Le prime parole di Laura Boldrini Nuova presidente della Camera per gli Italioti


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«La politica deve tornare ad essere una speranza, un servizio, una passione».

«Stiamo iniziando un viaggio, oggi iniziamo un viaggio, cerchero’ di portare assieme a ciascuno di voi, con cura ed umilta’ la richiesta di cambiamento che alla politica ogni richiedono tutti gli Italiani, soprattutto i nostri figli.»

«Vorrei innanzitutto indirizzare il mio saluto rispettoso al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano».
«Faccio i miei auguri soprattutto ai più giovani: a chi siede per la prima volta in quest’aula. Sono sicura che insieme riusciremo nell’impegno straordinario di rappresentare nel migliore dei modi le istituzioni repubblicane».

«Arrivo a questo incarico dopo aver trascorso tanti anni a difendere e rappresentare i duiritti degli ultimi in Italia e nel mondo. E’ un’esperienza che mi accompagnerà sempre e che metto al servizio di questa Camera».

«Il mio pensiero va a chi ha perduto certezze e speranze. Abbiamo l’obbligo di fare una battaglia vera contro la povertà, e non contro i poveri: dobbiamo garantirli uno a uno. In quest’aula sono stati scritti i diritti unversali della nostra Costituzione, la piu’ bella del mondo. La responsabilita’ di questa istituzione si misura anche nella capacita’ di saperli rappresentare e garantire uno ad uno. Quest’Aula dovrà ascoltare la sofferenza sociale di una generazione che ha smarrito se stessa, prigioniera della precarieta’ costretta spesso a portare i propri talenti fuori dall’Italia. Dovremo farci carico dell’umiliazione delle donne uccise da violenza travestita da amore. Dovremo stare accanto ai detenuti che vicono in condizioni disumane e degradanti. Dovremo dare strumenti a chi ha perso il lavoro o non lo ha mai trovato, a chi rischia di perdere l’ultimo sollievo della Cassa Integrazione, ai cosiddetti esodati, che nessuno di noi ha dimenticato. Ai tanti imprenditori che costituiscono una risorsa essenziale per l’economia italiana e che oggi sono schiacciati dal peso della crisi, alle vittime del terremoto e a chi subisce ogni giorno gli effetti della scarsa cura del nostro territorio».

«Dovremo impegnarci a restituire fiducia a quei pensionati che hanno lavorato tutta la vita e che oggi non riescono ad andare avanti. Dovremo imparare a capire il mondo con lo sguardo aperto di chi arriva da lontano, con l’intensita’ e lo stupore di un bambino, con la ricchezza interiore, inesplorata di un disabile».

«In Parlamento sono stati scritti dei diritti costruiti fuori da qui e che hanno liberato l’Italia e gli italiani dal fascismo. Ricordiamo il sacrificio di chi è morto per le istituzioni e per questa democrazia. Anche con questo spirito siamo vicini con chi oggi a Firenze con Luigi Ciotti ricorda i morti per mano mafiosa. Al loro sacrificio ciascuno di noi e questo Paese devono molto».

«Molto dobbiamo anche al sacrifio di Aldo Moro e della sua scorta. Questo e’ un parlamento ampiamente rinnovato! Scrolliamoci di dosso ogni indugio, nel dare piena dignità alla nostra istituzione che sapra’ riprendersi la centralità del suo ruolo».

«Facciamo di questa Camera la casa della buona politica. Il nostro lavoro sarà trasparente, anche in una scelta di sobrietà che dobbiamo agli italiani».

«Sarò, la presidente di tutti, a partirte da chi non mi ha votato, ruolo di garanzia per ciascuno di voi e per tutto il Paese».

«L’Italia è Paese fondatore dell’Unione europea, dovremo lavorare nel solco del cammino tracciato con lungimiranza da Altiero Spinelli. Lavoriamo perché l’Europa torni ad essere un grande sogno, un approdo certo per i diritti delle persone, un luogo della libertà, della fraternità e della pace. Anche i protagonisti della vita religiosa ci spingono ad osare di più, per questo abbiamo accolto con gioia i gesti e le parole del nuovo Pontefice, venuto emblematicamente “dalla fine del mondo”. A Papa Francesco un saluto carico di speranze».

«Un saluto anche alle istituzioni internazionali, alle assocazioni e delle organizzazioni delle Nazioni Unite per cui ho lavorato per 24 anni – e permettetemi- anche un pensiero per i molti, troppi volti senza nome che il nostro Mediterraneo custodisce. Un mare che dovra’ sempre piu’ diventare un ponte verso altri luoghi, altre culture, altre religioni».

«La politica deve tornare ad essere una speranza, un servizio, una passione».

«Stiamo iniziando un viaggio, oggi iniziamo un viaggio, cerchero’ di portare assieme a ciascuno di voi, con cura ed umilta’ la richiesta di cambiamento che alla politica ogni richiedono tutti gli Italiani, soprattutto i nostri figli.»

Ampliato dal Video e dal Sito dell’Unita’  clicca qui

Video integrale del discorso: clicca qui oppure qui

Chi e’ Laura Boldrini? clicca qui per wikipedia

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Comments

  1. pizzolo01 says:

    “Abbiamo l’obbligo di fare una battaglia vera contro la povertà, e non contro i poveri: dobbiamo garantirli uno a uno.” La prima parte della frase, quella che precede i due punti, è piuttosto chiara. In relazione alla seconda parte, non sono sicuro di aver capito bene. Io credo che la battaglia politica contro la povertà sia sacrosanta, ma non lo è quella di dover garantire chiunque. Suonerà un pò vintage, ma rammentare vagamente qualche frammento smithiano, qualche volta fa bene, soprattutto quando uno dei principali problemi italiani si chiama “competitività”. Il ruolo della politica, a mio parere, è quello di mettere in condizione chiunque di “giocarsela” alla pari con gli altri, indipendentemente da quelle che sono le diverse estrazioni sociali, disponibilità economiche, orientamenti religiosi, o qualsiasi altro fattore discriminante. Tutto questo, però, al punto di partenza. Il punto di arrivo non può e non deve essere influenzato dalla politica, se vogliamo un Paese più liberale e competitivo. Suonerà cinico, ma sfido a dimostrare il contrario: “poveri” (di denaro, di volontà, di spirito, di fortuna) ci sono sempre stati e ci saranno sempre, in qualsiasi spazio e tempo. Non è il ruolo della politica quello di “garantirli”. Il ruolo della politica è quello di mettere chiunque in condizione di riscattarsi, offrendo a tutti le stesse possibilità di entrare nell’arena. Ciò che accade nell’arena, è “beyond its scope”. Se questo è il significato della seconda parte della frase, allora condivido pienamente. Ho qualche dubbio però che questa sia la corretta interpretazione…

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