Puzza di vecchio!

puzza di vecchioAncora a qualche giorno di distanza, la puzza di vecchio che arriva dalla piazza della CGIL e della parte a sinistra del PD mi fa male.

Mi fa male allo stomaco e ancora di piu’ alla testa, perche’ non la capisco. Non capisco come sia possibile andare ancora in giro a parlare di difesa del lavoro quando di lavoro non se ne vede piu’ nemmeno l’ombra. Che cosa difendere?

Ma non si vuole capire che sto benedetto mondo e’ cambiato e che se non cambiamo anche noi con lui finiamo male?

Non si vuole capire che i sindacati non hanno mai combinato nulla negli ultimi 40 anni e che funzionavano forse, in un mondo in cui avevano senso: dal dopoguerra alla fine anni 70.

Non si vuole capire che usando le stesse parole di sempre, antiche di decenni come: lotta di classe, padrone, comunismo, ecc ecc, si sta fuori dalla realta’ piu’ di quanto gia’ la nostra povera Italia non lo sia?

Non si vuole capire, o forse si qualcuno l’ha capito. L’ha capito votando alle europee e anche alle primarie. Renzi non ha cambiato le sue idee sui sindacati, sul posto fisso, sul lavoro in generale, non vedo perche’ non indignarsi prima difronte al nuovo despota invece che adesso.

Ora che la manifestazione di Roma e’ finita e le urla della Camusso e di Landini spariranno presto, speriamo sparisca con loro anche questo odore di passato che e’ duro a morire e che e’ compartecipe della situazione in cui ci troviamo.

Abbiamo bisogno di un sindacato che usi parole nuove, non di 40 anni fa e che soprattutto sappia difendere il lavoro e non il parassitismo, sappia difendere la crescita del lavoro e non il suo declino lento e inesorabile, sappia difendere chi vuole lavorare e non ha lavoro, sappia difendere l’Italia e non il suo fantasma.

Allo stesso, aspettiamo quantomeno le scuse del ministro dell’interno per il comportamento vergognoso della polizia contro i manifestanti dell’AST di Terni; anche questo un atteggiamento che puzza di vecchio e che fa male, al cuore pero’, non piu’ alla testa.

No ‘Ndrangheta … no Expo-party

expo

Senza ‘Ndrangheta, non c’è possibilità alcuna di portare a termine i lavori dell’Expo. C’è voluto tempo, ma alla fine l’opinione pubblica ha capito l’antifona. Certo, sarebbe molto più sensato ed educativo bloccare tutti i lavori, mandare tante lettere di scuse ai paesi che si apprestavano a partecipare all’evento (oltre 130 paesi, distribuiti nei 5 continenti: dall’Afghanistan allo Zimbawe): “Scusate, abbiamo scherzato”, con tanto di faccina che ride :). In fondo siamo o non siamo Italioti?! Gli altri paesi capirebbero.

Li abbiamo abituati alle nostre burla fin dalla seconda guerra mondiale: prima fascisti con i nazisti, poi antifascisti e con i partigiani; li abbiamo fatti ridere con le corna nelle foto di rito; li abbiamo anche infastiditi, con le telefonate al momento del saluto di benvenuto, ma è noto che l’amico germano non spicca in flessibilità e humor; li abbiamo derisi al telefono, appellando capi di stato come “culone inchiavabili”, ma qui la politica non c’entra (“U pilu è pilu”). Certo che capirebbero! Italiots do it better!

Sì, sarebbe molto più sensato, soprattutto leggendo il tema di Expo “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita”.

Ma ai nostri politici quello che è sensato non piace: c’è la possibilità di ammodernare una ferrovia esistente? Meglio costruirne un’altra! C’è la possibilità di cambiare la destinazione d’uso di immobili esistenti? Meglio costruirne altri, poi venderli e poi riprenderli in affitto a prezzo salato! Ai nostri politici piace ciò che consente di foraggiare caste di lobbisti, costruttori, palazzinari, mafiosi.

Inoltre, ai nostri politici piacciono le vetrine internazionali.

