Gaber – Mi fa male il mondo

Forse é come si sentono molte persone in questo periodo…

Elezioni 2013: Alea iacta est

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La lettera di un nostro lettore sulle Elezioni politiche 2013

Sono uno di quei trentenni generalmente poco interessati alla vita politica. Nel corso degli anni ho sempre pensato che se mandi a Roma delle persone a rappresentarti pagandoli profumatamente e dando loro privilegi para-feudali poi questi signori devono lavorare senza chiederti ulteriore attenzione. Se paghi l’idraulico per aggiustarti il lavandino non esiste che poi devi metterti tu a cambiarti i tubi perché lui non lo fa.

In aggiunta, visti gli ultimi (almeno) dieci anni della vita politica dell’italica nazione, ho perso pure il gusto per il momento della delega, non esercitando il famigerato diritto-dovere con le scuse più fantasiose (devo lavorare/mal di gola/weekend al mare/c’è la motogp/etc.).

Questa volta però è stato diverso. Ho sentito qualcosa che mi ha spinto a prendere un treno e tornare sotto la Lanterna (Genova, ndr) esclusivamente per contribuire a definire il futuro del nostro Paese.

Ho votato Fermare il Declino, in maniera convinta e non turandomi il naso. Mi è piaciuto il programma, bella la campagna elettorale, bello il modo di reagire al mini-casino di Giannino (sta cosa del master oggettivamente è una cavolata rispetto a quello a cui siamo abituati). Questa è la mia idea, ma ci sono buone ragioni che possono portare a votare (quasi) tutti i partiti in lizza. Tanto probabilmente il quadro politico che uscirà da queste elezioni sará così instabile che dovranno fare qualche Grosse Koalition oppure si dovrà tornare alle urne tra sei mesi.

Il punto però non è questo. Sinceramente che vinca uno della triade Berlusconi-Monti-Bersani piuttosto che si attui la rivolta della società civile con Grillo, Ingroia o Fare a me, personalmente, non importa.

Nessuno di questi ha la bacchetta magica per risolvere il grande casino in cui ci troviamo. Se parti da Milano e vai a Venezia in autostrada vedi che un capannone ogni tre o quattro è in vendita o cerca affittuari. A Genova chiudono i battenti qualcosa come 30 imprese al GIORNO. Ho amici che fanno tre lavori per portare a casa uno stipendio cumulato che non si avvicina by far a quello che i loro studi lasciavano ragionevolmente presupporre. Conosco gente che deve rimandare il matrimonio perchè non riesce ad ottenere un mutuo per la casa o a pagare un affitto per un focolare di dimensiono “familiari”.

A me sembrano cose inaudite, non me ne frega un cazzo se Giannino è un “dadaista” e si inventa le lauree (sempre che poi non ci faccia i concorsi con sta balla), se MPS è del PD o se quella la è la nipote di Mubarack o no. Qui siamo nella merda fino alle narici, quella vera che puzza. Per mettere la situazione in sicurezza ci vogliono 15 anni di LAVORO, perchè bisogna cambiare pezzi dello Stato che sono incrostati da decenni. Chiunque vada su deve L-A-V-O-R-A-R-E davvero stavolta.

Detto questo, il cambiamento deve iniziare da noi, che dobbiamo imparare a stare addosso ai “cari” rappresentanti. Chiunque di noi, se potesse guadagnare un sacco, essere trattato come un maraja e non lavorare un solo giorno all’anno farebbe qualsiasi cosa per mantenere il proprio status. Non diciamo cazzate, anche io andrei subito a Roma ad attaccarmi alla greppia come fanno gli altri da cinquant’anni e chi dice “io no!” proprio intellettualmente onesto non lo è. Quindi un po’ di interesse per la Res Publica se lo deve far venire anche chi come me si preoccupa solo del suo particulare, stando in campana per vedere se chi ci amministra fa effettivamente quello per cui è stato chiamato e pagato. Non si può più fare come chi non segue il calcio ma nel mese dei mondiali sputa sentenze sul modulo della nazionale, altrimenti finisce che usciamo al girone eliminatorio. Ho iniziato oggi, sparandomi 4 ore di treno solo per votare. Credo lo stiano facendo molti altri visto che per la prima volta ho fatto coda al seggio.

