Renzi: uno stupido?

Renzi-LettaUna battuta che girava su FB in questi giorni, che recitava più o meno così, mi fa riflettere: “ ti svegli e sei perplesso quando ricordi che l’ultimo presidente del consiglio eletto democraticamente dai cittadini è stato Berlusconi.”

Renzi ha annullato la democrazia? Il PD non sa cosa sia la democrazia? È un suicidio? Che cosa diavolo sta accadendo? Non può essere la solita manovra di palazzo, per di più guidata da chi ha sempre condannato le “Manovre di Palazzo”!

Non sono mai stato “dietrologista”, Napolitano che fa il colpo di stato con Monti è uno scenario divertente da film, veritiero, ma sempre da film rimane.

Ieri sera ero disorientato: “Ma come, lui che si è sempre detto contrario a queste cose? Proprio lui che con la vecchia politica voleva chiudere? Perché non aspettare e vincere un domani una volta portata a casa la legge elettorale? Perché?”

Tuttavia una maggioranza schiacciante all’interno del partito, riguardo alle dimissioni di Letta e alla salita al governo di Renzi, non accade per caso.

Due indizi su tutti: le elezioni europee e la necessita’ di una fiducia per il Governo.

Le elezioni europee possono, se il PD vince, dare una legittimazione ex-post a Renzi, che inoltre andrebbe a presiedere il semestre europeo. Magari con questo riesce pure a riportare a casa i Marò e farebbe felici tutti.

Se incassa la fiducia con un programma aggressivo (abolizione senato, legge elettorale, riforma province, privatizzazioni…), avrà vinto lui. Se non lo attuerà per resistenze di chi gli ha votato la fiducia, sarà stata colpa degli altri.

Dopodiché, alle elezioni, sia che si vada subito per la non fiducia, sia che si vada quando lo faranno cadere, avrà ottime probabilità di vincere.

È l’unico che ci poteva mettere la faccia e scontentare un po’ di partiti e parlamentari vari, Alfano su tutti, perché è forse l’ultimo appiglio per provare in corsa a cambiare le cose.

L’unico sbaglio sarebbe quello di non essere “iperaggressivo” nel programma e nelle persone che presenterà come componenti del nuovo governo. È chiara l’intenzione del PD di superare le larghe intese che non hanno portato a nulla e di venire al momento delle azioni, come ha sempre sostenuto il suo nuovo segretario. Il rischio era di spegnersi e far rientrare Berlusconi in auge.

In poche parole Renzi si salva se fa il Renzi, cioè se porta una programma definito e deciso che scontenti tanti, come quello che avrebbero potuto mettere in piedi PD e Movimento 5 Stelle se Grillo non avesse posto un veto miope e radicale, non se fa il Letta accomodante e buono per tutte le stagioni.

Quirinale: il PD ago della bilancia e il disfacimento della nazione

foto-quirinaleValgono di più i voti di Berlusconi o quelli di Grillo?

Mi porrei questa domanda fossi Pierluigi Bersani, dopo l’apertura evidente dei  5 stelle ad una convergenza sul capo dello stato.

È chiaro che l’accordo col PDL salvaguardi buona parte del paese, deludendo però un’altra parte consistente: chi ha votato grillo e chi non lo ha votato perché pensava che il PD fosse più affidabile, quindi a tutti gli effetti tuoi elettori.

Un dato di fatto è che la sinistra ha passato anni a dire qualsiasi cosa contro Berlusconi e proprio ora fa l’accordo con il Diavolo in persona che secondo il PD ci ha portato a questa catastrofe? Quale è il senso?

Potevo capire una strategia di questo tipo una volta ricevuto il rifiuto del  5 stelle per un governo, ma ora che senso ha? Si mette Grillo dalla parte della ragione e Berlusconi non fa altro che aumentare il suo elettorato ogni giorno che passa.

Il PD sta sbagliando qualsiasi cosa è sbagliabile: i tempi, i nomi (Amato, D’Alema, Marini), gli alleati, le strategie, ecc ecc.

Vi è la sensazione di uno sfaldamento interno al partito che non è arrestabile. Il suicidio sarebbe anche in vista delle prossime elezioni: un accordo con il PDL, non perché sia sbagliato in sé ma sono sbagliati i tempi ripeto, porterebbe voti su voti nelle prossime elezioni dal Partito Democratico proprio a Grillo, che come un abile stratega ha ribaltato la posizione di responsabilità, mettendo il PD davanti ad una scelta che se non accetterà sarà il solo a rimetterci.

