Brancaleone l’Italiota – Parte seconda

brancaleone 2v

Dopo aver trattato brevemente del nostro Brancaleone e dei suoi acerrimi nemici (Leggi)… ci apprestiamo, cari Italioti, a conoscere meglio i suoi compagni di ventura

LI FIDI SCUDIERI

Chi sono i fidi scudieri al fianco del condottiero dal grigio pelo nella battaglia per il Chigio Palazzo?

Alla destra del nostro eroe, cavalca fiero Pier Ferdinando il Bello, tra i primi e più fedeli sostenitori di Brancaleone Italiota.

Egli è presente nelle maestose stanze della politica Italiota fin dal lontano A.D. 1983, quando figurava tra i più stretti collaboratori di Arnaldo Forlani (lo stesso dello storico processo ENIMONT dell’era tangentopolis, il quale ebbe a dire di se stesso: “Parlo senza dir niente? Potrei farlo per ore”). E come il suo maestro, anche Pier Ferdinando il Bello parla in pubblico da trenta lunghi anni senza nulla dire (provate, insulsi Italioti, a fare memoria di una sola idea – non necessariamente politica – degna di menzione, pronunciata dal valente crociato).

Da sempre fervido credente della cristiana famiglia. Verrebbe da chiedergli: “Quale?”. La prima? La seconda? O la famigghia? Con riferimento a quest’ultima, non dimenticate che Pier Ferdinando il Bello si è inoltre distinto nel tempo per il sacro valore dell’amicizia. Noto è infatti quanto egli fosse amico del nobile siculo Totò Cuffaro (si, proprio lui, u Zi Totò “Vasa Vasa” (kiss kiss) – attualmente domiciliato presso il carcere di Rebibbia per favoreggiamento aggravato a Cosa Nostra e rivelazione di segreto istruttorio). Pier il Bello riponeva tanta stima nell’amico.

Ancor più a destra, rispetto al nostro duce, troviamo Giovan Franco del Feudo di Montecarlo. Costui ebbe nella sua vita un percorso tanto travagliato che quando il nostro Brancaleone Italiota ne venne a conoscenza, mosso a lacrima bancaria, volle averlo al suo fianco per affidargli (almeno) un altro mandato parlamentare.

Anch’egli fu eletto per la prima volta alla Camera nell’AD 1983 (proprio come Pier Ferdinando il Bello). Fu segretario del Movimento Sociale Italiano (1987), fortemente voluto dal mentore Giorgio Almirante, salvo essere qualche anno dopo (1995) tra coloro che a Fiuggi ne propiziarono lo scioglimento per dare vita ad una nuova creatura politica, Alleanza Nazionale, di cui venne nominato presidente. Giovan Franco decise quindi (1993) di conquistare l’Urbe (niente marcia questa volta, solo come sindaco), ma venne sconfitto dall’unico uomo sulla terra ad essergli innanzi sul trono dei voltagabbana, Francesco Rutello oculo bello. Allora Giovan Franco di Montecarlo decise di stringere patto con Silvio Magno, insieme a Pietro Ferdinando il Bello, per la conquista del governo. Ma è cosa nota che a Giovan Franco piacciono gli scioglimenti, così prima (2008) avallò la fusione, non paritetica ma patetica, di Alleanza Nazionale nel Popolo della Libertà, poi (2010) ruppe la storica alleanza con Silvio Magno, rimandando la Libertà del popolo al Futuro.

Non vi sembra di vederli i Tre dell’Avemaria – Brancaleone Italiota, Pier Ferdinando il Bello e Giovan Franco di Montecarlo – incedere spediti verso la meta, col sole alto nel cielo ed il vento alle spalle.

A questo punto della nostra storia, non vi viene forse da domandarvi, inermi Italioti, cosa accomuna i valorosi scudieri al nostro Brancaleone Italiota (oltre alla meta, si intende)?

I primi hanno così tanto in comune che potreste insultare l’uno e voltarsi l’altro.
Entrambi sono dei baby-boomers, poi diventati grandi-bloomers.

Entrambi sono cresciuti sotto l’ala protettrice di celebri protagonisti della vita politica italiota.

Entrambi sono entrati in parlamento nel lontanissimo 1983 ed ivi sono rimasti per 5 lustri di luna, 8 Legislature (la metà del numero totale di Legislazioni della Repubblica Italiota, post Assemblea Costituente), 10.780 giorni di Parlamento (dura la vita!).

Arrivano i nostriV

Entrambi hanno avuto come stella polare il DPF, non il Documento di Programmazione Finanziaria, ma il motto Dio, Patria & Famiglia. Non discutiamo certo del rapporto con il Principale, ma in quanto a Patria & Famiglia, i nostri eroi avrebbero potuto fare di meglio. Sulla Patria, di essi non residua traccia, eccezion fatta per una leggina sulle cannette (Legge Fini-Giovanardi) ed una sui neri perigli (Legge Bossi-Fini). Sulla famiglia, per la serie predica bene & razzola come te pare, entrambi hanno contratto duplice matrimonio (nonostante nostra Santa Romana Chiesa).

Entrambi sono stati al fianco del duce Silvio Magno, salvo abbandonarlo a cammino intrapreso. Per primo Pier Ferdinando il Bello, non certo per idee politiche divergenti (si sa che il nulla converge per definizione con se stesso), quanto per una differente visione estetica della figura presidenziale, ed infine Giovan Franco di Montecarlo, reo di aver cospirato per la successione al trono.

Ma il nostro Brancaleone Italiota cosa ha a che spartire con i due più vicini scudieri? Egli che è tanto stimato, apprezzato ed applaudito nei reami vicini et lontani al Feudo Italiota?

Nulla. Diversamente, non sarebbe stato il fiero Cavaliere, di bona figura, tanto ambito dai primi due.

Proprio la distanza del nostro Brancaleone Italiota dagli scudieri, tralasciando un manierismo di facciata, è l’elemento che inquieta maggiormente. I protagonisti di questa commedia Italiota avranno, infatti, incontrato le loro difficoltà nel trovare dei tratti comuni da usare come canovaccio per la campagna elettorale. Se anche un uomo illuminato come Brancaleone, dalle esperienze internazionali, presidente dell’avanguardia universitaria nostrana, arriva a dichiarare che “la famiglia è formata da un uomo e una donna ed è giusto che i figli crescano con madre e padre”, vuol dire che siamo al post-frutta.
Peccato l’aver tralasciato lo Spirito Santo in questo quadretto idilliaco.

Ma dobbiamo veramente pensare che Brancaleone Italiota creda in questa visione? Se un uomo che ha girato il mondo, sedendosi a tavola con individui dalle estrazioni e provenienze più disparate, arriva a simili conclusioni, bene signori, qui non si discute di politica Italiota, ma di antropologia (l’involuzione della specie).

Ma noi non ci crediamo.

Nella prossima ed ultima puntata della saga del nostro eroe (domani mercoledì 30 gennaio) scopriremo perché un uomo così saggio decida di facere a mezzo con omeni da poco e per quale ricco bottino …

Ti e' piaciuto? Si? No? Commenta! Continua a seguirci. Segui la nostra terapia per debellare l'Italiota che c'e' in te. Una buona lettura a settimana ti aiutera' :)
Controlla lo spazio "Coming Soon" nella colonna di destra per avere un assaggio delle prossime pubblicazioni.
Seguici, piacici, condividici su facebook, linkedin, twitter!

Trackbacks

  1. […] Dopo la genesi del valoroso, la descrizione dei nemici (Parte prima) e dei potenti alleati (Parte seconda), scopriamo verso quale ambita meta si dirige […]

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: