Brancaleone l’Italiota – Parte ultima

Brancaleone 3

Eccoci infine alle battute finali della saga del nostro eroe Italiota. Dopo la genesi del valoroso, la descrizione dei nemici (Parte prima) e dei potenti alleati (Parte seconda), scopriamo verso quale ambita meta si dirige repentinamente.

LO RICCO BOTTINO

Ma noi non ci crediamo, dicevamo …

La nostra verità è che per correre nell’arena politica Italiota serve un’organizzazione. Non si arriva ad Aurocastro senza una mappa, senza villaggi ospitali nei quali trovare sicuro giaciglio, viveri e cavalli freschi per il viaggio.

Ma chi dispone di una capillare organizzazione nel territorio Italiota?

I Rossi Comunisti, i quali, tuttavia, sono invisi a Brancaleone Italiota.

La Protezione Civile, che da 10 anni a questa parte è diventata una legione di Silvio Magno.

Poste Italiane, lo vediamo bene Brancaleone con il suo mite faccione all’interno di un poster dal giallo contorno a flirtare con la vecchietta che va a ritirare pensione e gli bestemmia dietro.

Poste

Ma ecco che spunta la vecchia DC, la tanto cara al popolo Italiota Democrazia Cristiana.

E fu così che il tanto coeso popolo cristiano si riunì al servizio di Brancaleone per la riconquista del Feudo Italiota.

Eccolo quindi il ricco bottino che si appalesa in tutto il suo splendore davanti a Brancaleone Italiota, scudieri e popolo (demo)cristiano tutto. La nuova contro-riforma Italiota per la difesa dello status quo.

È forse un caso che ogni qual volta si è presentata l’occasione per la sinistra Italiota di andare al potere, si sia manifestato un evento esterno tale da pregiudicarne la vittoria? Forse è un caso. Forse no.

Lo scenario politico Italiota, reduce dalla peggiore disfatta del Silviomagnismo, con il centro relegato ad una setta fanatico-conservatrice e con una serie di forze minoritarie atte a frammentare il consenso, risultava infatti perfetto perché la sinistra facesse man bassa di consensi.

Ed è proprio in questo scenario che cala dall’alto Brancaleone Italiota, persuaso da forze notturne e misteriose. Cala dall’alto (o sale dal basso a seconda delle varie interpretazioni) quale baluardo dei valori cristiano-bancari-elitari della penisola Italiota.

Chi meglio di Brancaleone Italiota avrebbe potuto garantire la tutela del Vaticano interesse? È bene ricordare, infatti, la prima visita ufficiale di Brancaleone Italiota, in data 14 gennaio 2012. Chi ha omaggiato il nostro salvatore? I terremotati dell’Aquila? I cassintegrati di Pomigliano? Gli alluvionati liguri? Niente di tutto ciò. Brancaleone Italiota è andato a porgere visita al successore di Pietro, il quale ha “benedetto” il nostro eroe per l’avventura intrapresa: “Voi avete cominciato bene in una situazione difficile e quasi insolubile”. Peccato abbiano finito peggio in una situazione più facile (ma questo era prevedibile e non sarebbe corretto dare colpe al nostro condottiero). Cosa ne è stato dell’IMU sui possedimenti della Chiesa, caro Brancaleone?

E che dire degli amici bancari? E dell’elite dei professori?

Caro Brancaleone giù la maschera.

Smettiamola con la storia del bene comune, della politica delle buone maniere, della competenza, del rigore?

Siamo un paese con troppi anni di storia alle spalle, con troppi misteri irrisolti, con troppi nodi mai affrontati. E lei ne è parte integrante tanto quanto les miserables che la appoggiano e che la contrastano.

Non si riceve una nomina a commissario europeo senza essere parte di un sistema di nomine & favori. Non si diventa International Advisor per Goldman Sachs senza avere la possibilità di bussare alle porte che contano. Non si diventa Presidente della più importante Università Italiota senza il consenso maggioritario dell’intellighenzia dominante.

E smettiamola con la storia dell’apprezzamento franco-germanico. Saremo anche un popolo di Italioti assuefatti a qualsiasi forma di malgoverno, sia esso una dittatura dichiarata o malcelata sotto forma di democrazia, sia esso di destra o di sinistra, ma saremo in grado di esprimere una preferenza.

L’emergenza Italiota in cui siamo finiti l’abbiamo creata tutti con fatti, opere, parole ed omissioni – nessuno escluso – nemmeno lei caro Brancaleone.

Quando parlava di bene comune, si definiva al servizio del paese. Ora che corre per vincere, non è più disposto a fare il ministro di altrui governi. Ci viene il dubbio che sia rimasto morbosamente attratto dall’anello del potere. Ci viene il dubbio che non era super partes, ma intra-partes.

Per quello che abbiamo visto fin ora, caro Brancaleone, lei non aiuta a smacchiare il grigio fumo del nostro Tricolore Italiota.

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