Nessun compromesso, con permesso

downloadInutile iniziare l’articolo con “E’ morto Lou Reed”, “all’eta’ di 71 anni si e’ spento” o declinare il 90% dei verbi dell’articolo al passato. A questo hanno gia’ pensato quasi tutti i quotidiani e quasi tutti quelli che leggendo la notizia si sono ricordati per un attimo di quel motivetto che fa “tu-turu’-turu’-tu-tu-tu-tu-turu’-turu’-tutututuuuuu”…

Quel motivetto, come tanti altri capolavori di 50 anni di carriera, ha cambiato la storia della musica pop. E va bene storcere il naso e fare i bigottoni pensando che magari gli e’ andata fin troppo bene visto quello che si e’ ingurgitato in tutti questi anni…ma forse se a 71 ci e’ arrivato e’ anche perche’ un barlume di lucidita’ non lo ha mai perso. Pasolini definiva gli artisti come le “antenne” della societa’…capaci di captare e anticipare la direzione, le mode, le insoddisfazioni, i disagi e le domande del mondo circostante…come non battezzare Artista allora uno che dagli anni ’60, prima con i Velvet Underground, Nico, Andy Warhol, New York, la bananona gigante gialla, poi da solista con la sua chitarra, ha saputo osservare, anticipare, innovare sempre? Senza compromessi. E forse non tutti sanno che ha continuato a fare musica fino a poco tempo fa. Bella o brutta non importa, discutiamone.

E di nuovo, non stiamo a fare celebrazioni, o giudizi di merito. C’e’ a chi piace e a chi no. Chi ne conosce le canzoni, e i testi, e chi a malapena ricorda Sunday Morning o Perfect Day. Va bene cosi. E sapete la verita’? Andrebbe ancora meglio ascoltarsi Sweet Jane, Heroin, Viscious, I’ll be your mirror, Coney Island Baby, Sad Song..si proprio quella, tutti gli altri giorni, tranne oggi. Ma siamo fatti cosi, certi eventi ci fanno improvvisamente fermare per un istante e riscoprire cose che avevamo trascurato per troppo tempo. Per fortuna Lou Reed ha scampato il destino di molti altri artisti di essere riconosciuto solo post mortem. E la sua curiosita’, la sua incoscienza, il suo coraggio e la sua desolazione che lo hanno spinto a scendere fino ai “sotterranei della societa’”, sotterranei di velluto, “attraverso il fuoco”, come il titolo di un libro che raccoglie tutti i testi delle sue canzoni (“Pass Thru Fire”) ci hanno regalato delle vere e proprie poesie.

Un trasformatore, all’avanguardia, sperimentale, alla ricerca. images

E’ del 2003 il verso “A volte mi domando, chi sono? Chi ha creato gli alberi, chi ha creato il cielo, chi i temporali, chi le pene d’amore?”

Who am I (Tripitena’s song)

Sometimes I wonder who am I

The world seeming to pass me by
A younger man now getting old
I have to wonder what the rest of life will hold

I hold a mirror to my face
There are some lines that I could trace
To memories of loving you
A passion that breaks reason in two

I – I – I have to think and – I have to think and stop me now
If reminices make you frown
One thinks of what one hoped to be
And then faces reality

I wonder who started all this
Was God in love and gave a kiss
To someone who later betrayed
And God less love sent us away?

Sometimes I wonder who am I
Who made the trees – who made the sky
Who made the storms – who made heartbreak?
I wonder how much life I can take

I see at last a future self
Were you alive I’d ask your help
But thinking puts me in a daze
And thinking never helped me anyway

You always were so negative
You never saw the positive
You always stand upon the edge
And dream of what it must be to be dead

I know I like to dream a lot
And think of other worlds that are not
I hate that I need air to breathe
I’d like to leave this body – and be free

You’d like to float like a mystic child
You’d like to kiss an angel on the brow
You’d love to solve the mistery of live
By cutting someone’s throat or removing their heart
You’d like to see it beat
You’d like to hold your eyes
And though you know I’m dead
You’d like to hold my thighs

If it’s wrong to think on this
To hold the dead past – to hold the dead past in your fist
Why were we – why were we given memories?
Let’s lose our minds
Be set free!