Già siamo la prima generazione ad essere meno ricca delle precedenti, cerchiamo di non essere anche la più tonta..

Per ora non ci resta che aspettare, staremo a vedere.

Cordialitá.

Giovane e donna: sono il nuovo Parlamento

Ancora frustrato dalle elezioni? Stai gia’ espatriando?

Sappi che avremo il Parlamento più giovane e donna della storia repubblicana.

I nuovi deputati eletti saranno rispettivamente in media 10 anni piu’ giovani di quelli del precedente governo, cosi’ come  i senatori eletti (5 anni piu’ giovani). E non solo!!! Uno su tre sara’  donna.

Fini non sara’ in Parlamento, come del resto Rocco Buttiglione, Francesco Storace, Antonio Di Pietro ed Ingroia, Raffaele Lombardo, Gianfranco Micciche’, Lorenzo Cesa, Franco Marini ed Italo Bocchino, ma anche Marco Pannella ed Emma Bonino. La Lega si ferma sotto il 4%.

Marta Grande, 25 anni, grillina, potrebbe essere la tua sorellina minore, ma e’ l’immagine di questo nuovo Parlamento: giovane, bello, piu’ femminile ed ingovernabile (speriamo ancora per poco).

Berlusconi non ha vinto le elezioni (anche se per pochissimo) e nel frattempo Bersani offre la camera al Movimento 5 Stelle e chiarisce che rimarra’ al timone del PD fino al prossimo congresso del 2013, quando probabilmente sara’ tempo di Renzi.

Non volevamo un rinnovamento? Ringiovanire il parlamento e avere piu’ donne? E’ iniziata una nuova era? Ci voleva?

Non siamo ancora un paese per giovani, l’età media dei deputati e’ di 45 anni e dei senatori di 53 anni, ma forse e’ il primo passo del cammino.

Cordiali Saluti agli onorevoli uscenti,

In bocca al lupo a Marta Grande, al nostro nuovo, giovane ed irrequieto Parlamento ed a tutti gli Italiani.

Fonti:

– Camera e Senato: E’ una donna su tre

http://www.corriere.it/politica/speciali/2013/elezioni/notizie/26-febbraio-parlamento-giovane-eta-media-48-anni_cac989ae-8024-11e2-b0f8-b0cda815bb62.shtml

– E’ il parlamento piu’ giovane – boom di donne:

http://www.ilmessaggero.it/speciale_elezioni/parlamento_pi_giovane_della_storia_boom_eletti_donne/notizie/254587.shtml

– Bersani:

http://www.corriere.it/politica/speciali/2013/elezioni/notizie/26-febbraio-bersani_8dc898c2-802b-11e2-b0f8-b0cda815bb62.shtml

– I grandi esclusi:

http://www.globalist.it/Detail_News_Display?ID=40525&typeb=0&Da-Fini-a-Di-Pietro-i-grandi-esclusi-dal-Parlamento

– Non e’ un paese per giovani

http://www.fanpage.it/in-italia-la-classe-dirigente-piu-vecchia-d-europa/

Io voto Super Mario Monti

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La campagna elettorale e’ finita, adesso e’ tempo delle dichiarazioni di voto. Se ti rivedi in questo articolo, condividilo per convincere i tuoi amici ancora indecisi o per farne nascere un dibattito.

Se sei o non sei d’accordo commentalo. Stimoliamo il confronto.

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Mi sento orfano

L'Indio

A ormai 2 giorni dalle elezioni mi sento Orfano.

Orfano di un sogno che avevo accarezzato, quello di riuscire ad entrare finalmente nella terza repubblica.

Terza repubblica per modo di pensare, bipolarismo europeo/americano con due ali destra e sinistra che potessero essere destra e sinistra davvero.

Mi sento orfano di un’idea moderna di Italia, di una socialdemocrazia capace forse di portarci fuori da questa empasse che da troppi anni ci divora.

Orfano di un leader credibile, giovane e che potesse radunare sotto di lui tante persone con uno sguardo nuovo.

