“La corazzata Potemkin…

fantozzi…e’ una cagata pazzesca!”

In quel caso tutti lo pensavano ma nessuno osava fiatare se non il mitico ragionier Ugo Fantozzi (dopo essersela sorbita comunque tutta  fino alla fine…), sull’Euro invece i pareri non sono altrettanto unanimi, ci sono quelli convinti, ci sono quelli contro, ma ci sono soprattutto quelli che lo danno per scontato e che si’, e’ vero che tutto e’ raddoppiato tranne gli stipendi da quando e’ stato introdotto l’euro, ma tra mangiare la minestra o saltare dalla finestra, meglio la minestra (direi che questi sono la maggior parte).

Insomma non stiamo qui a ragionare su come ci siamo finiti in questo Euro, ma colgo lo spunto dal post precedente “Trova le differenze” dove si evidenziano similarita’ e differenze tra le agende di Monti e di Grillo per mettere un po’ di oggettivita’ in uno dei temi che piu’ li vedono distanti: la moneta unica. L’obiettivo e’ quello di insinuare tra i mangiatori di minestra un dubbio:

E se l’Euro fosse veramente una cagata pazzesca??

Essendo anch’io uno dei mangiatori di minestra, riprendo le argomentazioni di tale Ambrose Evans-Pritchard (di seguito AEP), giornalista del Telegraph che affronta l’argomento su un articolo del 13 Luglio scorso ma sempre attuale (clicca qui per leggere l’articolo integrale in inglese).

L’articolo e’ stato scritto all’indomani del downgrade del debito italiano da parte di Moody’s al rango di near junk (quasi spazzatura) e inizia dicendo sostanzialmente che l’aggravarsi della crisi e’ stato causato da un mix esplosivo di mosse sbagliate della BCE (messe in atto per forzare Berlusconi ad andarsene) e delle misure di austerita’ fiscale imposte dall’Europa (in parole povere: meno soldi in circolazione & piu’ tasse = ancora meno soldi in circolazione e quindi spirale recessiva).

AEP continua dicendo che il fatto che siamo riusciti a raggiungere un avanzo di bilancio (ovvero che le tasse incassate dall’Erario sono sufficienti a pagare tutte le spese al netto degli interessi sul debito) non servira’ a compensare gli effetti recessivi dell’austerita’ fiscale sul debito pubblico. Tradotto: e’ vero che tra l’aumento delle tasse e il contenimento della spesa  ottengo un avanzo con cui posso ripagare gli interessi sul debito, ma dato che se aumento le tasse provoco una riduzione dei consumi e degli investimenti, cio’ vuol dire che sto anche contraendo il mio PIL (ulteriormente ridotto anche dai tagli alla spesa pubblica), lo stesso PIL da cui poi dipenderanno le mie entrate fiscali future, ma poiche’ l’aliquota fiscale si abbattera’ su un PIL ridotto, anche le entrate fiscali saranno minori (a meno di non alzare l’aliquota ovviamente..), insomma, si entra in un ginepraio (tecnicismo per indicare una situazione di difficile soluzione) senza fine.

AEP individua dapprima l’uscita dall’euro come naturale cavallo di battaglia della propaganda di Grillo e di un Berlusconi che stava gia’ ai tempi sniffando l’opportunita’ di un ritorno in auge, ma passa subito dopo a snocciolare fatti:

  • Il debito combinato pubblico-privato italiano e’ il 260% del PIL, ovvero simile a quello della Germania e molto piu’ basso di paesi come Stai Uniti, Gran Bretagna, Francia, Olanda e Danimarca
  • Con una ricchezza privata totale di 8.6 trilioni di euro, gli italiani sono piu’ ricchi (pro-capite) dei tedeschi
  • L’Italia ha il miglior indicatore di sostenibilita’ del debito nel lungo periodo secondo il Fondo Monetario Internazionale (meglio di TUTTI gli altri paesi)
  • A causa dell’Euro, lo storico avanzo commerciale dell’Italia nei confronti della Germania si e’ trasformato in deficit in quanto l’Italia ha perso competitivita’ nel costo del lavoro con l’introduzione della moneta unica.

Sostanzialmente AEP ci dice che l’Italia non e’ messa cosi’ male come sembra, si trova solo nella valuta sbagliata. A quanto pare un tizio di Bank of America ha analizzato l’uscita dall’Euro dell’Italia attraverso la teoria dei giochi con il risultato che ci sarebbe solo da guadagnarci.

Vengono poi scardinati uno ad uno tutti gli spauracchi apocalittici che ci vengono propinati regolarmente quando viene paventata l’uscita dall’euro. Praticamente grazie all’avanzo di bilancio che gia’ abbiamo, all’elevato tasso di risparmio e alle dimensioni sufficientemente grandi della nostra economia, potremmo andarcene in ogni momento senza troppi patemi d’animo (niente a confronto di quelli che ci aspettano rimanendo dentro).

La conclusione e’ che addirittura l’unica via possibile per ridurre il costo dell’indebitamento sarebbe quella di uscire dall’euro subito!

Ora, magari non ho spiegato proprio tutti I passaggi perfettamente, magari ci sono altri fattori da tenere in considerazione, ma di fatto c’e’ tutta una corrente di pensiero molto ben documentata e alimentata da voci autorevoli (quella qui riportata e’ solo un esempio ma ce ne sono altre) e di ben altro calibro rispetto al nano e a Grillo, che prova come l’uscita dall’euro per l’Italia non sia in realta’ proprio una cagata pazzesca…

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Comments

  1. …in ogni caso è un bel ginepraio

  2. A mio parere non sono presi in considerazione troppi fattori nel caso di uscita dalla moneta unica: inflazione incontrollabile, svalutazione incredibile, crescita del costo di tutto a partire da: petrolio, energia e materie prime, il che toglierà tutti i benefici svalutativi sul costo per gli importatori esteri. Inoltre vi sarebbe un aumento drammatico del costo del debito, fuga dei depositi dalle banche del bel paese e possibili ritorsioni dei paesi limitrofi con dazi per i nostri prodotti e perché abbiamo resto instabili anche loro per essere usciti dall’euro!
    tutto questo che è un po’ più di teoria ma è una naturale conseguenza di un’uscita dalla moneta unica, non ha senso!

    Per la valutazione del rischio del debito pubblico purtroppo il parametro dell’indebitamento privato non interessa a nessuno, altrimenti saremmo forse il paese più solido dell’eurozona.
    Il punto principale è che rischieremmo una spirale inflazionistica da repubblica di Weimar, vi sarebbe un serio rischio di perdita di libertà da parte di molte persone che vedrebbero il loro conto in banca venir buono solo per comprare il Corriere Della Sera.
    Se fosse benefico uscire la Grecia se ne sarebbe già andata da un pezzo, non credo che i governi si divertano ad affamare la propria gente.

  3. Uscire dall’€uro per tornare a 30 fa quando si svalutava la lira per stare meglio? Si esportava forse di più MA anche nel 2012 le esportazioni hanno superato le importazioni!
    Allora quali conseguenze ne comporterebbero? I risparmi annullati dall’effetto svalutazioni? Un’inflazione galoppante che annullerebbe ogni potere d’acquisto.. Forse si riavvierebbe il mercato immobiliare con prezzi di case ancora più elevati causa inflazione..
    Inoltre l’uscita dal’€uro comporterebbe accettare implicitamente che non riusciamo a stare al passo degli altri paesi europei (nemmeno la Grecia ha votato per il ritorno alla Dracma..).
    L’uscita mi sembra un palliativo nel breve termine che non crea virtuosismi economico-contabili virtuosi.

  4. Per chi ha voglia di informarsi sul perche’ l’uscita dell’Italia dall’Euro sarebbe la cosa piu’ sensata da fare, suggerisco di iniziare leggendo un paio di articoli dell’ottimo prof. Alberto Bagnai:

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/06/18/teorico-serio-del-partito-anti-euro-litalia-deve-uscire-doloroso-ma-inevitabile/267023/

    http://www.ilmanifesto.it/dossier/la-rotta-deuropa/il-forum/mricN/5642/

    http://goofynomics.blogspot.it/2011/11/luscita-delleuro-redux-la-realpolitik.html

  5. Conflitto dei clan è un buon stratgic video gioco
    ɗoce i giocatori acquisire costruire fortezze successo riunione tesori
    е metodi.

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