Parliamoci chiaro: la convergenza su Rodotà non mi sembra sia fantapolitica. Non vedo grandi difficoltà nel Partito Democratico a votare Rodotà! Sarebbe una figura seria, istituzionale e che è anche lontana da quel concetto di casta di cui la gente ne ha piene le scatole.Giustamente il PD, quale raffinato intenditore dei subbugli del paese, propone il vecchio apparato: il tesoriere di Craxi e il Baffetto ex PCI, PDS, PD che ormai va anche bene a Berlusconi! Ma ci rendiamo conto?!

Sono amareggiato da Bersani e da come il PD si stia accartocciando su se stesso, rifiutando idee, nomi e facce nuove, rifiutando il paese che pensano di governare e che pian piano gli sta voltando le spalle.

Manca poco alle votazioni e vedo ancora un barlume di speranza, ma una volta che si sarà spento anche quello, non vedo proprio che cosa potrà essere della nostra povera Italia.

Brecht diceva: “Beato il paese che non ha bisogno di eroi”. Noi purtroppo ne abbiamo bisogno, e anche tanti.

Guerra di logoramento

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Un paio di settimane fa, a distanza di un mese circa dalle elezioni, avrei scritto un post su come il PD si trovasse di fatto sotto scacco matto, impossibilitato a formare un governo, assediato dall’inflessibilita’ di Grillo da una parte e dal suicidio politico che sarebbe stato l’inciucio con Berlusconi dall’altra. Un Grillo lucido, conscio del peso acquisito nello scacchiere della politica italiana sembrava avere le carte in regola per fare il bello ed il cattivo tempo nonostante le elezioni non le avesse vinte lui…

Adesso invece si prospetta uno scenario un po’ diverso, abbiamo parlato la settimana scorsa di stallo alla messicana, ma mi sorge il dubbio che non si tratti proprio di uno stallo, sembra un qualcosa di piu’ complesso di un semplice stallo, direi piu’ una guerra di logoramento. Vista come uno stallo non e’ chiaro come la situazione possa evolvere e la soluzione sembra imprevedibile, ma se la vediamo come una guerra di logormanto il discorso assume delle sfumature un po’ diverse…

La guerra di logoramento e’ una strategia che mira a consumare le risorse materiali nonche’ il morale del nemico per obbligarlo alla trattativa oppure per strappargli l’iniziativa. La guerra di logoramento viene combattuta fra eserciti che non sono in grado di prevalere l’uno sull’altro attraverso scontri decisivi, oppure da un esercito in forte minoranza, di numero o di risorse, contro un nemico piu’ potente (Wikipedia).

Vista sotto quest’ottica la situazione appare molto piu’ chiara, ed appare molto piu’ chiaramente chi saranno i vincitori e chi saranno i vinti, d’altronde non era molto difficile intuirlo miei cari italioti, i numeri parlano chiaro, come sempre.

I vincitori siete voi (noi) italioti in primis, 59% del popolo italiota che avete votato per lo status quo (PD + PDL), e lo status quo avrete. Loro (PD + PDL) ce l’avevano messa tutta per perdere: accantonamento delle nuove leve (Renzi, Alfano), riconferma dei dinosauri alla guida delle rispettive coalizioni, scandali finanziari in piena campagna elettorale (MPS), offese all’intelligenza dell’italiano medio o presa d’atto di quella dell’italiota (restituzione dell’IMU), tutto inutile, il popolo italiota li ha rivoluti a tutti i costi, e li riavra’.

Grillo e’ il grande sconfitto, nonostante tutto il vantaggio concesso dagli avversari non e’ riuscito a sfondare, quel 25% che inizialmente e’ sembrato un risultato al di la’ di ogni piu’ rosea aspettativa di tutto il suo movimento, si sta rivelando per quello che e’, una vittoria di Pirro. Finito l’entusiasmo iniziale comincia lo scontro con la dura realta’ della guerra di logoramento, i bizantinismi dei processi istituzionali, la stampa di regime, un paio di colpi bassi ben assestati, qualche franco tiratore e le forze vengono a mancare, la stanchezza inizia a farsi sentire, diventa piu’ facile fare degli errori, ed il nemico e’ li’, pronto ad approfittarne, come in ogni guerra di logoramento…se lo chiedete a me, e’ fin troppo chiaro chi ha vinto queste elezioni. Godetevi la vittoria miei cari italioti. Io, per il momento, me ne resto in Australia.