Sometimes I wonder who am I
The world seeming to pass me by
A younger man now getting old
I have to wonder what the rest of life will hold

I wonder
I wonder who started all this – ooh
Was God in love and gave a kiss
To someone who later betrayed
And God less love sent us away

To someone who later betrayed
God less love sent us away
To someone who later betrayed
God less love sent us away…

Medit-Azioni

Astrattismo-Naturale-a28720522I ferry gialli e verdi fanno il loro ingresso nelle acque calme della baia. Nel tramonto rosa dell’ottobre australe c’e’ racchiuso l’inizio dell’estate. Improvvisamente, nella consapevolezza del volgere alla dolce stagione, tutto sembra chiaro…osservo la pazienza dell’acqua cullare le barche, e mi sento cullare anch’io. Sale un forte vento caldo a spazzare le ombre che hanno giocato con i riflessi del sole. I capelli si scompigliano e l’animo si solleva in un lungo respiro profondo. Che pace.

La mente ripensa alle sere di inizio estate a casa. Vicino al mare. All’euforia nell’aria. Ai tramonti che venivano tutte le sere di giugno a morire sul muro del terrazzo della cucina, con il suo fianco rovente esposto a sud-ovest. La mente fa associazioni bizzarre, inaspettate, piacevoli sorprese. Quanti hanno ricordi positivi legati a casa, anche tra chi a casa ci vive ancora. Perche’ non e’ una questione di distanza.

Penso a chi e’ ancora troppo piccolo da doversi mettere in punta di piedi per riuscire a guardare cosa c’e’ fuori dalla finestra. Fuori c’e’ il mondo. Vale la pena crescere per capire che non c’e’ niente da capire il piu’ delle volte. C’e’ da ascoltare, imparare, tendere la mano. Sapere che si puo’ scegliere come e cosa fare, quando e perche’. Che il bene piu’ prezioso e’ la dignita’, la tua identita’, libera. Che non bisogna avere paura durante la salita, perche’ la vista dalla vetta e’ troppo bella per lasciarsela scappare.

Il tempo, di per se’, non ha senso. Conta il presente. La tua consapevolezza. Non lasciarti intrappolare dal passato, non avere fretta del futuro. Libera la mente, ascolta il silenzio.

Quante delle cose che ho scritto appaiono banali? Scoprirari che tanto banali non sono, e che e’ molto difficile riuscire in questo esercizio. Perche’ l’inquinamento ci assedia tutti i giorni, senza tregua. E nella foga di mettere sotto carica l’ennesima appendice scintillante che abbiamo aggiunto al nostro corredo tecnologico ci dimentichiamo spesso di ricaricare lo strumento piu’ importante, il cervello.

L’uomo e’ una “macchina morbida” (W.S. Burroughs).

Inversione a U

esterij-258Il colpo di scena dell’altro giorno non e’ passato inosservato all’estero. Molte delle piu’ prestigiose e affermate testate di tutta Europa hanno riportato in prima pagina la notizia del dietro front di Silvio Berlusconi. La BBC, emittente pubblica britannica, ha persino trasmesso la notizia della fiducia al governo come “breaking news”.

La stampa estera l’ha definita “U-turn”. La fighissima inversione a U. Quella che la teoria di scuola guida ammette solo se adeguatamente segnalata e seguendo passaggi ben precisi. Quella che la pratica italiana invece, smentendo la teoria, battezza non appena si trovi uno spazio, praticabile o impraticabile. Quello spazio l’altro ieri e’ stato il Senato. Strada particolarmente affollata, in piena ora di punta, per cui non si e’ trattato di una manovra facile, e lo si e’ visto sul volto tirato del Cav. Ma e’ riuscita magistralmente. Scusate, ogni richiamo ai magistrati e’ puramente casuale.

L’inversione a U, una di quelle “selvaggiate” che ci piacciono tanto in Italia. La BBC ha parlato di “umiliante inversione di marcia”, il Financial Times di “drammatica marcia indietro”, il Guardian di “salvare la faccia ma perdere influenza”, Le Monde di “ultimo colpo di scena di Berlusconi”, Le Figaro di “voltafaccia”, il New York Times di “marcia indietro”, necessaria dopo un confronto con “un’inattesa ribellione” interna al partito. Un momento topico.

A rispolverare i manuali di scuola guida si scopre che l’inversione a U in realta’ non e’ l’unica tipologia di inversione di marcia, ma e’ la più semplice. Basta accostare l’auto sul margine destro della strada (dopo aver ovviamente guardato lo specchietto e segnalato l’intenzione di accostarsi). Ingranare la prima marcia. Guardare dallo specchietto sinistro e poi girarsi “per controllare di avere la strada libera e che nessuno stia sopraggiungendo da dietro”….Infine mettere la freccia sinistra e effettuare un percorso a U finché non ci si ritrova nella corsia di marcia opposta.

Fino a li ovviamente non ci si e’ spinti. Altra inversione di marcia piu’ elaborata pero’ e’ la cosidetta inversione ‘a tre tempi’, necessaria quando la carreggiata delle intese non è sufficientemente larga per una semplice inversione a U. Si accosta l’auto sul margine destro della strada e si mette la prima. Si controlla che la strada sia libera, si mette la freccia sinistra. Per poi procedere girando velocemente il volante tutto a sinistra. Quando si sta quasi per arrivare al margine della carreggiata, bisogna controsterzare girando il più possibile il volante a destra, molto velocemente. Fatto questo si mette la retromarcia, si retrocede, si controsterza di nuovo e via. La manovra dell’altro giorno somiglia forse di piu’ all’inversione a tre tempi dunque.

Nell’eseguire le manovre di inversione le mani devono andare veloci sul volante, ma la macchina deve andare piano. Piu’ lentamente va la macchina, piu’ la monovra sara’ semplice da eseguire. Ma se la strada che stai percorrendo e’ a senso unico, l’inversione di marcia non si puo’ fare.

Anche gli stolti allora cambiano idea? O forse stolto non e’? Non lo e’. E’ falco, ma falco a meta’.

“Il falco va, senza catene. Sfugge gli sguardi, sa che conviene. E indifferente, sorvola gia’ tutte le accuse, boschi e citta’. Io che son falco, falco a meta’”.

 

 

 

 

 

I Tonti Contano

img1024-700_dettaglio2_Camera-governo-LettaUna colomba, due colombe, tre colombe…”Oh, ragazzi sto giro basta. Non facciamo cazzate, ok? Tutti d’accordo? Dai conta, quanti siamo? 20? 30? 40? Continua, continua a contare”.

Un…due…tre…5 Stelle! Grillo si attacca come una Cozza allo scoglio contro “o Purpo” (il polipo) Napoletano che non vuole s-Collarsi…

“Solo un pazzo puo’ avviare un’attivita’ in Italia” scrive Grillo. Occhio alle parole perche’ se dice pazzo richiama inevitabilmente qualcuno alla memoria, se mai ci fosse bisogno di qualche altro trigger oltre a quelli quotidiani. Lui di attivita’ ne ha avviate ben piu’ di una in Italia. E forse a scapito di tanti altri.

Letta intanto non ha letto il post di Grillo perche’ circondato da mattei che gli Renzano intorno senza pace. “Questo matrimonio non s’ha da fare, ne’ domani, ne’ mai”.  Ma in questo frangente cosi delicato e ad alta tensione da quella parte sembrano compatti.

Vorrei scrivere di piu’, vorrei fare un po’ di valutazione critica, un’analisi di quello che sta succedendo…ma un’analisi, per essere tale, presuppone la scomposizione dell’oggetto in questione nelle sue parti costituenti, per poi identificarle e descriverle prima singolarmente e poi in relazione con l’esterno, e tra di loro.

Ma se provo a scomporre il garbuglio politico italiano di questa mattina mi trovo in mano un gomitolo marrone che puzza anche un po’ di merda….e allora l’analisi non mi riesce. Ci vorrebbe piu’ tempo, piu’ calma, piu’ distacco… ma certe volte, come si fa? Sara’ che sono un po’ sfiduciata

Stiamo a vedere che succede oggi.

Non diro’ A

Diro’ B. Come B……..oni. State boni.

Prevedibile? Abbastanza.

La tanto attesa calda stagione sembra quasi voglia farsi aspettare canta Carmen Consoli, invece la tanto attesa sentenza finalmente e’ arrivata. E proprio quando tutti stanno per staccare la presa del pc e scollegare il cervello in vista delle meritate ferie d’agosto, delle code al casello e di un Apollo o un Icaro all’Autogrill (“prendiamo anche un caffe’ e un gratta & vinci grazie”), la Cassazione si esprime.

D’Annunzio sosteneva che l’attesa del piacere e’ essa stessa piacere. Ora…provate a spiegarglielo voi alle orde di Perugini schierati all’alba in superstrada con carrarm-auto munite di ombrelloni a righe bianche e blu e borsa frigo catarifrangente…

…o ai consulenti intrappolati in giacca e cravatta per circa 253 giorni all’anno (69% se includiamo anche il casual Friday che di casual spesso ha solo la sbornia serale) nell’altalena di sbalzi termici tra aria cond

izionata di aerei e uffici (se funziona) e afa brodosa di grandi citta’ presto deserte…

Ma allora non e’ che l’attesa del dispiacere e’ essa stessa dispiacere? No. Non per tutti. C’e’ chi intanto giusto per non restare con le mani in mano durante quei 2..3…12 anni “scende” in politica e “sale” ai vertici di governo per avere accesso alla console decisionale che gli permettera’ di modificare alcune leggi di importanza capitale per l’esito di vicende che la/lo riguardano da vicino.

