Puzza di vecchio!

puzza di vecchioAncora a qualche giorno di distanza, la puzza di vecchio che arriva dalla piazza della CGIL e della parte a sinistra del PD mi fa male.

Mi fa male allo stomaco e ancora di piu’ alla testa, perche’ non la capisco. Non capisco come sia possibile andare ancora in giro a parlare di difesa del lavoro quando di lavoro non se ne vede piu’ nemmeno l’ombra. Che cosa difendere?

Ma non si vuole capire che sto benedetto mondo e’ cambiato e che se non cambiamo anche noi con lui finiamo male?

Non si vuole capire che i sindacati non hanno mai combinato nulla negli ultimi 40 anni e che funzionavano forse, in un mondo in cui avevano senso: dal dopoguerra alla fine anni 70.

Non si vuole capire che usando le stesse parole di sempre, antiche di decenni come: lotta di classe, padrone, comunismo, ecc ecc, si sta fuori dalla realta’ piu’ di quanto gia’ la nostra povera Italia non lo sia?

Non si vuole capire, o forse si qualcuno l’ha capito. L’ha capito votando alle europee e anche alle primarie. Renzi non ha cambiato le sue idee sui sindacati, sul posto fisso, sul lavoro in generale, non vedo perche’ non indignarsi prima difronte al nuovo despota invece che adesso.

Ora che la manifestazione di Roma e’ finita e le urla della Camusso e di Landini spariranno presto, speriamo sparisca con loro anche questo odore di passato che e’ duro a morire e che e’ compartecipe della situazione in cui ci troviamo.

Abbiamo bisogno di un sindacato che usi parole nuove, non di 40 anni fa e che soprattutto sappia difendere il lavoro e non il parassitismo, sappia difendere la crescita del lavoro e non il suo declino lento e inesorabile, sappia difendere chi vuole lavorare e non ha lavoro, sappia difendere l’Italia e non il suo fantasma.

Allo stesso, aspettiamo quantomeno le scuse del ministro dell’interno per il comportamento vergognoso della polizia contro i manifestanti dell’AST di Terni; anche questo un atteggiamento che puzza di vecchio e che fa male, al cuore pero’, non piu’ alla testa.

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No ‘Ndrangheta … no Expo-party

expo

Senza ‘Ndrangheta, non c’è possibilità alcuna di portare a termine i lavori dell’Expo. C’è voluto tempo, ma alla fine l’opinione pubblica ha capito l’antifona. Certo, sarebbe molto più sensato ed educativo bloccare tutti i lavori, mandare tante lettere di scuse ai paesi che si apprestavano a partecipare all’evento (oltre 130 paesi, distribuiti nei 5 continenti: dall’Afghanistan allo Zimbawe): “Scusate, abbiamo scherzato”, con tanto di faccina che ride :). In fondo siamo o non siamo Italioti?! Gli altri paesi capirebbero.

Li abbiamo abituati alle nostre burla fin dalla seconda guerra mondiale: prima fascisti con i nazisti, poi antifascisti e con i partigiani; li abbiamo fatti ridere con le corna nelle foto di rito; li abbiamo anche infastiditi, con le telefonate al momento del saluto di benvenuto, ma è noto che l’amico germano non spicca in flessibilità e humor; li abbiamo derisi al telefono, appellando capi di stato come “culone inchiavabili”, ma qui la politica non c’entra (“U pilu è pilu”). Certo che capirebbero! Italiots do it better!

Sì, sarebbe molto più sensato, soprattutto leggendo il tema di Expo “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita”.

Ma ai nostri politici quello che è sensato non piace: c’è la possibilità di ammodernare una ferrovia esistente? Meglio costruirne un’altra! C’è la possibilità di cambiare la destinazione d’uso di immobili esistenti? Meglio costruirne altri, poi venderli e poi riprenderli in affitto a prezzo salato! Ai nostri politici piace ciò che consente di foraggiare caste di lobbisti, costruttori, palazzinari, mafiosi.

Inoltre, ai nostri politici piacciono le vetrine internazionali.

Piace agli amici della Lega che guardano all’Expo come una manifestazione Salvi(ni)fica che consentirà al popolo padano di fare un sacco di sghei ed esibire al mondo tutto le virtù autoctone “Ora, labora et se passa un mafioso, girati dall’altro lato”.

Piace al Sindaco di Milano che con l’Expo può sistemare strade, quartieri e qualche fognatura che salta.

Piace a Matteo il Magnifico, padre della Patria e prima ancora della Leopolda. Secondo voci di corridoio, il Magnifico, per l’occasione, starebbe prendendo lezioni di inglese, onde non fare figure barbine con l’idioma italichese.

Ma per garantire a tutti costoro la giusta fetta di Expo mediatico, mercantile, favoreggiante e scambista, si consegnerebbe il Pianeta (quello da Nutrire) a coloro che il pianeta l’hanno stuprato, avvelenato, saccheggiato, insanguinato e barbaramente costruito, senza alcuna logica di utilità, se non quella propria.

Energia per la vita a chi ha solo portato morte; cultura agli ignoranti; bellezza ai mostri dell’umanità.

Questo è il nostro Expo: l’esposizione della mala-politica al servizio del mal-affare.

Questo gli altri paesi lo capirebbero meno.

Ma senza l’organizzazione certosina delle mafie, sarebbero forse i nostri politici in grado di portare a termine Expo? Probabilmente non saprebbero nemmeno da dove cominciare.

E quindi “Lodiamo le mafie” che tanto prendono, ma qualcosa danno!

Una nuova destra

salvini

La nuova destra italiana non e’ una destra berlusconiana: ruffiana e figlia dell’immobilismo della prima Repubblica.

La destra di Berlusconi si e’ dissolta a cause delle sue 1.000 promesse non mantenute: dalla riforma giustizia, all’articolo 18.

Tutte queste riforme le sta provando a fare Renzi, con un sostegno popolare ben largo, similare a quello del primo Berlusconi, a riprova che ormai le persone non votano piu’ un partito ma un’idea chiara di paese (si vedano le ultime Europee).

La nuova destra e’ molto piu’ simile a una Lega nord allargata, senza piu’ il feticcio della difesa della padania, ma con il nuovo mito della difesa del sacro suolo nazionale italiota.

Difendiamoci contro:

  • l’immigrazione in generale che ruba lavoro
  • le politiche europeiste atlantiste e diventiamo i nuovi amici di Putin
  • qualsiasi cosa che il governo promuove, anche se era nel programma della mia coalizione fino a qualche anno fa
  • l’euro
  • etc etc

A destra si parla ben poco di lavoro, quello lo si demanda al governo. A destra non si espongono sulla correttezza o no del job act, probabilmente perche’ sono d’accordo anche loro. Nella nuova destra parlano di valori che colpiscono alla pancia le persone.

Chi e’ l’artefice di tutto questo? Fitto? Qualche resuscitato del PDL? No, Matteo Salvini.

La pancia che si vuole colpire per prendere voti e’ quella delle persone che hanno paura, delle persone poco informate e delle persone che non votano PD perche’ pensano che sia di sinistra e che mai voterebbero M5S perche’ sono un ammasso di comunisti (anche se, ho sempre avuto personalmente l’impressione che un bel manipolo di camerati si nasconda tra di loro).

Forse a destra e’ proprio Salvini ad aver imparato la lezione del M5S: il populismo a prescindere ti fa prendere un bel po’ di voti.

Stimolare la paura del diverso per aver voti e’ una tecnica antica, ma prolifica. Se a questo aggiungiamo l’idea anticasta che la Lega si porta dietro, anche se e’ stata lei al governo con Silvio per tanti anni, Il bacino elettorale e’ piu’ o meno lo stesso di Grillo: persone scontente con poca capacita’ di analisi, che non si rivolgono a sinistra per la protezione dei propri interessi (perche’ non c’e’ nessuno), ma ritornano ad un vecchio fascismo sociale per la protezione del proprio orticello.

Salvini cerca i voti spaventati dei pochi operai rimasti, dei tanti Grillini delusi e dagli irriducibili che PD non lo voterebbero mai.

In tutto questo, l’assenza di una sinistra vera da votare si fa sentire: chi la voterebbe per la difesa dei propri interessi non trova nessuno e allora l’elettore passa sopra a qualche sparata razzista per vedere protetto il suo piccolo mondo.

Anche fratelli d’italia fara’ naturalmente parte del nuovo MSI, che andra’ nascendo sulle ceneri della Lega e di una destra che e’ stata in gran parte assorbita da Renzi.

Aspettiamo tutti che la sinistra, quella vera, ritrovi il modo di organizzarsi e di fare politica in modo sensato, per tornare finalmente a come eravamo abituati: MSI, DC, PC con il M5S che forse avra’ esaurito il suo lascito, perso di qua e di la tra estrema DX ed estrema SX, con un PD destinato a governare per I prossimi lustri: sempre che Renzi non affondi come Berlusconi travolto da troiette di alto bordo e dal non aver mai fatto nulla di concreto.

per caso mi imbattei in Zagrebelsky

Gustavo un Paese…
dove gli appelli si facevano solo nelle aule dei discenti,
dove non si agitavano de Monticelli di polemiche allarmistiche di derive autoritarie di Casaleggio  in Casaleggio a mezzo di un Grillo berciante d’odio e distruzione,
dove da una parte i Bonsanti, dall’altra i peccatori sacrileghi di una augusta Carta che non sempre fa buon brodo istituzionale,
dove si ci confrontava, senza barricate tra il vecchio che resiste, talvolta con Carlassare spocchia e livore poco Urbinati, ed il nuovo che
avanza bulletto e vilipeso tra un Delrio che taglia i Boschi, tra ingombranti Casson e minacciosi Gotor,
dove non si credeva che ci fossero Rubini solo a Rodotà ma anche in altri Settis,

Gustavo…e spero di poter presto addentare un Paese diverso.

Ma non era meglio morire di freddo …

Ma non era meglio morire di freddo

Dopo 45 anni la storia è sempre la stessa. Dalla primavera di Praga, ne sono cambiate di cose. O forse no? È caduto il muro di Berlino, abbiamo festeggiato la fine della Guerra Fredda (forse non era una fine, ma solo una pausa di riflessione) e abbiamo osannato un presidente nero alla guida della nazione più potente del mondo. Ma appena le cose si mettono storte, ecco che la (pre)potenza militare russa torna in campo. A Praga i carri armati non nascondevano la falce e il martello, adesso entrano in Crimea mascherati e senza targa. Che qualcuno possa ancora pensare si tratti di carri e militari del Costa Rica?

Allora la minaccia era quella delle armi, oggi è quella del gas e del petrolio che mandano avanti le nostre economie.

Ma possiamo forse appellarci al senso democratico di un intero popolo, quello russo, nato sotto la dittatura comunista, cresciuto nello sfascio valoriale post crollo dell’Unione Sovietica e invecchiato sotto la l’arroganza mafiosa di spietati oligarchi (ex gerarchi del partito)? Probabilmente no.

Un po’ come spiegare al popolo italiota il principio di equità sociale della tassazione, dopo 20 anni di Berlusconismo. Fatica sprecata.

Ma dove comincia e dove finisce la possibilità di un popolo di determinare il proprio destino?

Il destino degli abitanti di Crimea deve essere deciso in Germania? Negli Stati Uniti o in Francia? O, come è giusto che sia, deve essere determinato in loco?

Dobbiamo pensare veramente che ai governi di mezza Europa interessi del destino del popolo di Crimea? O forse quello che interessa è tutelare gli interessi della gente di Germania, Francia, Italia, in termini di afflusso di risorse energetiche, per riscaldare i rispettivi flaccidi deretani?

Possiamo quindi scaricare le responsabilità di quanto sta accadendo su un governo anti-democratico guidato da un ex agente del servizio segreto russo?

Sarebbe facile, ma ingiusto, sicuramente semplicistico e assolutorio.

Faremmo forse meglio a chiederci chi, all’interno dei democratici paesi europei, ha permesso alla Russia di acquisire il potere ricattatorio che oggi sventola sotto ai nostri nasi occidentali?

Quali capi di governo hanno firmato i patti col diavolo, sulla base di accordi miliardari che hanno rimpinguato le avide tasche di amici e amici degli amici?

Solo in Italia c’è più di uno che non dovrebbe avere la coscienza a posto, ammesso che una coscienza l’abbia ancora. Non sarebbe interessante sapere cosa pensi Silvio Berlusconi dell’invasione di Crimea da parte dell’amico fraterno, con cui tanti letti si sono scambiati (e tanto decantati dalla Daddario)?

Ma sarebbe altrettanto interessante scomodare il parere del prof. Prodi, o per non andare molto lontano tra i vicini europei, dell’ex cancelliere tedesco Schröder o dell’ex primo ministro britannico Tony Blair.

La scomoda verità è che dovremmo chiedere spiegazioni a costoro per quanto fatto nei periodi in cui ci hanno, più o meno indegnamente, rappresentato.

Dovremmo chiedere loro perché negli anni intercorsi dalla caduta del muro di Berlino ad oggi non hanno intrapreso fortemente delle politiche energetiche che consentissero ai paesi europei di affrancarsi dal ricatto di Mosca.

Ma la verità è scomoda per definizione e se i caloriferi non partono, con la verità non ci si scalda.

Sarà la vergogna a farci divampare le pingue guance, ma sarebbe stato meglio morire dal freddo.

Per il momento tutti tranquilli, è arrivata la primavera. È entrata nelle case della gente, per le strade, nei parchi, sui balconi. Le facce distese della gente per strada e la diminuzione dei clacson ne costituisce prova tangibile.

Se Giovanardi sapesse l’effetto benefico che la primavera comporta sull’umore delle persone, proporrebbe certamente una legge proibizionista, senza alcuna distinzione tra primavere leggere e primavere pesanti.

Cittadino … sei stato nominato

Nomination

In attesa che abbia inizio (finalmente?) l’edizione 2014 del Grande Fratello,  gli strateghi del Mo-Vi-Mento, GianRoberto e GianBeppe, sempre abili ad intercettare i malumori del popolo sovrano, hanno lanciato le prime nomination dell’anno, le terze della pur breve storia a 5 Stelle.

Dopo la prima nomination di Marino Germano Mastrangeli (aprile 2013), reo di essersi fatto intervistare anche da Cristiano Malgioglio, pratica contraria al primo comandamento delle Giantavole della Legge che Gianroberto ha consegnato a Gianbeppe sul monte Sinai: “Non avrai altro media al di fuori del Blog”; dopo la diaspora di giugno 2013 di ben 6 ex-cittadini, rei di aver proferito giudizi molto poco lusinghieri sul Mo-Vi-Mento, violando quindi il terzo comandamento “Non criticare il nome di Beppe invano”, eccoci alla terza tornata!

I portatori della democrazia dal basso hanno ufficialmente aperto le nuove nomination. Ma a dare la notizia questa volta non è stata la conduttrice Alessia Marcuzzi, bensì direttamente il condottiero, il duce, Gianbeppegrillo dal balcone del suo Blog che affaccia direttamente nelle case dei cittadini.

Eccoli, i nuovi malcapitati, 4 ex-cittadini ufficialmente scomunicati dalla web-assemblea, a cui potrebbero accodarsi in fila indiana (ma qui i Marò non c’entrano) altri 7! Mai tanti cittadini si sono visti in nomination!

Ma di quale grave peccato si saranno mai macchiati questi disgraziati? Hanno forse rubato? Non sembra. Hanno forse millantato lauree e master mai conseguiti? Non sembra (ma aspettiamo). Hanno forse insultato il Re della Repubblica e la Maestra della Camera? Si, ma quello non è un problema.

Nulla di tutto ciò! Hanno messo in discussione il Gianpensiero!

Hanno osato avere opinioni proprie, quando il regolamento a 5 Stelle, da questi firmato in duplice copia, in merito è chiaro: non è ammesso avere pensieri propri, soprattutto se pensieri critici verso il pensiero unico.

Ma qui il nostro lìder màximo, per non apparire né troppo lìder o né troppo màximo, fa un passo indietro e chiama in causa il popolo cittadino, la cittadinanza tutta. Ed è così che 29.883 cittadini hanno la meglio su 13.485 cittadini (ma ancora per poco …) e ratificano l’uscita dalla Casa dei 4 eretici!

Vittoria! Bingo! Il pensiero unico si è affermato!

Intanto, la Direzione del Mo-Vi-Mento – composta da Gianroberto, Gianbeppe e Gianquello-del-GF1 (per chi non avesse lunga memoria: link GF1) – sta pensando di mandare in nomination i 13.485 che avrebbero osato votare contro!

E allora sentiremo tutti la soave voce di Alessia Marcuzzi annunciarci, su un sottofondo carico di suspense: ”Cittadino” – lunga pausa scenica – “sei stato nominato”!

A questo punto mi chiedo, vi chiedo, se questa la dobbiamo chiamare democrazia?

O è forse l’appendice di un Grande Fratello, il Grande Bordello, spettacolo televisivo all’interno del quale i figuranti non hanno mai avuto nessuna importanza, dove l’aspetto geniale è stato quello di portare i telespettatori nelle mutande altrui? Rozzi, ignoranti, nobili decaduti, mediomen, bestemmiatori … ne abbiamo visti di tutti i colori in questi anni. Era proprio necessario trasferire lo show (con tanto di diretta TV streaming) in Parlamento?

Intanto i 4 (forse 11) hanno noleggiato un pullmino della scuola per trasferirsi al Gruppo Misto, dove le regole non esistono, esistono solo le eccezioni (… “questo è l’ombelico del mondooooo”)!

Scurò – Il Grillo berciante

ImmagineOggi in particolare quasi nove milioni di cittadini hanno subìto un’onta insopportabile. Non gli elettori del Cavaliere dimezzato (ma non troppo) di Arcore, non quelli confusi ed infelici del Rottamatore machiavellico.

I cittadini elettori del M5S. Un pugno di loro (quasi 21.000) avevano incaricato il lìder maximo ed i capigruppo di andare all’incontro con Matteo Renzi. La performance è stata drammatica.

Quegli oltre otto milioni di cittadini – insieme agli altri, non meno attoniti – hanno dovuto assistere ad otto minuti di propaganda, spregio della dialettica, assenza di contraddittorio sul merito dei problemi di questo disperato Paese.

Non credo che tutti gli otto milioni trovino che il rimedio al mal governo, all’immobilismo, all’incapacità sia strepitare come fossimo allo stadio.

Da parte del depositario della fiducia di oltre otto milioni di cittadini non è giunta una proposta; un tentativo di inchiodare Renzi all’assunzione di almeno un provvedimento votabile dai Cinque Stelle; dai capigruppo neppure una parola, erano lì come statue di cera a fianco del Dittatore del Megafono.

Solo denigrazione, discredito, insofferenza, tracotanza, rivendicazione di primazia dei propri contenuti, senza però misurarsi sugli stessi.

Perchè il Grillo berciante non ha chiesto al giovanotto “marcio” come intenderebbe riformare il mercato del lavoro per fronteggiare disoccupazione e precariato, esodati e pensionati in affanno?

Perchè lo Stratega del palco non ha chiesto al giovanotto dei poteri forti come e dove taglierà la spesa pubblica per abbattere l’IRAP ed il costo dell’energia per le imprese?

Saprebbe Grillo dirci il perché dei suoi omessi cosa, come, quando?

Prima che il Grillo continui a berciare il suo violento inno al “tanto peggio tanto meglio” fino alla catastrofe bisogna che l’altra politica faccia presto qualcosa di buono.

Prima che sia troppo tardi.

Renzi: uno stupido?

Renzi-LettaUna battuta che girava su FB in questi giorni, che recitava più o meno così, mi fa riflettere: “ ti svegli e sei perplesso quando ricordi che l’ultimo presidente del consiglio eletto democraticamente dai cittadini è stato Berlusconi.”

Renzi ha annullato la democrazia? Il PD non sa cosa sia la democrazia? È un suicidio? Che cosa diavolo sta accadendo? Non può essere la solita manovra di palazzo, per di più guidata da chi ha sempre condannato le “Manovre di Palazzo”!

Non sono mai stato “dietrologista”, Napolitano che fa il colpo di stato con Monti è uno scenario divertente da film, veritiero, ma sempre da film rimane.

Ieri sera ero disorientato: “Ma come, lui che si è sempre detto contrario a queste cose? Proprio lui che con la vecchia politica voleva chiudere? Perché non aspettare e vincere un domani una volta portata a casa la legge elettorale? Perché?”

Tuttavia una maggioranza schiacciante all’interno del partito, riguardo alle dimissioni di Letta e alla salita al governo di Renzi, non accade per caso.

Due indizi su tutti: le elezioni europee e la necessita’ di una fiducia per il Governo.

Le elezioni europee possono, se il PD vince, dare una legittimazione ex-post a Renzi, che inoltre andrebbe a presiedere il semestre europeo. Magari con questo riesce pure a riportare a casa i Marò e farebbe felici tutti.

Se incassa la fiducia con un programma aggressivo (abolizione senato, legge elettorale, riforma province, privatizzazioni…), avrà vinto lui. Se non lo attuerà per resistenze di chi gli ha votato la fiducia, sarà stata colpa degli altri.

Dopodiché, alle elezioni, sia che si vada subito per la non fiducia, sia che si vada quando lo faranno cadere, avrà ottime probabilità di vincere.

È l’unico che ci poteva mettere la faccia e scontentare un po’ di partiti e parlamentari vari, Alfano su tutti, perché è forse l’ultimo appiglio per provare in corsa a cambiare le cose.

L’unico sbaglio sarebbe quello di non essere “iperaggressivo” nel programma e nelle persone che presenterà come componenti del nuovo governo. È chiara l’intenzione del PD di superare le larghe intese che non hanno portato a nulla e di venire al momento delle azioni, come ha sempre sostenuto il suo nuovo segretario. Il rischio era di spegnersi e far rientrare Berlusconi in auge.

In poche parole Renzi si salva se fa il Renzi, cioè se porta una programma definito e deciso che scontenti tanti, come quello che avrebbero potuto mettere in piedi PD e Movimento 5 Stelle se Grillo non avesse posto un veto miope e radicale, non se fa il Letta accomodante e buono per tutte le stagioni.

Il paradigma renziano

RenziSono anni che non si fa nulla. Né a destra né a sinistra in Italia.

Berlusconi non era un uomo di destra, era Berlusconi. L’altra parte non ha capito il cambiamento in atto e la condanna è stata l’onda lunga del vecchio PC che diceva cose sensate negli anni 60 e 70. I socialisti si sono fatti fuori da soli e la DC…inutile parlarne.

La verità è che siamo un paese profondamente inefficiente. Questa inefficienza poteva andare bene fino agli inizi degli anni 90. Veniva coperta dalla proverbiale fantasia italiana, dal debito pubblico e dallo stampaggio della moneta. Peccato che mentre siamo rimasti con la mente a tangentopoli e al PC, nel mondo siano esplose un po’ di cose: il Sud del mondo, il debito pubblico per tappare i buchi e la non crescita, e inoltre, la bomba Euro che ci ha obbligati ad essere competitivi senza poter contare sulla nostra cara svalutazione.

Mentre cambiava il mondo, l’uomo che si era ripromesso di ammodernare l’Italia ci prendeva in giro proteggendo solo gli interessi propri. Dall’altra parte, la vecchia nomenclatura di sinistra a cui vertice mettiamo il caro D’Alema, era troppo legata a modelli antichi per capire che il mondo stava voltando pagina. Se aggiungiamo all’inefficienza tipica italiana, l’inefficienza di un sistema bicamerale perfetto, una giustizia elefantiaca e un apparato statale marcio, la frittata è fatta. Figuriamoci dopo vent’anni di immobilismo.

La verità è che non ci sono più ricette di destra o di sinistra, ma ricette di buon senso.

Il buon senso non è al di qua o al di là dal muro, tanto più che il muro è caduto grazie a Dio, ma deve essere una cosa comune a tutti.

La democrazia è inefficiente e la Cina ce lo dimostra tutti i giorni. Noi amanti del poter scegliere, per mantenere il passo e non morire di disoccupazione, dovremmo pensare di modificare il sistema degli apparati parlamentari per renderli più diretti, più decisionali, più veloci. Il proporzionale? Sì, è corretto e fa esprimere tutti, ma uccide la tempestività delle decisioni e la stabilità. Inoltre, Ci dobbiamo mettere in testa che non siamo tedeschi. Noi ci prendiamo a pugni in parlamento, non ci confrontiamo con chi la pensa diversamente da noi per arrivare ad un compromesso, ci scanniamo e tutto rimane come è.

Ed ecco il fiorire di Grillo!

Renzi si inserisce in questo contesto. Non può essere legato a vetusti paradigmi di destra o sinistra, non ci è nato dentro. Non è berlusconiano se no sarebbe già stato eletto con la maggioranza dei voti alle scorse elezioni.

È uno che dice quello che la maggior parte delle persone pensa e non è ne di destra ne di sinistra è una persona di buon senso.

Le libertà e i diritti civili arriveranno anche loro, ma non si può chiedere ad un futuro candidato a primo ministro di giocarsi l’elettorato cattolico. Dopo 20 anni di egemonia culturale che ci ha portato dove siamo verrà il cambiamento anche in Italia, perché se no si muore. L’ha capito anche la Chiesa che per non morire ha eletto Papa Francesco! Speriamo lo capisca anche l’Italia, che non si guardi sempre indietro cercando qualcosa che non c’è più, invocando politiche di destra o sinistra. Le cose da fare per crescere, per tornare a dare lavoro ai giovani ed investire in scuola e ricerca, sono chiare. Stavolta non c’è partito o ideologia che tenga.

Ecco la rivoluzione renziana: il fare cose normali, ma farle, cercando di aggirare i blocchi intrinsechi alla nostra marcia struttura statale e i feudi che proteggono le rendite di posizione che affamano, nel vero senso della parola, tante persone.

Se poi non è simpatico, è un paraculo, si veste col chiodo e per vincere va su Chi e alla presentazione del libro di Vespa, ben venga; per chi crede di appartenere a un popolo di intellettuali, ricordiamoci che il 50% degli italiani non legge più di un libro all’anno, che la classifica dei programmi visti in TV premia le ricette della Parodi e che l’elettorato è fatto anche dalla signora Maria che si aggrappa a Sentieri, Vivere e la nota maratona del pomeriggio di rete 4.

 

Un anno fa iniziava l’avventura di Italioti.

Grazie a tutti i lettori innanzitutto e ai collaboratori di questo Blog.

Si è cercato di lanciare un blog politico e sociale aperto alle idee di tutti gli schieramenti, nel quale chi avesse voglia di mettersi in gioco e di mettere le proprie idee in discussione potesse farlo. L’impostazione è piaciuta, e le oltre 22.000 visualizzazioni nonché le svariate collaborazioni da quando siamo nati sono un bel segnale e il più bel regalo per noi.

Dobbiamo e possiamo ancora crescere tanto. Il cammino è lungo e faticoso ma per questo forse è la strada buona.

Siamo qua per tutti i nostri lettori e per chiunque cerchi uno spazio per condividere le proprie idee e dare spunti, per far rinascere ogni giorno un po’ di più quell’italiano sopito sotto la coltre Italiota che sembra essere calata inesorabilmente sulla nostra amata Italia.

 

Grazie a tutti

Il Team di Italioti

 

Il paese della libertà

festa della libertàPersonalmente trovo che sia giusto che molta gente abbia festeggiato per la decadenza di Berlusconi.

Sono altrettanto convinto che sia sbagliato che molti lo rimpiangano.

Non è ancora abbastanza però. Di questi 20 anni solo la metà sono stati governati da Berlusconi e ancora tanti di coloro che hanno reso possibile lo sfacelo del nostro paese sono ancora li in bella mostra.

Berlusconi diciamo che ha incarnato quello che di peggio è stata l’Italia: qualunquista, populista, senza ideali, senza ragione e solo dedita al piacere. Il tanto vituperato bunga bunga è stato solo lo specchio del paese, una giostra su cui tutti avrebbero voluto salire; anche il più integralista di sinistra se fosse passato per caso davanti alla villa di Arcore e gli avessero assicurato che nessuno lo sarebbe venuto a sapere, ne avrebbe preso parte.

La sentenza, che sia politica o no, ha dato una mano a questo paese, fossilizzato sulla figura di una sola persona, sia a destra che a sinistra, che ha ucciso il libero pensiero politico ed economico. La libertà è stata uccisa da Berlusconi, inteso come idea, l’unica bandiera per tutti i partiti, che fosse da distruggere o incensare.

È paradossale il Giornale che parla di fine della libertà quando di libertà: in economia, nel diritto, nella concorrenza, nella selezione delle persone, nelle manovre finanziarie e chi più ne ha più ne metta, in Italia non se ne è mai vista, nemmeno quando promessa.

Forse dovrebbero intitolare tutti i giornali: libertà finalmente sei tornata fra noi. La libertà di pensiero che gli italiani hanno delegato per tutto questo tempo ai salotti della politica invece di pensare a quello che stava succedendo nel paese, facendosi annebbiare la vista da squallidi teatrini e promesse mai mantenute.

Forza ora, questo è solo l’inizio, può essere la svolta per cambiare qualcosa, per muoversi e dare una vera ripulita. Di questo cambiamento secondo me dobbiamo dare atto al Movimento 5 Stelle, senza il quale non so quanto la vecchia politica avrebbe spinto per il voto palese e la decandenza di Berlusconi.

Abbiamo finito il turno in prigione, è ora di ripassare dal via per cominciare a ricostruire un Italia che avrà sempre i suoi difetti, però almeno che sia nuova e proiettata al futuro, non al presente imperante e privo di vita che ha dominato fin ora.

Ritorna la parola Libertà che ironia della sorte era forse la preferita di Berlusconi. Dobbiamo essere in grado di onorarla questa parola e renderla davvero vita per intravedere un futuro diverso. 

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