L’Italia non ce la farà! E gli Italiani?

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Montanelli diceva che l’Italia non ha memoria, che vive nella contemporaneità, senza passato…

Un grandissimo pezzo, una riflessione importante post elettorale.

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Gaber – Mi fa male il mondo

Forse é come si sentono molte persone in questo periodo…

Elezioni 2013: Alea iacta est

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La lettera di un nostro lettore sulle Elezioni politiche 2013

Sono uno di quei trentenni generalmente poco interessati alla vita politica. Nel corso degli anni ho sempre pensato che se mandi a Roma delle persone a rappresentarti pagandoli profumatamente e dando loro privilegi para-feudali poi questi signori devono lavorare senza chiederti ulteriore attenzione. Se paghi l’idraulico per aggiustarti il lavandino non esiste che poi devi metterti tu a cambiarti i tubi perché lui non lo fa.

In aggiunta, visti gli ultimi (almeno) dieci anni della vita politica dell’italica nazione, ho perso pure il gusto per il momento della delega, non esercitando il famigerato diritto-dovere con le scuse più fantasiose (devo lavorare/mal di gola/weekend al mare/c’è la motogp/etc.).

Questa volta però è stato diverso. Ho sentito qualcosa che mi ha spinto a prendere un treno e tornare sotto la Lanterna (Genova, ndr) esclusivamente per contribuire a definire il futuro del nostro Paese.

Ho votato Fermare il Declino, in maniera convinta e non turandomi il naso. Mi è piaciuto il programma, bella la campagna elettorale, bello il modo di reagire al mini-casino di Giannino (sta cosa del master oggettivamente è una cavolata rispetto a quello a cui siamo abituati). Questa è la mia idea, ma ci sono buone ragioni che possono portare a votare (quasi) tutti i partiti in lizza. Tanto probabilmente il quadro politico che uscirà da queste elezioni sará così instabile che dovranno fare qualche Grosse Koalition oppure si dovrà tornare alle urne tra sei mesi.

Il punto però non è questo. Sinceramente che vinca uno della triade Berlusconi-Monti-Bersani piuttosto che si attui la rivolta della società civile con Grillo, Ingroia o Fare a me, personalmente, non importa.

Nessuno di questi ha la bacchetta magica per risolvere il grande casino in cui ci troviamo. Se parti da Milano e vai a Venezia in autostrada vedi che un capannone ogni tre o quattro è in vendita o cerca affittuari. A Genova chiudono i battenti qualcosa come 30 imprese al GIORNO. Ho amici che fanno tre lavori per portare a casa uno stipendio cumulato che non si avvicina by far a quello che i loro studi lasciavano ragionevolmente presupporre. Conosco gente che deve rimandare il matrimonio perchè non riesce ad ottenere un mutuo per la casa o a pagare un affitto per un focolare di dimensiono “familiari”.

A me sembrano cose inaudite, non me ne frega un cazzo se Giannino è un “dadaista” e si inventa le lauree (sempre che poi non ci faccia i concorsi con sta balla), se MPS è del PD o se quella la è la nipote di Mubarack o no. Qui siamo nella merda fino alle narici, quella vera che puzza. Per mettere la situazione in sicurezza ci vogliono 15 anni di LAVORO, perchè bisogna cambiare pezzi dello Stato che sono incrostati da decenni. Chiunque vada su deve L-A-V-O-R-A-R-E davvero stavolta.

