Nella guerra vera non esistono eroi

Una tragedia umanitaria. 
La conferma dell’utilizzo di armi chimiche in Siria sconvolge, ci tocca nel profondo, ci paralizza. 
Nel quotidiano ci sconvolgono la guerra e quelle poche immagini che riescono ad arrivarci, che sfuggono al setaccio della censura, ma ci sembrano cosi’ distanti da farci dimenticare che c’e’ crudelta’ a questo mondo. 

Come nei peggiori film di fantascienza, al contrario, le armi chimiche ci lasciano attoniti, ci terrorizzano, perche’ risvegliano in noi quella paura di epidemie e stermini di massa da record di incassi nelle sale cinematografiche pre-natalizie. 
L’occidente e’ il popolo della televisione, dei cinepanettone, di Hollywood, delle guerre mediatiche. 

Le guerre chimiche ci rimandano dietro ai grandi schermi, con la differenza che di norma nei film alla fine arriva l’eroe. 

Ma dove sono gli eroi nella realta’? 
Dove sono Bruce Willis, Will Smith, Rambo? 
Chi arrivera’ a salvare un popolo, anzi quei tantissimi popoli nel mondo, che lentamente muoiono, non solo nel corpo, ma anche nell’anima? 

Arrivera’ forse qualcuno un giorno. 
Quello stesso qualcuno che improvvisamente si e’ accorto del regime di Saddam, della dittatura di Gheddafi, dell’esistenza di Osama Bin Laden. 
Che prima non sono dittatori o terroristi, ma uomini d’affari e intermediari, da non toccare per non “sconvolgere gli equilibri internazionali”. 
Quegli equilibri che stanno in piedi sulla repressione della liberta’ di un popolo e sul terrore. 

Purtroppo nel mondo c’e’ sempre una guerra a scacciare un’altra guerra, non un eroe. L’alternativa che ci si da sempre piu’ spesso e’ quella del far finta di non vedere. 
Non entro nel merito di interventismo o meno, sovranita’ di un popolo, azioni internazionali giuste o sbagliate. 

Nell’impotenza di un singolo cittadino, normale, senza competenze o poteri decisionali in merito alla politica internazionale, mi sento di esprimente una solidarieta’ nei confronti di tutti quei cittadini cosi’ lontani da noi che vivono nel terrore, in qualsiasi continente si trovino. 

Con la solidarietà altrui non ci si salva la vita e non si ritrova la pace, ma forse si smuovono le coscienze.Immagine

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Comments

  1. “….La conferma dell’utilizzo di armi chimiche in Siria sconvolge, ci tocca nel profondo, ci paralizza. …”

    Le usavano da alcuni mesi i miliziani islamisti, seppure con esiti modesti, e se ne è parlato anche all’Onu. Non mi meraviglierei se le cominciassero ad usare anche i governativi: in definitiva ne possiedono uno stock ingente. La tentazione deve essere forte. Tutta la questione, per parte nostra, è decidere se vogliamo fare compromessi con l’internazionale del terrore o con i militari alawiti, o con nessuno dei due; basta dirselo con chiarezza. Il resto è logica.

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