Dubbio made in Italy

S come Sadico

berlusconi-sadicoEsco dall’ufficio al termine di una giornata di lavoro inconcludente, sono circa le 19.30 a Sydney, e non ho voglia di andare in palestra stasera. Mi fiondo in metro con l’unico pensiero di arrivare a casa il prima possibile, ma quando arrivo al binario il tabellone e’ spietato: prossimo treno tra 11 minuti. Con un gesto meccanico tiro fuori il mio nuovo fighissimo smartphone dalla tasca interna della giacca e meccanicamente vado sul sito de La Stampa. Dopo i 5 minuti di lobotomia che tipicamente seguono ogni uscita dall’ufficio dopo una giornata di merda che si rispetti finalmente realizzo che e’ arrivato il gran momento, la verifica di governo e’ ormai prossima. Passo il viaggio in treno a scorrere la telecronaca minuto per minuto degli ultimi avvenimenti. Si parte da ieri sera con Alfano che va a Palazzo Grazioli, Silvio rimane fermo sulle sue posizioni nonostante sia ormai chiara la spaccatura che ne sarebbe scaturita, Angelino ci riprova di prima mattina, nella sperannza che il sonno abbia portato consiglio al Cavaliere e che i falchi si siano allontanati con il diradarsi delle tenebre…sicuramente qualcosa e’ successo nella puntatina mattutina, visto che gia’ prima di entrare in aula si parlava di una possibile apertura di Silvio e che Angelino ha fatto pure tardi ed e’ arrivato in aula quando Letta aveva gia’ iniziato a parlare…

Arrivo a casa assetato di aggiornamenti, non faccio in tempo ad accendere la luce che gia’ sono in posizione sul divano e accendo il mio nuovo fighissimo laptop, ho voglia di corriere.it, sullo smartphone riesco a leggere solo  LaStampa perche’ il Corriere mi fa vedere solo i titoli dannazione, dalle ultime Ansa sembra che l’apertura del Cav sia gia’ naufragata cazzo, stavolta la cosa si fa seria, sta a vedere che stavolta succede qualcosa perfino in Italia…

Bando alle ciance, c’e’ la diretta video su sito del Corriere, altro che note Ansa, questa non me la perdo per niente al mondo…faccio partire la diretta video, che culo, proprio all’inizio delle dichiarazioni di voto!

Un paio di senatori irrilevanti mi danno il tempo di scaldarmi gli avanzi della cena di ieri e mettermi comodo per godermi lo spettacolo. Il  fervore degli interventi dei primi senatori irrilevanti e’ soffocato dal tono piatto della voce del presidente del Senato Grasso che annuncia l’intervento successivo finche’ si arriva finalmente agli interventi di rilievo. Prima Monti ci ricorda il buon lavoro fatto da questo governo che ha tagliato un miliardo e piu’ di spesa pubblica confrontandolo con il suo governo che di miliardi ne aveva tagliati dieci, dopo che Silvio e la sinistra non avevano fatto altro che spendere e spandere come se non ci fosse un domani nei due decenni precedenti, e non mancando di ricordare che qualsiasi alternativa a questo governo ci portera’ automaticamente al commissariamento europeo nonche’ a versare altre lacrime e sangue di piu di piu’ anche di quelle che ci ha fatto versare lui che ha aumentato le tasse solo per creare le condizioni per poi abbassarle povero cristo. Conclude Monti confermando la fiducia al governo e ricordando un simpatico aneddoto di quando Silvio gli chiese di guidare un governo di moderati e lui rispose, ironia della sorte, che forse non era la cosa migliore in quel momento (non ricordo esattamente quale fosse il momento in questione) e che avrebbe visto bene un governo di larghe intese guidato da Letta e Alfano. Gli ci scappa pure un risolino dei suoi nel raccontare l’aneddoto devo dire abbastanza imbarazzante.

Non importa, dopo l’intervento di Monti e’ ormai chiaro che qui si sta facendo la storia. Nonostante la supermega connessione internet iperveloce con la fibra ottica la rava e la fava nonche’ il mio laptop nuovo superfigo, l’immagine video non e’ nitida, sembra di guardare un filmato d’archivio, uno di quelli dei primi anni ’90  per intenderci, e la senzazione che si stia facendo la storia e’ sempre piu’ palpabile, stavolta qualcosa succede, me lo sento, questa e’ la volta buona.

Tocca alla senatrice Paola Taverna del Movimento 5 Stelle sostituire l’assente Vito Crimi. Finalmente ho modo di vederli all’opera questi pivelli della politica. Tanto fervore, poca oratoria, si puo’ migliorare Paola, ma l’impegno comunque c’e’ ed e’ apprezzabile, quanto basta per tenere alte le aspettative su cio’ che sta per seguire, quando cioe’ prende la parola…

…Silvio Berlusconi?? Cazzomerda, non mi aspettavo che spuntasse cosi’ all’improvviso, senza preavviso, dopo una Paola Taverna  qualsiasi…e ora checcazzo dice? Breve, conciso, non fa una piega, bello come il sole anche se evidentemente provato da una notte insonne, tutti pendono dalle sue labbra, nessuno escluso, e lui lo sa, come un sadico si gode ogni secondo del breve intervento in cui conferma a sorpresa la Sua fiducia al governo Letta, solo un mezzo sorriso in chiusura tradisce il compiacimento per l’orgasmo appena provato nell’avere ancora una volta, forse l’ultima, violentato l’Italia.

voi e le vostre ampolle

la versione di chamberlain

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Abbiamo passato vent’anni a sentirci spiegare che “quel malcontento va intercettato”, e che c’era un oggettivo problema di sicurezza, che non si poteva fingere che quel disagio non esistesse, che esisteva un problema settentrionale, che quei flussi migratori facevano paura, che in fondo era solo folclore, ma se toglievi il folclore emergevano i veri problemi da affrontare e un disagio diffuso che non poteva essere ignorato, e se facevi presente che erano come minimo un po’ xenofobi, ti sentivi rispondere che non si poteva generalizzare, la questione era più complessa. Ce li hanno prima descritti come indipendentisti un po’ rozzi, ma che ponevano un problema che doveva essere affrontato, poi come i rappresentanti di un ceto produttivo vessato e esasperato, infine come quelli vicini alla gente, addirittura il nuovo partito degli operai.
E invece erano solo razzisti.

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Giovani Talenti

lettaFinalmente abbiamo un governo, finalmente abbiamo un governo di giovani, finalmente abbiamo la diversità del nostro bellissimo popolo rappresentata dai nostri governanti, finalmente un governo eletto dal pop…ehm no , finalmente un governo che non e’ stato impos…no, nemmeno cosi’, finalmente niente inciuci di palaz…niente, non c’e’ verso, quel Letta li’ non mi convice per niente, fosse solo per il fatto che il Sole 24 ore si e’ premurato di sottolineare che Letta e’ andato alla messa prima di fare questo e dopo che ha fatto quello (il Sole 24 ore, non l‘Avvenire… http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-04-27/nuovo-governo-oggi-giornata-094439.shtml?uuid=AbAeKyqH) no comment.

Oggi non ho voglia di parlare di questo, per qualche motivo questo governo Letta non mi smuove nemmeno un po’, potrei lanciarmi in qualche dietrologia solo per il gusto di far arricciare il naso a qualche amico della redazione (come se ne avessimo una) ma mi sembrerebbe fatica sprecata e di energie da sprecare oggi proprio non ne ho.

Sara’ il fatto che Letta e’ andato alla messa, ma quello che mi smuove oggi non e’ la politica dei presunti giovani, quello che mi smuove oggi sono le parole di papa Francesco, proprio a me che sono in crisi mistica ormai da un po’ di anni, quelle parole che ha rivolto ai giovani durante l’udienza generale del 24 aprile partendo dalla parabola dei talenti:

«Ho visto che ci sono molti giovani: è vero? Ci sono molti giovani? Dove sono? […]A voi, che siete all’inizio del cammino della vita, chiedo: Avete pensato ai talenti che Dio vi ha dato? Avete pensato a come potete metterli a servizio degli altri? Non sotterrate i talenti! Scommettete su ideali grandi, quegli ideali che allargano il cuore, quegli ideali di servizio che renderanno fecondi i vostri talenti […] La vita non ci è data perché la conserviamo gelosamente per noi stessi, ma ci è data perché la doniamo. Cari giovani, abbiate un animo grande! Non abbiate paura di sognare cose grandi!»

Nella testa di molti miei coetanei queste parole hanno immediatamente richiamato il famoso discorso di Steve Jobs agli studenti di Stanford nel 2005 (“Stay hungry, stay foolish…”), sono parole che non ti aspetti dal Papa, parole che sono rivolte a tutti i giovani, ma che a ognuno sembra che siano dirette solo a lui, che ti fanno sentire speciale solo per il fatto di averle sentite, ti ispirano, ti motivano, ti spingono in quella che in un attimo ti sembra diventare l’unica direzione giusta possibile, forse l’unica direzione possibile e basta, e ti chiedi come hai fatto a non capirlo prima, e una volta che l’hai capito poi…come fai ad andare in un’altra direzione??? Non puoi, mentiresti a te stesso, nasconderesti i tuoi talenti…

A tutti i giovani talenti italioti consiglio la visione del video di seguito dal minuto 5:30 al minuto 9.30

Guerra di logoramento

guerra-logoramento

Un paio di settimane fa, a distanza di un mese circa dalle elezioni, avrei scritto un post su come il PD si trovasse di fatto sotto scacco matto, impossibilitato a formare un governo, assediato dall’inflessibilita’ di Grillo da una parte e dal suicidio politico che sarebbe stato l’inciucio con Berlusconi dall’altra. Un Grillo lucido, conscio del peso acquisito nello scacchiere della politica italiana sembrava avere le carte in regola per fare il bello ed il cattivo tempo nonostante le elezioni non le avesse vinte lui…

Adesso invece si prospetta uno scenario un po’ diverso, abbiamo parlato la settimana scorsa di stallo alla messicana, ma mi sorge il dubbio che non si tratti proprio di uno stallo, sembra un qualcosa di piu’ complesso di un semplice stallo, direi piu’ una guerra di logoramento. Vista come uno stallo non e’ chiaro come la situazione possa evolvere e la soluzione sembra imprevedibile, ma se la vediamo come una guerra di logormanto il discorso assume delle sfumature un po’ diverse…

La guerra di logoramento e’ una strategia che mira a consumare le risorse materiali nonche’ il morale del nemico per obbligarlo alla trattativa oppure per strappargli l’iniziativa. La guerra di logoramento viene combattuta fra eserciti che non sono in grado di prevalere l’uno sull’altro attraverso scontri decisivi, oppure da un esercito in forte minoranza, di numero o di risorse, contro un nemico piu’ potente (Wikipedia).

Vista sotto quest’ottica la situazione appare molto piu’ chiara, ed appare molto piu’ chiaramente chi saranno i vincitori e chi saranno i vinti, d’altronde non era molto difficile intuirlo miei cari italioti, i numeri parlano chiaro, come sempre.

I vincitori siete voi (noi) italioti in primis, 59% del popolo italiota che avete votato per lo status quo (PD + PDL), e lo status quo avrete. Loro (PD + PDL) ce l’avevano messa tutta per perdere: accantonamento delle nuove leve (Renzi, Alfano), riconferma dei dinosauri alla guida delle rispettive coalizioni, scandali finanziari in piena campagna elettorale (MPS), offese all’intelligenza dell’italiano medio o presa d’atto di quella dell’italiota (restituzione dell’IMU), tutto inutile, il popolo italiota li ha rivoluti a tutti i costi, e li riavra’.

Grillo e’ il grande sconfitto, nonostante tutto il vantaggio concesso dagli avversari non e’ riuscito a sfondare, quel 25% che inizialmente e’ sembrato un risultato al di la’ di ogni piu’ rosea aspettativa di tutto il suo movimento, si sta rivelando per quello che e’, una vittoria di Pirro. Finito l’entusiasmo iniziale comincia lo scontro con la dura realta’ della guerra di logoramento, i bizantinismi dei processi istituzionali, la stampa di regime, un paio di colpi bassi ben assestati, qualche franco tiratore e le forze vengono a mancare, la stanchezza inizia a farsi sentire, diventa piu’ facile fare degli errori, ed il nemico e’ li’, pronto ad approfittarne, come in ogni guerra di logoramento…se lo chiedete a me, e’ fin troppo chiaro chi ha vinto queste elezioni. Godetevi la vittoria miei cari italioti. Io, per il momento, me ne resto in Australia.

Politica monetaria for dummies – Meglio un uovo oggi e la gallina pure

uovo-oggi-gallina-domaniPost scritto da carlaus (postato da italiota).

Uno degli episodi più importanti della recente crisi economica americana, che poi ha contribuito a destabilizzare il sistema bancario europeo (via via fino a disturbare il sonno della politica nostrana), è  stato rappresentato dallo straordinario accumulo di debiti ipotecari nei bilanci delle grandi banche statunitensi.

Ci saranno spazi più adeguati per descrivere la catena di eventi che ha portato da questa situazione al collasso generale che tutti conosciamo, ma la domanda a cui bisogna rispondere prima di tutto è la seguente:  qual è stata la causa di un così imponente errore di calcolo da parte di un sistema finanziario sofisticato come quello d’oltreoceano?

Si sono sentite tante risposte facili a questa domanda. Si è detto (e questo è piaciuto molto ai nostri politici, e non solo) la mancanza di regolamentazioni, l’ingordigia dei banchieri, la speculazione selvaggia. A me sembra, però, che queste siano delle risposte facili (anche se forse non del tutto fuori pista). Da un lato, perché si fermano ad individuare dei capri espiatori già invisi all’opinione pubblica, dall’altro perché, se ci si pensa bene, non spiegano certo a fondo i meccanismi economici che ci hanno condotto a questa situazione.

L’economia funziona, come molte altre cose nella vita degli individui, sulla base di incentivi. Ma cos’è che ha incentivato gli investimenti immobiliari selvaggi, i prestiti facili, i subprime rischiosissimi e l’impennata dei prezzi delle case nella periferia americana?

Ebbene, tornando al nostro vecchio e impolverato libro di teoria monetaria, potremmo renderci conto che la risposta segue il ragionamento di una vecchia domanda popolare: è meglio un uovo oggi o una gallina domani? Sorprendentemente, la risposta a quest’ottima domanda è che dipende dal tasso di interesse. Non quello del mutuo, e men che meno quelli sui Titoli di Stato. Il tasso più rilevante è quello che non si vede sui tabelloni della borsa o sui siti di confronto, ma nelle intenzioni e azioni degli individui.

Alcuni economisti, attenti al comportamento dei singoli soggetti, hanno chiamato questo tasso “tasso di preferenza intertemporale”: questo non è altro che la ricompensa richiesta da ciascuno per rinunciare a qualcosa oggi e riceverlo domani. Ed è quello che facciamo ogni qual volta prestiamo qualcosa a qualcuno, o acquistiamo un investimento, aspettandoci un qualcosa in cambio.

Il principio fondamentale che regola questo processo è che, per un certo numero di ragioni (tra cui l’incertezza),  detenere un bene oggi è preferibile alla promessa di ricevere lo stesso bene domani. Basti pensare al rischio che i ciprioti hanno corso mettendo i loro risparmi nelle mani del sistema bancario locale…

Su questa semplice conclusione si può costruire tutta la teoria del tasso di interesse, ed avviare un’indagine nelle ragioni che conducono il sistema di mercato verso una recessione.

Se pensiamo ad un semplice sistema economico privo di moneta, questo filo di pensiero si tradurrà semplicemente nel fatto che beni futuri verranno scambiati ad uno sconto rispetto ad identici beni presenti. Ad esempio, io posso rinunciare al mio uovo oggi solo se in cambio (e ricordiamo che questo potrebbe alla fine non verificarsi) riceverò una gallina domani. Si parla qui chiaramente di un tasso di interesse molto alto!

Questo tasso di interesse esiste sul mercato ed e’ in continuo movimento: alcuni economisti l’hanno definito “tasso naturale”. Le decisioni dei differenti attori del mercato tra consumo presente e risparmio (consumo futuro) determinano questo tasso; maggiore il risparmio, minore il tasso e viceversa. Finché i tassi che vediamo ogni giorno in televisione rimangono in linea con il tasso naturale, le distorsioni nel sistema sono ridotte al minimo.

Ma cosa crea, nella realtà, una divergenza?

Come ben sappiamo, nel sistema economico moderno, i beni vengono di solito scambiati contro moneta e non contro altri beni. La moneta e’ divenuta il veicolo di tutte le transazioni di natura economica , e a sua volta influenza il funzionamento del sistema: a causa della presenza della moneta, i tassi di interesse sul mercato non riflettono necessariamente il tasso naturale perché sono influenzati dalle variazioni artificiali nella quantità di denaro in circolazione.

E l’offerta di moneta, come sappiamo, viene controllata dalle banche centrali al fine proprio di condizionare i tassi di interesse ed influenzare l’economia reale.

All’inizio degli anni 2000, la Federal Reserve americana ridusse i tassi di interesse al loro minimo storico per contrastare gli effetti della bolla dot com e dell’11 Settembre sull’economia degli States. La riduzione dei tassi che seguì ebbe un duplice effetto: da un lato fu accompagnata da un significativo incremento nella quantità di moneta in circolazione, dall’altro ridusse il rendimento di svariati investimenti tradizionali, che scese in linea con il tasso di riferimento.

Ed è qui che troviamo due forti incentivi come conseguenza di questa riduzione dei tassi di mercato rispetto al tasso naturale: primo, i maggiori fondi disponibili sono stati assorbiti dagli attori di mercato desiderosi di indebitarsi a tassi più bassi di quelli precedenti e, secondo, i fondi dei risparmiatori intenzionati a prestare al più alto tasso naturale sono andati in cerca di investimenti meno tradizionali. In molti casi, la disponibilità illimitata di denaro dei maggiori istituti finanziari era tale da spingerli ad erogare credito a chiunque lo richiedesse.

Tutto questo è stato evidente nel fenomeno dei mutui subprime, nell’incremento dei prezzi del real estate americano e, più in generale, nella crescita dei profitti bancari durante lo stesso periodo. È per questo che bisogna sempre ricordarsi degli incentivi che spingono gli attori ad agire, e di come le banche (grazie alla divergenza tra tassi di mercato ed intenzioni degli individui) siano state messe nell’invidiabile condizione di indebitarsi a costo zero e comprare l’uovo e la gallina nello stesso giorno.

È probabile che questa non sia la prima volta che leggete questa versione dei fatti; non si tratta di un ragionamento poi tanto fuori dal mondo. Eppure non è quello preferito dagli economisti da best seller né, se è per questo, dalla Federal Reserve. Il problema è che, se procediamo in questa direzione di analisi della crisi, le nostre prossime tappe non lasciano ben sperare sulla direzione delle politiche attualmente messe in atto.

Sì, ma in che senso potere al popolo?

Testo della canzone La democrazia di Giorgio Gaber dall’album Gaber 96-97:

Dopo anni di riflessione sulle molteplici possibilità che ha uno Stato di organizzarsi sono arrivato alla conclusione che la democrazia è il sistema più democratico che ci sia. Dunque, c’è la democrazia, la dittatura… e basta. Solo due. Credevo di più. La dittatura in Italia c’è stata e chi l’ha vista sa cos’è, gli altri si devono accontentare di aver visto solo la democrazia. Io, da quando mi ricordo, sono sempre stato democratico, non per scelta, per nascita. Come uno che quando nasce è cattolico, apostolico, romano. Cattolico pazienza, apostolico non so cosa vuol dire, ma romano io?!… D’altronde, diciamolo, come si fa oggi a non essere democratici? Sul vocabolario c’è scritto che “democrazia” significa “potere al popolo”.Sì, ma in che senso potere al popolo? Come si fa? Questo sul vocabolario non c ‘è scritto. Però si sa che dal 1945, dopo il famoso ventennio, il popolo italiano ha acquistato finalmente il diritto al voto. È nata così la “Democraziarappresentativa” che dopo alcune geniali modifiche fa sì che tu deleghi un partito che sceglie una coalizione che sceglie un candidato che tu non sai chi è, e che tu deleghi a rappresentarti per cinque anni, e che se lo incontri ti dice giustamente: “Lei non sa chi sono io!”. Questo è il potere del popolo. Ma non è solo questo. Ci sono delle forme ancora più partecipative. Il referendum, per esempio, è una pratica di “Democrazia diretta”… non tanto pratica, attraverso la quale tutti possono esprimere il loro parere su tutto. Solo che se mia nonna deve decidere sulla Variante di Valico Barberino-Roncobilaccio, ha effettivamente qualche difficoltà.Anche perché è di Venezia. Per fortuna deve dire solo “Sì” se vuol dire no, e “No” se vuol dire sì. In ogni caso ha il 50% di probabilità di azzeccarla. Ma il referendum ha più che altro un valore folkloristico perché dopo aver discusso a lungo sul significato politico dei risultati… tutto resta come prima e chi se ne frega. Un’altra caratteristica fondamentale della democrazia è che si basa sul gioco delle maggioranze e delle minoranze. Se dalle urne viene fuori il 51 vinci, se viene fuori il 49 perdi. Dipende tutto dai numeri. Come il gioco del Lotto. Con la differenza che al gioco del Lotto, il popolo qualche volta vince, in democrazia… mai! E se viene fuori il 50 e 50? Ecco, questa è una particolarità della nostra democrazia. Non c’è mai la governabilità. È cominciato tutto nel 1948. Se si fanno bene i conti tra la Destra –DC, liberali, monarchici, missini… – e la Sinistra – comunisti,socialisti, socialdemocratici, ecc. – viene fuori un bel pareggio. Da allora è sempre stato così, per anni! Eh no, adesso no, adesso è tutto diverso. Per forza: sono spariti alcuni partiti, c’è stato un mezzo terremoto, le formazioni politiche hanno cambiato nomi e leader. Adesso… adesso non c’è più il 50% a destra e il 50% a sinistra. C’è il 50% al centro-destra e il 50% al centro-sinistra. Oppure un 50 virgola talmente poco… che basta che uno abbia la diarrea che salta il governo. Non c’è niente da fare. Sembra proprio che il popolo italiano non voglia essere governato. E ha ragione. Ha paura che se vincono troppo quelli di là, viene fuori una dittatura di Sinistra. Se vincono troppo quegli altri, viene fuori una dittatura di Destra. La dittatura di Centro invece… quella gli va bene. Auguri!!!

La rabbia di Grillo e quel che resta di Crimi

News dal Basso

Vito-Crimi-3 Ovvero, un sacrosanto cazziatone.

E’ dura la vita del capogruppo del M5S al Senato, se il Capo è un altro. Sembra di ripercorrere a grandi falcate la recente parabola politica di Angelino Alfano, al momento del ritorno di Berlusconi. Ambasciatore eternamente smentito dal capo e dai suoi, Crimi, non appare vocato alla mediazione tra le diverse anime del partito, pardon, movimento. Forse perché, se diverse anime si manifestano, appartengono a “traditori che devono andare fuori dalle palle…”, citando uno dei più raffinati commentati sul blog di Beppe Grillo.

Ma perché stupirsi? In quale momento era sfuggita la natura di Grillo? Il movimento è suo. E’ il suo tesoro e nessuno deve toccarglielo. Gli eletti sono i suoi eletti. Solo che Grillo non si è candidato. Così, nella più triste tradizione italiana, rinuncia alla poltrona parlamentare, in luogo del più comodo divano vista mare di casa sua…

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Se sei arrivato fin qui forse hai voglia di andare un po’ piu’ lontano…

red-le-ali-della-libertaCaro italiota,

Se leggerai questo post vorra’ dire che hai iniziato a separare l’italiota dall’italiano che c’e’ in te, e sei sei arrivato fin qui, forse hai voglia di andare un po’ piu’ lontanto…

Ricordi da dove siamo partiti vero? (Pandemia italiota)

italioti.it nasce dal presupposto che le cause della crisi in cui versa l’Italia non siano da attribuire alla classe politica che ci ha governato finora, perche’ la classe politica altro non e’ che l’espressione del popolo e delle sue scelte, quel popolo che troppo spesso ha preferito delle scelte da popolo italiota invece che da popolo italiano, quel popolo che nel migliore dei casi si e’ estraniato dal sistema malato che ha fatto il bello e il cattivo tempo, compromettendo non solo il presente, ma soprattutto il futuro delle nuove generazioni, e ciononostante nulla ha fatto per cambiarlo…

La vita spesso ci costringe ai compromessi, alle vie di mezzo, scelte che purtroppo spesso non abbiamo, perche’ si sa, la scelta molte volte e’ un lusso, e non tutti possono permettersela…

Ma nella solititudine di una cabina elettorale tutti hanno la possibilita’ di scegliere, non ci sono scuse o compromessi di sorta, c’e’ solo la volonta’ di cambiare, o la sua mancanza…

Red dice “O fai di tutto per vivere, o fai di tutto per morire”…e tu caro italiota, cosa sceglierai?

Spero che questo post ti trovi, e ti trovi bene…

Il tuo amico italiota

News dal Basso

La caduta dei potenti e l’improvviso slancio civico.

Esistono, in natura, animali incapaci di cacciare. Questi animali, pur nutrendosi dello stesso cibo di cui si nutrono gli animali che cacciano, e che se ne accollano tutti i rischi, diventano predatori solo con piccole prede, che non presentano alcun rischio per la loro incolumità. Molto più spesso, però, gli animali incapaci di cacciare aspettano che le prede muoiano, per cause naturali o perché uccise dai veri cacciatori, dai predatori, da quelli che, nella caccia, rischiano la vita.

Questi carnivori non predatori, nel corso dell’evoluzione, soprattutto negli ultimi vent’anni, hanno sviluppato attitudini singolari. Non sapendo cacciare, anzi, nascondendosi davanti alle prede più grosse, hanno imparato a lanciare le monetine. Facendosi strada a forza di monetine, i carnivori non predatori riescono a guadagnarsi un lembo di carne già morta, uccisa da altri. Prima, quando la preda ancora respirava, mai sarebbero stati…

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https://italioti.it/2013/02/17/907/

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