L’indifferente di oggi

l'indifferenteScrivere. Cosa scrivere?

Sono diversi giorni che mi tormento sul fatto di non avere più un’ispirazione. Apparentemente le parole sono fuggite dalla mia penna e non riesco nemmeno a focalizzare un mezzo argomento politico che mi possa interessare.

E sì che ce ne sarebbero.

Ci sarebbe la Bindi eletta all’antimafia, Renzi e “la Leopolda”, Silvio che vuole di nuovo rompere tutto, il povero ragazzo italiano linciato in Inghilterra, ecc…

Ma cavolo non mi viene nulla. Sono diventato apatico a questo genere di notizie. Già scrissi un articolo del similare qualche mese fa, sul come non mi interessasse più nulla e chiesi alla fine, citando Gaber, di riportarmi nella realtà! Nessuno mi ha aiutato da allora.

Ecco che mi chiedo come fare.

Risuona in me una parola che non mi lascia in pace: realtà!

Che cosa è la realtà? Quella che conta davvero dico.

La realtà è quella che ho descritto sopra dei vari politici? Quelli credo che siano solo accadimenti che ci scalfiscono la vita giusto per qualche minuto mentre scorriamo il corriere.it.

Il pericolo però è che facendosi anestetizzare passo passo, nulla di quello che vediamo sia reputato più degno di nota per le nostre vite.

Che cosa fare? Che cavolo è che può far tornare a me quella voglia che non c’è più? Quella voglia di puntare il dito, indignarsi e schifarsi per tutto quello che c’è intorno e di agire?

Forse la partecipazione è la medicina. L’unica medicina che forse è anche l’unica cosa vera.

E se fosse la realtà ad essere partecipazione e non la libertà?

Fare politica è partecipare in uno dei sui più sublimi significati. Impegnare il proprio tempo per un’idea di mondo che abbiamo in testa. Fare politica è impegnarsi attivamente in una struttura democratica per muovere mozioni, influenzando chi può decidere e in ultima analisi approvare leggi. Fare politica è un modo vero e concreto per cambiare le cose, o quanto meno provarci. Essere “la base” significa provare ad influire con le proprie istanze e richieste sulla direzione del paese.

Credo che fare politica dall’esterno invece, sia come fare l’amore con una bambola gonfiabile.

Fare politica è innanzitutto scegliere che prodotti comprare, quali giornali leggere, cosa guardare in Tv. Ma non basta, bisogna osare il passo successivo: la politica dell’azione. Non basta la vita del buon cittadino qualunque, politica è mettere le mani nella merda per cercare di toglierla da dove sta.
Fortunatamente siamo ancora in una democrazia, coi suoi modi, ma sempre democrazia, che ci dà la possibilità di associarci con chi ci pare come da carta costituzionale.

Sarebbe bello che tutti in Italia avessero la tessera di un partito.

Essere partigiani significa combattere e credere che anche io posso fare la mia parte. Chi non è partigiano, lentamente muore di ignavia.

Le partecipazioni “tanto per” a qualche manifestazione, o qualche firma sotto la solita petizione lasciano il tempo che trovano. È arrivato il momento di militare, di credere e agire per qualcosa che sta andando in merda completamente e grazie alla più classica delle ragioni: il menefreghismo degli italioti. Il nostro menefreghismo, che si vede nei dati: delle affluenze elettorali, degli abbandoni scolastici, del chi non cerca più lavoro, delle aziende che chiudono e chi più ne ha più ne metta!

“Odio gli indifferenti. Credo che vivere voglia dire essere partigiani. Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano. L’indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti.” Gramsci

Il nostro essere indifferenti e individualisti di oggi ci ha portato dove siamo ora! Agiamo, diamoci una mossa, militiamo! Che sia a destra o sinistra poco importa, l’importante è agire, essere di parte!

Nessun compromesso, con permesso

downloadInutile iniziare l’articolo con “E’ morto Lou Reed”, “all’eta’ di 71 anni si e’ spento” o declinare il 90% dei verbi dell’articolo al passato. A questo hanno gia’ pensato quasi tutti i quotidiani e quasi tutti quelli che leggendo la notizia si sono ricordati per un attimo di quel motivetto che fa “tu-turu’-turu’-tu-tu-tu-tu-turu’-turu’-tutututuuuuu”…

Quel motivetto, come tanti altri capolavori di 50 anni di carriera, ha cambiato la storia della musica pop. E va bene storcere il naso e fare i bigottoni pensando che magari gli e’ andata fin troppo bene visto quello che si e’ ingurgitato in tutti questi anni…ma forse se a 71 ci e’ arrivato e’ anche perche’ un barlume di lucidita’ non lo ha mai perso. Pasolini definiva gli artisti come le “antenne” della societa’…capaci di captare e anticipare la direzione, le mode, le insoddisfazioni, i disagi e le domande del mondo circostante…come non battezzare Artista allora uno che dagli anni ’60, prima con i Velvet Underground, Nico, Andy Warhol, New York, la bananona gigante gialla, poi da solista con la sua chitarra, ha saputo osservare, anticipare, innovare sempre? Senza compromessi. E forse non tutti sanno che ha continuato a fare musica fino a poco tempo fa. Bella o brutta non importa, discutiamone.

E di nuovo, non stiamo a fare celebrazioni, o giudizi di merito. C’e’ a chi piace e a chi no. Chi ne conosce le canzoni, e i testi, e chi a malapena ricorda Sunday Morning o Perfect Day. Va bene cosi. E sapete la verita’? Andrebbe ancora meglio ascoltarsi Sweet Jane, Heroin, Viscious, I’ll be your mirror, Coney Island Baby, Sad Song..si proprio quella, tutti gli altri giorni, tranne oggi. Ma siamo fatti cosi, certi eventi ci fanno improvvisamente fermare per un istante e riscoprire cose che avevamo trascurato per troppo tempo. Per fortuna Lou Reed ha scampato il destino di molti altri artisti di essere riconosciuto solo post mortem. E la sua curiosita’, la sua incoscienza, il suo coraggio e la sua desolazione che lo hanno spinto a scendere fino ai “sotterranei della societa’”, sotterranei di velluto, “attraverso il fuoco”, come il titolo di un libro che raccoglie tutti i testi delle sue canzoni (“Pass Thru Fire”) ci hanno regalato delle vere e proprie poesie.

Un trasformatore, all’avanguardia, sperimentale, alla ricerca. images

E’ del 2003 il verso “A volte mi domando, chi sono? Chi ha creato gli alberi, chi ha creato il cielo, chi i temporali, chi le pene d’amore?”

Who am I (Tripitena’s song)

Sometimes I wonder who am I

The world seeming to pass me by
A younger man now getting old
I have to wonder what the rest of life will hold

I hold a mirror to my face
There are some lines that I could trace
To memories of loving you
A passion that breaks reason in two

I – I – I have to think and – I have to think and stop me now
If reminices make you frown
One thinks of what one hoped to be
And then faces reality

I wonder who started all this
Was God in love and gave a kiss
To someone who later betrayed
And God less love sent us away?

Sometimes I wonder who am I
Who made the trees – who made the sky
Who made the storms – who made heartbreak?
I wonder how much life I can take

I see at last a future self
Were you alive I’d ask your help
But thinking puts me in a daze
And thinking never helped me anyway

You always were so negative
You never saw the positive
You always stand upon the edge
And dream of what it must be to be dead

I know I like to dream a lot
And think of other worlds that are not
I hate that I need air to breathe
I’d like to leave this body – and be free

You’d like to float like a mystic child
You’d like to kiss an angel on the brow
You’d love to solve the mistery of live
By cutting someone’s throat or removing their heart
You’d like to see it beat
You’d like to hold your eyes
And though you know I’m dead
You’d like to hold my thighs

If it’s wrong to think on this
To hold the dead past – to hold the dead past in your fist
Why were we – why were we given memories?
Let’s lose our minds
Be set free!

Sometimes I wonder who am I
The world seeming to pass me by
A younger man now getting old
I have to wonder what the rest of life will hold

I wonder
I wonder who started all this – ooh
Was God in love and gave a kiss
To someone who later betrayed
And God less love sent us away

To someone who later betrayed
God less love sent us away
To someone who later betrayed
God less love sent us away…

Quanti Joele ancora?

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A 19 anni si ha voglia di assaporare il mondo con avidità, di imparare le lingue, conoscere i piaceri del sesso e i fumi dell’alcol. A 19 anni si ha voglia di raccontare agli amici del paesino le esperienze vissute.

A 19 anni chi va all’estero per fare il cameriere è un uomo, quando tanti coetanei ciondolano a casa a non fare nulla, in attesa che papi alzi la cornetta per chiamare l’amico politico/questore/professore/primario.

A 19 anni si vuole scappare dal vuoto economico ed esistenziale che questo paese offre a chi ha 19 anni.

A 19 anni per le stesse ragioni si può trovare la morte. È una morte ingiusta, vigliacca.

È una morte figlia della crisi economica, della disoccupazione, delle paure verso lo straniero, verso il diverso che dilagano in tutta Europa. È una morte che lascia l’amaro in bocca.

La polizia inglese ha arrestato nove ragazzi per l’omicidio. Ma in ogni omicidio, si sa, c’è un esecutore e c’è un mandante. Spesso queste due figure criminali coincidono. Spesso no. Nel caso del povero ragazzo, certamente non coincidono.

La polizia inglese ha arrestato gli esecutori materiali del delitto, ma per arrestare i mandanti servirebbe un mandato di cattura internazionale. I mandanti vivono in Italia e sono da decenni ai vertici delle istituzioni del paese.

I mandanti hanno illuso il popolo italiota, lo hanno indebitato, lo hanno narcotizzato e, approfittando dello stato di incapacità, lo hanno denudato, tramortito e violentato.

I mandanti vedevano solo i ristoranti pieni, ma non vedevano i capannoni del nordest abbandonati.

I mandanti hanno circuito la generazione dei nostri padri e rubato le speranze alla nostra.

Thanks God it’s Saturday …

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Monti si dimette da Scelta Civica, sottotitolo “Il ruggito del Babbione”. Il prof. scopre che, diversamente da quanto riportato nei libri di economia, l’uomo Italiota non è razionale, massimizza solo a breve termine e nella teoria dei giochi, te la mette sempre nel … foro!

Fassina  minaccia le dimissioni (ma quanti millenni ha Fassina?). No per favore Stefano. Fallo per noi (cioè, non farlo): questo paese ha bisogno di te! Prima o poi capiranno quanto eri importante! Aspetta!

La Bonev si dimette da Palazzo Grazioli. Dismette i panni già dismessi a suo tempo e, ignuda nella nuova veste moralizzatrice, spoglia le mentite spoglie di Badanti, Calippi & Co.

Letta Nipote, quello vecchio, a pranzo da Obama. A breve, salma di Priebke trasportata nella stessa località segreta di Bin Laden (… e tutti morirono felici e contenti).

D’Alema attacca Bersani “ha sbagliato un calcio di rigore”. Dio guarda Adamo, fatto a sua immagine & somiglianza, e gli dice: “’Ammazza quanto sei brutto”!

Balotelli: “Lasciatemi stare”. Mario, OK. Vai tranquillo: scopa a tuono, non ti curar di loro, ma guarda e passa, o tira, crossa, fai ‘mpo come te pare. Solo in Italia si pretende che un ragazzetto viziato segua la retta via della morale catto-perbenista, mentre ministri, premier, rettori, medici, vicini di casa … (no i vicini di casa no)!

Su su, che un’altra settimana è andata … Thanks God it’s Saturday!

W il popolo Italiota

Medit-Azioni

Astrattismo-Naturale-a28720522I ferry gialli e verdi fanno il loro ingresso nelle acque calme della baia. Nel tramonto rosa dell’ottobre australe c’e’ racchiuso l’inizio dell’estate. Improvvisamente, nella consapevolezza del volgere alla dolce stagione, tutto sembra chiaro…osservo la pazienza dell’acqua cullare le barche, e mi sento cullare anch’io. Sale un forte vento caldo a spazzare le ombre che hanno giocato con i riflessi del sole. I capelli si scompigliano e l’animo si solleva in un lungo respiro profondo. Che pace.

La mente ripensa alle sere di inizio estate a casa. Vicino al mare. All’euforia nell’aria. Ai tramonti che venivano tutte le sere di giugno a morire sul muro del terrazzo della cucina, con il suo fianco rovente esposto a sud-ovest. La mente fa associazioni bizzarre, inaspettate, piacevoli sorprese. Quanti hanno ricordi positivi legati a casa, anche tra chi a casa ci vive ancora. Perche’ non e’ una questione di distanza.

