Corri Pietro, corri!!!

Mennea

Corri ancora per noi, corri per emozionarci ancora, corri contro le nuvole, con il vento alle spalle, in una bella giornata di primavera, una di quelle col sole che scalda la pelle e col vento ancora freddo che asciuga il sudore.

Corri come da bambino, quando contro quel vento e quel sudore (che insieme ti avrebbero fatto prendere un malanno) si levavano le urla di tua madre, come tutte le nostre: anche perché, le nostre (a ragione) sapevano di urlare non a futuri campioni, ma solo a bambini sovraeccitati dall’arrivo della bella stagione.

Quanti, tanti, troppi Italioti non sapevano e non sanno nemmeno chi tu fossi?

Ma altrettanti, mai troppi Italiani, hanno bene in mente il momento dell’arrivo della gara che ti rese celebre al mondo tutto e che rese l’Italia un paese orgoglioso di un proprio figlio.

La gara in questione è quella dei 200 metri delle Universiadi di Città del Messico del 1979, nella quale facesti fermare il cronometro a 19 secondi e 72 centesimi, facendo fermare a noi tutti il respiro e riempendoci gli occhi di lacrime ed il petto pieno di fierezza.

Tu con quella faccia da postino o da pizzaiolo a fare un record che resistette quasi 17 anni (e ancora oggi record europeo), battuto solo da energumeni molto più alti, molto più muscolosi, molto meno eleganti.

Sì, proprio quell’eleganza che ti ha contraddistinto in tutte le gare dello sport e della vita. Indossavi una canottina e dei pantaloncini osceni (rispetto al tripudio dell’abbigliamento tecnico odierno), ma era come vederti correre in smoking.

L’eleganza con cui ti abbiamo visto primeggiare alle Olimpiadi di Mosca del 1980 (quelle boicottate dagli amici a stelle & strisce) e a quelle di Los Angeles del 1984 (queste, invece, disertate dal blocco Sovietico), in cui diventasti il primo uomo nella storia a raggiungere la quarta finale olimpica consecutiva nei 200 metri.

La stessa eleganza con cui, dopo aver appeso le scarpette al chiodo, ti inventasti avvocato, docente universitario ed europarlamentare (laureato anche in Scienze politiche, Scienze motorie e Lettere).

Ma a noi piace immaginarti anche in giacca e cravatta, ma con le scarpette ai piedi verso nuove mete con quella canotta oscena che si intravede sotto alla camicia bianca.

Noi che faremo vedere ai nostri figli i filmati che ti hanno reso celebre, un piccolo italiano di Barletta oltre i muri della chiusura della guerra fredda.

Corri verso il meritato riposo, corri, corri, corri.

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