Anche le PMI devono migliorare.

learning-like-kidQuante volte abbiamo sentito o letto frasi del tipo: ”il tessuto imprenditoriale italiano è basato sulle PMI!” oppure “La vera forza dell’economia italiana sono le PMI!”.

Come al solito, la dirigenza del paese ed i politici sono stati bravi a scoprire l’acqua calda e a riempirsi la bocca di slogan, ma cosa hanno saputo fare per aiutare le piccole e medie imprese in questo periodo di crisi?

Qualcosa che potrebbero fare è abolire IRAP per tutte le imprese con un fatturato minore di 5 milioni di Euro, per poi nell’arco degli anni aumentare tale limite fino ad eliminare per tutte le società questa imposta senza senso. Inoltre presuntuoso come sono, nel mio piccolo, vorrei dare un aiuto, o meglio un suggerimento, alle piccole e medie imprese italiane.

I loro punti di forza non li devo certo scoprire io, ma spesso e volentieri non si affrontano le debolezze di questo importante motore del paese. Mi focalizzerò su due due ambiti: la gestione delle informazioni e la pianificazione aziendale.

Le PMI hanno la loro principale forza e la loro principale debolezza nella struttura: flessibile e veloce, ma “disordinata” e debole. Sono in grado di individuare ed assecondare velocemente i cambiamenti del mercato ed essere più vicine alle esigenze del cliente grazie ad una struttura piatta e snella. Allo stesso tempo, non sono sempre in grado di imparare dai propri errori e (spesso) crescendo mandando in frantumi gli ingranaggi.

Sono praticamente cresciuto all’interno di una piccola impresa e sono stato esposto ad una moltitudine di piccoli imprenditori: personaggi di un altro mondo, di un’altra tempra, persone in grado di fare sacrifici e gestire pressioni che manager di alto livello neanche se le sognano. Ma a volte, proprio per questa loro grande passione ed energia, non riescono ad ottenere gli obiettivi e i successi che meritano.

Sono sicuro che queste critiche sono state evidenziate anche in passato e spesso gli imprenditori le avranno bollate come presuntuose. Spero che questa volta sia diverso perché sono rivolte a tutte le PMI e non alla singola impresa.

Il valore delle informazioni

La gestione dei dati, da trasformare in informazioni per prendere decisioni aziendali, ha un peso troppo elevato per non essere affrontato in modo strutturato. Con l’avvento delle tecnologie ITC, anche le piccole imprese possono avere accesso a strumenti a basso costo per raccogliere dati aziendali. Più difficile invece è strutturare processi interni per trasformare tali dati in informazioni.

La prima resistenza dell’imprenditore è di pensare di avere già tutte le informazioni che gli servono, quando, in realtà, o non sono complete o per ottenerle ci vuole uno sforzo tremendo da parte dell’organizzazione.

L’informazione è tale quando arriva alla persona giusta nel momento giusto. Il mio suggerimento è di capire quali sono le informazioni necessarie e quindi porsi l’obiettivo di costruire i processi e gli strumenti per ottenerle in modo efficiente e nei tempi giusti.

La pianificazione e il controllo

Con le informazioni disponibili è importante pianificare le attività aziendali, partendo da stime generali (magari approssimative) per poi passare a pianificazioni più dettagliate e precise.

Il “gioco” della stima non deve però diventare fine a stesso: non serve preoccuparsi esageratamente se non i dati puntuali sono diversi rispetto alle stime. La stima deve aiutare ad evitare inconvenienti e non a legare la vita aziendale ad un numero.

Un esempio concreto riguarda i metodi di finanziamento. Tanti piccoli imprenditori hanno paura delle banche (come dargli torto) e soprattutto dei debiti in particolare quelli di lungo periodo, superiori ai 5 anni. La pianificazione degli investimenti e delle modalità di finanziamento è fondamentale per evitare costi non necessari. Una volta pianificato è fondamentale anche controllare quali sono stati i risultati rispetto a quelli stimati. Questo non tanto per capire se si è bravi a stimare o meno ma per imparare. Soltanto il fatto di effettuare l’esercizio di controllo su ciò che si è realmente ottenuto, può aiutare ad imparare cosa poteva essere fatto meglio e ciò che si è sbagliato.

Le PMI possono migliorare e devono migliorare. Hanno capacità e punti di forza che già vengono sfruttati al massimo. Ora è il momento di spostare l’attenzione sui punti di debolezza, per migliorarsi e poter competere in questo nuovo mondo. Sicuramente la politica deve fare la sua parte, abolizione dell’IRAP è solo la punta dell’iceberg, ma le PMI devono reinventarsi e sfruttare meglio le competenze professionali interne ed esterne.

Suggerimento finale: leggere “I dolci e gli amari di Pompeo” scritto da Pompeo Locatelli, libro molto interessante su una figura professionale che potrebbe e dovrebbe aiutare di più il piccolo imprenditore in questi ambiti: il commercialista..

Ale

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