Quanti Joele ancora?

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A 19 anni si ha voglia di assaporare il mondo con avidità, di imparare le lingue, conoscere i piaceri del sesso e i fumi dell’alcol. A 19 anni si ha voglia di raccontare agli amici del paesino le esperienze vissute.

A 19 anni chi va all’estero per fare il cameriere è un uomo, quando tanti coetanei ciondolano a casa a non fare nulla, in attesa che papi alzi la cornetta per chiamare l’amico politico/questore/professore/primario.

A 19 anni si vuole scappare dal vuoto economico ed esistenziale che questo paese offre a chi ha 19 anni.

A 19 anni per le stesse ragioni si può trovare la morte. È una morte ingiusta, vigliacca.

È una morte figlia della crisi economica, della disoccupazione, delle paure verso lo straniero, verso il diverso che dilagano in tutta Europa. È una morte che lascia l’amaro in bocca.

La polizia inglese ha arrestato nove ragazzi per l’omicidio. Ma in ogni omicidio, si sa, c’è un esecutore e c’è un mandante. Spesso queste due figure criminali coincidono. Spesso no. Nel caso del povero ragazzo, certamente non coincidono.

La polizia inglese ha arrestato gli esecutori materiali del delitto, ma per arrestare i mandanti servirebbe un mandato di cattura internazionale. I mandanti vivono in Italia e sono da decenni ai vertici delle istituzioni del paese.

I mandanti hanno illuso il popolo italiota, lo hanno indebitato, lo hanno narcotizzato e, approfittando dello stato di incapacità, lo hanno denudato, tramortito e violentato.

I mandanti vedevano solo i ristoranti pieni, ma non vedevano i capannoni del nordest abbandonati.

I mandanti hanno circuito la generazione dei nostri padri e rubato le speranze alla nostra.

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