L’albore della Terza Repubblica: cosa dovrebbe fare il PD, lo stallo del PDL e il M5S

rock in the parlamentoLe forze politiche ora in parlamento, espressione del paese, non sono riuscite a trovarsi d’accordo se non sul passato, non per preservare poteri e poltrone grazie a strani complotti architettati chissà dove, ma perché le urne hanno consegnato all’Italia una situazione non chiara, torbida e salmastra.

In una situazione dove vi sono 3 forze politiche principali, 2 solide che non si sognerebbero mai di comunicare l’una con l’altra come PDL e M5S ed una fortemente divisa al suo interno sul cosa fare e con chi, il risultato non poteva essere altro che un ritorno a Napolitano per non aggravare una situazione già drammatica.

In molti parlano di una vergogna per la mancata convergenza tra PD e 5 stelle, quando all’interno dello stesso PD le anime sono le più disparate e inoltre non si sa come mai se prima Grillo aveva detto di no ad un governo col PD, dopo l’elezione di Rodotà avrebbe dovuto convergere per la guida del paese!

Non si è avuto un governo Grillo e PD per diverse ragioni: in primo luogo perché anche il movimento 5 stelle deve rendere conto ai suoi elettori e un posizionamento politico non di protesta sarebbe stato forse troppo per un movimento che ancora deve diventare partito e poi perchè l’accozzaglia del PD è sempre stata troppo varia: ex PCI, ex DC, ex PSI. Il Partito Democratico ha inglobato per anni i partiti e i mali della prima repubblica, che sono stati tenuti assieme solo da due persone, Silvio Berlusconi e Romano Prodi che riusciva appunto a fare governi con Mastella e con Bertinotti assieme.

Oggi sembra che la base chiassosa del PD avrebbe voluto a tutti i costi un patto con i grillini grazie ad un Rodotà presidente, ma anche queste sono solo supposizioni. Rodotà non è stato votato dal PD per le forti opposizioni “Cattoliche” interne al partito che, ragionando appunto come la vecchia politica, voleva qualcuno dei “suoi” in una carica importante, avendo perso sia camera che senato.

Da questo quadro confuso salta fuori un altro elemento che di sicuro non armonizza: l’amato o odiato Matteo Renzi che non riesce a creare opinioni ibride sulla sua figura. Amato da chi vede in lui l’unica via d’uscita per il Partito Democratico e odiato da chi non riesce a dire altro che dovrebbe andare nel PDL. Inoltre dai cattolici del PD Renzi è visto come un pericoloso riformista, che vuole separare in toto la fede dalla cosa pubblica, come ha detto chiaramente nell’intervista dalla Bignardi mentre si faceva il nome di Prodi per il Quirinale. Il suo ruolo di “Cattolico Moderno” non è da sottolvalutare per chi fa politica con il modello di Paolo VI piuttosto che col modello più comunicativo e vicino alle persone di Papa Francesco. Proprio per questo suo ruolo divisorio delle diverse anime di partito ex PC ed ex DC, il PD dovrebbe rifondarsi su Renzi, le anime di sinistra confluirebbero in SEL, quelle cattoliche nell’UDC e forse riusciremmo ad avere una sinsitra europea riformista unita senza veti incrociati. Non ho la più pallida idea di quanti voti potrebbe prendere questo PD 2.0, ma probabilmente attingerebbe un po’ dai 5 stelle delusi da un Grillo sempre in barricata, da una base solida riformista del PD odierno e da chi ha votato PDL ma non ne può più di Berlusconi.

Prima non era il tempo di Renzi, forse ora che i nodi sono venuti al pettine in modo così doloroso si può veramente rifondare, senza le ombre pesanti della prima repubblica sul groppone.

In tutto questo Berlusconi sembra essere quello che nel breve periodo ha vinto su tutti i fronti: quello politico, quello personale, quello interno al partito! Il PDL e il M5S escono da tutto questo caos più solidi che mai! Ora devono cominciare a temere il governo che verrà perché, se portasse avanti le riforme promosse dal consiglio dei saggi di Napolitano: riforme istituzionali volte ad un presidenzialismo, un taglio delle tasse ed il taglio dei costi della politica si ritroverebbero senza più carte da giocare.

Il movimento di Grillo si salverà vista la necessità che ha il paese di volti nuovi, ma non vedo come il PDL possa soddisfare questa necessità essendo sempre più un partito persona, dove una volta venuto a mancare Berlusconi probabilmente si sgretolerà su se stesso. Non c’è un Renzi nel PDL. I maligni potrebbero dire che Renzi sarebbe la perfetta nuova guida per il PDL, ma non ci credo e invece vedo Renzi un uomo di sinistra, riformista e moderno; che poi una certa sinistra nostalgica questo lo assimili all’essere di destra è sintomatico del perché il PD si sia spaccato e del perché un partito di centro sinistra in questo paese non è mai risucito ad essere al potere in modo incisivo.

Il bene che viene della situazione ingarbugliata in cui ci troviamo è che forse è la volta buona che la vecchia politica ci può regalare una via per la terza repubblica, facendo il suo canto del cigno, votando e promuovendo quelle riforme che da troppo tempo sono necessarie, per poi andare a votare con un vero sguardo nuovo verso il futuro, diverso per composizione partitica dei partecipanti all’agone politico e per prospettive del paese: una sinistra forte, un centro sinistra riformista, un Movimento 5 Stelle diverso da tutto il resto e un centrodestra a cui non saprei che ruolo affidare.

Il male lo vedo solo nell’ennesima perdita di tempo possibile, nel riuscire anche questa volta a non fare nulla, nell’essere fermi come una statua di sale. Allora si che la condanna sarebbe definitiva e non vorrei vedere fra un anno un vero “Mini Golpe” necessario perché finalmente l’Italia si risvegli, nel modo peggiore possibile, dal torpore in cui è caduta, con una soluzione che in passato ci ha fatto tanto male.

Quirinale: il PD ago della bilancia e il disfacimento della nazione

foto-quirinaleValgono di più i voti di Berlusconi o quelli di Grillo?

Mi porrei questa domanda fossi Pierluigi Bersani, dopo l’apertura evidente dei  5 stelle ad una convergenza sul capo dello stato.

È chiaro che l’accordo col PDL salvaguardi buona parte del paese, deludendo però un’altra parte consistente: chi ha votato grillo e chi non lo ha votato perché pensava che il PD fosse più affidabile, quindi a tutti gli effetti tuoi elettori.

Un dato di fatto è che la sinistra ha passato anni a dire qualsiasi cosa contro Berlusconi e proprio ora fa l’accordo con il Diavolo in persona che secondo il PD ci ha portato a questa catastrofe? Quale è il senso?

Potevo capire una strategia di questo tipo una volta ricevuto il rifiuto del  5 stelle per un governo, ma ora che senso ha? Si mette Grillo dalla parte della ragione e Berlusconi non fa altro che aumentare il suo elettorato ogni giorno che passa.

Il PD sta sbagliando qualsiasi cosa è sbagliabile: i tempi, i nomi (Amato, D’Alema, Marini), gli alleati, le strategie, ecc ecc.

Vi è la sensazione di uno sfaldamento interno al partito che non è arrestabile. Il suicidio sarebbe anche in vista delle prossime elezioni: un accordo con il PDL, non perché sia sbagliato in sé ma sono sbagliati i tempi ripeto, porterebbe voti su voti nelle prossime elezioni dal Partito Democratico proprio a Grillo, che come un abile stratega ha ribaltato la posizione di responsabilità, mettendo il PD davanti ad una scelta che se non accetterà sarà il solo a rimetterci.

Parliamoci chiaro: la convergenza su Rodotà non mi sembra sia fantapolitica. Non vedo grandi difficoltà nel Partito Democratico a votare Rodotà! Sarebbe una figura seria, istituzionale e che è anche lontana da quel concetto di casta di cui la gente ne ha piene le scatole.Giustamente il PD, quale raffinato intenditore dei subbugli del paese, propone il vecchio apparato: il tesoriere di Craxi e il Baffetto ex PCI, PDS, PD che ormai va anche bene a Berlusconi! Ma ci rendiamo conto?!

Sono amareggiato da Bersani e da come il PD si stia accartocciando su se stesso, rifiutando idee, nomi e facce nuove, rifiutando il paese che pensano di governare e che pian piano gli sta voltando le spalle.

Manca poco alle votazioni e vedo ancora un barlume di speranza, ma una volta che si sarà spento anche quello, non vedo proprio che cosa potrà essere della nostra povera Italia.

Brecht diceva: “Beato il paese che non ha bisogno di eroi”. Noi purtroppo ne abbiamo bisogno, e anche tanti.

Guerra di logoramento

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Un paio di settimane fa, a distanza di un mese circa dalle elezioni, avrei scritto un post su come il PD si trovasse di fatto sotto scacco matto, impossibilitato a formare un governo, assediato dall’inflessibilita’ di Grillo da una parte e dal suicidio politico che sarebbe stato l’inciucio con Berlusconi dall’altra. Un Grillo lucido, conscio del peso acquisito nello scacchiere della politica italiana sembrava avere le carte in regola per fare il bello ed il cattivo tempo nonostante le elezioni non le avesse vinte lui…

Adesso invece si prospetta uno scenario un po’ diverso, abbiamo parlato la settimana scorsa di stallo alla messicana, ma mi sorge il dubbio che non si tratti proprio di uno stallo, sembra un qualcosa di piu’ complesso di un semplice stallo, direi piu’ una guerra di logoramento. Vista come uno stallo non e’ chiaro come la situazione possa evolvere e la soluzione sembra imprevedibile, ma se la vediamo come una guerra di logormanto il discorso assume delle sfumature un po’ diverse…

La guerra di logoramento e’ una strategia che mira a consumare le risorse materiali nonche’ il morale del nemico per obbligarlo alla trattativa oppure per strappargli l’iniziativa. La guerra di logoramento viene combattuta fra eserciti che non sono in grado di prevalere l’uno sull’altro attraverso scontri decisivi, oppure da un esercito in forte minoranza, di numero o di risorse, contro un nemico piu’ potente (Wikipedia).

Vista sotto quest’ottica la situazione appare molto piu’ chiara, ed appare molto piu’ chiaramente chi saranno i vincitori e chi saranno i vinti, d’altronde non era molto difficile intuirlo miei cari italioti, i numeri parlano chiaro, come sempre.

I vincitori siete voi (noi) italioti in primis, 59% del popolo italiota che avete votato per lo status quo (PD + PDL), e lo status quo avrete. Loro (PD + PDL) ce l’avevano messa tutta per perdere: accantonamento delle nuove leve (Renzi, Alfano), riconferma dei dinosauri alla guida delle rispettive coalizioni, scandali finanziari in piena campagna elettorale (MPS), offese all’intelligenza dell’italiano medio o presa d’atto di quella dell’italiota (restituzione dell’IMU), tutto inutile, il popolo italiota li ha rivoluti a tutti i costi, e li riavra’.

Grillo e’ il grande sconfitto, nonostante tutto il vantaggio concesso dagli avversari non e’ riuscito a sfondare, quel 25% che inizialmente e’ sembrato un risultato al di la’ di ogni piu’ rosea aspettativa di tutto il suo movimento, si sta rivelando per quello che e’, una vittoria di Pirro. Finito l’entusiasmo iniziale comincia lo scontro con la dura realta’ della guerra di logoramento, i bizantinismi dei processi istituzionali, la stampa di regime, un paio di colpi bassi ben assestati, qualche franco tiratore e le forze vengono a mancare, la stanchezza inizia a farsi sentire, diventa piu’ facile fare degli errori, ed il nemico e’ li’, pronto ad approfittarne, come in ogni guerra di logoramento…se lo chiedete a me, e’ fin troppo chiaro chi ha vinto queste elezioni. Godetevi la vittoria miei cari italioti. Io, per il momento, me ne resto in Australia.

Da Severgnini a Cartesio: Fate presto! Come uscire dallo stallo alla messicana

StalloSono passati ormai 46 giorni dalle elezioni e la politica italiana si trova in uno stallo alla messicana. Beppe Severgnini rievoca Sergio Leone (1966) ne “Il Buono, il brutto ed il cattivo” ed il celebre triello (duello a tre) per descriverla efficacemente. Una sequenza infinita in cui i tre si guardano, si studiano e il primo che arriverá alla pistola, sparerá! Difficile discernere chi fra Berlusconi, Bersani e Grillo sia il buono, ma finché nessuno si muove non succede niente.

Guardate i tre minuti di Beppe Severgnini, cliccando il link qui sotto:

http://video.corriere.it/italia-stallo-torre-controllo-fate-presto-/24324b7c-a03a-11e2-b85a-0540f7c490c5

Per noi, miei cari Italioti, i nostri politici sono come viaggiatori smarriti in una foresta…Come uscirne?

La soluzione che deriverebbe dal Discorso sul Metodo di Cartesio sarebbe quella di formare un governo (una qualsiasi delle opzioni) e farlo durare perché l’Italia ha bisogno di scelte, di azioni, di una guida. Anche qualsiasi.

Ecco con le parole del filosofo e matematico francese:

“Imitare in questo i viaggiatori che, trovandosi smarriti in una foresta, non devono vagare, aggirandosi ora da una parte ora dall’altra, né tanto meno fermarsi in un posto, ma camminare sempre diritto, per quanto è possibile in una direzione, e non cambiarla senza un buon motivo, neanche se l’avessero scelta, all’inizio, solo per caso: in questo modo, infatti, se non vanno proprio dove desiderano, arriveranno alla fine almeno in qualche luogo dove è probabile che si trovino meglio che nel bel mezzo di una foresta. Così, dal momento che spesso le azioni, nella vita, non consentono nessun indugio, è una verità assai certa che, quando non è in nostro potere discernere le opinioni più vere, dobbiamo seguire le più probabili; e inoltre, che se le une non ci paiono più probabili delle altre, pure dobbiamo sceglierne una, e considerarla in seguito non più come dubbia, in riferimento alla pratica, ma come verissima e certissima, perché è tale la ragione della nostra scelta”.

Da Discorso sul metodo, parte terza: Qualche regola della morale tratta dal metodo

Sergio Leone, Il Buono, il brutto ed il cattivo – la scena del triello alla Messicana:

Una drammatica metafora calcistica di cosa sta succedendo

pd-pdl-pacmanokLa partita la vedo così: una squadra composta dalla vecchia politica con numero 10 Berlusconi, Bersani di punta, una difesa a 4 composta dalla granitica vecchia scuola PD e un centrocampo anch’esso a 4 composto dai colonnelli PDL; il più classico dei classici 4-4-2 all’italiana.

L’altra squadra, quella dei giovani, capitanata da Matteo Renzi fantassita, sarebbe composta da nomi nuovi del PD, un regista esperto in demolizioni delle tattiche avversarie come Salvatore Grillo e un po’ di uomini del 5 stelle per un 3-5-2 più moderno e dinamico.

Grazie al mio spirito calcistico che mi porta a visualizzare questa sfida atipica, con vecchio PD e PDL dalla stessa parte e nuovo PD e 5 stelle dall’altra, comincio a capire cosa stia succedendo.

Mi succede come quando ero al liceo, dove per focalizzare chi erano i vari filosofi con le loro teorie gli davo un ruolo ben specifico: Marx stopper, Nietzsche fantasista con Shopenhauer a supporto e Kant centrocampista alla Pirlo. Ecco ora si, riesco a focalizzare la grande presa per il culo che i grandi vecchi stanno cercando di tirarci.

Se in realtà Berlusconi volesse “a tutti i costi” l’accordo con il PD perché sa che se si va al voto con Renzi la prende in quel posto? E se il PD cercasse Berlusconi perché se si va al voto con Renzi la vecchia nomenclatura di sinistra se la prenderebbe in quel posto anche lei?

È solo un semplice ragionamento di tattica calcistico-politica, che però mi intriga molto, mi da da pensare!

Sembra un grande passo avanti il governissimo PD più PDL, ma in realtà è la più classica delle porcate all’italiana: far sembrare che cambi tutto per non cambiare niente.

Finirà che la squadra dei giovani prenderà un bel gol in fuorigioco di 3 metri al novantaduesimo. Si lascerà fuori dalla stanza dei bottoni buona parte del paese che chiede un cambiamento vero, che voterebbe Renzi, Grillo e la parte del PD disposta a cambiare e fare di questo paese qualcosa di moderno, innovativo e in cui un giovane possa dirsi orgoglioso di viverci.

Napolitano ha cercato con i 10 saggi di prendere tempo per fare riforme istituzionali per andare al voto con calma in autunno, o per per permettere alle vecchie nomenclature di mettersi d’accordo?

Vincerà ancora la vecchia squadra allenata da Trapattoni o Nereo Rocco, invece che quella nuova allenata da Conte o Mourinho, con buona pace per la champions che continueremo a non vincere per manifesta incapacità di cambiare.

 

E se fosse una scelta obbligata?

Renzi BerlusconiStiamo perdendo tempo come dice Renzi o non è vero, come replica Napolitano?

Stiamo sicuramente vedendo come il PD si stia sfaldando su se stesso, come ha fatto tempo fa perdendo le elezioni e la faccia anche con Walter Veltroni, che molti vedevano come innovatore e l’apparato non gli ha permesso di sopravvivere.

Stiamo assistendo a una scelta sempre più forzata, da parte della sinistra: scendere a patti con Berlusconi, e tutto questo perché Grillo non ne ha voluto sapere.

Pensiamo che il 30% del Paese ha comunque votato PDL e Lega. PDL e Lega come quasi tutti pensano, anche tra chi li ha rivotati, ci hanno portato nella situazione in cui siamo ora: niente riforme economiche, niente liberalizzazioni, niente riforme costituzionali, una legge elettorale definita da porci dai loro stessi creatori e leggi ad personam che non si contano. Il problema di fondo è comunque che il 30% è tanto e se il paese vuole questo
, come non prenderne coscienza fino in fondo!

Come detto prima, si è provato con Grillo con il quale il PD ha più punti in comune che con il PDL, ma i 5 stelle, anche se si stanno dividendo al loro interno, non ne vogliono sapere.

Mettersi con il PDL per Bersani è una “bestiata” e chi scrive la pensa allo stesso modo, ma non vi sono altre alternative vista la chiusura di Grillo. Andare al voto con Renzi non supportato dall’interno partito, sarebbe l’ennesimo suicidio che vedrebbe naufragare, forse per l’ultima volta, il nostro centro sinistra e rimarremmo in mano a Berlusconi e co, ancora.

Ecco che lancio una riflessione al PD: posto che il 5 stelle non ci sta, meglio un duetto con Berlusconi oggi o un Berlusconi da solo domani? Alla fine io mi accontenterei della situazione meno peggiore, in attesa che si formi un centro sinistra compatto attorno a Renzi. Senza un PD unito, anche se Renzi dovesse vincere le prossime primarie, sarebbe meglio lasciar perdere le elezioni che sarebbero sicuramente perse.

Siccome siamo in continua campagna elettorale, vi lancio un’ultima provocazione: le letture dantesche di Benigni, su Raidue, attirano sempre meno spettatori. La sesta puntata si è fermata a 747.000 ascoltatori pari al 2.52% di share. Su Rai1 “Che Dio ci aiuti 2”, con la Ricci, ha fatto 7.271.000 telespettatori e uno share del 24,12%…

Capisco che Dante sia magari una bella rottura di palle, però non lamentiamoci dei risultati elettorali perfavore, ma degli italioti di cui è pieno il paese!

C’era una Vodka il declino

bere per fermare il declinoI can’t get no, satisfaction…

Scrivo così questa mattina, perchè alla fine è un po’ come ci potremmo sentire dopo queste consultazioni.

E voi vi chiederete: ma che cazzo di soddisfazione è?

La soddisfazione che ci stiamo avvicinando piano piano al declino, quello vero e quella che sento oggi è una sana voglia di autodistruzione, così da poter ricominciare a costruire.

Siamo arrivati in uno di quei periodi storici in cui, sempre per citare i Rolling Stone, vedo “tutto nero, tutto nero intorno a me.”

Non ci resta che sorridere un po’ perché “si muore un po’ per poter vivere” e poi infondo non abbiamo più nulla da perdere. Anche un bel non governo, come in Belgio per un paio d’anni, e le leggi portate avanti dal solo potere legislativo a questo punto che problema possono darci?

Vorrei qua sotto riprendere un po’ di frasi geniali della fantastica pagina facebook: “Bere per Dimenticare il Declino”, perché infondo non vedo altre alternative.

