mi fa tristezza e anche paura, chi dice che in quei paesi come il Venezuela di oggi vi è la possibilità di essere uomini e donne fino in fondo, che possono ricercare come meglio credono la loro felicità. È una bestemmia sociale, oltre che una menzogna, che mi fa venire i brividi; come mi facevano tristezza le politiche di Bush, i colpi di stato guidati in sudamerica e tante altre cose vergognose portate avanti dai nostri paesi, in cui però, se voglio mandare a fanculo il capo del governo non mi vengono a prendere a casa e mi portano in prigione.

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