Salviamo, il nostro paese da noi stessi! – I Marò e l’ennesima pessima figura dell’Italia

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A una settimana più o meno dall’annuncio che i Marò rimarranno in Italia, mi vengono in mente alcune considerazioni:

  • che abbiamo fatto l’ennesima figura di merda internazionale
  • che secondo alcuni abbiamo fatto bene a “tirare fuori le palle” e mi viene molta tristezza
  • che in India il diritto internazionale è molto aleatorio
  • che non ci si cura mai dei veri bisogni delle persone

Per analizzare la questione però, serve un sano distacco, senza essere tifosi dell’una o dell’altra parte come sempre accade in Italia, ma analizzando quello che è bene per l’Italia e per i suoi cittadini.

La domanda è una: il nostro caro ministro degli esteri, ancora per poco, che interessi ha fatto dicendo che i Marò rimarranno in Italia?

Si sono sentite 2 antifone fin ora: “cavolo è un nostro diritto, erano in acque internazionali, che si fottano gli inidiani.”

Oppure: “ha solo ragione l’India c’è un accordo firmato, non ci si può rimangiare la parola una volta data”.

Personalmente, vivendo in India, sono molto più vicino alla seconda affermazione e con calma nelle prossime righe cerco di sviscerare il mio punto di vista.

il pensiero dell’italiano che vive in India, vi giuro tutti quelli che conosco, è: ma come cazzo si fa a trattenere i Marò in Italia dopo aver “promesso” di rimandarli indietro?

La nostra credibilità internazionale già era uno schifo, ora è anche peggio!

Cerco di fare un discorso senza tirare in mezzo destra, sinistra, centro, hanno ucciso o non hanno ucciso, l’India è nel giusto o nello sbagliato, se erano acque internazionali o di pertinenza indiana ecc ecc..

Assumiamo che i 2 militari italiani abbiano agito nel giusto e che tutto è, legislativamente parlando, dalla loro parte.

Assumiamo anche che i 2 marò siano stati fatti attraccare in India con l’inganno per essere arrestati.

A questo punto e non dopo, un governo responsabile forte delle sue ragioni di giustizia, avrebbe dovuto fare un atto di forza diplomatico: richiamare l’ambasciatore, sospendere i visti ecc ecc. per far valere le sue ragioni.

Invece lo stato italiano lascia che sia, in favore dei buoni rapporti bilaterali Italo indiani.

Dopo qualche mese in cui tutti eravamo preoccupatissimi della situazione dei 2 nostri militari trattati malissimo nelle più profonde celle dello stato del Kerala, lo stato indiano ci rimanda indietro i 2 fucilieri per be 2 volte: una a Natale e l’ultima per votare, con un’apertura niente male per 2 persone accusate del’omicidio di 2 pescatori. La prima volta l’Italia si comporta come da accordi presi, rimanda indietro i Marò; la seconda volta dopo aver ottenuto la fiducia, visti i fatti precedenti, decide che è meglio tenersi i 2 militari a casa.

La domanda mi sorge spontanea? Ma perché? Perché lo stato Italiano deve far valere le sue ragioni? Perché non esiste che 2 militari italiani debbano essere processati in un paese come l’India? Noi, dico noi italiani, che ne facciamo una questione di prinicipio o di diritto?

La situazione era ormai definita, una volta scelta la linea morbida all’inizio perché decidere di non mantenerla? qual è il senso di trattenerli in Italia ora? Una manovra politica? Nemmeno perché le elezioni sono già state fatte. Allora quale può essere la ragione se non la stupidità?

Stupidità, perché se partiamo dalla domanda iniziale del post:  che interessi ha fatto il governo quando ha deciso di non rimandare indietro i marò, la risposta non è sicuramente, l’interesse degli italiani.

Il bene per gli italiani non è sicuramente quello di avere i marò a casa. Chi fa affari nel subcontinente, chi aspetta un bambino in adozione, chi è carcerato in attesa di giudizio e chi semplicemente ci vive in India avrà un sacco di noie e problemi. Hanno addirittura intimato all’ambasciatore di non muoversi dal paese; rischia il carcere perché ha firmato una dichiarazione giurata in nome nostro, del popolo italiano, che i 2 militari sarebbero tornati indietro!