Basta vuoti! Di governo

Non c’è nessuno che governa, ci resta solo l’Amaro Averna

Boldrini paga gli shottini

Ci offrono la camera? Noi vogliamo la cantina!

Tagliato il rating dell’Italia: B evi  B evi B evi di +

Meno corrotti, più corretti!

E infine, un consiglio economico per gli amici di Monte Dei Paschi: no ai derivati, scegli i distillati!

Grazie Movimento 5 Stelle

GRAZIE-1 (1)Quasi tutti non lo sopportano, quasi tutti lo considerano un male per il paese, ma secondo me un grazie al movimento 5 stelle lo dobbiamo dare tutti quanti noi che chiediamo rinnovamento!

Un grazie perché senza di loro, senza il loro essere: chiusi, integralisti, fascisti, comunisti, ignoranti ecc ecc, come si è sentito da tutte le parti nel post elezioni, i nostri cari politici non sarebbero mai entrati in crisi e tutto sarebbe sempre stato come prima, con le varie promesse di cambiamento mai mantenute.

Bene ora è diverso e per questo devo dire grazie a Grillo e ai suoi seguaci: che non stimo, che non apprezzo, ma che ringrazio, per aver messo un po’ di fiato sul collo a quelle persone che ci stanno governando male da troppo tempo.

Questo è forse l’unico merito che vedo nel Movimento 5 stelle, che poi a 5 stelle ha poco altro secondo me. La responsabilità che ricoprono è enorme e se fosse usata bene sarebbe prorompente. Cambiare le istituzioni per cambiare il paese: questo sarebbe meraviglioso e il PD credo che sta volta sarebbe anche disposto a farlo, perchè ha bisogno come il pane di rinnovamento, ma purtroppo il caro DUX stellato non riesce a vedere al di là del suo naso. Il comico genovese continua a dire che sono tutti uguali, francamente non so come faccia e, a meno di cambiamenti repentini dell’ultimo momento, butterà all’aria una possibilità enorme di cambiamento, che se cogliesse, tutto il paese gli sarebbe riconoscente: dalla sinistra che, come detto prima, o rinnova o muore, a chi ha votato PDL ma non ne può più di Berlusconi. Forse Grillo potrebbe essere veramente il grande traghettatore verso la terza repubblica, ma haimè, pur avendo passato lo stretto di Messina a nuoto, sembra non aver mai saputo guidare nemmeno un pedalò!

N.B L’articolo è un’opinione dell’autore. Non si vuole con esso esprimere l’opinione di tutti i partecipanti all’avventura di Italioti.it

Eppolitica: Tv e media nelle elezioni politiche italiane

elezioni-2013-social-networkQueste ultime elezioni italiane, ci hanno dato parecchi spunti di riflessione.

Oltre ai classici: la legge elettorale è una immondezza e bisogna cambiarla, in parlamento sono finiti degli idioti e cosa farà ora Napolitano, abbiamo una new entry: I nuovi media versus I vecchi media!!

Dei primi punti non voglio parlarne perché sono o troppo noiosi e/o troppo semplici da risolvere. Mi vorrei invece dilungare qualche minuto in più su la vera partita che si è giocata in Italia nelle scorse elezioni. Con tutte le semplificazioni del caso direi che i contendenti erano fondamentalmente quattro:

Il PD – che ha usato i giornali (e qualche programma televisivo)

Il PDL – che ha basato tutta la campagna elettorale sull’uso spansmodico della TV

Il M5S – che ha basato tutto sul web e solo sul web

Monti – un mix fra TV, giornali e settimanali (penso che gli mancasse un’apparizione su donna moderna…)

Certo potrei anche citare i contenuti ma ritengo che siano una cosa minore rispetto  al mezzo usato per distribuirli. Ancora una volta vorrei precisare che stiamo riflettendo su una delle dimensioni del problema e che una moltitudine di chiavi di lettura possono essere aggiunte allo schema di ragionamento.

Inizierei con qualche statistica:

  • 58% delle famiglie italiane ha un pc
  • 54% delle famiglie italiane ha una connessione internet (32 milioni di utenti)
  • 90% degli italiani (da 11 a 74 anni) ha un telefono cellulare ed il 40% ha uno smartphone
  • Circa il 10-15% degli italiani legge il giornale (qui difficile trovare statistiche precise)
  • Direi che il numero di TV per famiglia è comunque molto vicino al 90-100% (anche qui difficile trovare statistiche adeguate)

Quindi se è vero che tutti hanno una TV e che pochi leggono il giornale, moltissimi hanno accesso ad internet (fisso o mobile) con il quale informarsi e a differenza degli altri due primi mezzi di interagire con altri. Un’altra dimensione che vorrei anche che si tenesse a mente è quanto tempo si passa su internet (notizie, ricerche, social media) rispetto a quanto si guarda la TV e si legge un giornale.

Ok, tante belle cose e quindi? Cosa c’entra tutto questo con le elezioni? Beh forse nulla niente, forse tantissimo. Vediamo se riesco a provare a capire un po il fenomeno.

Berlusconi per garantire ai suoi di prendere il 30% dei voti e’ bastato usare massivamente la TV. Super presenzialista con qualche slogan da uomo di marketing (vi restituisco l’IMU e piu pelu per tutti) e’ riuscito a mobilizzare tutti quelli che avrebbero votato Renzi se il PD gliene avesse dato la possibilità.

Grillo ha invece usato la rete. Non ha dovuto fare granché a pensarci bene. Ha creato una piattaforma sul quale diffondere informazioni avere dei dibattiti e presentare proposte (m  quanto e’ simile a facebook questa cosa….). Non solo ha parlato lui, ma hanno “bloggato” in migliaia e fra loro udite udite anche qualche esperto di fama internazionale (gli stessi che il PD ed il PDL non hanno nessuna credibilità per poterli attrarre).

Bersani e Monti hanno invece usato un po di TV e fondamentalmente mobilitato I giornali. Direi che mi sembra abbastanza accurato dire che i giornali (quelli non di Silvio) erano equamente ripartiti fra lui e Monti.

Ma allora cosa e’ successo? Direi che molto grossolanamente questo è il riassunto:

  • Gli italiani che guardano la TV voglio messaggi semplici (direi banali) facili da capire e che non hanno bisogno ne di approfondimento ne di contro verifiche (i.e. IMU)
  • Gli italiani che navigano su internet stavolta si sono mobilitati ed hanno in grossa parte (o tutti) votato il M5S.
  • Pochi italiani leggono i giornali ed ancora meno si fanno influenzare da loro.

Risultato: Bersani e Monti hanno sostanzialmente parlato sono ai loro elettori, Berlusconi e Grillo hanno parlato al Paese.

Spendiamo due parole aggiuntive su Grillo ed il M5S. Grillo (oramai sempre meno comico) ha pochissimo di politico ma dalla sua ha una enorme capacità di leadership. Vorrei ricordare che in più di una occasione ha portato in piazza più di un milione di persone, numeri che i sindacati si sognano. Ma la cosa che davvero lo distingue e’ che,  a differenza dell’altro “grande” leader in Italia, lui  non lo ha fatto (almeno non che io sia riuscito a percepirlo) per cercare di mantenere la sua posizione di privilegio ma lo ha fatto perchè (almeno credo) e’ un cittadino libero con delle opinioni, al quale piace informarsi e dibattere su qualsiasi tema. Ovviamente questo e’ il modello che rappresenta internet e chi lo usa per cui il suo 25% ci dovrebbe stupire molto poco.

Curioso di sentire le vostre opinioni a riguardo…

Sources: http://www.newmediatrendwatch.com/markets-by-country/10-europe/70-italy, Wikipedia, http://www.newspaperinnovation.com/index.php/2011/05/16/circulation-readership-in-italy/,

Postato per Stefano

Le prime parole di Laura Boldrini Nuova presidente della Camera per gli Italioti


laura_boldrini_2011

«La politica deve tornare ad essere una speranza, un servizio, una passione».

«Stiamo iniziando un viaggio, oggi iniziamo un viaggio, cerchero’ di portare assieme a ciascuno di voi, con cura ed umilta’ la richiesta di cambiamento che alla politica ogni richiedono tutti gli Italiani, soprattutto i nostri figli.»

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