Quale sguardo nuovo: uno sguardo riformatore, senza legami col passato, senza essere legati a doppio filo coi sindacati, vecchi anche loro, con un’apertura al mercato “liberale” ed un’attenzione al lavoro “socialista”. Giovane quanto basta per poter pensare a politiche di lungo periodo, senza doversi rifugiare nella ricerca del consenso a tutti i costi. Un leader laico e cattolico, che sappia guardare a temi economici e sociali allo stesso tempo, parlare di chiesa ed omosessualità, di scuola e asili, prospettive, inserendo il tutto in un contesto competitivo mondiale dal quale non ci possiamo sottrarre.

Un sano realista senza legami scomodi col passato, sia di destra che di sinistra, che ha provato ad arginare la deriva antipolitica, invece di alimentarla come abbiamo visto durante questa campagna elettorale.

Un leader che promuoveva le unioni civili per gli omosessuali, che sposava la causa dell’impatto zero e che voleva rottamare la vecchia politica, rinnovare il mercato del lavoro e il lavoro nella pubblica amministrazione…tutte cose che non gli hanno lasciato fare. Una modernità che si spingeva fino al parlare anche con la parte avversa demonizzata, ma con posizioni che parte del paese ritiene sensate e che certi politici, solo perché vengono dall’altra parte del fiume, non ritengono nemmeno degne di essere ascoltate.

La modernità in questo paese è una cosa che si rifugge. Si preferisce sempre il soldo di cacio puzzolente ma che non porta cambiamento che ricercare il nuovo, il diverso per crescere assieme.

Ci sarebbero stati meno grillini persi nel voto. La rottamazione, il dimezzamento dei parlamentari e l’addio alla vecchia politica erano il suo cavallo di battaglia; Monti non si sarebbe candidato aspettando con calma di diventare presidente della repubblica e forse Berlusconi non si sarebbe mai rialzato dallo stato comatoso in cui era caduto, perché non ce l’avrebbe fatta a confrontarsi con uno che funziona come lui sul piccolo schermo, che ha l’età di suo figlio Piersilvio e che non può chiamare comunista.

Avremmo avuto anche una sinistra vera con Vendola più Ingroia: nessun magna magna tipico italiano, ma una vera formazione di vecchio stampo comunista con le lotte giuste del proprio schieramento; e l’italia ne avrebbe solo giovato invece di avere solo urla e schiamazzi.

I mercati sarebbero stati più tranquilli senza ombra di dubbio: le alternative sono Bersani ma con Vendola e Berlusconi col rimborso dell’IMU; Monti non lo considero papabile al governo.

E invece ora ci ritroviamo nello stesso schifo di sempre, a navigare a vista, a non sapere chi vincerà:  abbiamo le proposte di un pazzo a destra, e di un partito di sinistra che di moderno non ha niente ma che ha come al solito il tentacolo estremo che crea instablità e non permetterà un rinnovamento nel lavoro e nelle relazioni sindacali, abbiamo un comico urlatore che raccoglie consensi ogni giorno che passa (e ci mancherebbe altro che non li raccogliesse vista la situazione) e abbiamo i soliti mille partitini che con l’attuale legge elettorale hanno il senso di una foglia di basilico in un sugo all’arrabbiata.

Per tutto questo grazie agli elettori delle Primarie PD tifosi di Bersani.

Volere divino – Miracolo a Milano

silvio dioE’ si l’ho pensato. E mi sento in colpa.

Andando a votare stamattina al seggio estero divisione Asia in quanto residente a Mumbai l’ho pensato. Che cosa?

Partendo dai fatti: Ieri il Milan ha vinto 2 a 0 col Barcellona.

Miracolo!

Chiederete voi: “e quindi cosa hai pensato? Che c’entra col fatto che sei andato a votare? “

C’entra perché vi dico che è volere divino che Silvio rivinca le elezioni.

Se facciamo i conti della serva, partiamo con l’assunto che il PDL fosse al 18% di suo. Preso Balotelli ecco un più 2%, cazzata sull’IMU altro 4%, lettera fuorilegge sull’IMU altro 2%, il Milan che vince col BARCELLONA 2 A 0 un altro punticino non vogliamo aggiungerlo?

Il totale: 27%. Piano piano ci siamo. Se la Lega non si limita al solo 5% potremmo vedere portata a termine la tanto sventolata rimonta.

Mi vengono i Brividi!

D’altronde un paese che sposta i punti percentuali basandosi su: calcio, lettere fuorilegge che promettono soldi a fronte di voti e annunci che un qualsiasi buonsenso vede come cazzate megagalattiche, forse solo un vero miracolo lo può salvare!

L’Indio. 

Riflessioni sul voto (f)utile: Giannino-Grillo-Monti-Ingroia e il resto e’ noia

il-pirla-e-il-voto-utileQuesto post e’ rivolto a tutti gli “indecisi” e a tutti quelli che ancora una volta, nonostante tutto, stanno seriamente pensando di ridare il loro voto alle coalizioni del PD o del PDL.

Abbiamo gia’ parlato in questo blog di astensionismo (Autodafe’ e le 5 C) e dell’assoluta necessita’ di andare a votare. Ora, data la comprensibile disaffezione degli italiani/italioti verso la (classe) politica, si capisce come questo rappresenti gia’ di per se’ uno sforzo non indifferente. Purtroppo pero’ per l’italiano/italiota che scelga di adempiere al suo dovere civico e fare quindi il grande passo di presentarsi alle urne, si pone subito un altro dilemma, se possibile anche piu’ complesso del precedente e sintetizzabile nei termini che seguono:

e ora dove la metto questa c***o di crocetta??

A parte le facili ironie, non si puo’ negare che, specie in queste elezioni, le idee siano confuse come non mai e che una parte dell’elettorato molto ampia (gli ultimi sondaggi parlano del 30% circa ma secondo me sono molti di piu’) sia composta ancora da “indecisi”.

Ecco alcuni esempi di indecisi:

“Uff…certo se le primarie le avesse vinte Renzi adesso la scelta sarebbe molto piu’ facile, io vorrei votare a sinistra ma Bersani si porta dietro tutti i dinosauri, e poi c’e’ anche quello li’ con l’orecchino…a questo punto meglio Monti, almeno e’ una persona seria”

“A me questo Monti non mi convince, da quando e’ arrivato lui al governo ha soltanto aumentato le tasse…allora era meglio Berlusconi, almeno lui togliera’ l’IMU e non ci mettera’ la patrimoniale”

“Bersani fara’ l’inciucio con Monti, io non lo voto per principio, tanto vale votare direttamente per Monti…anche Monti pero’ fara’ l’inciucio con Bersani, non voto nemmeno lui, quasi quasi voto per Grillo”

“Io Monti non lo voto, figurati se do il mio voto a Fini e Casini, Montezemolo tra l’altro mi sta anche sulle palle, ma allora chi voto??”

“Certo la Lega ormai e’ andata e Berlusconi pure, sta a vedere che mi tocca votare quel voltagabbana di Fini…no Fini mai, piuttosto non voto”

“Per me sono tutti dei ladri, io non voto”

“…”

Insomma, gli indecisi esprimono per lo piu’ la dissaffezione della gente verso la classe politica che ha governato per 20 anni questo paese e se molti di loro opteranno per l’astensione, resta comunque una fetta significativa dell’elettorato decisiva per l’esito finale delle elezioni (ed in particolare per il premio di maggioranza al senato).

E’ logico che tutti gli schieramenti in gioco concentreranno gli sforzi dell’ultima fase della campagna elettorale proprio per accaparrarsi i voti degli indecisi (gli altri per definizione hanno gia’ deciso, quindi non ci sara’ bisogno di ulteriori sforzi).

Ora, come si fa ad accaparrarsi il voto di un indeciso? Quello che succede nelle presidenziali USA ad esempio e’ che l’ultima fase di campagna elettorale vede i due candidati impegnati in una corsa verso il centro proprio per prendersi gli indecisi dopo una prima fase in cui hanno consolidato l’elettorato “di parte”. Il concetto del cosidetto voto utile negli USA non esiste, due partiti punto e basta, o di qua o di la’. Purtroppo per il PD ed il PDL pero’, le cose in italia non funzionano esattamente cosi’, dopo un po’ di bipolarismo infatti sono finalmente tornati in auge i democristiani, poi ci sono i comunisti che ci riprovano, senza contare quelle spine nei fianchi della societa’ civile che rischiano addirittura di entrare in parlamento. Fu cosi che PD e PDL si ritrovarono a combattere la battaglia degli indecisi su piu’ fronti, al centro, di lato, di sopra e anche di sotto, tutti a cercare di sottrarre voti preziosi per ottenere l’ambito premio di maggioranza.

Sembra una lotta disperata, senza via d’uscita, una battaglia che vede tuttavia PD e PDL uniti nell’obiettivo comune di resistere, resistere resistere manco fossero sul Piave. E’ questa comunione di intenti la vera chiave di lettura di queste elezioni, ovvero la seconda repubblica che combatte per la propria autoprocrastinazione, PD e PDL contro tutti.

La posta in gioco e’ troppo alta per lasciare spazio al fair play, cosa c’e’ di piu’ facile per intercettare i voti degli indecisi che un bell’invito al “voto utile”? Vuoi garantire finalmente la governabilita’ di questo paese per fare finalmente le riforme ed uscire dalla crisi? Vota PD e PDL! Vorrai mica disperdere il tuo voto nei partitini/movimenti che poi faranno ostruzionismo su ogni provvedimento impedendo le riforme che noi ci impegniamo a fare da subito (ma che per cause di forza maggiore non siamo riusciti a fare in 20 anni di governo)?

Bersani ci ha gia’ provato (vedi video), Silvio ancora no perche’ era impegnato a risollevarsi dalle ceneri, ma adesso che grazie all’aiuto del PD c’e’ finalmente riuscito (o pensate veramente che la puntata di Santoro non sia stata programmata a tavolino per farlo risalire nei sondaggi?) vedrete che anche lui non resistera’ alla tentazione.

Ora questo appello vale non solo per gli indecisi, ma anche tutti quelli che invece sono gia’ decisi a votare PD o PDL. Ma io dico, ma veramente? Ma stiamo scherzando? Ma allora siamo un popolo di cornuti e contenti, e’ questo quello che mi state dicendo?

Ma se scoprite che il/la vostro/a fidanzato/a moglie/marito vi ha tradito per 20 anni e ve lo ha fatto proprio sotto i vostri occhi, voi continuate a dargli fiducia? Stavolta sara’ diverso? No, ma adesso ha capito dove ha sbagliato e sono sicuro/a che cambiera’? Qualcuno mi puo’ spiegare come votare PD o PDL si discosti da questo paragone?

Cari italioti, stavolta non avete scuse per farvi prendere per i fondelli di nuovo, o almeno, non avete scuse per farvi prendere per i fondelli dai soliti noti, almeno provate a cambiare visto che stavolta la scelta ce l’avete!

La seconda repubblica e’ finita, diteglielo a quei signori che vogliono farvi credere che PD e PDL siano ancora le uniche alternative possibili, non e’ piu’ cosi. Le alternative ci sono, non saranno perfette, potranno non piacere,  avranno anche loro qualche dinosauro al loro interno (Fini, Casini su tutti), ma almeno e’ legittimo riconoscergli il beneficio del dubbio! Iniziamo a dare un segnale a chi ormai il beneficio del dubbio non ce l’ha piu’, ovvero chi ha governato per 20 anni, e  mostriamo ai dinosauri l’unica via che devono percorrere, quella di casa. Avete paura che se non date il vostro voto alla vostra coalizione “di fiducia” aiuterete la parte avversaria? Non temete, non c’e’ nessuna parte avversaria…PD e PDL sono due facce della stessa porcaglia.

La mia personale visione del voto utile e’ molto semplice: tutti i voti sono utili per mandare a casa i dinosauri, basta ultime chances, il tempo a disposizione e’ finito, e’ ora di  andare a casa a godersi (purtroppo) il vitalizio.

Le alternative come dicevo ci sono e ci sono sia di qua che di la’:

Sei di destra? Sei un democristiano nostalgico? Vota Monti

Sei solo parecchio incazzato e non te ne frega niente dei contenuti basta non vedere piu’ le solite facce?  Vota Grillo

Sei un comunista? Vota Ingroia

Sei un intellettualoide? Vota Giannino

Ce n’e’ per tutti i gusti, stavolta non avete scuse miei cari italioti!

Qualunque voto non dato a PD e PDL e’ un voto utile, e’ un segnale  ai dinosauri che inevitabilmente torneranno comunque in parlamento, vuol dire: “con voi facciamo i conti al prossimo giro”

Giannino, Grillo, Monti e Ingroia, potranno non piacere, avranno anche questi i loro lati negativi e qualche dinosauro al loro interno, ma almeno sono delle facce nuove (chi piu’ chi meno), almeno hanno ripulito le liste (chi piu’ chi meno), almeno hanno fatto qualcosa per meritarsi il beneficio del dubbio insomma, tutto il resto e’ noia…

Autodafé e le 5 C

basta_non_voto_NUna preghiera che nasce dall’analisi del 2012 della politica Italiana e l’astensionismo Siciliano

Eccomi. Sono Alessandro. Sono il terzo. Sono un 29enne che vive a Londra da più 2 anni, e che fra studio e lavoro ha vissuto a Milano, Barcellona, Istanbul, Roma, Parma, Melbourne e Parigi. Sono Siciliano, un Siciliano inquieto e vi scrivo da Palermo, dove ritorno a ricaricare le batterie, quando il fish and chips mi sfianca e ho bisogno di sole, vitamina C e iodio.

Scrivo per fare un autodafé del 2012, dando una personale lettura dell’astensionismo in Sicilia nel 2012.  Come tutti gli autodafé anche questo è composto da:

(i)           Una messa (in metafora un breve excursus dei fatti del 2012 e dell’astensionismo in Sicilia)

(ii)          Una processione pubblica dei colpevoli e la lettura della loro sentenza (in metafora l’identificazione delle cause)

(iii)         Ed infine una preghiera per il 2013.

A differenza degli autodafé dell’Inquisizione Spagnola, lo scopo non è né la tortura né l’esecuzione al rogo di nessun partito o esponente politico. L’obiettivo unico è piuttosto in una prospettiva apolitica e in chiave ironica e provocatoria di proporre il rogo e la tortura degli Italioti e della parte di noi stessi che rende opaca e asfittica la bellezza del nostro essere Italiani.

La Messa

All’alba del 2013 molteplici fonti d’informazione compilano bilanci dei fatti del 2012, con Google Zeitgeist in testa. Si torna indietro per un attimo sul 2012 prima di archiviarlo nella cantina delle nostre memorie storiche sempre più povere nonostante i miliardi di terabytes fra clouds e servers installati in giro per il mondo.

Fermatevi. Fermatevi per un attimo a pensare agli eventi del 2012. Pensate a cosa vi direbbe il vostro pc torturato ogni mattina dalla lettura del Corriere.it, della Repubblica, Il Giornale, Financial times, The Guardian, The Telegraph, Sole24ore e altri.

Il 2012 è stato l’anno del governo Monti e di suo nipote chiamato Spread all’asilo. E’ stato l’anno della riforma pensionistica, del decreto liberalizzazioni Monti, dell’IMU, della spending review, dell’accorpamento delle province, della riforma del lavoro e dell’articolo 18 e degli esodati. E’ stato l’anno in cui il posto fisso per tutta la vita è stato definito monotono, delle lacrime della Fornero e dell’invito a non essere “choosy” proprio a pochi mesi della morte di chi ci invitava a “Stay Hungry and Stay Foolish”. E’ stato l’anno degli scandali. Dalla Lega Nord a Fiorito, Lusi e Belsito, dalla Sanità nella Regione Lombardia alla Polverini per la Regione Lazio: tutto in un anno.

E’ stato l’anno delle dimissioni di Monti non più supportato dal Pdl, la proposta di Berlusconi a Monti di guidare il centro-destra alle elezioni ed il successivo ping-pong di battute fra il Professore e l’Imprenditore. Mentre il primo si propone a guida di un’alleanza di centro con l’Agenda Monti, il secondo ribatte secco punto su punto fra D’Urso e Giletti (che si riscoprono giornalisti) ed annuncia la sua nuova fiamma, mentre si accinge a pagare 100.000 euro al giorno alla sua ex-moglie. E infine i magistrati anti-mafia Ingroia e Grasso ingrossano le file di chi scende o sale in politica. Con zampone e lenticchie, tutto sembra essere culminato nella formazione almeno embrionale degli schieramenti politici per l’elezioni politiche del 2013 e dei piani di back-up con acquisti di case e resorts bipartisan tutti rigorosamente a Malindi in Kenya, la nuova Costa Smeralda lontana dai lidi italiani.

Insomma si apre davanti a noi un panorama fra caos, assurdità ed il tipico colore velatamente folkloristico della politica italiana.

E’ stato un anno in cui il girone infernale degli italioti si è affollato sempre di più. E’ stato il trionfo dell’inequivocabile disaffezione degli italiani alla politica e della quasi totale perdita di tolleranza per l’attuale classe politica.

E’ stato l’anno del boom del Movimento Cinque Stelle, dell’impeto rottamatore di Matteo Renzi e del trionfo dell’astensionismo nelle elezioni amministrative in Sicilia.

E’ proprio su quest’ultimo fenomeno che voglio concludere “la messa” prima di proseguire con “la processione pubblica dei colpevoli e della loro sentenza”.

Negli ultimi 11 anni in Sicilia si è votato quattro volte per eleggere il Presidente e l’assemblea regionale. In tre occasioni si è votato nella sola giornata di domenica: (i) maggio 2001; (ii) maggio 2006 e (iii) ottobre 2012. Si votò anche nell’aprile 2008, ma in due giornate e in concomitanza con le elezioni politiche. Per evitare distorsioni, non considereremmo quest’ultima elezione nella nostra analisi dell’astensionismo in Sicilia.

Considerando le tre occasioni di cui sopra si assiste ad un crollo dei votanti in percentuale sugli aventi diritto: da 63,47% del maggio 2001, a 59,16% nel maggio 2006 fino al 47,42% dell’ottobre 2012. A prescindere dell’esito politico delle consultazioni, solo circa 2 milioni di elettori sono andati alle urne sui 4,3 milioni di aventi diritto.

Ci sono quindi 2,3 milioni di Italioti in Sicilia? Quali sono le cause dell’astensionismo?

La processione pubblica dei colpevoli e della loro sentenza

 

L’astensionismo siciliano e quel -16% di elettori alle urne (Vs. 2001) è stato da molti definito un giallo, quindi al di là della provocazione è lungi da me processare dei colpevoli e trarre delle sentenze. Quel che farò è analizzare possibili cause in forma di ipotesi tutte fra loro connesse e a volte parzialmente sovrapposte e chiedervi di testare, criticare, dibattere ed arricchire queste parole.

(i)           L’ipotesi del “Non voto, non sento e non parlo”. Mafia è la prima parola associata alla Sicilia per molti in Italia ed all’estero, quindi è un’ipotesi che va smarcata subito. Questa ipotesi legherebbe il fenomeno dell’astensionismo all’affiliazione mafiosa. Se ne fa portavoce Antonio Ingroia che sostiene la plausibilità dell’astensionismo del voto di mafia, e che questo possa essere un avvertimento ‘politico’ ai possibili interlocutori. Senza fare riferimenti a partiti, Ingroia sostiene che questo possa creare premesse per nuovi discorsi ed eventualmente nuovi patti a Mafiopolis. Avvalla quest’ipotesi anche l’Espresso che pubblica un interessante dato. Su 7.050 detenuti nell’Isola avrebbero votato solo in 46 e si tratta di carcerati comuni e non di mafia. Cosa strana è. Visto che in carcere si è sempre votato. In ogni caso questo spiegherebbe solo circa lo 0,2% degli astenuti, ma potrebbe essere la punta di un iceberg.

(ii)          L’ipotesi del “un minni futti chiù nenti” (I don’t care anymore). Questa ipotesi proviene dal New York Times dall’articolo di Elisabetta Povoledo che attribuisce l’astensionismo nelle elezioni regionali in Sicilia come un segnale inequivocabile della disaffezione degli italiani per la classe politica. Prosegue inoltre commentando che la bassa affluenza alle urne e il successo del movimento di protesta suggerisce che la tolleranza degli italiani verso la classe politica è crollata.

(iii)        L’ipotesi del “no, io non posso scendere”. Strettamente collegata con l’ipotesi di cui sopra, l’ipotesi del “no, io non posso scendere” si riferisce all’impossibilità per ragioni economiche dei siciliani lavoratori fuori sede a rientrare in Sicilia per le elezioni. Il fenomeno dell’emigrazione informale dalla Sicilia coinvolge tutti quelli che lavorano in altre città d’Italia o estere e che formalmente sono ancora residenti in Sicilia. La magnitudo di questo fenomeno è difficile da quantificare, ma facilissima da percepire se vi trovaste per le vie del centro storico a Palermo in un qualunque sabato dell’anno e in un weekend durante le feste natalizie. In quest’ultimo caso vi trovereste travolti da un fiume di ragazzi 20-35enni che vivono altrove e che guadagnano fuori dalla Sicilia. 200€ di biglietto aereo per votare? “No, io non posso scendere”. E non mi riferisco allo scendere in politica, ma allo “scendere in Sicilia” – Sicilianismo, inteso come andare a Sud.

(iv)        Fattore Gattopardo. Chi crede che i Siciliani siano in maggioranza degli Italioti crede nel cosiddetto fattore Gattopardo, ovvero che il popolo Siciliano è un popolo abituato ad essere colonia che non avendo riconosciuto un potenziale leader esterno sulla propria scheda elettorale si è astenuto dalla scelta. Un vero e proprio popolo di Italioti come definito dalle parole di Tomasi di Lampedusa: ”In Sicilia non importa far male o far bene: il peccato che noi siciliani non perdoniamo mai è semplicemente quello di “fare”. Siamo vecchi, Chevalley, vecchissimi. Sono venticinque secoli almeno che portiamo sulle spalle il peso di magnifiche civiltà eterogenee, tutte venute da fuori già complete e perfezionate, nessuna germogliata da noi stessi, nessuna a cui abbiamo dato il “la”; noi siamo dei bianchi quanto lo è lei, Chevalley, e quanto la regina d’Inghilterra; eppure da duemilacinquecento anni siamo colonia. Non lo dico per lagnarmi: è in gran parte colpa nostra; ma siamo stanchi e svuotati lo stesso”.

 

Che una, questa o un’altra ipotesi qui non elencata prevalga, il dato dell’astensionismo rimane allarmante. I colpevoli non sono solo gli astenuti, ma anche tutti coloro che hanno smesso di credere che si può cambiare, che si può risalire la china della crisi, che il nostro voto è importante e che è un dovere e non solo un diritto.

Il vero colpevole è in ognuno di noi e nel nostro essere Italioti. Per chiudere il processo quindi, mi sento in dovere di proporre la tortura e di porre al rogo della parte di noi stessi che rende opaca e asfittica la bellezza del nostro essere Siciliani ed Italiani.

 

La preghiera

L’ultimo passo del nostro cerimoniale è arrivato. Mentre le fiamme avvolgono “l’Italiota che c’è in noi”, è tempo di rivolgere una preghiera per il 2013 non ad un’entità terza e aliena dalle cose del mondo fisico, ma ad ognuno di noi.

5 C per il 2013:

La mia è una preghiera a Credere. A credere nel cambiamento, nel miglioramento, nella possibilità di migliorare l’Italia al di là della vostra collocazione politica.

Siate Coscienti ovunque vi troviate della realtà delle cose in Italia, ad essere aggiornati e a leggere le notizie in maniera critica e costruttiva al di là dei punti di vista politici.

E’ un invito al Commitment. Al fare. Ad impegnarsi e ad andare a votare. Votare come espressione di un diritto e di un dovere.

Siate Coerenti con voi stessi e trasformate il vostro disappunto per la situazione attuale in una forza per il cambiamento e miglioramento futuro.

Infine, miei cari, siate Contenti di essere Siciliani, siate contenti di essere Italiani.

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