Detto questo, il cambiamento deve iniziare da noi, che dobbiamo imparare a stare addosso ai “cari” rappresentanti. Chiunque di noi, se potesse guadagnare un sacco, essere trattato come un maraja e non lavorare un solo giorno all’anno farebbe qualsiasi cosa per mantenere il proprio status. Non diciamo cazzate, anche io andrei subito a Roma ad attaccarmi alla greppia come fanno gli altri da cinquant’anni e chi dice “io no!” proprio intellettualmente onesto non lo è. Quindi un po’ di interesse per la Res Publica se lo deve far venire anche chi come me si preoccupa solo del suo particulare, stando in campana per vedere se chi ci amministra fa effettivamente quello per cui è stato chiamato e pagato. Non si può più fare come chi non segue il calcio ma nel mese dei mondiali sputa sentenze sul modulo della nazionale, altrimenti finisce che usciamo al girone eliminatorio. Ho iniziato oggi, sparandomi 4 ore di treno solo per votare. Credo lo stiano facendo molti altri visto che per la prima volta ho fatto coda al seggio.

Già siamo la prima generazione ad essere meno ricca delle precedenti, cerchiamo di non essere anche la più tonta..

Per ora non ci resta che aspettare, staremo a vedere.

Cordialitá.

Italiani … tutti a casa!!!

… e se il problema non fossero gli eletti, ma gli elettori?

Abbiamo veramente bisogno di essere tutti rimpiazzati da elettori danesi per migliorare le sorti di questo paese?

Italiani tutti a casa.

(dal min. 6.00)

Le Elezioni – Grazie Giorgio Gaber. Dedicato a tutti…sta volta ci vuole davvero coraggio!

democrazia

…perfino nei carabinieri, c’è un’aria più rassicurante…ed è più bella anche la scuola; quando ci sono le elezioni!

Anche se piove e non c’è un’aria primaverile, ne vale la pena.

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Io voto Super Mario Monti

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La campagna elettorale e’ finita, adesso e’ tempo delle dichiarazioni di voto. Se ti rivedi in questo articolo, condividilo per convincere i tuoi amici ancora indecisi o per farne nascere un dibattito.

Se sei o non sei d’accordo commentalo. Stimoliamo il confronto.

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10 buoni motivi per andare a votare

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1) Perché è gratis. Per quale motivo fai la fila se regalano t-shirt in discoteca, mentre non dovresti farla quando ti stai regalando una scelta sul tuo futuro?

2) Perché lo fanno tutti. Se compri le Hogan perché van di moda (saranno mica belle?!), puoi anche andare a votare perché lo fanno tutti. È sicuramente una scelta più sensata (lo sarebbe anche comprare un paio di Converse).

3) Perché è un diritto. Abbiamo lottato secoli per poter essere liberi di votare senza distinzioni sociali e di sesso, per eleggere il nostro parlamento, per essere uguali, per poter esprimere il nostro consenso. Esercitiamolo questo diritto, per rispetto di chi in passato si è battuto per noi e di chi oggi è ancora soffocato da dittature, e darebbe qualsiasi cosa per far sentire la sua voce.

4) Perché è una dimostrazione di responsabilità. Nei confronti di te stesso, degli altri, del tuo futuro. Se tanti non vanno a votare, le scelte sono rimesse al volere di pochi. La democrazia è invece l‘espressione del volere di molti.

5) Perché se non voti, non fai un dispetto a nessuno, se non a te stesso per non aver espresso una preferenza. Nelle elezioni politiche, a differenza dei referendum, non c’è un quorum: il tuo astensionismo non penalizza nessuno, favorisce solo gli altri elettori.

5) Perché ti guadagni il diritto di lamentarti. È facile criticare le scelte degli altri…quando si è deciso di non scegliere. Esprimi il tuo volere, perdi, ti lamenti.

6) Perché non sono tutti uguali. Programmi diversi, candidati diversi, intenzioni diverse, storie diverse. Nessuno avrà la bacchetta magica, né soddisferà tutti i nostri bisogni, ma qualcuno di sicuro rispecchierà il nostro pensiero personale meglio di altri. Scegliamo, una volta tanto che ne abbiamo la possibilità!

7) Perché l’ultimo governo è stato tecnico, e quindi ci è stato imposto, nel bene o nel male in base alla libera interpretazione personale. Non vogliamo più imposizioni, vogliamo esprimerci.

8) Personalmente, perché non voglio un altro governo di veline, favori sessuali, festini, battute infelici, prime pagine ironiche del’Economist sul mio Paese. Voto per scegliere di non averlo.

9) Perché è la massima espressione della nostra libertà!

La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche un gesto o un’invenzione,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione

10) Perché partecipiamo al nostro futuro.

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