L’Italia di Franco Coppi e l’ennesimo rigore di Silvio

Lungi da noi paragonare Berlusconi ad Andreotti. I molteplici mandati al governo della Repubblica Italiana, i processi e persino lo stesso avvocato, pero’, giustificano la scelta di questa provocazione. Il professore Franco Coppi porto’ all’assoluzione Giulio Andreotti ed oggi a fianco di Ghedini provera’ a raggiungere lo stesso virtuoso traguardo con Silvio Berlusconi.

In questi giorni, l’Italia si divide fra chi spera in una condanna ed una interdizione dai pubblici uffici e chi e’ sicuro che l’assoluzione arrivera’ e sara’ un ennesima soluzione all’Italiana.
C’e’ chi parla di catarsi cinematografica di una condanna, rievocando altre famose scene (e.g. Gli Intoccabili), chi si schiera con il Presidente sempre e per sempre e chi crede che una condanna possa rendere l’ex-Premier un martire politico rendendolo cosi’ immortale.
I giornali ritraggono Silvio come un leone in gabbia, un ideatore delle frodi fiscali confortato dal caro amico Gianni Letta e dall’altro lui confida che prevede di ricandidarsi nel 2015 dopo 18 mesi di stop (quando btw avra’quasi 80 anni).
Surreale.
Noi non capiamo, non sappiamo, non ci schieriamo. Siamo troppo lontani dall’azione per capire. Come un arbitro, stanco e zoppo, lontano dal pallone, non vogliamo fischiare piu’. Sul dischetto Silvio si appresta a calciare il suo ennesimo rigore. Chissa’ se segnera’ ancora e se l’Italia la lascera’ passare anche questa volta.
Secondo voi, invece, che cosa succedera’?

Lettera mai Letta …

IL GOVERNISSIMO

Caro Enrico, nipote di Gianni,

gli Italioti tutti ti ringraziano per l’abnorme peso che ti sei caricato sulle spalle: quello di concludere nel peggiore dei modi possibili questa triste e desolante Seconda Repubblica con un Governissimo, che di issimo ha pochissimo. La storia prima o poi te ne darà atto, forse.

In vista dell’improbo compito di riunire sotto lo stesso tetto il peggio del peggio dei mostri che la politica italiota ha allevato negli ultimi 30 anni, ci prendiamo la licenza di fornirti alcuni suggerimenti sulla lista di nomi da presentare al Parlamento per la fiducia.

Prima di entrare nel merito degli imperituri mostri, diffida da nobili tecnici dal doppio cognome, da professori, da membri illuminati della società civile: abbiamo già dato e ancora avremo da dare, ammesso che qualcosa da dare ci rimanga. Piuttosto ripiega sulla società incivile, quella rozza, ignorante, che parla solo all’indicativo (quando non si incarta anche su quello), quella che la domenica non va in chiesa, ma non rinuncia ad un salto al centro scommesse che non-si-sa-mai, quella che vive nelle brutture di periferia a 15 piani che i vostri amici palazzinari hanno tirato su. In questa troverai chi potrà parlarti delle difficoltà a ri-trovare lavoro a 60 anni, dei salti mortali che si fanno per fare la spesa, pagare le bollette, mandare i figli a scuola, estinguere la rata del mutuo, avere il mutuo.

Partiamo da quelli che ti saranno più vicini.

Come vice premier ti suggeriamo il Senatore a (lunga) vita Giulio Andreotti. Lui ne ha viste, sentite, toccate, baciate più di tutti. Chi meglio di lui potrà consigliarti le politiche cerchiobottiste di cui necessiterai per accontentare gli Uni e gli Altri? Valuta, inoltre, quel giovanotto di Massimo D’Alema, formidabile ideatore di inciuci, abilissimo traghettatore di governi deceduti.

Ai trasporti Scajola. Certamente avrà un progetto per l’aeroporto di Albenga, tanto vitale per gli spostamenti del popolo Italiota. Abbi solo l’accortezza di nominarlo a sua insaputa.

Agli Esteri Giulio Terzi di Sant’Agata. Siamo consci che questo nome va contro la nostra stessa precedente raccomandazione, ma dopo la brillante gestione del caso Marò-India, non potevamo che confermarlo nell’incarico.

Alla Giustizia Lui. Quello che non possiamo nominare (ma tu sei autorizzato a nominarlo), quello che paga all’ex moglie 3 milioni al mese. Così si sistema una volta per tutte. Non serve forse al paese una bella riforma della giustizia che preveda la prescrizione immediata per i reati di corruzione, di evasione fiscale, di sfruttamento delle nipoti di Capi di Stato internazionali (anche ex capi vanno bene)?

Alla Difesa Ignazio Larussa. Chi meglio di lui potrebbe imbastire velocemente una difesa del popolo Italiota da un imminente attacco dei barbari d’Abissinia?

Agli Interni Rosy Bindy, chi più di lei è attaccata alla gestione delle cose interne. Libera da impegni nel PD potrà certamente continuare a dedicarsi a questo paese.

Alle Telecomunicazioni Maurizio Gasparri. Nei momenti difficili, con la stampa alle calcagna, il grande censuratore potrebbe tornarti utilissimo.

Al Turismo Emilio Riva (ex presidente ILVA). Chi più di lui ha contribuito ad inquinare i suoli, le acque e l’aria del Bel Paese Italiota? Ne converrai che egli ha tutte le carte in regola per sviluppare il turismo. Il modello-Taranto per tutta l’Italia!

Ai Beni Culturali Mario Borghezio e non abbiamo bisogno di aggiungere altro. In alternativa anche Domenico Scilipoti non sarebbe male.

Al Lavoro Sergio Marchionne. Tra tutti, egli è l’unico che ti può supportare nel problema della disoccupazione. Egli non verserebbe certo lacrime nell’annunciare licenziamenti.

All’Istruzione Roberto Cota, dove lo trovi uno che propone agli studenti delle Università piemontesi provenienti da altre regioni di farsi pagare le tasse universitarie dalle proprie regioni? Illuminato. Come se gli Stati Uniti chiedessero all’India, alla Cina, all’Italia il rimborso dei costi sostenuti dal sistema per i ricercatori indiani, cinesi, italioti.

All’Economia hai veramente l’imbarazzo della scelta, da Amato a Tre(Monti) hanno tutti dimostrato il loro valore. Ti lasciamo libero da qualunque condizionamento, consci del fatto che peggio di così è veramente difficile fare.

Caro Enrico, in conclusione, ti confermiamo la nostra immutata sfiducia per i giorni a seguire. Riponiamo le nostre speranze nelle tue abilità da tessitore, che certamente ti consentiranno confezionare un vestito di finissima fattura per coprire la vergogna a cui stiamo assistendo.

Non farti vincere dalle paure per le fatiche future: non avranno un lungo decorso.

Alle prossime elezioni nessuno di voi andrà in Parlamento ed avrete tutto il tempo per riposare e riflettere sui tanti, grandi errori commessi nella mala-gestione di questo paese.

Con poca stima ed ancor meno affetto

Zurzolov

Il sogno di Italo – E tu che Italia sogni?

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Una lettura delle evoluzioni economiche e sociali dell’ultimo ventennio Italiano (1992-2012) ed il sogno di un’Italia diversa per il prossimo ventennio

“Italo, re degli Enotri, da lui in seguito presero il nome di Itali e Italìa l’estrema propaggine delle coste europee delimitata a Nord dai golfi, di lui dicono che abbia fatto degli Enotri, da nomadi che erano degli agricoltori stabili, e che abbia imposto loro nuove leggi, istituendo tra l’altro per primo i sissizi. Per questa ragione ancora oggi alcune delle popolazioni che discendono da lui praticano i sissizi e osservano alcune sue leggi”

(Aristotele, Politica, VII, 10, 2-3)

Dall’alto, fra le nuvole mi dirigo a pie’ sospinto verso la terra che un giorno, tanto tempo fa, dominai. 30 secoli or sono, unii lande distanti, popoli di dialetti diversi sotto un unico regno, trasformai la mia gente persuadendo gli uni con la dolcezza e convincendo gli altri con la forza. Istitui’ i sissizi, “gli schiticchi”, delle belle mangiate pubbliche per creare di un popolo disperse una comunita’ di patrioti. Buon vino scorse nei nostri bicchieri. Amai queste coste profondamente come gli occhi della donna che sposai e queste enormi montagne come le spalle forti dei miei due figli. Sono Italo. Italo degli Enotri o degli Itali se cosi’ preferite chiamarmi. Italia e’ la mia terra.

Prologo
Corro, inciampo fra le nuvole, ho sentore che qualcosa non procede per il verso giusto e mi sento obbligato a scendere dal mio iperuranio per tornare in quelli che un tempo furono i miei domini. La mia terra e’ in fiamme forse? Attaccata dai nemici? In preda alla distruzione forse? Non so, fermarmi a guardare bene mi aiutera’ a capire cosa e’ successo dalla mia ultima visita nel 1992. Mi sembra ieri. A quei tempi ci recammo sul luogo con Wolfgang Goethe e Roberto Rossellini ci fece da Cicerone. Il primo volle per forza portarmi in Sicilia in quanto a suo parere «l’Italia senza la Sicilia, non lascia nello spirito immagine alcuna ed e’ in Sicilia che si trova la chiave di tutto». Il secondo, Il vecchio Rossellini, invece, sorrideva a stento mostrandoci cosa stesse succedendo fra la Grande Crisi finanziaria, le scommesse speculative su una debolissima lira, il debito pubblico raddoppiato dal 60% al 120% del prodotto interno lordo in soli dieci anni, la Fine della Prima Repubblica, Tangentopoli ed il crollo della fiducia nei partiti. I miei Italiani avevano perso le speranze, alcuni di essi da Itali divennero Italioti. Cosi’ anche oggi porto Wolfgang al mio fianco e mi appresto a raggiungere Roberto sul luogo per il loro ennesimo viaggio in Italia.

 

L’Apocalisse – In Italia: Italo incontra Roberto Rossellini

Italo: Eccomi arrivato. “Roberto, allora? Cosa succede?”

Roberto: “Beh, caro il mio Italo, come nel 1992 quando mi venisti a trovare, l’Italia vive una grave crisi di carattere finanziario, con serie ripercussioni sul sistema economico e sulle condizioni di vita della popolazione.

Il rapporto fra debito pubblico e PIL non si e’ ridotto piu’ di tanto nonostante l’alleggerimento dei tassi di interesse sul debito dovuto all’ingresso nella moneta unica, le manovre fiscali e le grandi privatizzazioni delle grandi aziende statali Telecom, Enel Eni, INA e SME (e con questa Motta, Alemagna, La Valle degli Orti, L’Antica gelateria del corso, La Cremeria e anche parte dei beni di Gigi). La spesa pubblica direttamete legata alla produzione dei servizi in funzione del prodotto interno lordo ha continuato a crescere, come del resto il costo della macchina dello stato. Dall’inizio della crisi finanziaria nel 2008, poi, il prodotto interno lordo e’ sceso del 7% e dalla creazione dell’euro il costo del lavoro e’ cresciuto del 30% in piu’ sulla media euro.

Tra il 1992 e il 2011 le attività terziarie hanno aumentato la loro incidenza sul valore aggiunto del 7%, passando dal 66,5% al 73,4%. Il calo del peso del settore industriale è quasi interamente imputabile all’industria manifatturiera. In Italia non si produce piu’. In Italia si pensa. Si serve. E se per produrre ci vogliono 2 braccia, per pensare ci vuole 1 testa. Cosi’ analogamente, i posti di lavoro si sono ridotti. Il lavoro e’ cambiato. E’ nato il lavoro precario e il 50% dei contratti di lavoro sono diventati a tempo determinato. Precari. Il 34% dei giovani italiani (15-24 anni), forse troppo choosy, non lavora – in Sicilia uno su due non lavora e spesso l’altro lavora a Roma, Milano o all’estero, anche se mantiene la residenza in Sicilia.

Figli? No, non se ne fanno. E come fai? Non lavori e fai figli? E come li campi? In Italia nel 1992 c’erano 56,4 milioni di cittadini italiani e nel 2012 ce ne sono 55,7 milioni. Ne muoiono piu’ di quelli che ne nascono (tasso di crescita naturale negativa) e quelli che non muoiono, invecchiano. Piu’ vecchi, piu’ spesa pubblica previdenziale, sanitaria e assistenziale. Ma non ti preoccupare mio caro, sulle tue terre nel 2012 c’e’ piu’ gente del 1992 grazie all’immigrazione. In 20 anni hai potuto accogliere altri 3,7 milioni di stranieri. Molti rumeni (22%), poi albanesi (10%), marocchini (10%), cinesi (5%) ed ucraini (4%). Sono i nuovi Italiani, amano la tua terra quanto te e amano il tuo popolo come tu hai amato tua moglie. Si sposano con cittadini italiani e nel 2008 1 matrimonio su 6 e’ stato un matrimonio fra un italiano e uno straniero. Amano, ma molti non li amano e la politica sull’immigrazione e’ fra le piu’ dure e criticate d’Europa.

Una cosa non e’ cambiata, pero’! Indovina??? I parlamentari! Passeggiando per Roma alle 10-10.30, incontrerai Pisanu (39 anni, in parlamento), La Malfa, Matteoli, Berselli, Colucci, Fini, Casini e Vizzini nei pressi della Camera dei Deputati o del Senato. 32 deputati e 42 senatori hanno oltre 20 anni di incarichi. Italo, te li ricordi?”

Italo: “Beh, benvenuti ai nuovi Italiani. Mi sembra l’unica buona notizia, ma scusami, fermati un attimo, ma per il resto mi sembra un’apocalisse. Come e’ stato possibile tutto questo? Il mio popolo non se ne e’ accorto? Un processo di impoverimento lungo 20 anni e non se ne e’ accorto nessuno? Non si sono ribellati? Non hanno protestato? E l’elezioni? Almeno hanno votato?” – Scappa la prima lacrima sul volto del povero Italo.

Roberto: “Bah, si’. Di votare hanno votato. Quando arrivasti nel 1992, c’era Andreotti! Te lo ricordi? Il 2 maggio 2003 è stato giudicato e condannato dalla Corte d’Appello di Palermo per concorso esterno in associazione mafiosa. Il reato commesso non era però più perseguibile per sopravvenuta prescrizione e quindi si è dichiarato il non luogo a procedere nei suoi confronti il 15 ottobre del 2004. Giulio a 94 anni ed e’ ancora in Parlamento, senatore a vita, ma ogni tanto ci fa preoccupare con qualche colpo di tosse. Ma poi ci sono stati anche due Amato, due governi Prodi, due D’Alema, un Dini, un Ciampi e un Monti. Ah, quasi dimenticavo anche 4 Berlusconi”.

Italo: “Quindi mi stai dicendo che in 20 anni ci sono stati 14 governi??? E 4 governi Berlusconi??? Quante generazioni? Il nonno, il padre e i figli??? Come ai miei tempi.”

Roberto: “No, no, solo uno. Silvio Berlusconi che dal 1994 al 2011 ha governato per quattro governi. 3341 giorni su 6678 giorni di governo negli ultimi 20 anni. Per un totale del 49% del tempo di questo ventennio in cui tu, Italo, non sei stato qui.”

Italo: “Silvio, l’imprenditore di successo delle televisioni, dell’editoria, della finanza, etc. etc.??? Beh, quello era bravo. E come mai e’ successa questa apocalisse allora???”

Roberto: ”Non so. Avra’ perso la mano”.

Italo: “E gli Italiani? Lo hanno votato ancora? Si sono indignati? Hanno votato? Hanno spinto al cambiamento?”

Roberto: ”Bah, si’. Un po’. Molti si sono lamentati, hanno piagnucolato e poi hanno cambiato canale. Italioti si chiamano. Figurati che in Sicilia alle ultime elezioni ha votato solo il 47% degli elettori e adesso Silvio Berlusconi forse si ricandida.”

Italo sbigottito:” Ma chiddici? Babbiii? Picchi un cinni futti nenti? (Why don’t they care?) Basta, basta, altrimenti fai piangere e mi fai piangere anche il povero Goethe”

Goethe ripensa all’amata Sicilia e intanto singhiozzando si fa forza: “Gli Italiani reagiranno, ne sono sicuro. Come in ogni momento di necessita’ tireranno fuori il meglio di se’ stessi e sceglieranno la loro nuova classe politica con coscienza del futuro”.

Il vecchio poeta si asciuga le lacrime, Italo e’ disperato.

 

Il sogno di un’Italia diversa per il prossimo ventennio

Sulla via del ritorno, Italo e’ addolorato. Un pugno in gola, avrebbe la voglia di gridare cosi’ forte da svegliare tutti gli Italiani e soprattutto tutti gli Italioti. Purtroppo e’ lontano, sulle nuvole. Licenzia allora i suoi compagni di viaggio, Goethe ed il vecchio regista Rossellini e rientra verso l’iperuranio. Stanco delle fatiche si adagia sopra una nuvoletta soffice, soffice, si addormenta ed inizia a sognare…

Sogna un’Italia nuova.

Sogna un’Italia, repubblica fondata sul lavoro, in cui con braccia e testa il suo popolo recupera la propria produttivita’, il proprio lavoro stabile ed i propri sogni, la propria nobilta’ e la propria dignita’.

Sogna un’Italia dove i giovani lavorano e non sono costretti a partire, a migrare dalle regioni piu’ povere per lavorare.

Sogna un’Italia dove nasce l’amore, nascono piu’ figli, le famiglie sono piu’ protette e piu’ internazionali. Un’Italia dove se ti comporti bene, sei onesto e lavori, sei straniero solo per 1 minuto e al massimo per 5 anni.

Sogna un’Italia dove e’ bello vivere ed invecchiare.

Sogna un’Italia dove politico e condannato non sono sinonimi, ma contrari. Dove politico e mafioso sono contrari. Dove si fa il politico perche’ si ama la propria terra, tutta. Si, proprio come Italo.

Sogna un’Italia che crede nel cambiamento. Un’Italia che e‘ cosciente, impegnata a cambiare ed e’ coerente.

Sogna un’Italia che e’ contenta di essere Italia. Una ed una sola Italia.

…E tu, mio caro lettore, che Italia sogni?

 

Fonti:
– Istat, Rapporto Annuale 2012, Capitolo 2. VENTI ANNI DI ECONOMIA E SOCIETÀ: L’ITALIA TRA LA CRISI DEL 1992 E LE ATTUALI DIFFICOLTÀ, http://www.istat.it/it/files/2012/05/Capitolo_2.pdf
– Banca d’Italia, Aspetti della politica economia italiana dalla crisi del 1992 a quella del 2008-2009,  http://www.bancaditalia.it/interventi/altri_int/2010/rossi-050310/Rossi_050310.pdf
– Lorenzo Bini Smaghi, Out with the Old – Italians need more than old politics, Lorenzo Bini Smaghi calls for a new Italy, Ft.com, 18/01/2013, clicca qui
– Onorevoli in Parlamento: http://www.corriere.it/politica/12_agosto_16/parlamentari-matusalemme-classifica_49db78a2-e790-11e1-99a7-5bcc98b17274.shtml
– Ministero dell’Economia e delle Finanze, La Spesa dello Stato dall’Unita’ di Italia,  http://www.rgs.mef.gov.it/_Documenti/VERSIONE-I/Servizio-s/Studi-e-do/La-spesa-dello-stato/La_spesa_dello_Stato_dall_unit_d_Italia.pdf
– Durata Governi Berlusconi: http://it.wikipedia.org/wiki/Governo_Berlusconi
– Governi cronologia: http://cronologia.leonardo.it/governi2.htm
– Privatizzazioni industriali in Italia degli anni 90’: http://it.wikipedia.org/wiki/Privatizzazione#Le_privatizzazioni_industriali_in_Italia
– Il Sole 24 ore, Giovani, nuova impennata della disoccupazione: 33,9% nel secondo trimestre 2012, record dal 1993, 31/08/2012, http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-08-31/giovani-nuova-impennata-disoccupazione-102823.shtml?uuid=AbVZHFWG
– Cinquantamila Giorni, Giulio Andreotti, Corriere.it  http://cinquantamila.corriere.it/storyTellerThread.php?threadId=GiulioAndreottiVita

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