Scurò – I bugiardi ottomani non usano Twitter

Park GeziLa scintilla scoppiata  in piazza Taksim  di Istanbul a difesa dello storico polmone verde del parco Gezi destinato ad essere estirpato per dare spazio all’ennesimo polmone commerciale si è dimostrata idonea ad innescare una vera e propria rivoluzione contro l’inflessibile “moderato” Erdogan e la sua politica.

Il drammatico evento è ancora più singolare laddove avviene in un paese dove il potere costituito è stato sempre minato, rovesciato, ripristinato nel corso del Novecento dall’esercito in divisa, non dal popolo.

Nessun dispaccio, nessun ordine di servizio. Ma post e tweet che hanno raggiunto i gangli della popolazione rendendo vani gli sforzi mediatici di Erdogan apparso con messaggi alla Nazione ben quattro volte in appena 36 ore tra sabato e domenica al fine di intimorire o far desistere il popolo dalla protesta scoppiata nel frattempo anche ad Ankara e Izmir.

Studenti, venditori ambulanti, giovani, militanti dei partiti politici d’opposizione, intellettuali, artisti si sono mobilitati per strada ed in rete a sostegno della protesta contro la svolta autoritaria impressa da Erdogan alla politica governativa.

E così la reazione alla protesta contro l’abbattimento degli alberi di Gezi – metafora della difesa delle proprie radici e della lotta contro l’arroganza al potere – messa in atto dalla polizia (su direttive governative) ha mostrato che oggetto della contesa non fosse soltanto una variante urbanistica ma l’identità di un paese ed il corso del suo incedere.

Come già avvenuto nel corso della primavera araba, i social network hanno innescato un inatteso pandemonio all’interno delle stanze del potere tanto da far cadere la maschera “moderata” del premier turco,  il quale ha perentoriamente tacciato  Twitter di rappresentare “una minaccia per la società e un pozzo di bugie”, i “social media un guaio per le società di oggi”.

Ma non è tutto perché lo stesso premier ha brutalmente indicato ai  dissidenti  gli alberi del parco Gezi come idonei luoghi di impiccagione(qui il video).

La stessa amica, che mi ha suggerito la terrificante dichiarazione di Erdogan, mi riferisce che sul wall di un suo amico attualmente in Turchia non è possibile postare alcunchè dallo scorso fine settimana.

Non occorrono altre parole. Sui fatti di Istanbul vengono seminate tante bugie, nefandezze e bugie sulle nefandezze.

Ogni rivoluzione, sussulto di popolo richiede un’analisi più approfondita al fine di non incappare in inopportuni e deleteri manicheismi ideologici ovvero in equidistanze di maniera.

È comunque drammaticamente provato che il circolo vizioso della cattiva informazione sulla rivolta in terra ottomana non avviene per il tramite dei social network  ma per il tramite degli organi di informazione istituzionali cassa di risonanza del “moderato” premier Erdogan.

Il tutto in un paese che da anni spinge l’uscio per entrare a far parte dell’Unione europea, la cui voce a riguardo è, come troppe volte già successo, quasi impercettibile.

Ti e' piaciuto? Si? No? Commenta! Continua a seguirci. Segui la nostra terapia per debellare l'Italiota che c'e' in te. Una buona lettura a settimana ti aiutera' :)
Controlla lo spazio "Coming Soon" nella colonna di destra per avere un assaggio delle prossime pubblicazioni.
Seguici, piacici, condividici su facebook, linkedin, twitter!

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: