Comunque vada sarà un successo – Bravi tutti …

tsunami

Stremato dalle tante, troppe tribune politiche, sondaggi, dichiarazioni, appelli, interviste, tavole di confronto, numero di seggi, camera, senato, regioni, cado in un sonno profondo ed antico.

Apro gli occhi lentamente, con difficoltà. La mia testa pesante su una fredda superficie di marmo, sembra il tavolo di un obitorio. Cosa ci faccio in questo posto? Davanti ai miei occhi un volantino ingiallito recita “La Daccò Travel & Restaurant offre una settimana All Inclusive in resort caraibico per politici italioti (tutti), stremati dalle fatiche della campagna elettorale”. Non capisco, non ho le forze per capire. Ripiombo in un nuovo sonno, ancora più profondo e remoto nella coscienza.

Riapro gli occhi. Questa volta sono riverso, per metà all’ombra di un platano, su una spiaggia calda e bianca. Mi alzo e vedo sagome danzanti, sento musica in lontananza e profumo di cucina italiota. Sembra una festa.

Mi avvicino, ma nessuno mi scorge. Faccio segni, ma nessuno mi nota. Urlo, ma dalle mie corde non esce alcun suono. Resto attonito, immobile, muto. Comincio a distinguere le figure danzanti e mi pare di riconoscerle. Bersani? Impossibile. Monti? Oh mio Dio! Alfano? Casini? Rutelli? Di Pietro? Ci sono tutti.

Chiaro!!! Eccoli tutti insieme sulle dorate spiagge di di un isolotto tropicale, lontani dalle fatiche elettorali, lontani dal clamore, lontani dai giornalisti e dalle loro noiose domande, sempre le stesse, su cosa fare-non-fare-dire-fare-baciare-lettera-testamento.

Sdraiato su un lettino, sotto l’ombra di una palma, trovo Monti che a dispetto del cognome, non sembra disdegnare affatto il caldo clima tropicale e il soave e lento sciabordare delle ondine caraibiche. Abbandonata la divisa d’ordinanza, eccolo sereno in pantofole in seta Hermès, bermudino due dita sopra il ginocchio e camicia blu navy con riga bianca, rigorosamente a manica lunga, leggermente aperta sul torace (la classe non è acqua, nemmeno in vacanza).

Faccio qualche metro e mi ritrovo nel vortice dei danzatori che si dimenano al ritmo di tamburi caraibici. Tra giovani mulatti a torso nudo, mi si apre davanti agli occhi una visione di pace e amore cosmico (Love, love, love): Vendola, Giovanardi e la Binetti avvinghiati come serpenti, ballano sudati, saltano e sorridono di gusto.

Continuo frastornato e trovo Bersani in un angolino al riparo dai raggi solari a grigliare orate per tutti e Fini ad attizzargli la fiamma (il primo amore non si scorda mai).

E ancora nugoli di politici con fare rilassato. Diliberto che versa da bere a La Russa. Cicchitto che si allontana con D’Alema sotto braccio (gli inciuci non vanno mai in vacanza). Anche Fiorito, Zambetti, Cuffaro?!

Ecco che spunta anche Bruno Vespa, vestito da cameriere coloniale, con un vassoio di Mojito e Margarita. Dietro di lui, Floris con il vassoio delle pizzette e Lucia Annunziata con un cesto di frutta tropicale.

In mezzo al mare, vedo su una canoa Ingroia che cerca di pescare qualcosa di grosso, ma più si affanna e meno tira. Con lui, Giannino, che cerca di pescare il master-pesce, specie misteriosa avvistata al largo della costa di Chicago.

Mi allontano dalla folla e trovo una capanna dalla base circolare al cui interno scorgo un capo tribù sorridente, tanto sorridente, tutto vestito con doppiopetto in piume di pavone. Ai suoi lati vedo amazzoni adulanti, tutte in fila per il rito dell’accoppiamento. Si è Lui. Non poteva che essere Lui. Dall’espressione compiaciuta non sembrerebbe che le elezioni siano andate male per lui.

Continuo a non capire. Cosa ci faccio io su un’isola con tutti i politici italioti? E soprattutto cosa ci fanno loro tutti insieme a festeggiare? Non dovrebbero esserci state da poco le elezioni? Non si stavano azzannando come cani idrofobi fino a qualche minuto fa?

Ad un certo punto il vecchio shamano Giorgio, in lacrime, chiama tutti a radunarsi per il momento solenne. Tutti accorrono verso una pira gigante ed io sospinto dalla massa non posso che seguirli nell’incedere.

Riesco a leggere uno striscione in caratteri antichi, “Comunque vada sarà un successo – Bravi tutti”. Non capisco.

Tutti, ormai, sono in cerchio intorno al grande rogo, all’interno del quale stanno per dare fuoco ad una giovane vergine dai fianchi rotondi e dai lunghi capelli. Mi sembra di riconoscerla, ma non ne sono certo.

Mi avvicino e sento parlare sotto voce. Dicono sia una certa Italia. Dicono abbia cercato di resistere alle prepotenze dei signorotti che volevano violarla.

Sgrano gli occhi. Stanno per dare fuoco all’Italia, dopo averla saccheggiata, vilipesa, dilaniata, mentre l’Italia assiste inerme allo scempio. Grido, mi dimeno, ma nessuno se ne cura.

Intanto mi pare di sentire urla provenire da lontano, ma ancora una volta non se ne cura nessuno. Del resto, sono tutti intorno al fuoco, di chi sarebbero queste urla? Ingroia, in mezzo al mare!! Mi allontano di qualche passo e lo vedo sbracciarsi sulla canoa. Dietro di lui, dal profondo dell’oceano, si è alzata un’onda grande quanto una montagna. Si avvicina veloce con fragore assordante. Mi giro verso la pira, ma nessuno sembra accorgersene. Cade sulla mia fronte una goccia di fredda pioggia.

Mi giro ancora verso il mare, ormai Ingroia e Giannino sono stati travolti dall’onda. Bloccato nei movimenti non riesco a scappare, mentre alle spalle sento il vociare dei politici italioti che di nulla si preoccupano. Sulla cresta dell’onda scorgo la sagoma di un surfer: è tutto vestito di bianco, con un saio lungo come un profeta, porta la barba lunga ed i capelli incolti. Sento ancora la risata diabolica. È Grillo!!! Ecco che arriva l’onda che travolge tutti!!!

Apro gli occhi. Sono sul divano di casa.

Accendo la radio e scopro che hanno vinto in due: Grillo e Berlusconi; hanno perso sempre gli stessi (ma loro sono felici così). Dopo la pubblicità, un celebre pezzo di Lucio Battisti …

Ancora tu, non mi sorprendi lo sai,

Ancora tu, ma non dovevamo vederci più …

Ebbene si, ancora Lui! Con il suo carico di menzogne, sorrisi implasticati, proclami televisivi, barzellette ha fatto incetta di voti nei bassifondi della popolazione, andando a toccare le corde più viscerali del popolo Italiota (a questo punto, la maiuscola è d’obbligo: una fetta di popolazione così larga, così tenace, così attaccata ai propri interessi deve essere rispettata).

Per tutti quelli che ci hanno creduto, che hanno sperato fosse la volta buona per voltare pagina, sorry, tutto da rifare.

Resta l’amarezza: la stessa amarezza di una finale dei mondiali persa ai rigori.

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Comments

  1. complimenti mi è piaciuto molto.
    Questo tuo sogno è la realtà

    mix

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