Penso a chi e’ ancora troppo piccolo da doversi mettere in punta di piedi per riuscire a guardare cosa c’e’ fuori dalla finestra. Fuori c’e’ il mondo. Vale la pena crescere per capire che non c’e’ niente da capire il piu’ delle volte. C’e’ da ascoltare, imparare, tendere la mano. Sapere che si puo’ scegliere come e cosa fare, quando e perche’. Che il bene piu’ prezioso e’ la dignita’, la tua identita’, libera. Che non bisogna avere paura durante la salita, perche’ la vista dalla vetta e’ troppo bella per lasciarsela scappare.

Il tempo, di per se’, non ha senso. Conta il presente. La tua consapevolezza. Non lasciarti intrappolare dal passato, non avere fretta del futuro. Libera la mente, ascolta il silenzio.

Quante delle cose che ho scritto appaiono banali? Scoprirari che tanto banali non sono, e che e’ molto difficile riuscire in questo esercizio. Perche’ l’inquinamento ci assedia tutti i giorni, senza tregua. E nella foga di mettere sotto carica l’ennesima appendice scintillante che abbiamo aggiunto al nostro corredo tecnologico ci dimentichiamo spesso di ricaricare lo strumento piu’ importante, il cervello.

L’uomo e’ una “macchina morbida” (W.S. Burroughs).

Inversione a U

esterij-258Il colpo di scena dell’altro giorno non e’ passato inosservato all’estero. Molte delle piu’ prestigiose e affermate testate di tutta Europa hanno riportato in prima pagina la notizia del dietro front di Silvio Berlusconi. La BBC, emittente pubblica britannica, ha persino trasmesso la notizia della fiducia al governo come “breaking news”.

La stampa estera l’ha definita “U-turn”. La fighissima inversione a U. Quella che la teoria di scuola guida ammette solo se adeguatamente segnalata e seguendo passaggi ben precisi. Quella che la pratica italiana invece, smentendo la teoria, battezza non appena si trovi uno spazio, praticabile o impraticabile. Quello spazio l’altro ieri e’ stato il Senato. Strada particolarmente affollata, in piena ora di punta, per cui non si e’ trattato di una manovra facile, e lo si e’ visto sul volto tirato del Cav. Ma e’ riuscita magistralmente. Scusate, ogni richiamo ai magistrati e’ puramente casuale.

L’inversione a U, una di quelle “selvaggiate” che ci piacciono tanto in Italia. La BBC ha parlato di “umiliante inversione di marcia”, il Financial Times di “drammatica marcia indietro”, il Guardian di “salvare la faccia ma perdere influenza”, Le Monde di “ultimo colpo di scena di Berlusconi”, Le Figaro di “voltafaccia”, il New York Times di “marcia indietro”, necessaria dopo un confronto con “un’inattesa ribellione” interna al partito. Un momento topico.

A rispolverare i manuali di scuola guida si scopre che l’inversione a U in realta’ non e’ l’unica tipologia di inversione di marcia, ma e’ la più semplice. Basta accostare l’auto sul margine destro della strada (dopo aver ovviamente guardato lo specchietto e segnalato l’intenzione di accostarsi). Ingranare la prima marcia. Guardare dallo specchietto sinistro e poi girarsi “per controllare di avere la strada libera e che nessuno stia sopraggiungendo da dietro”….Infine mettere la freccia sinistra e effettuare un percorso a U finché non ci si ritrova nella corsia di marcia opposta.

Fino a li ovviamente non ci si e’ spinti. Altra inversione di marcia piu’ elaborata pero’ e’ la cosidetta inversione ‘a tre tempi’, necessaria quando la carreggiata delle intese non è sufficientemente larga per una semplice inversione a U. Si accosta l’auto sul margine destro della strada e si mette la prima. Si controlla che la strada sia libera, si mette la freccia sinistra. Per poi procedere girando velocemente il volante tutto a sinistra. Quando si sta quasi per arrivare al margine della carreggiata, bisogna controsterzare girando il più possibile il volante a destra, molto velocemente. Fatto questo si mette la retromarcia, si retrocede, si controsterza di nuovo e via. La manovra dell’altro giorno somiglia forse di piu’ all’inversione a tre tempi dunque.

Nell’eseguire le manovre di inversione le mani devono andare veloci sul volante, ma la macchina deve andare piano. Piu’ lentamente va la macchina, piu’ la monovra sara’ semplice da eseguire. Ma se la strada che stai percorrendo e’ a senso unico, l’inversione di marcia non si puo’ fare.

Anche gli stolti allora cambiano idea? O forse stolto non e’? Non lo e’. E’ falco, ma falco a meta’.

“Il falco va, senza catene. Sfugge gli sguardi, sa che conviene. E indifferente, sorvola gia’ tutte le accuse, boschi e citta’. Io che son falco, falco a meta’”.

 

 

 

 

 

S come Sadico

berlusconi-sadicoEsco dall’ufficio al termine di una giornata di lavoro inconcludente, sono circa le 19.30 a Sydney, e non ho voglia di andare in palestra stasera. Mi fiondo in metro con l’unico pensiero di arrivare a casa il prima possibile, ma quando arrivo al binario il tabellone e’ spietato: prossimo treno tra 11 minuti. Con un gesto meccanico tiro fuori il mio nuovo fighissimo smartphone dalla tasca interna della giacca e meccanicamente vado sul sito de La Stampa. Dopo i 5 minuti di lobotomia che tipicamente seguono ogni uscita dall’ufficio dopo una giornata di merda che si rispetti finalmente realizzo che e’ arrivato il gran momento, la verifica di governo e’ ormai prossima. Passo il viaggio in treno a scorrere la telecronaca minuto per minuto degli ultimi avvenimenti. Si parte da ieri sera con Alfano che va a Palazzo Grazioli, Silvio rimane fermo sulle sue posizioni nonostante sia ormai chiara la spaccatura che ne sarebbe scaturita, Angelino ci riprova di prima mattina, nella sperannza che il sonno abbia portato consiglio al Cavaliere e che i falchi si siano allontanati con il diradarsi delle tenebre…sicuramente qualcosa e’ successo nella puntatina mattutina, visto che gia’ prima di entrare in aula si parlava di una possibile apertura di Silvio e che Angelino ha fatto pure tardi ed e’ arrivato in aula quando Letta aveva gia’ iniziato a parlare…

Arrivo a casa assetato di aggiornamenti, non faccio in tempo ad accendere la luce che gia’ sono in posizione sul divano e accendo il mio nuovo fighissimo laptop, ho voglia di corriere.it, sullo smartphone riesco a leggere solo  LaStampa perche’ il Corriere mi fa vedere solo i titoli dannazione, dalle ultime Ansa sembra che l’apertura del Cav sia gia’ naufragata cazzo, stavolta la cosa si fa seria, sta a vedere che stavolta succede qualcosa perfino in Italia…

Bando alle ciance, c’e’ la diretta video su sito del Corriere, altro che note Ansa, questa non me la perdo per niente al mondo…faccio partire la diretta video, che culo, proprio all’inizio delle dichiarazioni di voto!

Un paio di senatori irrilevanti mi danno il tempo di scaldarmi gli avanzi della cena di ieri e mettermi comodo per godermi lo spettacolo. Il  fervore degli interventi dei primi senatori irrilevanti e’ soffocato dal tono piatto della voce del presidente del Senato Grasso che annuncia l’intervento successivo finche’ si arriva finalmente agli interventi di rilievo. Prima Monti ci ricorda il buon lavoro fatto da questo governo che ha tagliato un miliardo e piu’ di spesa pubblica confrontandolo con il suo governo che di miliardi ne aveva tagliati dieci, dopo che Silvio e la sinistra non avevano fatto altro che spendere e spandere come se non ci fosse un domani nei due decenni precedenti, e non mancando di ricordare che qualsiasi alternativa a questo governo ci portera’ automaticamente al commissariamento europeo nonche’ a versare altre lacrime e sangue di piu di piu’ anche di quelle che ci ha fatto versare lui che ha aumentato le tasse solo per creare le condizioni per poi abbassarle povero cristo. Conclude Monti confermando la fiducia al governo e ricordando un simpatico aneddoto di quando Silvio gli chiese di guidare un governo di moderati e lui rispose, ironia della sorte, che forse non era la cosa migliore in quel momento (non ricordo esattamente quale fosse il momento in questione) e che avrebbe visto bene un governo di larghe intese guidato da Letta e Alfano. Gli ci scappa pure un risolino dei suoi nel raccontare l’aneddoto devo dire abbastanza imbarazzante.

Non importa, dopo l’intervento di Monti e’ ormai chiaro che qui si sta facendo la storia. Nonostante la supermega connessione internet iperveloce con la fibra ottica la rava e la fava nonche’ il mio laptop nuovo superfigo, l’immagine video non e’ nitida, sembra di guardare un filmato d’archivio, uno di quelli dei primi anni ’90  per intenderci, e la senzazione che si stia facendo la storia e’ sempre piu’ palpabile, stavolta qualcosa succede, me lo sento, questa e’ la volta buona.

Tocca alla senatrice Paola Taverna del Movimento 5 Stelle sostituire l’assente Vito Crimi. Finalmente ho modo di vederli all’opera questi pivelli della politica. Tanto fervore, poca oratoria, si puo’ migliorare Paola, ma l’impegno comunque c’e’ ed e’ apprezzabile, quanto basta per tenere alte le aspettative su cio’ che sta per seguire, quando cioe’ prende la parola…

…Silvio Berlusconi?? Cazzomerda, non mi aspettavo che spuntasse cosi’ all’improvviso, senza preavviso, dopo una Paola Taverna  qualsiasi…e ora checcazzo dice? Breve, conciso, non fa una piega, bello come il sole anche se evidentemente provato da una notte insonne, tutti pendono dalle sue labbra, nessuno escluso, e lui lo sa, come un sadico si gode ogni secondo del breve intervento in cui conferma a sorpresa la Sua fiducia al governo Letta, solo un mezzo sorriso in chiusura tradisce il compiacimento per l’orgasmo appena provato nell’avere ancora una volta, forse l’ultima, violentato l’Italia.

I tempi sono maturi – Favola dark contemporanea

I tempi sono maturi

Un leader di partito si sveglia una mattina e impone le dimissioni ai Ministri del Governo eletti sotto il proprio vessillo.

Un Ministro del Governo si sveglia una mattina, riceve una telefonata, e rassegna le dimissioni.

Più Ministri del Governo si svegliano una mattina, la stessa mattina, e rassegnati rassegnano le dimissioni.

Passa qualche giorno, un ministro dimissionario si sveglia una mattina e pensa che forse di dimettersi non avrebbe tanta voglia.

La stessa mattina, altri  ministri dimissionari, al risveglio, si rendono conto che non hanno proprio voglia di dimettersi.

Qualche mattina dopo, un leader di partito si sveglia e vota la fiducia al Governo.

Non è più tempo per fare analisi politiche. Ci è rimasto solo il tempo per fare un corso di lingua, preparare la valigia di cartone e scappare da questo paese criminale, fatto di gente disposta a tutto e a tutto assuefatta. Via da questo paese marcio fin dalle sue fondamenta. Via da questa ipocrisia, via da questa mafia, via da questo letargo.

Se non ora quando?

I Tonti Contano

img1024-700_dettaglio2_Camera-governo-LettaUna colomba, due colombe, tre colombe…”Oh, ragazzi sto giro basta. Non facciamo cazzate, ok? Tutti d’accordo? Dai conta, quanti siamo? 20? 30? 40? Continua, continua a contare”.

Un…due…tre…5 Stelle! Grillo si attacca come una Cozza allo scoglio contro “o Purpo” (il polipo) Napoletano che non vuole s-Collarsi…

“Solo un pazzo puo’ avviare un’attivita’ in Italia” scrive Grillo. Occhio alle parole perche’ se dice pazzo richiama inevitabilmente qualcuno alla memoria, se mai ci fosse bisogno di qualche altro trigger oltre a quelli quotidiani. Lui di attivita’ ne ha avviate ben piu’ di una in Italia. E forse a scapito di tanti altri.

Letta intanto non ha letto il post di Grillo perche’ circondato da mattei che gli Renzano intorno senza pace. “Questo matrimonio non s’ha da fare, ne’ domani, ne’ mai”.  Ma in questo frangente cosi delicato e ad alta tensione da quella parte sembrano compatti.

Vorrei scrivere di piu’, vorrei fare un po’ di valutazione critica, un’analisi di quello che sta succedendo…ma un’analisi, per essere tale, presuppone la scomposizione dell’oggetto in questione nelle sue parti costituenti, per poi identificarle e descriverle prima singolarmente e poi in relazione con l’esterno, e tra di loro.

Ma se provo a scomporre il garbuglio politico italiano di questa mattina mi trovo in mano un gomitolo marrone che puzza anche un po’ di merda….e allora l’analisi non mi riesce. Ci vorrebbe piu’ tempo, piu’ calma, piu’ distacco… ma certe volte, come si fa? Sara’ che sono un po’ sfiduciata

Stiamo a vedere che succede oggi.

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