Il rischio di un uso politico, contro il governo di Delhi da parte di forze nazionalistiche e di opposizione, contro gli italiani è un rischio sensibile.

Dal punto di vista economico il consumatore indiano, che solitamente è abbastanza nazionalista, se dovrà comprare un prodotto lo comprerà sicuramente non italiano: le nostre fabbriche venderanno meno, ci sarà meno produzione, meno bisogno di lavoratori ecc ecc ecc.

Ringrazio il governo, che di qualunque colore sia non si smentisce mai,  per le sue qualità nel ricercare sempre il bene dei suoi cittadini, almeno di quelli che dell’orgoglio di una prova di “forza” internazionale in questo momento non ne capiscono proprio la necessità, ma gli sembra di tornare a discorsi infantili su chi ha ragione, invece di fare il paese adulto e guardare a qual è la necessità vera delle persone.

Da italiano che vive e lavora in India per cercare di esportare il bello del nostro paese mi viene solo da dire: che tristezza.

 

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Comments

  1. “Il bene per gli italiani non è sicuramente quello di avere i marò a casa. Chi fa affari nel subcontinente, chi aspetta un bambino in adozione, chi è carcerato in attesa di giudizio e chi semplicemente ci vive in India avrà un sacco di noie e problemi. Hanno addirittura intimato all’ambasciatore di non muoversi dal paese; rischia il carcere perché ha firmato una dichiarazione giurata in nome nostro, del popolo italiano, che i 2 militari sarebbero tornati indietro!”

    Questa motivazione e’ francamente risibile. Meglio lasciare la’ i maro’ per questi motivi? E ammettendo che ci sia davvero un vizio di carattere giuridico? chissenefrega dei due che tanto sono nostri militari ed e’ giusto si sacrifichino?

    Sinceramente, di certo ne sai di piu’ di me dell’India, non ho dubbi, ma questo post ha poco senso.

    • Ciao Edoardo!Innanzitutto grazie per il commento.

      Come una motivazione risibile?
      Si parla della vita di tante persone che al contrario dei Marò non hanno ammazzato nessuno! Pensiamo a noi Italiani cosa avremmo fatto se 2 fucilieri spagnoli avessero scambiato per pirati 2 pescatori siciliani ammazzandoli.
      Mi sfugge poi il concetto di sacrificio! I 2 militari non erano in un carcere indiano tra i topi; durante la loro detenzione in Kerala erano in un albergo di alto livello e a Delhi erano in una residenza all’interno dell’ambasciata Italiana i poverini, con tutti i confort della situazione. Inoltre le aperture indiane verso il nostro paese, rimandarli a casa per ben 2 volte, erano state molto chiare e dubito che si sarebbe arrivati ad una condanna, politicamente ragionano meglio di noi!

  2. la figura di merda l’hanno fatta i nostri generali che non hanno istruito i militari su come comportarsi e gli indiani che li hanno presi con l’inganno!

  3. Gianluca, i generali (semmai gli ammiragli, visto che stiamo parlando di Fucilieri di Marina) non c’entrano nulla in questa faccenda. Esiste un preciso protocollo per “l’ingaggio di un obiettivo”. Ogni militare italiano, prima di sparare, ci pensa sempre non una ma dieci volte. Il motivo è semplice: per come girano le cose nel nostro Paese e nei regolamenti che disciplinano l’impegno italiano in operazioni internazionali, a torto o a ragione, ogni sparo equivale ad un processo e quindi a rotture di scatole (oltre che morti ammazzati sulla coscienza). Ci fossero stati gli Americani, nel dubbio, avrebbero affondato un paio di imbarcazioni nei paraggi solo per essere sicuri di aver “neutralizzato la minaccia”. Battute a parte, non mettiamo in discussione la preparazione di uomini e donne, i nostri militari, che svolgono quotidianamente il loro lavoro con professionalità e competenza.

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