Piace agli amici della Lega che guardano all’Expo come una manifestazione Salvi(ni)fica che consentirà al popolo padano di fare un sacco di sghei ed esibire al mondo tutto le virtù autoctone “Ora, labora et se passa un mafioso, girati dall’altro lato”.

Piace al Sindaco di Milano che con l’Expo può sistemare strade, quartieri e qualche fognatura che salta.

Piace a Matteo il Magnifico, padre della Patria e prima ancora della Leopolda. Secondo voci di corridoio, il Magnifico, per l’occasione, starebbe prendendo lezioni di inglese, onde non fare figure barbine con l’idioma italichese.

Ma per garantire a tutti costoro la giusta fetta di Expo mediatico, mercantile, favoreggiante e scambista, si consegnerebbe il Pianeta (quello da Nutrire) a coloro che il pianeta l’hanno stuprato, avvelenato, saccheggiato, insanguinato e barbaramente costruito, senza alcuna logica di utilità, se non quella propria.

Energia per la vita a chi ha solo portato morte; cultura agli ignoranti; bellezza ai mostri dell’umanità.

Questo è il nostro Expo: l’esposizione della mala-politica al servizio del mal-affare.

Questo gli altri paesi lo capirebbero meno.

Ma senza l’organizzazione certosina delle mafie, sarebbero forse i nostri politici in grado di portare a termine Expo? Probabilmente non saprebbero nemmeno da dove cominciare.

E quindi “Lodiamo le mafie” che tanto prendono, ma qualcosa danno!

La guerra dei migranti

>>>ANSA/PAPA A LAMPEDUSA: FARA' APPELLO A PRENDERSI CURA DEI MIGRANTI

Signore e signori mettetevi comodi. Adagiate i vostri morbidi culi sui vostri divani e accendete la TV. La guerra dei migranti è già iniziata, ma le prime repliche sono gratis per tutti. Non perdete tempo.

Ancora i barconi affondati sono solo nell’ordine delle decine, almeno quelli noti. Poco importa se tanti non sono stati conteggiati dalle cronache italiote e giacciono arenati in fondo al mare col loro carico di disperati. Presto centinaia, migliaia di barconi cercheranno invano di raggiungere le coste del bel paese (non il formaggio) e noi saremo lì con le nostre vedette, con i nostri fari e le nostre potenti telecamere a filmare, AZIONE, mentre coleranno a picco.

Moltissime sono le zattere pronte a salpare dai porti libici ed egiziani: arche di disperati, senzadio, che fuggono dai tamburi dell’ISIS, nella speranza, vana, di approdare alle dolci note delle arpe italiote. Ma quei tempi sono un ricordo, storia, trapassato remoto.

Ah poveri illusi, non sanno che nel suolo italiota è iniziata la guerra dei migranti e per loro, migranti appunto, non è contemplata nessuna pietà: in guerra vige la legge marziale, quindi peggio per loro.

Peggio se portatori sani, ma più probabilmente malsani, di ebola.

Il rischio concreto è che venga contaminato il nostro mare (o mare nostrum), per Giove, e i nostri pargoli in piscina debbano essere portati. Per non parlare del nostro pescato: sogliole come mine cariche di virus africogeni.

Ma i signori della guerra non lo permetteranno. Loro si faranno carico della purezza della razza italiota. Che nessun nero venga inserito nelle liste di disoccupazione tricolore: chi vuole gli ammortizzatori se li porti da casa; chi vuole sanità, vada altrove; chi vuole istruzione, cominci con l’auto-istruzione e per i migliori anche l’autodistruzione.

I signori della guerra sono stati chiari: le opportunità noi le abbiamo finite con il socialismo degli anni ’80. Ora sono cazzi per tutti. E se c’è uno che deve mangiare tra un nero infetto e un purosangue italiota, la scelta è fatta senza nemmeno scomodare i sondaggisti.

La guerra tra la Lega di Salvini il giovane, quello delle felpe, alleato per l’occasione ai nostalgici del ventennio  di Casa Pound, da un lato, ed il MoViMento di Gianbeppe, Gianroberto e dei Giangiovani meravigliosi, dall’altro, è all’ultimo colpo, all’ultima sparata. Ne vedremo delle belle, cari italioti. La posta in palio è altissima: il voto dei milioni di bigotti, retrogradi, fascisti che popolano il suolo italiota.

Primo a farne le spese è stato Angelino, lo sterminatore di finocchi, che da duce di mare nostrum ha portato a casa nostram un mare di immigrati clandestini e malati, ma una dura reazione è già nell’aere.

I cannoni sono stati puntati: a breve i primi colpi.

Una nuova destra

salvini

La nuova destra italiana non e’ una destra berlusconiana: ruffiana e figlia dell’immobilismo della prima Repubblica.

La destra di Berlusconi si e’ dissolta a cause delle sue 1.000 promesse non mantenute: dalla riforma giustizia, all’articolo 18.

Tutte queste riforme le sta provando a fare Renzi, con un sostegno popolare ben largo, similare a quello del primo Berlusconi, a riprova che ormai le persone non votano piu’ un partito ma un’idea chiara di paese (si vedano le ultime Europee).

La nuova destra e’ molto piu’ simile a una Lega nord allargata, senza piu’ il feticcio della difesa della padania, ma con il nuovo mito della difesa del sacro suolo nazionale italiota.

Difendiamoci contro:

  • l’immigrazione in generale che ruba lavoro
  • le politiche europeiste atlantiste e diventiamo i nuovi amici di Putin
  • qualsiasi cosa che il governo promuove, anche se era nel programma della mia coalizione fino a qualche anno fa
  • l’euro
  • etc etc

A destra si parla ben poco di lavoro, quello lo si demanda al governo. A destra non si espongono sulla correttezza o no del job act, probabilmente perche’ sono d’accordo anche loro. Nella nuova destra parlano di valori che colpiscono alla pancia le persone.

Chi e’ l’artefice di tutto questo? Fitto? Qualche resuscitato del PDL? No, Matteo Salvini.

La pancia che si vuole colpire per prendere voti e’ quella delle persone che hanno paura, delle persone poco informate e delle persone che non votano PD perche’ pensano che sia di sinistra e che mai voterebbero M5S perche’ sono un ammasso di comunisti (anche se, ho sempre avuto personalmente l’impressione che un bel manipolo di camerati si nasconda tra di loro).

Forse a destra e’ proprio Salvini ad aver imparato la lezione del M5S: il populismo a prescindere ti fa prendere un bel po’ di voti.

Stimolare la paura del diverso per aver voti e’ una tecnica antica, ma prolifica. Se a questo aggiungiamo l’idea anticasta che la Lega si porta dietro, anche se e’ stata lei al governo con Silvio per tanti anni, Il bacino elettorale e’ piu’ o meno lo stesso di Grillo: persone scontente con poca capacita’ di analisi, che non si rivolgono a sinistra per la protezione dei propri interessi (perche’ non c’e’ nessuno), ma ritornano ad un vecchio fascismo sociale per la protezione del proprio orticello.

Salvini cerca i voti spaventati dei pochi operai rimasti, dei tanti Grillini delusi e dagli irriducibili che PD non lo voterebbero mai.

In tutto questo, l’assenza di una sinistra vera da votare si fa sentire: chi la voterebbe per la difesa dei propri interessi non trova nessuno e allora l’elettore passa sopra a qualche sparata razzista per vedere protetto il suo piccolo mondo.

Anche fratelli d’italia fara’ naturalmente parte del nuovo MSI, che andra’ nascendo sulle ceneri della Lega e di una destra che e’ stata in gran parte assorbita da Renzi.

Aspettiamo tutti che la sinistra, quella vera, ritrovi il modo di organizzarsi e di fare politica in modo sensato, per tornare finalmente a come eravamo abituati: MSI, DC, PC con il M5S che forse avra’ esaurito il suo lascito, perso di qua e di la tra estrema DX ed estrema SX, con un PD destinato a governare per I prossimi lustri: sempre che Renzi non affondi come Berlusconi travolto da troiette di alto bordo e dal non aver mai fatto nulla di concreto.

Facce di Bronzo …

Immagine

La decisione è presa: i Bronzi resteranno in Calabria. Le barricate locali, a distanza di 31 anni dai moti di Reggio, alzate a tutela quel patrimonio dell’umanità che sono i Bronzi hanno prevalso sul tentato ratto, astutamente architettato dal Governatore Maroni (Lombardia) e dal suo ciarliero consigliere d’arte Sgarbi.

A fronte del penoso stato dei treni che collegano la punta dello stivale al resto del territorio Italiota (rimasti fermi a quelli raccontati ne “Il Treno del Sole”, ma nessuno se ne cura) e del cattivo stato delle articolazioni dei Bronzi, che dopo i secoli passati sul fondale marino, soffrirebbero di reumatismi cronici, la commissione istituita dal Ministro Franceschini (Beni Culturali) ha, infatti, sentenziato l’intrasportabilità delle statue.

È dunque servita una richiesta arrivata dall’invasore longobardo, da 1.251 km di distanza (fonte Google Maps), a riaccendere l’interesse ipocrita di una città e di un’intera comunità verso l’opera d’arte che maggiormente le rappresenta nel mondo.

Ipocrita, come la reazione dei mariti (cornuti) che apprendono di tradimenti ed abbandoni delle mogli, dopo anni di confinamento a fornelli & pannolini.

Se avessero avuto un’anima e la forza per andarsene, i Bronzi se ne sarebbero andati con le loro gambe anchilosate, sputando davanti a tutte le porte di professorini e professoroni che, indignati, hanno protestato negli ultimi mesi.

Se ne sarebbero andati, essi stessi indignati, per essere stati confinati troppo a lungo in un sotto scala del Consiglio Regionale (Palazzo Campanella), quali ferri vecchi, per aver atteso oltre il lecito una sede degna del loro spessore artistico.

Ma non sarebbero andati a prostituirsi alla corte di critici d’arte che s’infiammano con la stessa foga davanti a Madonne col Bambino e tette di veline (anch’esse opere d’arte?!); avrebbero bensì preso una nave, come i migranti calabresi di inizio secolo, per raggiungere le sponde atlantiche di Nova Iork, dove sarebbero stati accolti con onore all’interno di quella meraviglia che è il MET, olimpo dell’arte umana.

Con i proventi dei milioni di visitatori del MET (5,7 milioni nel 2011, fonte Il Sole 24 Ore), la cittadina dello stretto, ferita per l’abbandono, avrebbe potuto dare il giusto spazio alle migliaia di reperti della Magna Grecia, relegati in buona parte in magazzini non visitabili.

Invece sono rimasti lì nella loro triste sede ad essere visitati da poche centinaia di curiosi all’anno, sotto la supervisione di amministratori incapaci, di politici ignoranti e di calabresi disinteressati.

Se Maometto non va alla montagna … l’importante è che resti a casa!

Siamo tornati: la rinascita italiota!

archetipo_morte_rinascita

Cari amici Italioti che ci seguite e ci leggete da quasi due anni (!), eccoci nuovamente ai banchi di partenza.

Siamo tornati, armati di penna e taccuino, carichi di entusiasmo e voglia di raccontarvi il mondo in cui viviamo, quello che più ci piace e quello che più ci fa incazzare, quello di cui essere fieri e quello che ci fa vergognare in giro per paesi vicini e lontani.

Siamo tornati per discutere insieme a voi del mondo Italiota, dalla politica allo sport, dalla cultura alla cronaca, da Lampedusa a Bolzano.

Siamo tornati per narrare le gesta eroiche di capitani di coraggiosi e furbi contrabbandieri, di scafisti e Schittini, di esodati e venditori di fumo.

Siamo tornati per contribuire – nel nostro piccolo – a risvegliare le coscienze, troppo a lungo assopite da un sistema che ne ha approfittato.

Siamo tornati per denunciare il malcostume, le false promesse, le ingiustizie, le ipocrisie di cui siamo stati nutriti e con cui ogni giorno andiamo a braccetto.

Siamo tornati per raccontare il coraggio di madri, imprenditori, preti, pendolari e professori.

Siamo tornati perché ci siamo arenati e perché siamo anche noi un po’ italioti

Siamo tornati … e mo so cazzi vostri.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: