Io ho visto gli Invisibilioti …

Immagine

Io ho visto gli Invisibilioti e, contrariamente a quanto potrete pensare, non ho particolari poteri, né particolari problemi. Per mia disgrazia non sono un folle e, come la maggior parte di voi, non sono né più né meno che un mediocre Italiota.

Eppure vedo gli Invisibilioti. Li vedo di continuo. Ma non è stato sempre così.

C’è stato un tempo in cui riuscivo a portare a termine lunghe giornate e settimane senza neppure scorgere un solo Invisibiliota: un impegno dietro l’altro, un obiettivo in coda ad un altro ed altri ancora, e di tali Invisibilioti nemmeno l’ombra. Che Invisibilioti sarebbero diversamente?

Beh sì, c’è da dire che sono proprio abili a non farsi vedere, senza nemmeno la necessità di nascondersi.

In fondo sono come voi, ma loro non lo sanno, né tantomeno voi ne avete coscienza.

Io ho udito i loro silenzi, ma essi non hanno voce. Non hanno un portavoce. Non hanno voce in capitolo.

Essi non parlano. E, del resto, se voi non parlate a loro, questi con chi dovrebbero parlare? Certo, potrebbero parlare da soli, ma a quel punto pensereste di sentire le voci, rivolgendovi immediatamente ad un Apple Store per farvi riparare gli auricolari.

Vi passano accanto mentre siete intenti a prenotare il centro benessere e disdire il campo da squash – il tutto in contemporanea – e non vi accorgete nemmeno dei loro sospiri, delle loro suppliche di attenzione.

Io ho sentito l’odore acre del loro sudore: quell’odore che sommato a mille altri vi assale a zaffate all’ingresso in qualunque torrido vagone di metropolitana, autobus, treno, dove non è stata ancora predisposta una classe di servizio rispondente al plafond della vostra carta di credito.

Anche voi percepite lo stesso tanfo, ma non andate oltre ad una smorfia di disappunto. I più acuti sentenzieranno “Ormai non si può più salire sui mezzi pubblici”, dimentichi del fatto che lo stesso olezzo nauseabondo era lo stesso che i loro padri ed i loro nonni si portavano dietro dopo lunghe giornate a sgobbare per garantirsi (ma soprattutto garantirvi) un futuro migliore.

Queste macchie di inchiostro su carta sono per te, fiero leghista – discendente dell’antica stirpe padana, battezzato alla foce del sacro fiume. Ma anche e soprattutto per te, Italiota medio, che in pantofole guardi il TG, contando i mesi che ti separano dalla pensione – a meno che non arrivi dal nulla una lacrimante Fornero a guastarti i piani – e ti compiaci nella convinzione che senza tutti questi immigrati, barboni, ultimi del mondo, certo sarebbe un mondo migliore.

Quando ne vedrai uno – perché questa sventura prima o poi ti capiterà – guardalo in faccia senza temere: lui non incrocerà il tuo sguardo, al limite fisserà i tuoi nuovi mocassini/ballerine.

Usagli la cortesia di un “buongiorno”, ma non farlo a voce alta, essi non sono abituati ad essere salutati. Solo un “buongiorno” appena sussurrato, ed essi capiranno. Per loro non cambierà nulla, ma per te sarà un buon giorno, un nuovo giorno.

Da quel giorno, presta attenzione alle etichette dei capi che indossi, al latte della colazione dei tuoi figli, al sedile della metro che ti porta al lavoro, alla scrivania pulita dove appoggi le tue mani, al pomodoro della pastasciutta della pausa pranzo, alle vetrine splendenti dei negozi centro, alle rotaie del tram che ti riporteranno a casa. Su ognuno di questi elementi della tua giornata c’è il lavoro di un Invisibiliota.

Quando ordini una pizza a casa, oltre a sceglierne il gusto, domandati perché quello che te la consegna – sfrecciando tra una macchina e l’altra e rischiando la vita sul pavé – è sempre un sudamericano con il casco incollato in testa? Ma una volta che ci sei, domandati anche perché 9 volte su 10 il pizzaiolo che te la prepara è un egiziano?

Quando entri in una stazione e vedi una pettorina fluo del personale di servizio, abbi l’acume, l’onesta e la coscienza di chiederti come mai non ci trovi dentro delle nobili membra Italiote, ma solo rumene, cinesi e congolesi.

Quando passi davanti ad un cantiere, sia esso di una grande opera o della facciata di una palazzina a tre piani, interrogati sul perché l’operaio senza protezione e senza caschetto giallo si chiami Samir, Florian, Kumar.

Questi sono gli Invisibilioti che i nostri occhi non vogliono vedere, le nostre orecchie udire, i nostri nasi sentire (figurarsi le nostre mani toccare)!

Certamente un “buongiorno” non basterà, ma è pur sempre un inizio.

Ti e' piaciuto? Si? No? Commenta! Continua a seguirci. Segui la nostra terapia per debellare l'Italiota che c'e' in te. Una buona lettura a settimana ti aiutera' :)
Controlla lo spazio "Coming Soon" nella colonna di destra per avere un assaggio delle prossime pubblicazioni.
Seguici, piacici, condividici su facebook, linkedin, twitter!

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: