per caso mi imbattei in Zagrebelsky

Gustavo un Paese…
dove gli appelli si facevano solo nelle aule dei discenti,
dove non si agitavano de Monticelli di polemiche allarmistiche di derive autoritarie di Casaleggio  in Casaleggio a mezzo di un Grillo berciante d’odio e distruzione,
dove da una parte i Bonsanti, dall’altra i peccatori sacrileghi di una augusta Carta che non sempre fa buon brodo istituzionale,
dove si ci confrontava, senza barricate tra il vecchio che resiste, talvolta con Carlassare spocchia e livore poco Urbinati, ed il nuovo che
avanza bulletto e vilipeso tra un Delrio che taglia i Boschi, tra ingombranti Casson e minacciosi Gotor,
dove non si credeva che ci fossero Rubini solo a Rodotà ma anche in altri Settis,

Gustavo…e spero di poter presto addentare un Paese diverso.

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