Profezia italiota

Dopo i Maya anche italioti.it prova a formulare la propria profezia. L’argomento e’ scontato: la discesa in campo del professore e l’esito delle elezioni.

Profezia numero uno di Italioti.it: Ebbene si, Monti scenderà’ in campo. E vincerà’ le elezioni.

Certo rispetto ai Maya abbiamo qualche elemento in più…

La destra a pezzi (anche se, proprio siccome siamo italioti non si sa mai),  la sinistra a mangiarsi le mani ancora una volta, Grillo si accontenta ma non sfonda, Casini gongola.

Bersani ha avuto la sua chance e se l’e’ fumata senza nemmeno accorgersene.  All’indomani delle primarie avrebbe potuto e dovuto cambiare passo, scelte nette, tagli con il passato e sguardo al futuro. Subito far capire ai renziani che aveva inteso l’antifona. Era chiedere troppo! Meglio tenere il 15% di Vendola rispetto al 35% di Renzi uscito dalle urne del primo turno delle primarie. Altri passi sbagliati: il “Bersa” prima flirta con Casini poi si allea con Sinistra e Libertà, si fa invischiare nei discorsi sulle deroghe, insomma, perde l’attimo.

Diciamo che Bersani ha difeso la sua, la nostra, Italiotità. Sta con uno ma anche con l’altro, dice che cambierà le cose ma le facce sono sempre le stesse, è a sinistra ma con uno sguardo al centro, ma…il coraggio di fare qualcosa di diverso una volta ogni tanto è chiedere troppo?!

L’attimo invece non se lo fa sfuggire il Professore, che da abile stratega e’ li’ in agguato, pronto a sferrare il primo colpo: che arriverà, andrà’ a segno e farà’ male, soprattutto a Bersani.

Il prof. sa che se si candida vince. In effetti e’ un bell’incentivo a candidarsi. Ecco chi lo voterà’:
– I leghisti delusi
– I berluschini delusi
– I renziani delusi
– I grillini delusi
– quelli che avrebbero cmq votato al centro

I montiani (chi sono?)

Praticamente tutti i delusi e chi ha creduto in Monti fin dall’inizio.

Montiani delusi non ce ne dovrebbero essere perché nessuno l’ha votato e nel gioco delle aspettative questo e’ fondamentale.

Secondo le nostre analisi politiche da prima elementare, ma comunque da elettori, un punto fondamentale è che sia una faccia nuova. Non sarà il nuovo De Gasperi, ma sicuramente è una persona che non ha mai fatto politica e che non ha portato l’Italia dove si trova ora, anzi, ci ha buttato il salvagente nell’oceano di liquame in cui stavamo affogando. Certo non si sta bene comunque perché anche se galleggiamo sempre liquame è e la puzza ci fa star male, ma almeno abbiamo la testa fuori e possiamo guardare avanti.

Non ci vuole uno statista per capire che arriverà al 30 percento agile agile. Metteteci un paio di frasi ad effetto, un po’ di campagna elettorale, un po’ di informazione pilotata (ma di questo parleremo un’altra volta) e il gioco e’ fatto. Se il gioco e’ l’elezione del meno peggio, per quanto Monti non brilli per popolarità, ha già vinto.

Direte: anche i Maya hanno detto una cazzata e anche voi forse non sarete da meno! magari, poi però non dite che noi non l’avevamo detto…

Pandemia italiota

Chi sono gli italioti? Tutti siamo Italioti, almeno in qualche misura. Italiani e Italioti sono due facce della stessa medaglia, sono dottor Jekyll e Mister Hyde, sono il Yin e lo Yang, sono lo spirito dionisiaco e quello apollineo, il giorno e la notte insomma… non esiste un italiano che non sia anche un po’ italiota e viceversa.

Le circostanze dettano quale delle due anime prevalga sull’altra senza che il soggetto realizzi la differenza. In definitiva una sorta di patologia di cui tutti siamo più o meno inconsapevolmente affetti, ma quando c’è da scegliere tra la consapevolezza e i tarallucci&vino, l’italiota che è in ognuno di noi ha sempre la meglio…

Se è vero che il primo passo nella risoluzione di un problema consiste nel riconoscimento che un problema esiste e nell’identificazione di questo problema, italioti.it nasce per adempiere a questo scopo.

Mentre l’attenzione ed il dibattito infervorano intorno alle ultime cronache del teatrino della politica, intorno alle “cause” ed i possibili “rimedi” dell’attuale crisi italiana, si perde di vista o si fa perdere di vista la radice del problema. Il problema è che siamo un popolo di Italioti e al pari di una qualsiasi malattia curarne i sintomi non servirà a far guarire il malato ma solo a lenire, temporaneamente, le sue pene. Pene che si ripresenteranno puntualmente di lì a poco con gli interessi (ne sappiamo qualcosa), fino a quando il malato non diventa terminale

Facciamo quelli pragmatici e prendiamo come esempio il sintomo più lampante, il già citato teatrino della politica che ci ha portato alla situazione attuale. Facile no? Tutta colpa dei politici, bugiardi, ladri, mafiosi, corrotti, condannati, processati, puttanieri, attaccati alla poltrona e chi più ne più ne metta, facile come rubare le caramelle ai bambini. Rottamiamoli tutti e si risolve il problema. Sì, col cazzo. Sarebbe come se un giorno un gruppo di eroinomani si ribellasse ai propri spacciatori cocainomani perché la droga è diventata troppo cara. Magari quelli si ribellano pure, ma poi che succede? Difficile pensare che inizino a disintossicarsi…di sicuro i tossicodipendenti non capiscono che il problema non erano gli spacciatori…
È evidente che gli eroinomani dovrebbero rendersi conto di avere una dipendenza, ma in un mondo dove tutti sono dipendenti nessuno lo è, e chi si fa una volta alla settimana pensa di essere meglio di quello che si fa cinque volte al giorno, ed ha ragione a pensarlo. Ma è un tossicodipendente pure lui.

Il problema del tossicodipendente non è il suo spacciatore, il problema del tossicodipendente è che in tempi non sospetti ha iniziato a drogarsi, magari non sapendo che poteva nuocere alla salute, o a quella dei suoi figli e dei figli dei suoi figli, o magari quando ha iniziato non faceva male affatto anzi, magari al tempo te la vendevano come una medicina, figurarsi…che colpa ne ha quello lì? Nessuna, ma resta il fatto che quella che una volta era medicina adesso è diventato veleno. E il dottore è diventato spacciatore.

Ecco allora che nasce la confusione, la caccia alle streghe, i buoni contro i cattivi, i vecchi contro i giovani, i fascisti contro i comunisti, i populisti contro gli europeisti, i ciclisti contro gli autisti, gli ambientalisti contro i tassisti, gli Italiani contro gli italioti e gli italioti contro gli Italiani, tutti a scannarsi tra se stessi per la gioia dei burattinai, a loro volta burattini di un burattinaio più grande.

Così come il problema (principale) dei tossicodipendenti non sono gli spacciatori (va da sè che andare a farci le serate insieme non li aiuta) scaricare la colpa sulla classe politica non servirà a risolvere la crisi italiana, il problema vero non sono i politici (che guarda caso sono l’espressione del popolo), il problema vero sono gli Italiani, pardon, gli italioti.

italioti.it nasce per dare consapevolezza, mettere ordine, provocare, far riflettere, fornire una visione chiara, non necessariamente apolitica o antipolitica ma chiara, di quello che sta succedendo oggi in Italia e fuori.

L’obiettivo ultimo è quello di separare l’Italiano dall’italiota, aiutare il primo a prevalere sul secondo, sviluppare un po’ di quel senso di vigilanza democratica come primo passo per riportare l’indole italiota sotto controllo prima che sia troppo tardi, distruggerla non si può, ce l’abbiamo e ce la dobbiamo tenere, alla fine ci piace (e forse piace) pure un po’, diciamocelo.

Ma siamo ancora in tempo ad arginare la pandemia italiota? Assolutamente sì.

Come facciamo ad esserne sicuri? È semplice, perché se così non fosse siamo fottuti.

Di fronte all’incontestabilità di quanto sopra ci sono solamente due strade che l’italiano/italiota può imboccare:

  • Continuare a fare l’italiota, continuare a lamentarsi, continuare a indicare i colpevoli e continuare a subire il declino del paese e le conseguenze che ne derivano…
  • Riconoscere l’italiota che c’è in lui, prenderne le distanze, isolarlo e contenerlo (ad esempio continuando a leggere italioti.it)

Per chi sceglie la seconda strada il primo passo è semplice: cambiare prospettiva, basta additare i colpevoli, basta scannarsi tra italioti, concentriamoci sul fare. Fare qualcosa, qualsiasi piccola cosa che sia alla portata di tutti come condividere qualcosa di utile sul muro di cazzate che hai su facebook (sì, il link a questa pagina italiota che non sei altro).

Italioti perchè?

Perché siamo italiani. Italiani nel vero senso della parola significa italioti. E forse ce ne vantiamo anche un po’.

Italiani idioti, italioti!

È come fare due più due.

Storicamente ci siamo sempre basati sull’essere meno peggio! Ci sono stati periodi di barlumi di intelligenza vera, sempre dopo delle grandi tragedie: come dopo la seconda guerra mondiale, con la crisi petrolifera, forse anche dopo tangentopoli.

Siamo proprio come la nostra nazionale, tiriamo fuori il meglio di noi durante le situazioni più disperate.

Ecco l’italiota che è in me: subito la metafora calcistica!

Diciamolo, oggi la nostra Italia è come un navigante tra il mare in tempesta che sta perdendo i suoi comandanti (buoni o cattivi che siano) e sta andando sempre più alla deriva. Forse dipende dai comandanti, ma forse e soprattutto dall’equipaggio!

Parlare di destra e sinistra non ci fa bene. Un popolo come il nostro abituato alla balena bianca non ha voglia ne di destra, ne di sinistra, ha voglia di politiche che lo facciano pensare al domani in tranquillità, poi sul dopodomani ci penseremo.

Destra sinistra, destra sinistra, destra sinistra…Basta! Come diceva Giorgio Gaber. Forse questo potrebbe essere preso da manifesto per questo blog, già la forte ironia di Gaber, sprezzante il paese e il suo popolo, ma con un grande amore, attaccamento proprio perché è così, forse è così che lo vogliamo e non ci interessa null’altro.

Questo bel Paese
forse è poco saggio
ha le idee confuse
ma se fossi nato in altri luoghi
poteva andarmi peggio.

Io non mi sento italiano
ma per fortuna o purtroppo
per fortuna o purtroppo
per fortuna
per fortuna lo sono.

Che palle qua, tutto a scatafascio, i treni in ritardo, tutto una merda.

Ma perché non lasci tutto e vai via?

Ma no perché? Stasera ho la partita, poi mi vedo con le amiche, forse il fantacalcio…

Italioti!

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