E infatti al di la’ del merito in se’ della vicenda e della sua conclusione PROVVISORIA c’e’ da riflettere sulla sua declinazione pratica: 4 anni confermati, di cui 3 coperti da indulto -> 1 ai domiciliari e/o servizi sociali. Tutto sommato, si e’ sottratto abbastanza. Mentre si rinvia all’autunno la decisione in merito all’interdizione dai pubblici uffici. “Autunno, gia’ lo sentimmo venire, nel vento d’agosto”

Interessante e’ la riflessione sulla prosecuzione della carriera politica di B. e le relative implicazioni per la stabilita’ del governo. L’articolo 1 della legge Severino n.235 del 31/12/2012 stabilisce che “non possono essere candidati e non possono comunque ricoprire la carica di deputato e di senatore […] coloro che hanno riportato condanne definitive a pene superiori a due anni di reclusione” .

Segue l’articolo 3 della stessa legge che dice: “qualora una causa di incandidabilità di cui all’articolo 1 sopravvenga o sia accertata nel corso del mandato elettivo, la Camera di appartenenza delibera ai sensi dell’articolo 66 della Costituzione”, il quale a sua volta ci dice che “ciascuna Camera giudica dei titoli di ammissione dei suoi componenti e delle cause sopraggiunte di ineleggibilità e di incompatibilità”. Le sentenze definiti

ve di condanna dell’articolo 1 quindi, se emesse nei confronti di deputati o senatori in carica, sono immediatamente comunicate alla Camera di rispettiva appartenenza.

Sara’ dunque compito del Senato ora pronunciarsi sull’argomento, avendo a disposizione due opzioni:

1)        L’accoglimento della sentenza della Cassazione -> estromossione dal Senato

2)        “Uno scontro istituzionale tra Parlamento e Magistratura di proporzioni non definibili” (http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-08-01/governo-rischia-195042.shtml?video&uuid=AbtxVUJI&mccorr=AbcFcZJI).

E queste cose il governo le sa bene. E sa che quello che succedera’ nei prossimi giorni, mentre noi saremo intenti ad arrossarci la faccia, sara’ una prova della sostenibilita’ dell’attuale grande coalizione. Countdown to showtime started. E c’e’ chi dice: andiamo dritti al voto. E chi invece: calmi, stiamo calmi.

E voi. Che dite??

images

L’importante e’ finirla

images (1)Rispondo al mio amico Indio per dire che una cosa a me continuano a suscitare, questi articoli: stupore. Sono incredula, e per quanto detesti i luoghi comuni non riesco a non pensare che “al peggio non c’e’ mai fine”. Ma quand’e’ che inizia il meglio? Ma quanto siamo pazienti, o forse stupidi, per tollerare ancora certe affermazioni e non sbattere la porta in faccia a tutte queste schifezze. Perche’ sono schifezze, c’e’ poco da girarci intorno. E allora basta. Basta. BASTA! Eccheccavolo…uno se lo chiede…no? Per lo meno io.

Ma sapete qual’e’ la cosa piu’ grave? Che qui si continua a discutere come sempre di tutto quello che non e’ importante, poi si viene travolti da notizie di cronaca nera che per qualche recondito meccanismo inconscio pare provochino un senso di sollievo in lettori indenni da tali sciagure. E qui invece i dettagli non mancano, purtroppo. Per poi passare a lamentarsi del tempo, che si sa e’ troppo freddo e quest’estate non arriva mai e poi oddiocheafacomefaccioarespirare nell’estate piu’ calda del secolo, d’altronde le cipolle di Tropea l’avevano annunciato. E finire con le chiappe sode di Belen e la gravidanza della Hunziker in spiaggia a Varigotti. Che per qualche altro recondito meccanismo inconscio attirano altrettanta attenzione…

SOS-thelazynigerianVi siete ricordati la crema solare quest’anno? Che il sole scotta. E non fate il bagno dopo aver mangiato l’insalata di riso. Dicono che lo sbalzo termico possa giocare brutti scherzi…a me ad annichilirmi ci pensano le vicende degli ultimi giorni…per non dire mesi. No dai, non voglio dire anni. E allora quasi quasi la gravidanza della Hunziker e’ forse la migliore notizia su cui valga la pena soffermarsi. E’ una provocazione per chi mi stesse prendendo sul serio…Una nuova vita che arriva, per l’Italia quando invece?

A questo punto non e’ chiaro nemmeno piu’ se la colpa, se di colpa si deve parlare, e’ dei giornalisti…se ancora si possono chiamare tali. Ma ve li immaginate arrivare in redazione e pensare “cosa mi tocca scrivere anche oggi”…

Ma si puo’…in Italia? Cuore del Mediterraneo, centro nevralgico di secoli di storia occidentale, crocevia di popoli a arena di scambi di merci, idee, culture e ideali. Si puo’?

Dai ragazzi. Che anche al meglio non c’e’ mai fine, basta volerlo.

D’avventure, non-luoghi e d’esilio

the-victory-1939(1)Arriviamo a bordo di aerei. Un tempo sarebbero state navi. Abbiamo attraversato il cielo in tutti i suoi frammentati spazi. Abbiamo transitato per aeroporti, o forse sarebbe meglio chiamarli non-luoghi, come li ha ribattezzati un mio caro amico. E siamo dovuti andare in cerca di avventure, diceva Re Artu’ ai suoi cavalieri, perche’ non riuscivamo piu’ a viverle nei nostri cuori.

Spiriti liberi, viaggiatori. Ci sentiamo tali, e spesso lo siamo. Non siamo turisti. Siamo qui per restare. Cosa sia il qui, o dove sia, non conta, perche’ non e’ la meta, e’ il viaggio, la vita. Forse il suo senso. Siamo curiosi. Ecco, la curiosita’ e’ un tratto che ci contraddistingue e ci accomuna piu’ di altri. Quella spinta interiore che ci porta a voler andare sempre oltre, al di la’ di quello che abita il campo visivo di fronte alla linea dell’orizzonte, a girare l’angolo, a sporgerci per vedere la prossima caletta, a raggiungere l’ennesima vetta che si manifesta solo dopo aver scalato la prima.

La curiosita’ di scoprire quello che Kant chiamava il “noumeno” dietro il “fenomeno”, l’essenza nascosta sotto il Velo di Maya. Il noumeno, la cosa in se’, come e’. Contrapposto al fenomeno, frutto della nostra coscienza, il mondo come ci appare. Come ci e’ stato raccontato, trasmesso. L’etimologia della parola “storia” la dice lunga. Deriva dal greco ἱστορία, che significa “ricerca”, e condivide la stessa radice del verbo vedere. Erodoto non fa che viaggiare. Per vedere. E tramandare. Ma se fosse davvero tutto sogno, parvenza, illusione ottica? Se fosse necessario abbandonarsi e sporgersi dalla costa scoscesa senza temere il vento e la vertigine, guardare in basso dove l’ombra s’addensa in una rete di linee che s’allacciano, che s’intersecano sul tappeto di foglie illuminato dalla luna intorno a una fossa vuota per vedere quale storia attende laggiù la fine?

Lascia andare, non trattenere. Piu’ sei capace di lasciare andare, piu’ quello che vuoi verra’ da te. E se lo fara’, lo fara’ spontaneamente, per cui sara’ sincero.

Ma i veri viaggiatori partono per partire e basta scriveva Baudelaire. Se una notte d’inverno un viaggiatore si fermasse cosa succederebbe? Il lettore-protagonista si trova in una stazione ferroviaria in cui tutto sembra inafferrabile. Sfuggente. Avverte la sensazione di aver perso una coincidenza e di trovarsi ancora lì solo per errore. Chi si ferma e’ perduto, direbbe un altro mio caro amico. Se Dean non saltasse sull’ennesimo treno merci in corsa verso San Francisco come proseguirebbe la storia sulla strada di Kerouac? « Un figlio del West e del sole, Dean. Nonostante la zia mi avesse avvertito che mi avrebbe messo nei guai, sentivo una nuova voce che mi chiamava e vedevo un nuovo orizzonte, e ci credevo, giovane com’ero; e che importanza poteva avere qualche piccolo guaio – che importanza poteva avere? Ero un giovane scrittore e volevo andare lontano».

Storie di vita, storie di viaggi, a volte di esili. Storie che si intrecciano, trame che talvolta non riusciamo a dipanare mentre accadono. Come racconta Natalia Ginzburg  ricordando il tempo trascorso in Abruzzo in esilio accanto al marito dal 1940 al 1943.

“Quando la prima neve cominciava a cadere, una lenta tristezza s’impadroniva di noi. Era un esilio il nostro: la nostra città era lontana e lontani erano i libri, gli amici, le vicende varie e mutevoli di una vera esistenza. […]

Tutte le sere mio marito ed io facevamo una passeggiata: tutte le sere camminavamo a braccetto, immergendo i piedi nella neve. Le case che  osteggiavano la strada erano abitate da gente cognita e amica: e tutti uscivano sulla porta e ci dicevano: «Con una buona salute». Qualcuno a volte domandava: «Ma quando ci ritornate alle case vostre»? Mio marito diceva: «Quando sarà finita la guerra». «E quando finirà questa guerra? Te che sai tutto e sei professore, quando finirà?» Mio marito lo chiamavano “il professore’’ non sapendo pronunciare il suo nome, e venivano da lontano a consultarlo sulle cose più varie, sulla stagione migliore per togliersi i denti, sui sussidi che dava il municipio e sulle tasse e le imposte. […]

C’era una certa monotona uniformità nei destini degli uomini. Le nostre esistenze si svolgono secondo leggi antiche ed immutabili, secondo una loro cadenza uniforme e antica. […] La nostra sorte trascorre in questa vicenda di speranze e di nostalgie. Mio marito morì a Roma nelle carceri di Regina Coeli, pochi mesi dopo che avevamo lasciato il paese. Davanti all’orrore della sua morte solitaria, davanti alle angosciose alternative che precedettero la sua morte, io mi chiedo se questo è accaduto a noi, a noi che compravamo gli aranci da Girò e andavamo a passeggio nella neve. Allora io avevo fede in un avvenire facile e lieto, ricco di desideri appagati, di esperierienze e di comuni imprese. Ma era quello il tempo migliore della mia vita e solo adesso che m’è sfuggito per sempre solo adesso lo so”.

La Legge in Italia e’ come l’onore delle puttane*

pop_art_by_raissaportela-d4t1q1xNon di quelle che paghi per strada, che il piu’ delle volte non ti sorridono per scelta. Ma di quelle che affollano la vita di tutti i giorni.

No, nessun brutto risveglio stamattina, ne’ yogurt scaduto! Ma ne ho sentite troppe di storiacce amici, di sicuro anche voi, e allora ecco qui, bando all’ipocrisia. E non venite a dirmi che sto esagerando. Curzio Malaparte provocava cosi* ne Il Battibecco del 1949. Voi nel 2013 quando digitate corriere.it o altri quotidiani e leggete della sentenza della Corte d’Appello di Milano che ha confermato la condanna di SB per frode fiscale nel processo sui diritti Mediaset, che cosa pensate?

a) Fiat lux
b) Non fare oggi cio’ che puoi rimandare a domani
c) Ha ragione Vasco, e’ tutto un equilibrio sopra la follia
d) Parleranno mica di questo i ministri in ritiro in Val d’Orcia?
e) Nessuna delle precedenti

Ci piace ricordare che l’inchiesta e’ iniziata nel Giugno 2001. Aspettate, allora Maggio 2013 meno Giugno 2001 uguale…12 anni e 1 mese! In 12 anni e 1 mese da neonati si inizia a camminare, parlare, andare a scuola e limonare (nell’1 mese finale). Accidenti, tempus fugit.
MA il dado non e’ mica tratto. La sentenza deve ancora passare in Cassazione. Senatore a vita e via allora come dice Grillo? Ah, lunedì riprende il processo Ruby, nel quale SB è accusato di concussione e prostituzione minorile. “Salvo legittimi impedimenti o altri colpi di scena” (http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-05-08/sentenza-mediaset-ecco-cosa-194540.shtml?uuid=AbHxyEuH).

Goethe nel 1829 parlando dei suoi viaggi in Italia diceva: “L’Italia è ancora come la lasciai, ancora polvere sulle strade, ancora truffe al forestiero, si presenti come vuole. C’è vita e animazione qui, ma non ordine e disciplina; […]e i capi dello stato, pure loro, pensano solo per sé. Bello è il paese! Ma Faustina, ahimè, più non ritrovo.” Secondo me “Faustina” invece, con quello che rappresenta, il nostro bel Paese, nel senso originario del termine, con i suoi paesaggi, la sua storia, la sua cultura, c’e’ ancora.

Ma questo articolo di che parla?! “E lasciatemi divertire!”

Diseducazione civica

Ragazzi, dai. Ma che siamo in un film di Nanni Moretti?! Il Papa che si dimette, i parlamentari che dormono in aula, poi d’un tratto applaudono 30 volte in un discorso di 40 minuti pronunciato da un ormai stanco Presidente della Repubblica Italiota. Primo Presidente ad essere eletto per un secondo mandato.

“Non mi far vedere…che tortura, che tortura questa campagna elettorale. Speriamo che finisca presto. D’Alema reagisci, rispondi, dì qualcosa! E dai!… Dai, rispondi! D’Alema dì qualcosa, reagisci…dai!… Non ti far mettere in mezzo sulla giustizia proprio da Berlusconi! D’Alema, dì una cosa di sinistra, dì una cosa anche non di sinistra, di civiltà, D’Alema dì una cosa, dì qualcosa, reagisci!”. Nel 1998 con il film Aprile Moretti ricordava cosi la sera del 28 marzo 1994. Nel 2013 cambiano forse un paio di personaggi ma il copione e’ sempre lo stesso.

Tranquilli, non voglio lamentare sull’argomento, penso ne abbiamo tutti pieni i Maroni. Vorrei condividere invece una riflessione che mi e’ sorta in questi giorni, se me lo permettete: ma…il Presidente della Repubblica…ITALIANA? “Da dove veniamo? Chi Siamo? Dove andiamo?”

gauguin_da_dove_veniamo

La Costituzione italiana entrata in vigore l’1 gennaio del 1948 sostiene che il Presidente della Repubblica è il capo dello Stato  e rappresenta l’unità nazionale. Il Presidente e’ inoltre al vertice della tradizionale tripartizione dei poteri dello Stato. E la separazione dei poteri (legislativo, esecutivo e giuridico) è uno dei principi fondamentali dello stato di diritto. Nelle moderne democrazie:

  • la funzione legislativa è attribuita al parlamento,
  • la funzione amministrativa al governo,
  • la funzione giurisdizionale ai giudici.

Ok, questo lo sapevamo. L’idea che la separazione del potere sovrano tra più soggetti sia un modo efficace per prevenire abusi è molto antica. Platone, Aristotele e la Grecia classica identificavano nel governo misto la risposta democratica a forme di potere “puro”, in cui tutti i poteri erano concentrati in un unico soggetto. Roma antica era un esempio di governo misto, dove il potere era diviso tra istituzioni democratiche (i comizi), aristocratiche (il Senato) e monarchiche (i consoli).

La moderna teoria della separazione dei poteri si puo’ invece attribuire a Montesquieu. Monty per gli amici. Nel 1748 il filosofo francese pubblica “Lo Spirito delle leggi” e pone a fondamento della sua teoria l’idea che “Chiunque abbia potere è portato ad abusarne; egli arriva sin dove non trova limiti […]. Perché non si possa abusare del potere occorre che […] il potere arresti il potere”. Individua allora tre poteri o funzioni dello Stato: legislativo, esecutivo e giudiziario. E rieccoci.

Nel modello di Monty il potere legislativo e quello esecutivo si condizionano e si limitano a vicenda, infatti: “Il potere esecutivo […] deve prender parte alla legislazione con la sua facoltà d’impedire di spogliarsi delle sue prerogative. Ma se il potere legislativo prende parte all’esecuzione, il potere esecutivo sarà ugualmente perduto. Se il monarca prendesse parte alla legislazione con la facoltà di statuire, non vi sarebbe più libertà. Ma siccome è necessario che abbia parte nella legislazione per difendersi, bisogna che vi partecipi con la sua facoltà d’impedire. […] Ecco dunque la costituzione fondamentale del governo di cui stiamo parlando. Il corpo legislativo essendo composto di due parti, l’una terrà legata l’altra con la mutua facoltà d’impedire. Tutte e due saranno vincolate dal potere esecutivo, che lo sarà a sua volta da quello legislativo. Questi tre poteri dovrebbero rimanere in stato di riposo, o di inazione. Ma siccome, per il necessario movimento delle cose, sono costretti ad andare avanti, saranno costretti ad andare avanti di concerto.” Quanto al potere giudiziario, deve essere sottoposto solo alla legge, di cui deve attuare alla lettera i contenuti.

I rapporti tra potere legislativo ed esecutivo teorizzati da Monty caratterizzano le moderne forme di governo. La Costituzione degli Stati Uniti d’America sostituisce al monarca un Presidente elettivo e alla camera nobiliare il Senato, rappresentativo degli stati federati. Emerge così la repubblica presidenziale. Ancor più stretti sono i rapporti tra potere esecutivo e legislativo nelle forme di governo parlamentari (monarchiche o repubblicane): qui il governo deve mantenere la fiducia del parlamento giacché, laddove la perdesse, si dovrebbe dimettere; d’altra parte, il potere esecutivo ha la possibilità di sciogliere il parlamento. La teoria di Monty ha avuto un successo indiscutibile nella storia moderna. Eppure non mancano le critiche all’individuazione considerata arbitraria delle tre funzioni statali. A questo riguardo interessante evoluzione e’ la teoria dei cinque yuàn attualmente in vigore a Taiwan. Questa teoria integra la tradizione occidentale con elementi propri della cultura cinese, affiancando agli yuàn legislativo, esecutivo e giudiziario, lo yuàn di controllo, incaricato di controllare l’operato del governo, e lo yuàn di esame, incaricato della selezione meritocratica dei pubblici funzionari. Interessante.

Ma torniamo a noi. L’articolo 83 della Costituzione recita che “il Presidente della Repubblica è eletto dal Parlamento in seduta comune dei suoi membri. All’elezione partecipano tre delegati per ogni Regione eletti dal Consiglio regionale in modo che sia assicurata la rappresentanza delle minoranze. Gli elettori sono anche chiamati “grandi elettori”…non suona quasi ironico l’epiteto di “grandi” oggi?

La carica dura sette anni, ciò impedisce che un Presidente possa essere rieletto dalle stesse Camere, con mandato quinquennale, e contribuisce a svincolarlo da eccessivi legami politici con l’organo che lo vota. Sulla base della tripartizione insegnataci da Monty, tra i poteri espressamente previsti per il Capo dello Stato ci sono:

  • inviare messaggi alle Camere (art.87) e convocarle in via straordinaria (art.62);
  • scioglierle salvo che negli ultimi sei mesi di mandato (art.88);
  • indire le elezioni e fissare la prima riunione delle nuove Camere (art.87);
  • promulgare le leggi approvate in Parlamento entro un mese, (art.73);
  • emanare i decreti-legge, i decreti legislativi e i regolamenti adottati dal governo (art.87);
  • indire i referendum (art.87);
  • nominare il presidente del Consiglio dei ministri e, su proposta di questo, i ministri (art.92);
  • accogliere il giuramento del governo e le eventuali dimissioni (art.93);
  • presiedere il Consiglio Superiore della Magistratura (art.104);
  • nominare un terzo dei componenti della Corte costituzionale (art.135).

“The King can do no wrong”

Attenzione. L’articolo 90 della Costituzione chiarisce che il Presidente non è responsabile per gli atti compiuti nell’esercizio delle sue funzioni, tranne per alto tradimento o attentato alla Costituzione. La paura fa 90. L’assenza di responsabilità, principio che discende dall’irresponsabilità regia nata con le monarchie costituzionali (nota sotto la formula: the King can do no wrong, “il Re non può sbagliare”), gli consente di poter adempiere alle sue funzioni di garante delle istituzioni stando al di sopra delle parti.

Nella prassi ogni Presidente ha interpretato in modo diverso il proprio ruolo e la propria sfera di influenza, con maggiore o minore attivismo. In generale la potenziale rilevanza del suo incarico è emersa soprattutto nei momenti di crisi dei partiti e delle maggioranze di governo, rimanendo più in ombra nelle fasi di stabilità politica. Ma resta il fatto che quella del Capo dello Stato e’ una carica dal ‘potere neutro’, “al di sopra delle parti, fuori della mischia politica, non è una finzione, è la garanzia di moderazione e di unità nazionale posta consapevolmente nella nostra Costituzione “. Ce lo dice Re-Giorgio, Napolitano.

“Eh sì, il nostro Paese deve riflettere su se stesso. Sì, in questo periodo c’è un gran parlare a proposito di Resistenza, delle ragioni dei partigiani ma anche delle ragioni dei fascisti, sì, i morti da una parte e i morti da un’altra… Come per reazione il 25 aprile, l’anniversario della Liberazione dall’occupazione nazista, a Milano c’è una grande manifestazione e decido di andare a filmarla. Ma piove sempre e riesco a inquadrare solamente ombrelli… ombrelli e ombrelli”. Ragazzi, dai. Chiudiamo questi ombrelli, che un po’ d’acqua non ci fa male, poi tanto esce il Sole…non solo in edicola.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: